Auguri alla mia mamma, nel sorriso e nel pianto, nel sole e nel vento, che mi ha insegnato ad amare le donne. Auguri a mia sorella, ogni volta che mi ha protetto e le mille e passa volte che mi ha cresciuto. Auguri alla mia nonna, ora in cielo, un’intera esistenza a coccolarmi a tavola tra un piatto di lasagne, uno di tortellini e le polpettine coi piselli tutte intorno. Auguri alla mia prima donna, che mi ha preso ancora vergine, otto secondi netti su un letto improvvisato, ridendone insieme perché “no, davvero, non può essere così…”. Auguri alle mie due nipoti, magiche e sognanti, tre metri sopra il cielo, il motivo per cui ho scelto di essere padre. Auguri alla madre dei miei figli, che mi ha cambiato il cuore, trasformando il sale della solitudine che avevo sempre addosso nel pane della libertà che sento adesso dentro. Auguri a chi un giorno mi ha detto “bastardo, è finita” segnando il confine tra un amore e una relazione tossica, salvandomi dall’uomo cattivo che sarei potuto diventare. Auguri alle mie lettrici, spesso salvagenti alla mia cronica insicurezza. Auguri alle mie amiche, che mi vengono a prendere a casa con un biglietto di sola andata per il treno degli aperitivi e delle risate a crepapelle. Auguri a chi mi ama, facendo lo slalom tra i miei calzini e i miei casini, facendomi sognare mentre mi racconta di ricette nascoste tra i sentieri della mia terra o perdute in fondo al mare. Auguri alla mia parte femminile, così leggera e così profonda, in grado di sorridere, di commuoversi, di andare avanti e di perdonare, l’angolo migliore di me.
Matteo Bonfanti
Nella foto la prima donna che ho visto, la mia mamma, la sola foto che tengo nel mio portafoglio


domenica 8 Marzo 2026
