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	<title>Attualità &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, Sarri parte forte: è tra le grandi favorite per lo scudetto</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 07:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il Caffè - A Bergamo e a Treviglio]]></category>
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					<description><![CDATA[La Serie A 2026/2027 ha già mandato un segnale preciso dopo le prime due giornate. Su 20 partite è arrivato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/Atalanta-Lazio-foto-Bergamo-Sport-Mariani.jpg"><p>La Serie A 2026/2027 ha già mandato un segnale preciso dopo le prime due giornate. Su 20 partite è arrivato un solo pareggio, quello tra Udinese e Como terminato 1-1, mentre le altre 19 sfide hanno prodotto altrettante vittorie: 8 casalinghe e ben 11 in trasferta. Un avvio intenso, nel quale l’Atalanta di <strong>Maurizio Sarri</strong> ha saputo inserirsi subito tra le protagoniste.</p>
<p>La Dea è una delle sei squadre a punteggio pieno insieme a Roma, Inter, Milan, Juventus e Lazio. Due vittorie entrambe maturate al Gewiss Stadium, dove l’Atalanta ha superato prima il Sassuolo per 2-1 e poi il Bologna, ancora per 1-0, confermando un rendimento già convincente sotto la nuova guida tecnica. Un percorso iniziale che dà fiducia e permette a Sarri di lavorare con maggiore serenità.</p>
<p>A guidare il gruppo c’è una Roma capace di vincere entrambe le partite, trascinata soprattutto da Malen, autore di ben cinque gol nelle prime due giornate. Anche l’Inter ha iniziato con il piede giusto, con Calhanoglu già a quota due reti e altrettanti successi. La Lazio, invece, ha trovato in Frattesi un protagonista decisivo: due gol, uno per giornata, e sei punti conquistati.</p>
<p>Il quadro delle<strong> <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.planetwin365.it/scommesse/sport/calcio/italia/serie-a">quote scudetto</a></span> </strong>conferma come Inter (2.00), Roma (5.00), Juventus (7.50) e Milan (8.00) siano considerate le principali candidate, mentre Napoli (12.00) e Como (12.00) seguono a distanza ravvicinata. L’Atalanta è indicata a 50.00, molto più lontana dalle favoritissime, ma con Sarri in panchina nulla è precluso, mentre la Lazio è a 150.00. Numeri che raccontano le gerarchie della vigilia, ma che dopo appena 180 minuti possono già essere letti sotto una luce diversa: la Dea è a punteggio pieno e ha iniziato con due prestazioni che meritano attenzione.</p>
<p>Contro il Bologna è stato Samardzic a regalare all’Atalanta il successo al 96’, con una conclusione resa ancora più decisiva dalla complicità del portiere felsineo Skorupski. Un episodio che riporta al centro un aspetto spesso sottovalutato: anche ai massimi livelli, i portieri possono incidere pesantemente sul risultato finale.</p>
<p>Proprio<span style="color: #0000ff;"> <a style="color: #0000ff;" href="https://www.bergamoesport.it/vista-da-mayer-quando-la-differenza-la-fa-il-portiere/"><strong>l’importanza dei portieri è un tema di analisi del nostro sito</strong></a></span>: una grande squadra non può prescindere da un estremo difensore capace di garantire sicurezza, concentrazione e continuità. L’errore di Skorupski sul gol di Samardzic ne è un esempio concreto. In un campionato così equilibrato, dettagli di questo tipo possono trasformare una partita e, nel lungo periodo, pesare anche sulla corsa ai vertici.</p>
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		<title>Le interviste dell&#8217;AperiScacco:  Quando il design incontra gli scacchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Copenhagen Institute of Interaction Design gli scacchi sono arrivati quasi per caso. Un centro internazionale dedicato all’interaction design, alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/09/DavideZandonella-SimonaMaschi.jpg"><p dir="ltr">Al Copenhagen Institute of Interaction Design gli scacchi sono arrivati quasi per caso. Un centro internazionale dedicato all’interaction design, alla creatività e all’innovazione non sembra, almeno a prima vista, il luogo più naturale per ospitare un torneo.<br />
«Mi ha incuriosito proprio il fatto che, apparentemente, gli scacchi non abbiano nulla a che fare con il design», spiega Simona Maschi, co-fondatrice e direttrice del CIID, che il 13 settembre aprirà i propri spazi di&nbsp;<a href="https://www.google.com/maps/search/via+Astino+16?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BAstino%2B16?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1788422168705000&amp;usg=AOvVaw0d65zy3-vrjfoZ3LJlK0Nk">via Astino 16</a>&nbsp;all’AperiScacco.. «Al CIID ci interessa creare incontri tra mondi che normalmente non si incontrano. Spesso è proprio lì che nasce qualcosa di interessante.»<br />
Il CIID lavora sulla progettazione dell’interazione tra persone, tecnologie, oggetti e servizi. A ben vedere, però, la distanza dalle 64 case non è così grande. «Negli scacchi c’è una cosa che ci appartiene molto: la capacità di guardare quello che hai davanti e immaginare ciò che ancora non c’è. Ogni mossa apre possibilità, ne chiude altre, cambia il sistema.»<br />
Il punto di contatto è soprattutto l’immaginazione, insieme alla necessità di muoversi entro regole precise. «Un buon designer non guarda soltanto ciò che esiste, ma cerca di vedere ciò che potrebbe esistere. E la creatività nasce proprio dalla capacità di trovare possibilità nuove dentro i vincoli.»<br />
L’AperiScacco porterà ad Astino agonisti, appassionati, famiglie e curiosi. Un pubblico eterogeneo che corrisponde all’idea che Maschi ha del CIID. «Non dovrebbe mai diventare un luogo frequentato soltanto da designer. La creatività non appartiene ai designer. Appartiene alle persone.» E aggiunge: «Mi piace pensare che qualcuno possa arrivare per giocare a scacchi e, quasi per caso, incontrare un progetto, una persona o un’idea che non avrebbe conosciuto altrimenti.»<br />
Anche Astino è parte del progetto. «Storicamente i monasteri erano luoghi di innovazione», ricorda Maschi, nei quali comunità e sperimentazione favorivano lo sviluppo di nuove pratiche. «In un certo senso continuiamo a fare la stessa cosa, solo che oggi lavoriamo con le tecnologie contemporanee e con una comunità internazionale.»<br />
E se CIID e scacchi dovessero progettare qualcosa insieme? «Mi piacerebbe partire da una domanda più ampia: come possiamo portare più gioco nella vita delle persone?». Una domanda resa ancora più attuale dall’intelligenza artificiale. «E se usassimo le tecnologie non per sostituire queste interazioni, ma per aumentarle? Forse una delle sfide più interessanti della tecnologia oggi non è portarci ancora più dentro gli schermi, ma riportarci gli uni verso gli altri».</p>
<p dir="ltr"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/09/SimonaMaschi.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180897" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/09/SimonaMaschi.jpg" alt="" width="970" height="647" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/09/SimonaMaschi.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/09/SimonaMaschi-300x200.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/09/SimonaMaschi-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Vaccinazione contro l’influenza aviaria con herpesvirus ricombinante: che cosa sappiamo sulla possibile esposizione alimentare</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 15:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto pilota italiano di vaccinazione contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) di sottotipo H5, nel cui ambito rientrano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/prof.jpg"><p>Il progetto pilota italiano di vaccinazione contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) di sottotipo H5, nel cui ambito rientrano i virus H5N1 del clade 2.3.4.4b oggi di particolare interesse, iniziato il 5 maggio 2026, merita di essere esaminato separando con molta cura due questioni che, nel dibattito pubblico, vengono continuamente confuse: da una parte vi sono l’efficacia della vaccinazione nel contenere mortalità, malattia e diffusione dell’H5N1 negli allevamenti, dall’altra vi è una domanda diversa, che interessa direttamente il consumatore e che non può essere risolta semplicemente ricordando che il vaccino è autorizzato, ossia che cosa accade al vettore vaccinale nell’animale, dove rimane, per quanto tempo rimane e che cosa, eventualmente, può arrivare attraverso la carne o le uova a chi le consuma, che poi è una delle preoccupazioni che più direttamente interessano il consumatore, oggi. E allora è bene fare un poco di chiarezza e dire le cose come stanno, per lo meno nei limiti di ciò che è possibile sapere, perché pubblicato o comunque di pubblico dominio, sebbene con qualche difficoltà.<br />
Il progetto pilota, nella sua formulazione definitiva, riguarda cinque allevamenti produttivi finali: tre allevamenti di tacchini da carne situati in provincia di Verona, identificati dai codici 060VR701, 096VR206 e 096VR606, e due allevamenti di galline ovaiole situati in provincia di Mantova, identificati dai codici 053MN728 e 053MN726. Non riguarda quindi, almeno in questa fase, gli allevamenti ordinari di polli broiler (i polli da carne) destinati alla produzione della comune carne di pollo. Il dispositivo ministeriale stabilisce inoltre che i prodotti provenienti dagli allevamenti vaccinati possano essere commercializzati, ma esclusivamente sul mercato italiano.<br />
Questa limitazione è una prescrizione di movimentazione e commercializzazione del progetto, collegata anche alla gestione dello status vaccinale e dei mercati UE e dei Paesi terzi; non è, di per sé, un indizio di rischio alimentare <span style="color: #ff0000;">(Fnovi – Ministero della Salute)</span>, ma questo ha scatenato molte perplessità, molti dubbi e molti timori, in un tessuto sociale che, in gran parte, ha perso fiducia nelle istituzioni.<br />
La prima vaccinazione prevista dal protocollo viene effettuata al primo giorno di vita mediante un vaccino ricombinante autorizzato che utilizza come vettore l’Herpesvirus of Turkeys, HVT, mentre successivamente viene somministrato un richiamo con un vaccino inattivato a subunità H5. Per comprendere il problema alimentare bisogna fermarsi soprattutto sulla prima vaccinazione, perché non si tratta di un vaccino a DNA nel significato più semplice del termine, nel quale si inocula direttamente un plasmide contenente una sequenza genetica, ma di un virus vivo geneticamente modificato che possiede esso stesso un genoma a DNA e che viene utilizzato come veicolo persistente dell’informazione antigenica.<span style="color: #ff0000;"> (Fnovi).</span><br />
Non è dunque un vaccino a mRNA, come ho letto in alcuni social, ma un vaccino vivo a vettore virale, nel quale il genoma dell’HVT è stato modificato inserendovi le sequenze che codificano due antigeni, VP2 e H5. Le cellule infettate dal vettore esprimono quindi queste proteine, che vengono riconosciute dal sistema immunitario e inducono la risposta immunitaria. Esiste pertanto un’informazione genetica aggiunta che induce le cellule infettate a produrre proteine antigeniche; ciò non significa, naturalmente, che tali proteine siano tossiche, anche se nelle fonti pubbliche finora esaminate non abbiamo trovato studi specificamente disegnati per valutare gli effetti di un’assunzione orale cronica di H5 e VP2 provenienti dai tessuti degli animali vaccinati, né che il meccanismo sia assimilabile a quello di un vaccino a mRNA, sebbene l’esito funzionale comune sia che una cellula dell’ospite produca una proteina antigenica eterologa.<br />
Il prodotto Vaxxitek HVT+IBD+H5 contiene infatti un ceppo vivo, cellulo-associato, di herpesvirus del tacchino, denominato rHVT-IBD-H5, nel quale sono state inserite la sequenza che codifica la proteina VP2 del virus della bursite infettiva e quella che codifica l’emoagglutinina H5 del virus dell’influenza aviaria. L’EMA lo definisce espressamente “avian influenza vaccine, live recombinant”. Il costrutto H5 non contiene il virus influenzale completo e non può quindi generare autonomamente un virus H5N1; contiene l’informazione necessaria perché le cellule infettate dal vettore producano l’antigene H5 e provochino la risposta immunitaria desiderata. <span style="color: #ff0000;">(European Medicines Agency (EMA))</span> Il dispositivo ministeriale non indica espressamente il nome commerciale Vaxxitek, ma prescrive un vaccino HVT-H5 autorizzato anche per il tacchino; Vaxxitek HVT+IBD+H5 è il prodotto EMA che corrisponde a questi requisiti.<br />
La costruzione del ricombinante è stata ottenuta introducendo nel genoma dell’HVT una sequenza sintetica H5, insieme agli elementi regolatori necessari alla sua espressione. Il dossier britannico relativo allo stesso rHVT-IBD-H5 descrive la realizzazione del costrutto mediante ricombinazione omologa e specifica che i plasmidi batterici utilizzati durante le fasi di costruzione non rimangono nel virus vaccinale finale; quando il documento afferma che “no vector was left in the recombinant HVT vaccine”, il termine vector si riferisce quindi ai plasmidi utilizzati nella manipolazione molecolare, non all’HVT, che costituisce invece precisamente il vettore biologico vivo somministrato all’animale. <span style="color: #ff0000;">(Servizi di Pubblicazione &#8211; Uk Department For Environment, Food &amp; Rural Affairs – DEFRA)</span>.<br />
Questo punto diventa essenziale perché l’HVT non si comporta come un antigene che viene inoculato, stimola il sistema immunitario e poi scompare. È un herpesvirus e, come tale, instaura un’infezione persistente. Il ceppo FC-126, dal quale deriva la piattaforma vaccinale, ha come ospite naturale proprio il tacchino e viene utilizzato da decenni nella vaccinazione contro la malattia di Marek; dopo l’inoculazione, il virus attraversa una fase di replicazione, si localizza soprattutto nelle cellule del sistema immunitario e successivamente può instaurare latenza, mentre nei follicoli delle penne può avvenire una replicazione produttiva con formazione di particelle virali infettive.<span style="color: #ff0000;"> (Agenzia Canadese Alimenti &#8211; Canadian Food Inspection Agency – CFIA)</span>. Nel caso del tacchino la persistenza non costituisce una semplice possibilità teorica. Il dossier britannico del nuovo rHVT-IBD-H5 afferma esplicitamente che l’HVT provoca un’infezione persistente, che il virus può essere rilevato durante l’intera vita dell’animale e che l’inoculazione nel tacchino determina una “persistent, lifelong infection”; lo stesso documento precisa inoltre che, nel suo ospite naturale, il virus può diffondersi attraverso materiale proveniente dai follicoli delle penne. Questo significa che un tacchino vaccinato al primo giorno di vita non è un animale nel quale, al momento della macellazione, dobbiamo presumere che il vaccino sia stato eliminato: la biologia stessa dell’HVT gli consente di persistere nell’ospite (Servizi di Pubblicazione). Persistenza, tuttavia, non significa presenza uniforme e continua di grandi quantità di virus libero in tutti i tessuti. Gli herpesvirus alternano replicazione e latenza e l’HVT è largamente cellulo-associato, per cui una cellula può contenere il genoma virale senza produrre continuamente particelle virali mature. Il riassunto delle caratteristiche di Vaxxitek dichiara espressamente che il ceppo vaccinale vivo viene escreto da polli e tacchini vaccinati e può diffondersi ai tacchini a contatto.<br />
Il recentissimo PUAR, Public Assessment Report, cioè rapporto pubblico di valutazione., di EMA consente ora di precisare direttamente la biodistribuzione del nuovo costrutto. In uno studio specifico su polli di un giorno, rHVT-IBD-H5 è stato isolato nel sangue, nella milza e nella borsa di Fabrizio di tutti gli animali esaminati a 7 e 28 giorni, mentre non è stato isolato nella trachea; le penne, come annota espressamente EMA, «were not investigated». Per la presenza nelle penne il dossier rinvia quindi a dati ottenuti con il ceppo parentale. Il PUAR aggiunge che il ceppo vaccinale può essere escreto e diffondersi ai tacchini a contatto. Nella valutazione ambientale, tuttavia, EMA riferisce anche che in trucioli di pino il virus era recuperabile dopo 15 minuti ma non dopo 1, 2 o 3 giorni alle temperature studiate, e che non si replicava in tre linee cellulari di mammifero. Questi dati sostengono la persistenza e la disseminazione nell’ospite aviario, ma non dimostrano un rischio per il consumatore o per i mammiferi. <span style="color: #ff0000;">(PUAR EMA, pp. 14-19)</span>.<br />
Il problema, dal punto di vista alimentare, consiste quindi nel distinguere almeno tre situazioni differenti: la presenza di cellule contenenti il genoma ricombinante, la presenza di DNA virale derivato da cellule infette o morte e la presenza di virus integro e ancora infettivo. Confondere queste tre condizioni conduce facilmente sia a rassicurazioni eccessive sia ad allarmismi altrettanto ingiustificati.<br />
I dati disponibili sui precedenti vaccini ricombinanti basati sul medesimo vettore HVT dimostrano comunque che la disseminazione nell’animale è reale. In studi sul Vaxxitek HVT+IBD, che utilizza la stessa piattaforma HVT pur possedendo un inserto differente, DNA ricombinante è stato rilevato nella milza, nella borsa di Fabrizio, nel polmone e nei follicoli delle penne, con carichi nettamente maggiori in questi ultimi; altri studi su vettori HVT ricombinanti hanno documentato persistenza del DNA virale per settimane e mesi in diversi compartimenti dell’organismo. <span style="color: #ff0000;">(Caratterizzazione di due vaccini ricombinanti HVT-IBD mediante rilevamento dell’inserto VP2 e immunità cellulo-mediata dopo la vaccinazione di polli esenti da patogeni specifici) (Parker E De Wit, “Assessment Of Impact Of A Novel Infectious Bursal Disease Vaccination Programme In Breeders…)</span><br />
Una valutazione ufficiale canadese effettuata su un altro vaccino HVT ricombinante fornisce un passaggio particolarmente interessante proprio per la questione alimentare. Il documento riconosce che il virus parentale HVT può persistere negli animali vaccinati per periodi prolungati, anche indefiniti, e osserva che questa persistenza rende possibile l’esposizione degli operatori dei macelli al virus ricombinante; aggiunge poi che l’esposizione attraverso il consumo della carne dovrebbe essere ridotta perché il virus è localizzato principalmente nei linfociti associati agli organi viscerali e nei follicoli delle penne, e non prevalentemente nei tessuti muscolari che costituiscono la carne normalmente consumata. È una valutazione rassicurante, ma è anche una formulazione molto diversa dall’affermare che nella carne non vi sia virus o DNA ricombinante: il documento parla di esposizione ridotta, non di esposizione impossibile. (Agenzia Canadese Alimenti)<br />
Ed è precisamente qui che, allo stato attuale della documentazione che abbiamo potuto esaminare, rimane la lacuna più interessante. Nelle fonti pubblicamente accessibili esaminate fino al 26 agosto 2026 non abbiamo trovato uno studio pubblicato sul nuovo VAXXITEK HVT+IBD+H5 nel quale, all’età commerciale di macellazione dei tacchini, vengano prelevati sistematicamente petto e coscia e vengano misurati separatamente il numero di copie di DNA rHVT-H5 per grammo di tessuto, la quantità di cellule infette, la possibilità di recuperare virus vaccinale vitale mediante coltura e la presenza della proteina H5 e della VP2 espressa dal costrutto.<br />
Dire che il muscolo non rappresenta il principale sito di replicazione dell’HVT è sostenuto dalla biologia del virus; dire che la carne destinata al consumo è necessariamente priva del vettore o del suo DNA richiederebbe invece dati diretti che, nei documenti finora disponibili, non abbiamo trovato.<br />
La sezione «Study of residues» non descrive uno studio di deplezione nel quale siano stati analizzati petto, coscia o altri tessuti commestibili per ricercare il vettore rHVT-IBD-H5, il suo DNA oppure H5 e VP2. La valutazione regolatoria dei residui si fonda invece sul fatto che i componenti del vaccino sono sostanze per le quali non è richiesto un MRL oppure principi attivi biologici destinati a produrre immunità, considerati fuori dall’ambito del Regolamento (CE) n. 470/2009; viene inoltre quantificata la gentamicina residua dal processo produttivo in 0,174 µg/dose, giudicata inferiore a qualunque attività farmacologica. Su questa base EMA conclude che il consumo dei prodotti derivati dagli animali vaccinati non presenta un rischio per la salute umana e fissa il tempo di sospensione a zero giorni. È quindi corretto affermare che lo «zero giorni» non deriva dalla dimostrazione sperimentale dell’assenza del vettore o delle proteine ricombinanti nella carne; non sarebbe però corretto dedurre, per il motivo opposto, che virus vivo o H5 integra siano necessariamente presenti nella carne. <span style="color: #ff0000;">(PUAR EMA, pp. 16 e 19)</span>.)<br />
In realtà esiste uno studio Wageningen Bioveterinary Research del 2026 con una sezione espressamente intitolata “Safety of poultry products”, nella quale sono stati analizzati petto, cuore, penne e uova di ovaiole vaccinate dopo challenge H5N1; quello studio, però, cercava il virus H5N1 di challenge e il suo RNA, non il vettore vaccinale rHVT-IBD-H5 né le proteine vaccinali H5 e VP2,e risponde quindi a una domanda diversa.<br />
<span style="color: #ff0000;">(Wageningen Bioveterinary Research, “Vaccination of poultry with hvt-based h5 vaccine…”, report 2026, doi 10.18174/705406)</span>.<br />
La distinzione è ancora più importante considerando che la carne non è costituita esclusivamente da fibre muscolari isolate. Un campione di muscolo contiene capillari, sangue residuo, leucociti, tessuto connettivo e cellule appartenenti a compartimenti nei quali un virus cellulo-associato può essere presente, per cui l’assenza di una particolare affinità dell’HVT per il miocita non permette, da sola, di concludere che il tessuto alimentare debba essere PCR-negativo. Anche in questo caso, peraltro, una PCR positiva avrebbe un significato molto diverso dall’isolamento di virus infettivo, perché potrebbe dimostrare soltanto la presenza di materiale genetico virale.<br />
Il passaggio successivo consiste allora nel chiedersi che cosa comporterebbe, per l’uomo, l’eventuale ingestione di questo materiale. L’HVT presenta un ostacolo biologico molto importante alla possibilità di infezione umana, poiché il suo spettro d’ospite è ristretto agli uccelli e ripetuti tentativi di infettare cellule di mammifero non hanno dimostrato una replicazione produttiva; la documentazione britannica relativa al rHVT-IBD-H5 afferma esplicitamente che HVT e HVT ricombinanti non sono capaci di replicarsi nelle cellule dei mammiferi e non sono in grado di infettare l’uomo. <span style="color: #ff0000;">(Servizi di Pubblicazione)</span><br />
Questo rappresenta una barriera biologica assai più significativa della semplice constatazione che non siano stati segnalati casi clinici, perché anche ipotizzando che una piccola quantità di virus vitale raggiungesse il consumatore insieme alla carne cruda o poco cotta, mancherebbe il requisito fondamentale perché quell’esposizione si trasformi in un’infezione: la capacità del virus di entrare in un ciclo replicativo efficace nelle cellule umane. Una cottura adeguata ridurrebbe ulteriormente, fino all’inattivazione, la possibilità di esposizione a virus infettivo.<br />
Diversa è la questione del DNA. Se nell’alimento sono presenti cellule contenenti il vettore, o materiale proveniente dalla loro degradazione, il consumatore può teoricamente ingerire frammenti di DNA ricombinante. Non esiste alcuna ragione biologica per sostenere che ogni singola molecola di DNA del vaccino debba necessariamente essere eliminata prima che l’animale entri nella catena alimentare, ma dall’ingestione del DNA alla modificazione genetica di una cellula umana esiste una successione di passaggi molto più complessa di quanto una formulazione sommaria possa suggerire. Il DNA dovrebbe sopravvivere alla digestione in forma sufficientemente integra, attraversare la mucosa intestinale, entrare in una cellula vitale, raggiungerne il nucleo e infine integrarsi stabilmente in un cromosoma in maniera tale da produrre un effetto biologicamente significativo. Non esistono evidenze che questa sequenza venga realizzata attraverso il consumo di alimenti provenienti da animali vaccinati con HVT ricombinante e la gran parte degli acidi nucleici alimentari viene degradata durante la digestione. La stessa valutazione canadese utilizza questo argomento per considerare trascurabile il rischio derivante da eventuali tracce del vettore presenti nella carne. <span style="color: #ff0000;">(Agenzia Canadese Alimenti)</span>.<br />
I dati sulla presenza del genoma ricombinante, tuttavia, non esauriscono il problema alimentare, perché il genoma del vettore è stato costruito proprio affinché le cellule infettate esprimano due proteine eterologhe, la VP2 del virus della bursite infettiva e l’emoagglutinina H5 dell’influenza aviaria, e la domanda che interessa il consumatore non è pertanto soltanto se nella carne rimangano il vettore o il suo DNA, ma anche se nei tessuti commestibili rimangano le proteine prodotte a partire da quel DNA, in quali quantità, in quali cellule e per quanto tempo. Nelle fonti pubblicamente accessibili esaminate fino al 29 agosto 2026 non abbiamo trovato, per il nuovo rHVT-IBD-H5, una determinazione quantitativa di H5 e VP2 nel muscolo del petto o della coscia all’età commerciale di macellazione, né una ricerca sistematica delle due proteine nelle uova durante il ciclo di deposizione, . Questo non significa che tali proteine siano necessariamente presenti in quantità biologicamente significative nell’alimento, ma significa che la semplice dimostrazione della persistenza del DNA virale non permette di dedurre né la loro presenza né la loro assenza. Per una valutazione diretta dell’esposizione alimentare occorrerebbe misurarle, distinguendo inoltre la proteina integra e biologicamente attiva dai frammenti proteici derivanti dal normale turnover cellulare. Il dato non riportato nel PUAR pubblicato». <span style="color: #ff0000;">(PUAR EMA, pp. 7-10 e 12-19).)</span><br />
L’eventuale presenza di H5 o VP2 nell’alimento non equivale però alla loro espressione all’interno di una cellula del consumatore: la via orale comporta denaturazione e proteolisi e la maggior parte delle proteine alimentari viene digerita. Il dato che manca è quindi la quantità di proteina integra che potrebbe essere effettivamente ingerita, non la semplice esistenza del gene nell’animale.<br />
Non sarebbe però corretto trasformare questa conclusione in una dimostrazione matematica di rischio zero. Il problema scientifico non è se sia ragionevole attendersi che il DNA alimentare modifichi geneticamente il consumatore, perché sulla base delle conoscenze disponibili non lo è, ma se il nuovo costrutto rHVT-IBD-H5 sia stato studiato direttamente nei tessuti commestibili con una profondità sufficiente a quantificare l’esposizione reale. Sono due domande differenti: alla prima possiamo rispondere con una forte rassicurazione biologica, mentre alla seconda non disponiamo ancora di tutti i dati che vorremmo avere.<br />
Anche il problema delle uova deve essere affrontato con la stessa distinzione. Gli herpesvirus della malattia di Marek, HVT compreso, non sono noti per essere trasmessi verticalmente dall’animale infetto all’embrione attraverso l’uovo; la valutazione canadese sui vettori HVT lo afferma esplicitamente e questo costituisce un elemento consistente contro la possibilità che l’uovo rappresenti una normale via di trasmissione di virus vaccinale infettivo.<span style="color: #ff0000;"> (Agenzia Canadese Alimenti)</span>.<br />
Rimane però la domanda, molto più restrittiva, se tuorlo e albume di ovaiole vaccinate con questo specifico rHVT-IBD-H5 siano stati sistematicamente analizzati, durante l’intero ciclo di deposizione, mediante PCR quantitativa e ricerca di virus vitale.<br />
Il PUAR precisa che non sono stati presentati studi dedicati alla sicurezza della somministrazione di Vaxxitek HVT+IBD+H5 durante la deposizione, né nel pollo né nel tacchino, e per questo il prodotto non è destinato alla somministrazione durante la fase di deposizione. Questo dato non va però confuso con la vaccinazione di una pollastra destinata a diventare ovaiola: il dossier comprende studi di campo su future ovaiole Novogen Brown Light vaccinate da pulcine e seguite durante la fase produttiva, nonché studi su Lohmann Brown Classic vaccinate alla nascita e sottoposte a challenge al picco di deposizione. Il PUAR non riporta tuttavia una ricerca sistematica del vettore, del suo DNA o delle proteine H5 e VP2 nel tuorlo e nell’albume come endpoint di sicurezza alimentare. <span style="color: #ff0000;">(PUAR EMA, pp. 14, 17 e 24-25)</span>. Nei dati pubblicamente accessibili che abbiamo finora potuto verificare non abbiamo trovato una dimostrazione di questo genere, e pertanto l’assenza di trasmissione verticale nota non deve essere trasformata nell’affermazione, molto più forte, che sia stata dimostrata l’assenza assoluta di qualsiasi materiale riconducibile al vettore in ogni uovo prodotto.<br />
<strong>Il protocollo, peraltro, non termina con il vettore HVT. Il dispositivo ministeriale prevede per i tacchini il richiamo a 30–36 giorni e per le pollastre destinate alla produzione di uova un richiamo più tardivo, intorno alla 10ª–12ª settimana, mediante un vaccino ricombinante a subunità H5 classificato tra i vaccini virali inattivati. Il Ministero non indica nel dispositivo il nome commerciale del prodotto, ma le caratteristiche richieste corrispondono puntualmente a Vaxxinact H5, autorizzato nell’Unione europea il 4 dicembre 2025: è un vaccino ricombinante a subunità contenente emoagglutinina H5, autorizzato nei tacchini a partire da 28 giorni di età esclusivamente dopo primovaccinazione con un vaccino vHVT-H5 e con un intervallo fra priming e richiamo non inferiore a 28 giorni. Salvo che nella concreta attuazione del progetto venga utilizzato un diverso prodotto in possesso dei medesimi requisiti regolatori, Vaxxinact H5 è quindi il prodotto che corrisponde allo schema descritto dal Ministero.</strong><br />
<strong>Vaxxinact H5 non contiene un virus vivo e non introduce nelle cellule del tacchino una nuova informazione genetica: l’antigene è già presente come emoagglutinina H5 ricombinante. Ogni dose da 0,5 ml contiene almeno 256 unità emoagglutinanti di H5 e, come adiuvante, 275,5 mg di olio di paraffina leggero, oltre a polisorbato 80, sorbitan oleato e acqua per preparazioni iniettabili; la somministrazione è sottocutanea nel terzo medio del collo. Anche per questo prodotto il tempo di sospensione per i tessuti commestibili del tacchino è stabilito in zero giorni. Il problema alimentare è pertanto differente da quello del primo vaccino: non vi sono qui persistenza di un vettore vivo o espressione continua di un transgene, ma diventa pertinente la valutazione della persistenza locale e sistemica dell’antigene proteico e anche dell’adiuvante oleoso nel punto di inoculo e nei tessuti, tanto più che il prodotto autorizzato descrive fra gli eventi avversi del tacchino gonfiore, arrossamento, massa e ispessimento nel sito di iniezione. il fatto che la somministrazione avvenga nel collo riduce la rilevanza diretta per petto e coscia, ma non sostituisce una valutazione dei residui e della destinazione della sede d’inoculo nella filiera alimentare.</strong><br />
<strong>Un altro elemento che va tenuto distinto è la durata della protezione dalla persistenza del vettore. Per Vaxxitek HVT+IBD+H5 l’informazione regolatoria indica, nel tacchino, un inizio della protezione H5 a 50 giorni e una durata dimostrata di 100 giorni; questo non significa che dopo 100 giorni il vettore HVT sia scomparso, poiché la persistenza biologica dell’herpesvirus può proseguire ben oltre la durata dell’efficacia immunologica dimostrata. Persistenza del vettore virale e durata della protezione sono quindi due parametri differenti, e la necessità del richiamo non implica l’eliminazione del primo vettore.</strong><br />
<strong>Il PUAR conferma per il tacchino un inizio dell’immunità a 50 giorni e una durata dimostrata di 100 giorni. Nelle ovaiole, inoltre, a 24-25 settimane il vaccino continuava a ridurre mortalità e quantità di virus eliminato, ma la protezione dall’infezione e dalla trasmissione risultava sensibilmente diminuita: nel gruppo Vaxxitek senza richiamo il 90% delle galline sottoposte a challenge si infettò e il virus fu trasmesso a tutti i contatti. Questo dato riguarda soprattutto l’efficacia epidemiologica, non la sicurezza alimentare, e può essere lasciato fuori dall’articolo se si vuole mantenere rigorosamente il focus sul consumatore.<span style="color: #ff0000;"> (PUAR EMA, pp. 24-26)</span>.</strong><br />
Il Vaxxitek HVT+IBD+H5 è stato autorizzato nell’Unione Europea il 19 novembre 2025 e il suo tempo di sospensione è pari a zero giorni, il che significa che le autorità regolatorie non hanno ritenuto necessario imporre un intervallo fra somministrazione e immissione degli animali nella filiera alimentare. L’autorizzazione è stata però concessa “in circostanze eccezionali”, ai sensi dell’articolo 25 del regolamento europeo sui medicinali veterinary; il PUAR precisa che, pur trattandosi di un’autorizzazione in circostanze eccezionali ai sensi dell’articolo 25, per la sicurezza è stato presentato un «full safety file» e nella sezione sicurezza EMA dichiara che non sono state identificate lacune regolatorie; le riduzioni di dati consentite dall’articolo 25 e richiamate nella valutazione beneficio-rischio riguardavano l’efficacia. Una formulazione più aderente sarebbe: «L’autorizzazione è stata concessa in circostanze eccezionali ai sensi dell’articolo 25 del Regolamento (UE) 2019/6, procedura che consente requisiti ridotti quando il beneficio della disponibilità immediata del medicinale è ritenuto superiore al rischio derivante dall’assenza di alcuni dati. Nel caso di Vaxxitek HVT+IBD+H5 il PUAR precisa che il fascicolo di sicurezza era completo secondo i requisiti regolatori e che le riduzioni considerate riguardavano soprattutto l’efficacia». <span style="color: #ff0000;">(PUAR EMA, pp. 4, 12, 19, 26 e 28)</span>. Questa circostanza non significa che il vaccino sia privo di valutazioni di sicurezza, né che il tempo di sospensione zero sia arbitrario, ma significa altrettanto chiaramente che non ci troviamo di fronte a un prodotto sul quale esistano già decenni di esperienza specifica relativa a questo preciso costrutto H5.<br />
Il PUAR rende inoltre esplicito un limite metodologico di uno studio di sicurezza specifico nei tacchini. Trenta tacchini Royal Palm di 18 giorni furono vaccinati, con un gruppo di controllo della stessa numerosità, e osservati per 49 giorni. EMA scrive che questo studio non rispettava le raccomandazioni della Farmacopea europea 0589 quanto a numero di animali, durata dell’osservazione ed età alla vaccinazione; lo ha comunque considerato accettabile nel contesto della procedura ex articolo 25 e dell’esperienza sul ceppo parentale HVT. Questo studio non rappresenta però l’unica evidenza sul tacchino: l’efficacia è stata studiata anche in tacchini commerciali pesanti B.U.T. Premium vaccinati al primo giorno e sottoposti a challenge H5N1 a 50 e 100 giorni. Il limite dello studio Royal Palm va quindi segnalato, ma non presentato come se l’intera autorizzazione del tacchino poggiasse esclusivamente su quei 30 animali. <span style="color: #ff0000;">(PUAR EMA, pp. 13 e 22-23). (VETERINARY MEDICINES INFORMATION WEBSITE – UNION PRODUCT DATABASE &#8211; RETE REGOLATORIA EUROPEA/EMA.) (Medicines EU)</span>.<br />
Il Public Assessment Report EMA per Vaxxitek HVT+IBD+H5, adottato dal CVMP il 9 ottobre 2025 e reso pubblicamente disponibile nell’agosto 2026, consente ora di distinguere ciò che è stato verificato direttamente da ciò che è stato estrapolato dalla piattaforma HVT. Il rapporto documenta studi specifici di sicurezza, biodistribuzione ed efficacia del nuovo costrutto, ma nella valutazione dei residui non descrive uno studio di deplezione nei tessuti commestibili né una quantificazione di rHVT-IBD-H5, H5 o VP2 nella carne o nelle uova. EMA ritiene comunque il rischio per il consumatore trascurabile e il tempo di sospensione di zero giorni appropriato sulla base della natura biologica del principio attivo, del quadro regolatorio dei residui, della quantità trascurabile di gentamicina residua e dei dati disponibili sulla piattaforma HVT. Rimane pertanto distinta la conclusione regolatoria di sicurezza dalla dimostrazione sperimentale dell’assenza del vettore o delle proteine ricombinanti nell’alimento».<span style="color: #ff0000;"> (PUAR EMA, pp. 12-19 e 26-29)</span>.<br />
C’è poi un ulteriore aspetto, che riguarda direttamente il consumatore e che non deve essere confuso con la sola valutazione tossicologica:<br />
dire che un alimento proveniente da un animale vaccinato è considerato sicuro non significa necessariamente aver dimostrato che quell’alimento sia biologicamente, nutrizionalmente e organoletticamente equivalente a quello proveniente da un animale non vaccinato. la normativa europea richiede che, nella valutazione dei medicinali veterinari immunologici, vengano considerati i potenziali effetti nocivi per l’uomo derivanti dai residui presenti negli alimenti ottenuti dagli animali trattati, ma stabilisce nel contempo che, normalmente, per questi medicinali non è necessario procedere a uno studio specifico dei residui, salvo particolari circostanze. la domanda regolatoria è quindi essenzialmente se esista un rischio per il consumatore tale da rendere necessario un tempo di sospensione o da impedire il consumo, che è cosa diversa dal domandarsi se la carne o le uova prodotte da un animale nel quale persiste per mesi un vettore virale ricombinante, e nelle cui cellule vengono espresse proteine eterologhe H5 e VP2, conservino le medesime caratteristiche di quelle di un animale non vaccinato.<br />
Un eventuale effetto della persistente espressione di proteine eterologhe sulla regolazione genica o sull’epigenoma dell’animale, se esistesse, non sarebbe rilevante perché l’epigenoma ‘passa’ al consumatore, ma perché potrebbe modificare il metabolismo e quindi la composizione del tessuto o dell’uovo. Questo specifico endpoint non risulta valutato nelle fonti pubbliche esaminate. Per rispondere a questa seconda domanda occorrerebbero confronti diretti fra animali vaccinati e controlli che esaminassero non soltanto crescita, mortalità e produzione, ma anche composizione proteica e lipidica della carne, metabolismo muscolare, stress ossidativo, pH post mortem, capacità di ritenzione idrica, ossidazione dei lipidi e delle proteine, micronutrienti e caratteristiche sensoriali e, nel caso delle uova, composizione del tuorlo e dell’albume, profilo lipidico, proteine, micronutrienti e parametri qualitativi e organolettici. Nella documentazione pubblicamente accessibile che abbiamo esaminato finora non abbiamo trovato una dimostrazione specifica di questa equivalenza per VAXXITEK HVT+IBD+H5. Questo non autorizza a concludere che carne e uova siano alterate, ma non autorizza nemmeno ad affermare che sia stata sperimentalmente dimostrata la loro completa equivalenza. “sicuro da consumare” e “dimostrato equivalente come alimento” sono, scientificamente, due affermazioni differenti, e per un consumatore che deve decidere che cosa portare a tavola la seconda non è affatto una questione secondaria.<br />
Dopo la lettura del PUAR questa distinzione rimane valida e può essere sostenuta in modo più netto. Il rapporto valuta sicurezza, efficacia, biodistribuzione, rischio ambientale e residui secondo gli endpoint regolatori, ma non riporta confronti fra prodotti di animali vaccinati e controlli per composizione lipidica o proteica della carne, metabolomica, pH, ossidazione, micronutrienti, caratteristiche sensoriali oppure composizione nutrizionale e organolettica delle uova. Il PUAR permette quindi di affermare che l’equivalenza biochimica, nutrizionale e organolettica dell’alimento non è un endpoint dimostrato nel rapporto; ciò non prova che l’alimento sia alterato, ma delimita correttamente ciò che l’autorizzazione di sicurezza consente e non consente di concludere.<br />
Nel frattempo rimane possibile affrontare il problema da un punto di vista strettamente precauzionale, purché non si confonda la precauzione con la dimostrazione di un danno. A oggi non esiste un rischio sanitario documentato che consenta di affermare che mangiare carne o uova provenienti dagli animali vaccinati con questo prodotto provochi un danno al consumatore, mentre esistono argomenti biologici consistenti contro la possibilità di infezione umana da HVT e contro un’integrazione significativa del DNA alimentare nelle cellule del consumatore. Esiste però contemporaneamente un’incertezza documentabile sulla quantità e sulla forma nella quale il nuovo vettore possa essere presente nei prodotti alimentari al termine del normale ciclo produttivo, e questa incertezza non può essere eliminata semplicemente richiamando il tempo di sospensione pari a zero.<br />
Se il criterio adottato è quello ordinario della medicina basata sulle evidenze, i dati attuali non giustificano una raccomandazione generale ad evitare pollo, tacchino o uova. Se invece si sceglie deliberatamente un principio di precauzione massimale, in una situazione nella quale l’esposizione non offre alcun beneficio al consumatore ed è generalmente sostituibile, nell’ambito di una dieta adeguatamente bilanciata, senza conseguenze nutrizionali significative, allora l’astensione selettiva dai prodotti provenienti dagli allevamenti coinvolti nel progetto pilota può essere considerata una scelta razionale nell’attesa di dati più completi, purché venga descritta per ciò che è: una decisione fondata sull’incertezza residua e sulla volontà di evitare un’esposizione non necessaria, non sulla dimostrazione di una pericolosità. Per le uova fresche questa scelta è, almeno in teoria, relativamente semplice, perché il codice impresso sul guscio identifica l’allevamento di deposizione. Il primo numero indica il sistema di allevamento, seguito dalla sigla IT e dal codice che permette di individuare comune, provincia e allevamento; le fonti regionali classificano i due stabilimenti 053MN726 e 053MN728 come allevamenti di galline ovaiole in gabbia, per cui, se tale modalità è rimasta invariata, i codici corrispondenti sono 3IT053MN726 e 3IT053MN728. In ogni caso la parte determinante ai fini dell’identificazione è IT053MN726 o IT053MN728, se tale modalità è rimasta invariata. (Ministero della Salute). La situazione cambia quando le uova entrano negli ovoprodotti, nella pasta all’uovo, nella pasticceria, nelle salse o negli alimenti industriali, perché la tracciabilità rimane disponibile agli operatori della filiera ma normalmente non viene trasferita al consumatore attraverso il codice dell’allevamento riportato sull’etichetta del prodotto trasformato. In questi casi, chi volesse applicare una precauzione assoluta non sarebbe normalmente in grado di ricostruire autonomamente la provenienza delle uova impiegate.<br />
Per il tacchino il problema è ancora più evidente. I tre allevamenti coinvolti sono 060VR701, 096VR206 e 096VR606 e il sistema di tracciabilità previsto dal progetto registra le vaccinazioni nella ricetta elettronica veterinaria, nel documento di accompagnamento informatizzato e nella Banca dati nazionale, per cui la filiera è in grado di sapere quali gruppi di animali sono stati vaccinati. Il consumatore, però, non riceve normalmente sull’etichetta della carne il codice BDN dell’allevamento; la normativa europea richiede l’indicazione dello Stato nel quale l’animale è stato allevato, dello Stato nel quale è stato macellato e del codice della partita, mentre il collegamento fra quella partita e gli animali di provenienza deve essere conservato dagli operatori della filiera. <span style="color: #ff0000;">(Eur-Lex)</span> Ne deriva una situazione paradossale nella quale l’informazione esiste ed è tecnicamente disponibile, ma non è immediatamente accessibile al soggetto che deve decidere se acquistare o meno quella carne.<br />
La carne ordinaria di pollo costituisce invece, almeno relativamente a questo progetto pilota, un problema differente, perché i cinque stabilimenti indicati dal Ministero comprendono tacchini da carne e galline ovaiole, ma non allevamenti di broiler (polli da carne). Non vi è quindi alcun fondamento, sulla base di questo specifico programma, per estendere automaticamente una scelta precauzionale alla normale carne di pollo. Rimane naturalmente possibile che le galline ovaiole, al termine della carriera produttiva, vengano avviate alla macellazione e che la loro carne entri soprattutto in filiere di trasformazione, nelle quali la possibilità di identificare l’origine da parte del consumatore diventa ulteriormente ridotta.<br />
La situazione può quindi essere descritta senza minimizzare e senza amplificare ciò che sappiamo. Il vettore rHVT-IBD-H5 è un herpesvirus vivo ricombinante, non un semplice antigene e non un plasmide di DNA; nel tacchino, che ne costituisce l’ospite naturale, produce un’infezione persistente che può durare per tutta la vita dell’animale; il materiale genetico dei vettori HVT può essere rilevato in diversi tessuti e soprattutto nei compartimenti linfatici e nei follicoli delle penne; non abbiamo, nelle fonti pubbliche finora esaminate, una quantificazione specifica e sistematica del nuovo rHVT-H5 nella carne commestibile e nelle uova al momento dell’immissione sul mercato; l’HVT non è però capace, secondo le conoscenze disponibili, di replicarsi nelle cellule dei mammiferi o di infettare l’uomo, mentre non esiste evidenza che il DNA eventualmente ingerito attraverso questi alimenti possa integrarsi in maniera biologicamente significativa nel genoma umano. Per chi chiede una valutazione di rischio ordinaria, l’insieme di questi dati è rassicurante. Per chi chiede invece una certezza assoluta, quella certezza oggi non può essere fornita, perché l’assenza di un meccanismo plausibile di danno non equivale alla dimostrazione sperimentale che ogni possibile forma di esposizione attraverso i tessuti alimentari sia stata misurata ed esclusa. Ed è precisamente per questo che la nuova relazione EMA assume interesse: non perché ci aspettiamo necessariamente che riveli un pericolo ignorato, ma perché potrà chiarire quanto di ciò che oggi consideriamo sicuro sia stato verificato direttamente sul nuovo rHVT-IBD-H5 e quanto, invece, sia stato ragionevolmente dedotto dall’esperienza accumulata con la piattaforma HVT. Fino ad allora la posizione scientificamente più corretta rimane necessariamente doppia: non abbiamo elementi per sostenere che questi alimenti siano pericolosi, ma non abbiamo nemmeno elementi sufficienti per promettere che ogni rischio teorico, raro o tardivo sia stato direttamente escluso; e, quando il consumo è facoltativo, l’alimento è sostituibile e l’esposizione può essere evitata senza conseguenze sanitarie rilevanti, purché la dieta resti adeguatamente bilanciata, lasciare al consumatore la possibilità di esercitare consapevolmente questa prudenza richiederebbe soprattutto una cosa assai semplice, ossia che la tracciabilità già esistente nella filiera diventasse finalmente informazione disponibile anche sull’etichetta.<br />
In conclusione, allo stato attuale non esistono prove che carne o uova provenienti dagli animali coinvolti nel progetto pilota rappresentino un pericolo per il consumatore, ma restano alcune aree di incertezza che non sono state ancora chiarite in modo diretto e completo. Proprio per questo, in attesa di dati più dettagliati, prudenza, trasparenza e possibilità di scelta informata restano più ragionevoli sia dell’allarmismo sia delle rassicurazioni assolute.<br />
Questo articolo è stato aggiornato dopo la lettura integrale del Public Assessment Report EMA relativo a Vaxxitek HVT+IBD+H5. Il rapporto ha consentito di confermare alcuni elementi rassicuranti, di correggere alcune formulazioni precedenti e di definire con maggiore precisione le lacune residue: in particolare, il PUAR non descrive uno studio di deplezione del vettore o delle proteine H5 e VP2 nei tessuti commestibili e nelle uova, né studi di equivalenza biochimica, nutrizionale o organolettica dei prodotti. Le conclusioni qui formulate restano pertanto suscettibili di revisione qualora vengano pubblicati nuovi dati diretti su questi specifici endpoint.<br />
<strong>Dichiarazione di assenza di conflitti di interesse e nota metodologica. L’autore dichiara di non avere conflitti di interesse economici o professionali relativamente ai prodotti, alle aziende, agli enti o ai soggetti coinvolti nel tema trattato. Questa analisi è stata condotta con l’intento di mantenere la massima imparzialità possibile, distinguendo i dati documentati dalle inferenze, riportando sia gli elementi rassicuranti sia le lacune e le incertezze, e attenendosi per quanto possibile alle fonti primarie e ai dati effettivamente disponibili.</strong> Non vi è l’intenzione di sostenere né di contrastare pregiudizialmente la vaccinazione del pollame contro l’influenza aviaria; eventuali nuove evidenze verificabili che contraddicano o modifichino quanto qui esposto dovranno comportare la correzione delle conclusioni.<br />
<em><strong>Professor Silvano Tramonte</strong></em></p>
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		<title>Ora legale: cambia l&#8217;orologio, non la fase biologica</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 11:59:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ORA LEGALE PERMANENTE: PROVIAMO A GUARDARLA COME UN PROBLEMA DI FASATURA, NON DI OROLOGI Visto che qui siamo in un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/ora-legale.jpg"><p>ORA LEGALE PERMANENTE: PROVIAMO A GUARDARLA COME UN PROBLEMA DI FASATURA, NON DI OROLOGI<br />
Visto che qui siamo in un gruppo pieno di ingegneri, tecnici e persone abituate a ragionare in termini di sistemi, sincronismi, anticipi, ritardi, feedback e riferimenti, provo ad affrontare la questione dell&#8217;ora legale permanente proprio in questi termini.<br />
Perché secondo me il primo punto-trappola del discorso è confondere l&#8217;orologio con il tempo biologico.<br />
Se sposto avanti di un&#8217;ora le lancette dell&#8217;orologio non ho spostato avanti di un&#8217;ora né la rotazione terrestre, né il sorgere del Sole, né il tramonto, né tantomeno l&#8217;orologio biologico dell&#8217;uomo. Questo è un dato importante da tenere a mente: se sposto le lancette dell&#8217;orologio il mio corpo non lo sa. Ho cambiato soltanto il numero che attribuisco a un determinato istante della giornata.<br />
Detto in termini automobilistici: se sposto lo zero del comparatore non ho cambiato di un grado la fasatura dell’albero a camme rispetto all’albero motore e lo stesso avviene con l&#8217;orologio: spostiamo lo zero della scala convenzionale, non la relazione fisica fra rotazione terrestre, Sole e organismo. Naturalmente l&#8217;analogia si ferma qui, perché il sistema biologico, diversamente da un accoppiamento meccanico, possiede meccanismi di autocorrezione della fase. Ma proprio questi meccanismi sono il cuore del problema.</p>
<p>CHE COS&#8217;È DAVVERO L&#8217;OROLOGIO BIOLOGICO<br />
L&#8217;organismo umano possiede oscillatori biologici endogeni. Il principale pacemaker circadiano si trova nel nucleo soprachiasmatico dell&#8217;ipotalamo, ma esistono oscillatori periferici praticamente in tutto l&#8217;organismo: fegato, pancreas, cuore, tessuto adiposo e così via. Questi sistemi continuano a oscillare anche senza vedere un orologio, ovviamente, e perfino in condizioni sperimentali nelle quali vengono eliminati i normali riferimenti temporali esterni.<br />
Il periodo circadiano medio umano non è neppure esattamente di 24 ore: è circa 24,2 ore. Per questo deve essere continuamente riportato in fase con la giornata astronomica mediante segnali esterni, i cosiddetti zeitgeber, cioè &#8220;datori di tempo&#8221;. Il principale, di gran lunga, è il ciclo luce-buio che raggiunge la retina. Il nostro organismo non possiede un piccolo astronomo nell&#8217;ipotalamo che osserva l&#8217;orizzonte e dice: &#8220;il Sole è sorto, sono le 6.43&#8221;. Riceve invece continuamente informazioni luminose attraverso la retina e, sulla base soprattutto della fase nella quale queste informazioni arrivano, corregge anticipando o ritardando il proprio oscillatore.<br />
La stessa luce può quindi produrre effetti differenti a seconda del momento biologico in cui arriva: la luce nelle ore serali tende generalmente a ritardare la fase circadiana; quella del mattino tende ad anticiparla. Intensità, durata e spettro contano, ma conta enormemente quando quella luce viene ricevuta. È la classica phase response curve dei sistemi circadiani.<br />
A questo punto qualcuno, giustamente, potrebbe fare un&#8217;obiezione più raffinata: ma la luce del mattino non è diversa da quella della sera? Vero. La luce non è sempre uguale. Durante la giornata cambiano intensità e composizione spettrale. Quindi il nostro organismo potrebbe semplicemente &#8220;riconoscere&#8221; dalla qualità della luce se è mattina oppure sera? Non è proprio così. Lo spettro della luce conta, e conta parecchio. Il sistema circadiano dispone di vie retiniche particolarmente sensibili a determinate lunghezze d&#8217;onda e quindi la composizione della luce modifica certamente l&#8217;efficacia del segnale.<br />
Ma lo spettro non è un codice orario.<br />
Il cervello non osserva la luce delle 10 del mattino e dice: &#8220;questa ha la firma spettrale delle 10.00, dunque devo regolare l&#8217;orologio sulle 10&#8221;, anche perché la qualità della luce varia enormemente con nuvole, stagione, latitudine, ambiente, vetri, vegetazione e mille altre condizioni. Alba e tramonto possono perfino presentare alcune caratteristiche simili. Il sistema funziona in maniera più sofisticata, infatti possiede già una propria oscillazione interna e interpreta il segnale luminoso in funzione della fase biologica nella quale quel segnale arriva. In altre parole non deve ricavare ogni mattina da zero &#8220;che ora è&#8221; osservando il colore del cielo, ma sa già, con una certa approssimazione, dove si trova nel proprio ciclo e usa la luce esterna per correggere continuamente eventuali anticipi o ritardi.<br />
Facciamo un esempio molto semplice. Supponiamo che normalmente mi svegli alle 7, ma una mattina dorma fino alle 10 e quindi non veda affatto l&#8217;alba. Alle 10 apro le finestre ed entro in piena luce. Il mio sistema circadiano non pensa che siano le 7 perché quella è la prima luce che ha visto perché il suo oscillatore interno ha continuato a funzionare mentre dormivo e si trova già nella propria fase mattutina. La luce delle 10 agirà quindi su un sistema che sa già biologicamente di trovarsi nella parte mattutina del ciclo e contribuirà alla sua sincronizzazione. Questo però non significa che svegliarsi regolarmente alle 10 sia biologicamente equivalente a ricevere luce dall&#8217;alba in poi. Se tutti i giorni elimino sistematicamente la luce delle prime ore del mattino, ricevo molta luce più tardi e rimango esposto alla luce fino a sera inoltrata, modifico progressivamente il complesso dei segnali che regolano la mia fase circadiana e posso favorire uno spostamento verso una fase più tardiva.<br />
A questo punto il concetto diventa interessante anche dal punto di vista tecnico: l&#8217;orologio circadiano non ricava l&#8217;ora assoluta da una singola misura ma mantiene una propria oscillazione e corregge continuamente il proprio errore di fase confrontandosi con un riferimento periodico esterno. Concettualmente assomiglia molto più a un sistema agganciato in fase che a un sensore capace di leggere direttamente l&#8217;ora dall&#8217;ambiente. Quindi qualità, intensità e durata della luce contano, ma la variabile decisiva resta la relazione temporale fra quel segnale e la fase dell&#8217;oscillatore biologico.<br />
Ed ecco perché, nella vita reale, alba e tramonto sono così importanti: non perché abbiano qualche proprietà magica in quanto eventi astronomici, ma perché rappresentano le due grandi transizioni quotidiane del segnale naturale luce-buio al quale la nostra fisiologia si è adattata.<br />
E veniamo al punto. Quando in primavera decidiamo che quelle che ieri chiamavamo le 7 oggi si chiamano le 8, il Sole non ha ricevuto la circolare e continua a sorgere nello stesso momento astronomico, il nucleo soprachiasmatico non riceve l&#8217;aggiornamento automatico dell&#8217;iPhone, e la secrezione ormonale non legge la Gazzetta Ufficiale. Abbiamo semplicemente spostato di un&#8217;ora il riferimento sociale rispetto al riferimento naturale.<br />
L&#8217;organismo può successivamente modificare in una certa misura la propria fase perché cambiamo anche le nostre abitudini, l&#8217;esposizione alla luce, l&#8217;ora dei pasti, l&#8217;attività, il momento in cui andiamo a letto e ci svegliamo. Quindi sarebbe scorretto dire che l&#8217;orologio biologico &#8220;non si adatta mai&#8221;.<br />
MA NON SI ADATTA ALL&#8217;OROLOGIO CIVILE. SI ADATTA AI SEGNALI BIOLOGICI E AMBIENTALI CHE RICEVE.<br />
Comunque e sempre.</p>
<p>MELATONINA, CORTISOLO E FASATURA<br />
La melatonina, che regola il ciclo del sonno, presenta un ritmo circadiano molto marcato: aumenta nella sera biologica e raggiunge valori elevati durante la notte. La luce serale può sopprimerne la secrezione e, soprattutto se opportunamente temporizzata, ritardare la fase del sistema circadiano.<br />
Anche il cortisolo, l&#8217;ormone dello stress, regola metabolismo, pressione, glicemia e si modula appunto sul ritmo circadiano con valori che aumentano nella parte finale della notte biologica e raggiungono il massimo intorno al periodo del risveglio; a questo ritmo si sovrappone inoltre il cosiddetto *cortisol awakening response*, la risposta al risveglio che fa aumentare i livelli di cortisolo fino al 70% nella prima mezz&#8217;ora. Ma melatonina e cortisolo non sono due interruttori comandati semplicemente dall&#8217;accensione e dallo spegnimento della luce. Sono parti di un sistema enormemente più complesso nel quale orologio centrale, sonno, attività, luce, sistema neuroendocrino e orologi periferici interagiscono continuamente. Il nucleo soprachiasmatico coordina numerosi ritmi fisiologici e la luce è il più potente segnale ambientale di sincronizzazione.<br />
Chi lavora sui motori conosce bene il concetto: un sistema complesso funziona correttamente non semplicemente perché tutti i componenti funzionano, ma perché funzionano nella corretta relazione temporale gli uni rispetto agli altri.<br />
Potremmo, a questo punto, chiederci: allora perché l&#8217;ora legale permanente è diversa dall&#8217;ora solare permanente?<br />
Con l&#8217;ora legale prendiamo l&#8217;intera attività sociale e, rispetto al ciclo solare, la anticipiamo convenzionalmente di un&#8217;ora e Il risultato pratico è che sull&#8217;orologio alba e tramonto risultano un&#8217;ora più tardi. E questa è la ragione per cui tutti amano l&#8217;ora legale: &#8220;abbiamo un&#8217;ora di luce in più la sera&#8221;. Io non amo l&#8217;ora òlegale, tutt&#8217;altro, ma avere un&#8217;ora di luce in più alla sera rallegra anche me. Tuttavia, da medico, resto contrario.<br />
Ma, in resaltà, dire che abbiamo guadagnato un&#8217;ora di luce in più, alla sera, è scorretto perché, di fatto, non abbiamo guadagnato neppure un fotone, abbiamo semplicemente preso un&#8217;ora di luce al mattino e l&#8217;abbiamo spostata alla sera. Il sole manco se ne accorge ma biologicamente mattina e sera non sono intercambiabili. La luce mattutina e quella serale producono effetti opposti sulla fase dell&#8217;orologio circadiano.<br />
Ed è proprio qui che viene a cadere l&#8217;idea apparentemente intuitiva secondo la quale &#8220;purché abbiamo otto ore di luce, che differenza fa dove le mettiamo?&#8221;. Fa differenza eccome. In un sistema oscillante conta la quantità di segnale, certamente, ma conta soprattutto la sua fase rispetto all&#8217;oscillatore.<br />
D&#8217;estate la questione è molto meno evidente perché abbiamo moltissime ore di luce ma d’inverno il prezzo biologicamente più interessante dell&#8217;ora legale permanente si vedrebbe in modo assai consistente.<br />
Se con l&#8217;ora solare il Sole sorge, per fare un esempio, alle 7.45, con l&#8217;ora legale permanente sul nostro orologio sorgerebbe alle 8.45, ma scuola e lavoro continuerebbero magari a iniziare alle 8, quindi non abbiamo &#8220;spostato la giornata&#8221;. Però abbiamo imposto all&#8217;individuo di iniziare la propria giornata sociale un’ora prima rispetto alla giornata solare.<br />
E più si sale di latitudine, più il problema può diventare evidente; inoltre pesa maggiormente nelle zone occidentali dei fusi orari, dove l&#8217;ora solare locale è già più ritardata rispetto all&#8217;ora civile.<br />
Questo è uno dei motivi per cui le società scientifiche che si occupano specificamente di sonno e cronobiologia non sono affatto entusiaste dell&#8217;ora legale permanente.<br />
La **American Academy of Sleep Medicine** sostiene esplicitamente l&#8217;abolizione del cambio stagionale ma raccomanda, fra le due alternative, **l&#8217;ora standard permanente**. Lo stesso fa la **Sleep Research Society**: abolire il cambio sì, ma non sostituirlo con l&#8217;ora legale permanente, perché l&#8217;ora standard è quella che mantiene un rapporto migliore con la biologia circadiana umana. Questa è una distinzione importante perché spesso il dibattito viene ridotto a: &#8220;cambio dell&#8217;ora sì o no?&#8221; lasciando credere alla gente che sia solo una questione di gusto personale.<br />
Inoltre le alternative sono in realtà tre: mantenere il cambio due volte all&#8217;anno; adottare l&#8217;ora legale permanente; adottare l&#8217;ora solare permanente.<br />
Dal punto di vista circadiano, non sono affatto equivalenti.<br />
Il cambio primaverile introduce un disallineamento acuto e perdita di sonno nei giorni successivi; eliminarlo è ragionevole. Ma da questo non segue affatto che la soluzione migliore sia congelare permanentemente proprio l&#8217;ora legale. Le principali società scientifiche di settore arrivano alla conclusione opposta, anche se così la gente può godersi più luce dopo il lavoro, il che è vero e, come ho detto, non dispiace neppure a me ma è un argomento sociale, non biologico, e soprattutto ha una soluzione molto più razionale: cambiare gli orari delle attività umane invece di cambiare artificialmente il riferimento temporale di un intero Paese.<br />
Se riteniamo assurdo che una persona entri in un ufficio alle 8.30 ed esca alle 17.30 dopo aver trascorso quasi tutta la giornata in un ambiente chiuso, discutiamo degli orari di lavoro. Se vogliamo permettere ai bambini di trascorrere più tempo all&#8217;aperto, discutiamo degli orari scolastici. Se vogliamo utilizzare meglio la luce disponibile, possiamo introdurre flessibilità, orari stagionali, pause più lunghe nelle ore centrali, anticipi o riduzioni dell&#8217;orario lavorativo dove possibile. Tutto questo è perfettamente discutibile.<br />
Ma non raccontiamoci che mandando avanti di un&#8217;ora tutti gli orologi abbiamo modificato la giornata naturale. È come correggere sul display una temperatura che non ci piace e sostenere di avere raffreddato il motore.</p>
<p>CONCLUSIONE<br />
Alla luce delle odierne evidenze e timori, io eliminerei il cambio dell&#8217;ora, ma tornerei all&#8217;ora solare stabile.<br />
Tra i diversi riferimenti convenzionali possibili, è quello che mantiene il tempo sociale più vicino al ciclo naturale luce-buio sul quale si è organizzata la nostra fisiologia. Poi possiamo discutere quanto vogliamo di come organizzare meglio la nostra giornata. Anzi, dovremmo farlo. Forse il vero errore è proprio continuare a progettare la vita umana intorno agli orari dell&#8217;organizzazione produttiva e poi pretendere di sistemare il problema spostando le lancette dell&#8217;orologio.<br />
L&#8217;orologio civile è una convenzione, il ritmo circadiano no.<br />
E quando una convenzione entra in conflitto con un sistema biologico messo a punto da tempi enormemente più lunghi della nostra organizzazione sociale, personalmente preferirei modificare la convenzione. L&#8217;ora legale nasce in un tempo in cui nulla sapevamo di tutto ciò che ho tentato di chiarire, ma con tutte le ridicole e politicamente corrette preoccupazioni che ci facciamo per il benessere di ogni più piccola poco rappresentata e a volte anche assurda categoria di persone, non ci occupiamo di un fenomeno che colpisce, per molte persone è davvero così, la vita in modo assai sgradevole e con ricadute sull&#8217;efficienza, sull&#8217;attività e sulla salute, più o meno tutti e dunque socialmente assai conveniente.<br />
Se oggi la Bioarchitettura si preoccupa di sfruttare il più possibile la luce naturale studiando sistemi che la convoglino all’interno degli ambienti di lavoro o delle scuole o delle abitazioni, soprattutto oggi in cui gli ambienti tendono ad essere più risicati e ristretti, significa che gli architetti hanno recepito la nozione di quanto importante la luce sia. E dunque, ognuno di noi dovrebbe preoccuparsi di riportare un poco di naturalezza nella propria vita, ricordando che siamo solo animali, pensanti, si, ma animali e degli animali conserviamo istinti, ritmi fisiologici, esigenze fisiche e meccanismi il cui rispetto si traduce con un miglioramento della salute, della quailità della vita e, perché no, della sua durata.<br />
<strong>Professor Silvano Tramonte</strong></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/ora-legale.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-180693 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/ora-legale.jpg" alt="" width="583" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/ora-legale.jpg 583w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/ora-legale-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 583px) 100vw, 583px" /></a></p>
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		<title>E&#8217; la vigilia della 2 Giorni Ciclistica Internazionale Juniores di Vertova</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 07:10:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[VERTOVA (BG) – Il conto alla rovescia per la&#160;“2 Giorni Ciclistica Internazionale Juniores di Vertova”&#160;edizione 2026 è cominciato, il weekend [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/arrivo-trofeo-paganessi-georgs-tjumins.jpg"><p style="font-weight: 400;">VERTOVA (BG) – Il conto alla rovescia per la&nbsp;<em><strong>“2 Giorni Ciclistica Internazionale Juniores di Vertova”</strong></em>&nbsp;edizione 2026 è cominciato, il weekend è sempre più vicino e si scoprono anche i nomi dei principali protagonisti delle sfide che in Valle Seriana, ancora una volta, metteranno a confronto alcuni dei migliori atleti Juniores a livello mondiale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche quest’anno la gara si conferma come uno degli appuntamenti clou del calendario internazionale Juniores, a meno di un mese dall’appuntamento iridato di Montreal, e si comporrà di due atti: il&nbsp;<strong><em>28° Trofeo Comune di Vertova – 23° Memorial Pietro e Giovanni Merelli</em></strong>&nbsp;e il&nbsp;<em><strong>54° Trofeo Emilio Paganessi</strong></em>, in programma sabato 29 e domenica 30 agosto 2026.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche quest’anno la rappresentanza italiana e soprattutto straniera sarà di altissimo livello con 17 formazioni straniere (13 nazioni rappresentate), per un totale di 36 squadre. Se ampliamo l’orizzonte a tutti i corridori presenti le nazioni rappresentate diventano ben 27 ed è presente almeno un giovane ciclista per ogni continente. Insomma, la manifestazione organizzata dall’<em><strong>Uc San Marco Vertova</strong></em>&nbsp;si conferma evento dalla grande rilevanza internazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Spulciando gli elenchi degli iscritti balzano all’occhio i nomi di numerosi giovani talenti e campioni del ciclismo mondiale. Il primo nome da fare è sicuramente quello del lettone&nbsp;<strong>Georgs Tjumins</strong>&nbsp;della Grenke Auto Eder&nbsp;<em>(nella foto credits Diego Zanetti)</em>, che farà ritorno a Vertova dopo che ha vinto il Trofeo Paganessi nel 2025, e nel frattempo quest’anno si è laureato campione lettone strada, cronometro e criterium.</p>
<p style="font-weight: 400;">La formazione bavarese, come sempre, sarà una corazzata incredibile e godrà ancora dei favori del pronostico e tra le sue fila schiererà anche il campione europeo e di Germania di categoria&nbsp;<strong>Karl Herzog</strong>, quest’anno secondo anche alla Parigi-Roubaix Juniores. Poi campione di Danimarca a cronometro&nbsp;<strong>Julius Løvstrup Birkedal</strong>, il campione del Sudafrica&nbsp;<strong>Josh Johnson</strong>, oltre al campione di Norvegia a cronometro<strong>&nbsp;Mads Furenes</strong>&nbsp;ed il figlio d’arte&nbsp;<strong>Enzo Hincapie</strong>, campione nazionale su strada degli Stati Uniti. Quest’ultimi due figurano tra le riserve, ma potrebbero, all’ultimo, far parte della partita.</p>
<p style="font-weight: 400;">La nazionale tedesca tra le sue fila porta un campione del mondo su pista, l’iridato dello Scratch&nbsp;<strong>Raul Esch</strong>. La Roman Kreuziger Cycling Academy ha nel campione della Repubblica Ceca&nbsp;<strong>Marek Stiblik</strong>&nbsp;e in quello slovacco a cronometro&nbsp;<strong>Timoptej Michalik</strong>&nbsp;i suoi atleti di punta. Per la Uno-X Carl Ras Roskilde attenzione al danese&nbsp;<strong>Magnus Madsen</strong>, già cinque vittorie all’attivo quest’anno.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ritorna a Vertova anche la formazione ungherese Team Lotus che nella gara di sabato farà affidamento sul campione di Serbia&nbsp;<strong>Vuk Trišić</strong>, mentre domenica avrà le sue punte nel campione di Macedonia strada e crono&nbsp;<strong>Kostantin Kostoski</strong>&nbsp;e in quello di Bulgaria&nbsp;<strong>Yordanov Pavel Dimitrov</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sempre di valore la nazionale del Kazakistan che, tra gli altri, schiererà anche il campione asiatico su strada&nbsp;<strong>Murat Kuitenov</strong>, il campione nazionale strada&nbsp;<strong>Almir Valiyev</strong>&nbsp;e quello a cronometro&nbsp;<strong>Pavel Podluzhnyy</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La nazionale slovena avrà nell’ex campione nazionale<strong>&nbsp;Luka Maksimovic</strong>&nbsp;l’atleta di punta, mentre la Nazionale della Polonia schiererà il campione nazionale&nbsp;<strong>Michal Stuzik</strong>&nbsp;e il plurivincitore di stagione&nbsp;<strong>Berlomiej Jedrysek</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da non sottovalutare i messicani della Monex che ben conoscono le strade italiane e in particolare&nbsp;<strong>Daniel Moreno</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>José Rodriguez</strong>, entrambi già a segno quest’anno.</p>
<p style="font-weight: 400;">Guardando Oltralpe, la Academy U19 Region Sud schiererà il francese&nbsp;<strong>Nolan Pedersoli</strong>, già vincitore del Trofeo Buffoni nel 2025, e il vicecampione nazionale a cronometro del Canada&nbsp;<strong>Gabriel Bertin</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda la pattuglia delle formazioni italiane, ci sarà la maglia tricolore di&nbsp;<strong>Enrico Balliana</strong>&nbsp;con il Team Ecotek Zero24. Sicuramente da tenere d’occhio sarà l’altoatesino&nbsp;<strong>Brandon Fedrizzi</strong>&nbsp;(Borgo Molino Vigna Fiorita) già in doppia cifra di vittorie quest’anno, ha ottenuto successi anche con la maglia azzurra e anche al Nord come alla E3 Saxo Classic Harelbeke.</p>
<p style="font-weight: 400;">Squadra forte e anche con una positiva tradizione a Vertova è la Nordest Petrucci Assali Stefen che potrà contare sul talento azzurro&nbsp;<strong>Patrik Pezzo Rosola</strong>, figlio della campionessa olimpica MTB Paola Pezzo e plurivincitore quest’anno, anche in competizioni internazionali, con i compagni di squadra&nbsp;<strong>Guido Viero</strong>&nbsp;ed&nbsp;<strong>Eric Zanolini</strong>. &nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Squadra che sta facendo molto bene in questa stagione è la Bustese Olonia che potrà contare su due atleti azzurri di valore come&nbsp;<strong>Paolo Favero</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Marco Zoco</strong>, oltre al campione di Albania strada e crono<strong>&nbsp;Gabriel Gashi</strong>. Debutta a Vertova il Team Guerrini Senaghese che schiererà oltre a&nbsp;<strong>Graziano Marangon</strong>&nbsp;e al fresco campione mondiale della Corsa a punti&nbsp;<strong>Matteo Maggioni</strong>, anche il vincitore dei Giochi Sudamericani Giovanili 2026, il venezuelano&nbsp;<strong>Emanuel Ayala</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Altri nomi per cui vale la pena spendere una parola sono quelli di&nbsp;<strong>Filippo Colella</strong>, che parteciperà con la Selezione regionale della Lombardia, l’ex tricolore&nbsp;<strong>Vincenzo Carosi</strong>, laziale del Team Coratti, con il compagno di squadra&nbsp;<strong>Brian Paris</strong>, il piemontese&nbsp;<strong>Luca Gugnino</strong>&nbsp;dell’Uc Piasco e poi segnaliamo anche la Pool Cantù GB Team con&nbsp;<strong>Alessandro Battistoni</strong>&nbsp;e l’iridato su pista&nbsp;<strong>Ruben Ferrari</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ultima nota la dedichiamo a&nbsp;<strong>Mirko Nembrini</strong>, atleta della Valle Seriana e tesserato per la Ciclistica Trevigliese, di recente vincitore a Montecampione, che sicuramente vorrà dare battaglia sulle strade di casa e continuità al positivo momento, insieme alla sua formazione che schiererà anche altri atleti di valore come&nbsp;<strong>Giulio Franceschini</strong>,&nbsp;<strong>Christian Gamba</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giacomo Agostino</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una start list di valore assoluto, quinti, con diversi campioni mondiali su pista, un campione europeo su strada, un campione asiatico su strada, titoli cronometro e cronosquadre dall’Asia, il vincitore degli ultimi Giochi Sudamericani Giovanili e si contano ben 14 campioni nazionali fra strada (11) e cronometro (8), sottolineando che alcuni atleti hanno vinto entrambe le prove e quindi il conto complessivo sale a 19 campioni nazionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>IL PROGRAMMA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">La sfida si accenderà&nbsp;<strong>sabato 29 agosto</strong>&nbsp;con il&nbsp;<em>28° Trofeo Comune di Vertova – 23° Memorial Pietro e Giovanni Merelli</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Distanza: 81,2 km (1 giro piccolo + 7 giri di 10,5 km)</p>
<p style="font-weight: 400;">Formalità di partenza: Oratorio di Vertova, via Roma, dalle 8,30 alle 10,30</p>
<p style="font-weight: 400;">Partenza ore 13,00 via Don B. Ferrari, Vertova</p>
<p style="font-weight: 400;">Arrivo previsto per le ore 14,48 in via Don B. Ferrari, Vertova</p>
<p style="font-weight: 400;">&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi il giorno successivo,&nbsp;<strong>domenica 30 agosto</strong>, la chiusura con il&nbsp;<em>54°</em><em>&nbsp;Trofeo Emilio Paganessi</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Distanza: 134 km</p>
<p style="font-weight: 400;">(Vertova-Colzate-Ponte Nossa-Clusone-Rovetta-Fino Del Monte (GPM)-Onore-Clusone-Villa d’Ogna-Piario-Ardesio-Parre-Selva-Gazzaniga-Vertova, inizio circuito n. 5 giri Vertova-Casnigo (GPM), discesa Carali-Gazzaniga-Fiorano al Serio-Vertova-Marmi Paganessi).</p>
<p style="font-weight: 400;">Formalità di partenza: Oratorio di Vertova, via Roma, dalle 6,30 alle 6,45</p>
<p style="font-weight: 400;">Partenza ore 9,00 via Don B. Ferrari, Vertova</p>
<p style="font-weight: 400;">Arrivo previsto per le ore 12,11 in viale Rimembranze, Vertova</p>
<p style="font-weight: 400;">&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>DIRETTA STREAMING</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Ricordiamo, inoltre, che entrambe le giornate godranno di una trasmissione in diretta streaming integrale della gara. Per chi non potrà raggiungere Vertova, sarà possibile seguire la diretta video live streaming delle due giornate sui&nbsp;canali di BICITV. Sabato 29 e domenica 30 agosto, le competizioni saranno interamente visibili in diretta video streaming sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di BICITV a partire da qualche minuto prima delle partenze (ore 12:50 circa sabato e ore 8:50 circa domenica).</p>
<p style="font-weight: 400;">&nbsp;</p>
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		<title>Rimandassimo i nostri politici a fare le elementari?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 19:38:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è che due bimbine, Viola e Sole, una di terra e l’altra di mare, ormai prossime ai tre anni, mi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/bambino.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">C’è che due bimbine, Viola e Sole, una di terra e l’altra di mare, ormai prossime ai tre anni, mi danno la mano, mi guardano in fondo e coi loro occhi mi raccontano il mondo come dovrebbe essere, insomma come vorrebbero che ce lo dovessimo inventare. E allora mi sono messo a scrivere fiabe, lunghe lunghe oppure minuscole e sottili. La prima parla della Colomba della Pace, la scultura che ha fatto il mio amico Pablo un giorno che si sentiva solo, per farla volare, la seconda, invece, racconta la mia amicizia col pesce Ambrogio che durante le mie vacanze a Calambrone mi veniva sempre a trovare, saltando nell’acqua, giusto per farmi ridere e nuotare, nella terza ci sono io e i miei amici, Marco e Fabio, che risolviamo un enigma bello grosso, un rompicapo vero e proprio, con l’aiuto di un geco, Ernesto, che abita a Cenaia, che ama tanto prendere il sole e un sacco scherzare. Inizio verso sera, al tramonto, quando il sole e la luna si salutano, scambiandosi due opinioni su quel che han fatto o che dovranno fare. Prendo il mio libro di Gianni Rodari e, ancora illuminato dalle sue parole, immagino i dintorni, le nuvole che mi fanno le boccacce, le stelle che mi inseguono, il mare o la montagna in ogni mia città, a Livorno e a Pisa, a Bologna e a Lecco, a Bergamo soprattutto, dove c’è il mio cuore, i miei figli, Vinicio e Zeno, Ze, detto Zen Zenisky. E torno bambino, sui banchi delle elementari, e rivedo le mie maestre, la Lilly e la Patrizia, la Monica e la Marilisa che arrivava in classe chiedendoci “what’s your name? How are you?”. E mi scopro un uomo buono, migliore perché non rutto mai le mie sfortune addosso agli altri e voglio bene a tutti, ai bianchi, ai gialli, ai neri, ai marroncini e ai vichinghi come me. Sono passati tanti anni, quaranta almeno almeno, e non so dove siano le mie maestre, magari in Australia, tra i campi di canguri, oppure in California, a surfare sull’oceano col Mago Merlino, o, ancora, in India ad addomesticare serpenti lunghi lunghi e un po’ lunatici come Kaa. Ma ogni volta che sono grande, e mi capita una volta al mese, e accendo la tv e ci sono i politici in televisione, che ce l’hanno con questo e con quello, che comandano e che prendono tanti soldi che non basta una banca per tenerli dentro, ma che comunque sono arrabbiati e che hanno sempre un nemico da insultare, vorrei avere una bacchetta magica per farli tornare bambini. A scuola, dove ci sono le maestre che a me hanno insegnato che siamo tutti uguali, nell’anima e nel cuore, che l’arcobaleno arriva ogni volta che lo vogliamo, che il primo compito da fare è imparare ad abbracciarsi quando arriva il temporale e che le armi sono orrende. Neanche da guardare. Da buttare e da dimenticare.</div>
<div dir="auto">Ps – Farò un libro per bambini a Natale. Il ricavato sarà per i bimbi in guerra, a Gaza e a Kiev e negli altri Paesi dove c&#8217;è un conflitto che non so. Accetto consigli sulle associazioni da contattare.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
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<div dir="auto"><em>Nella foto: io pupo, fotografato per un libro delle elementari</em></div>
</div>
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		<title>Il calcio dell&#8217;Isola e il Monvico piangono Sergio Corno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 09:37:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Il calcio dell&#8217;Isola e tutto il calcio bergamasco piangono la scomparsa di Sergio Corno, storico segretario del Monvico. 80 anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno3.jpg"><p>Il calcio dell&#8217;Isola e tutto il calcio bergamasco piangono la scomparsa di <strong>Sergio Corno</strong>, storico segretario del Monvico. 80 anni compiuti lo scorso mese di luglio, Corno si è spento nella propria casa di Carvico, paese del quale ha rappresentato, sportivamente parlando, uno degli alfieri più rappresentativi. Guardalinee con trascorsi nel professionismo, dunque avvezzo ai regolamenti e a un rispetto dei ruoli, delle componenti, delle regole, che oggi fa, o almeno dovrebbe fare, scuola, con il pensionamento si è legato alla realtà calcistica territoriale, prima rappresentata dal Carvico Calcio e poi dal Monvico. Prima segretario, scrupoloso e appassionato, poi instancabile tuttofare, con l&#8217;occhio di riguardo riposto per il manto erboso e per l&#8217;impianto di illuminazione, che andava evidentemente centellinato. Unanime il cordoglio di tutto il mondo del calcio bergamasco, a partire dal Calusco Monvico dei co-presidenti Zonca e Bozzato, fino allo storico presidente del Monvico, Paolo Bolognini, con il quale condivise la fondazione del club blaugrana. Per coloro che volessero porgere una parola di saluto e commiato, la salma si trova ancora nell&#8217;abitazione della famiglia Corno, in via Giuseppe Verdi 11. I funerali sono stati programmati per giovedì pomeriggio, alle ore 15.00, presso la Parrocchiale di Carvico. Dinanzi agli amici di sempre, quei pensionati che hanno dato l&#8217;anima anche per il Monvico e per quei Camp estivi che la stessa Atalanta ricorda con particolare gratitudine. E con un desiderio che si fa, un po&#8217; mestamente, realtà: accanto al corpo di Sergio, verranno sepolti la bandierina da guardalinee e i due cartellini. Sia così fatta la tua volontà, caro Sergio. Che la terra ti sia lieve.<br />
Alla famiglia di Corno, le più sentite condoglianze da parte della redazione di Bergamo &amp; Sport.<br />
Nik</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180641" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno1.jpg" alt="" width="1080" height="810" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno1.jpg 1080w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno1-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno1-1024x768.jpg 1024w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno1-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno1-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno1-500x375.jpg 500w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180642" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno2.jpg" alt="" width="970" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno2.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno2-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno2-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno2-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Corno2-500x375.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Le app più usate dai tifosi della Serie A durante le partite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:16:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Per molti tifosi, seguire la Serie A non significa più soltanto guardare i novanta minuti. Durante una giornata di campionato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-25-111418.png"><p><span style="font-weight: 400;">Per molti tifosi, seguire la Serie A non significa più soltanto guardare i novanta minuti. Durante una giornata di campionato lo smartphone serve per controllare formazioni, risultati, statistiche e notizie, ma anche per gestire il fantacalcio o seguire direttamente il proprio club. Le app più utili non svolgono tutte la stessa funzione: spesso è proprio la combinazione di servizi diversi a rendere più completa l’esperienza della partita.</span></p>
<h2><b>Le migliori app mobile per i tifosi della Serie A&nbsp;</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Le app dedicate al calcio possono svolgere funzioni molto diverse durante una giornata di Serie A. Alcune sono pensate per seguire risultati e statistiche in tempo reale, altre permettono di gestire il fantacalcio, ricevere notizie, approfondire l’andamento della partita o accedere ai contenuti ufficiali del proprio club. Nei prossimi punti vedremo in particolare:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">App per risultati live.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Piattaforme statistiche.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">App per il fantacalcio.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">App di news calcistiche.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">App di questo tipo trovano spesso spazio tra tante altre applicazioni nei telefoni degli italiani. Tanti, per esempio, scaricano le app dei casinò online più conosciuti. Prima di utilizzarle però, è sempre meglio consultare tutte le </span><a href="https://www.slotozilla.com/it/"><span style="font-weight: 400;">informazioni sul gioco d&#8217;azzardo su Slotozilla</span></a><span style="font-weight: 400;"> per giocare in modo più consapevole e responsabile e per trovare ogni volta le migliori promozioni.</span></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-25-111531.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180626" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-25-111531.png" alt="" width="901" height="596" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-25-111531.png 901w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-25-111531-300x198.png 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-25-111531-768x508.png 768w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></a></p>
<h3><b>FotMob</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">FotMob è una delle app più complete per chi vuole seguire le partite in tempo reale senza fermarsi al semplice risultato. Offre notifiche sui gol, cronaca testuale, formazioni, statistiche, expected goals e mappe dei tiri, coprendo naturalmente anche la Serie A.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo punto di forza è la capacità di raccogliere molte informazioni in una schermata facile da consultare. Durante il match permette di capire non solo chi sta vincendo, ma anche quale squadra sta creando di più. È quindi particolarmente utile per chi segue più incontri contemporaneamente o ama leggere la partita attraverso i dati.</span></p>
<h3><b>Sofascore</b></h3>
<p><a href="https://www.sofascore.com/football/tournament/italy/serie-a/23#id:95836"><span style="font-weight: 400;">Sofascore</span></a><span style="font-weight: 400;"> punta soprattutto sulla profondità statistica. Per la Serie A propone risultati live, classifiche, calendario, dati di squadre e giocatori e valutazioni basate sulle prestazioni individuali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la partita consente di approfondire il rendimento dei singoli, confrontare giocatori e osservare diversi indicatori utili a interpretare meglio il match. È quindi una scelta adatta a chi cerca più dettagli rispetto a un normale servizio di livescore e vuole seguire la gara con un occhio più analitico.</span></p>
<h3><b>Leghe Fantacalcio Serie A Enilive</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Per molti appassionati italiani, il weekend calcistico passa inevitabilmente anche dal fantacalcio. L’app Leghe Fantacalcio Serie A Enilive consente di creare e gestire leghe private, inserire le formazioni e controllare classifiche, mercato, voti, statistiche e aggiornamenti in tempo reale. Dalla stagione 2026/27 l’esperienza è ancora più collegata alle partite reali, grazie a funzioni come </span><a href="https://www.fantacalcio.it/news/redazionali/04_08_2026/leghe-fantacalcio-highlights-calciatori-app-495820"><span style="font-weight: 400;">highlights e notizie personalizzate</span></a><span style="font-weight: 400;"> sui giocatori presenti nella propria rosa.&nbsp;</span></p>
<h3><b>OneFootball</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">OneFootball combina risultati, calendario e statistiche con una forte componente editoriale. Gli utenti possono scegliere squadre e competizioni da seguire, creando così un flusso di aggiornamenti più vicino ai propri interessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’app raccoglie anche notizie, video, analisi e contenuti provenienti dal mondo del calcio. È particolarmente utile prima e dopo la partita, quando consente di passare rapidamente dalle ultime notizie alle reazioni e agli approfondimenti successivi al fischio finale.</span></p>
<h3><b>TUTTOmercatoWEB</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">TUTTOmercatoWEB è una scelta particolarmente adatta a chi vuole restare aggiornato sul calcio italiano e sul mercato. Insomma, è la tipica app da consultare d’estate sotto l’ombrellone. Permette di ricevere notifiche su squadre e competizioni, oltre ad avvisi relativi all’inizio e alla fine delle partite e alle variazioni del risultato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo punto di forza emerge soprattutto nelle ore che precedono e seguono il match. Conferenze stampa, indiscrezioni, commenti e aggiornamenti continui aiutano infatti a seguire tutto ciò che ruota attorno alla partita, non soltanto quello che accade nei novanta minuti.</span></p>
<h2><b>Quale app è più adatta a ciascun tipo di tifoso?&nbsp;</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Scegliere l&#8217;app migliore dipende quindi dal modo in cui si segue il campionato. Chi vuole soltanto aggiornamenti immediati ha esigenze molto diverse da chi cerca dati avanzati, contenuti ufficiali o informazioni per il fantacalcio.</span></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><b>Tipo di tifoso</b></td>
<td><b>App consigliata</b></td>
<td><b>Perché</b></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-weight: 400;">Risultati live</span></td>
<td><b>FotMob</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Notifiche rapide e panoramica immediata delle partite</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-weight: 400;">Analisi della partita</span></td>
<td><b>FotMob / Sofascore</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">xG, mappe dei tiri e dati dettagliati sulle prestazioni</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-weight: 400;">Statistiche</span></td>
<td><b>Sofascore</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Grande profondità nei dati di squadre e giocatori</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-weight: 400;">Fantacalcio</span></td>
<td><b>Leghe Fantacalcio Serie A Enilive</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Formazioni, voti, mercato e gestione completa della lega</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-weight: 400;">News calcistiche</span></td>
<td><b>TUTTOmercatoWEB</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Aggiornamenti continui sul calcio italiano e sul mercato</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-weight: 400;">Esperienza più completa</span></td>
<td><b>OneFootball</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Riunisce risultati, news, video e contenuti personalizzati</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-weight: 400;">In pratica, combinare un’app live, una statistica e quella del Fantacalcio permette di seguire l’intera giornata di Serie A, prima, durante e dopo la partita.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>A San Pellegrino si apre la 19° Coppa Quarenghi, mercoledì la sfilata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 16:28:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanili]]></category>
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					<description><![CDATA[San Pellegrino Terme, 24 agosto 2026 &#8211;&#160;Dopo la vittoria dell&#8217;Albinoleffe nel derby orobico con l&#8217;Atalanta alla&#160;5° Coppa Calligaris&#160;sabato 22 agosto, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/sfilata-con-dottor-Salvi.jpg"><p><em>San Pellegrino Terme, 24 agosto 2026 &#8211;&nbsp;</em>Dopo la vittoria dell&#8217;Albinoleffe nel derby orobico con l&#8217;Atalanta alla&nbsp;<strong>5° Coppa Calligaris</strong>&nbsp;sabato 22 agosto, i tornei firmati Comitato Coppa Angelo Quarenghi proseguono a San Pellegrino Terme con la manifestazione&nbsp;<em>“regina”</em>, appunto la&nbsp;<strong>Coppa Quarenghi U14</strong>, giunta alla 19° edizione.&nbsp;</p>
<div>Come da tradizione,&nbsp;<strong>mercoledì 26 agosto</strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>sfilata</strong>&nbsp;in centro a San Pellegrino Terme con tutte le squadre partecipanti guidate dalla Fanfara Città dei Mille: partenza alle ore 19.30 dall&#8217;<strong>Istituto Clinico Quarenghi&nbsp;</strong>e passerella lungo Viale Papa Giovanni XXIII fino allo stadio comunale, dove si svolgerà la presentazione dei team, discorsi di rito e infine l&#8217;<strong>amichevole inaugurale</strong>, alle 20.30, tra Fiorentina e US Calcio San Pellegrino. Parteciperanno al torneo: Atalanta, Albinoleffe, Bologna, Cremonese, Fiorentina, Helsinki, Inter, Juventus, Monza, Milan, Torino, Sassuolo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La coppa entra nel vivo<strong>&nbsp;giovedì 27 agosto</strong>&nbsp;con le partite dei quattro gironi dalle ore 9.30 alle 19.00; si prosegue&nbsp;<strong>venerdì 28 agosto</strong>&nbsp;con le ultime partite dei gironi e i&nbsp;<strong>quarti di finale</strong>, fino alle 20 di sera.&nbsp;<strong>Semifinali</strong>&nbsp;in programma&nbsp;<strong>sabato 29 agosto alle 9.30 e alle 10.50</strong>, nel pomeriggio le<strong>&nbsp;finali 11°-12°&nbsp;&nbsp;</strong>fino alla<strong>&nbsp;finalissima</strong>&nbsp;in programma alle&nbsp;<strong>19.30</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Domenica 30 agosto</strong>&nbsp;scenderanno in campo le ragazze della&nbsp;<strong>10° Quarenghi al Femminile Under 15 &#8211; Coppa Stefano Salvi</strong>: Atalanta, Albinoleffe, Como, Inter, Juventus e Milan. Partite dei gironi dalle 9.45 alle 15.30, poi finale 5°-6° alle 17.00, 3°-4° alle 18.00 e finalissima alle ore 19.00. Tutte le info, i calendari e i risultati sul sito ufficiale<strong><span style="color: #0000ff;">&nbsp;<a style="color: #0000ff;" href="http://www.coppaquarenghi.com/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.coppaquarenghi.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1787675010345000&amp;usg=AOvVaw3VSVq1WH4LBTKrRwsGA265">coppaquarenghi.com</a>.</span></strong></div>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Atalanta-Hapoel. Alcuni interrogativi che meritano una riflessione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 20:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
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					<description><![CDATA[Evitando che diventi il solito dividersi, offendendosi personalmente tra sostenitori del nostro governo e simpatizzanti di chi sta all’opposizione, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/boycott.jpeg"><div dir="auto">Evitando che diventi il solito dividersi, offendendosi personalmente tra sostenitori del nostro governo e simpatizzanti di chi sta all’opposizione, tra ebrei sionisti, allineati alle politiche del leader israeliano Netanyahu, e chi, invece, da mesi scende in piazza perché in Palestina e nei territori occupati cessino le violenze sui civili, la partita tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv di domani porta con sé alcuni interrogativi che meritano una riflessione.</div>
<div dir="auto">Intanto l’Uefa. Se la scelta, aggiungo giustamente, è quella di non far disputare le competizioni europee ai club di una nazione impegnata in una guerra di aggressione, la Russia, perché permettere alle squadre israeliane di scendere in campo? Il calcio è una festa, a Bergamo abbiamo un presidente, Percassi, che ha chiesto ai suoi responsabili della comunicazione di non usare la parola contro, ma con, l’Atalanta gioca con, mai contro. Può esserci un momento di gioia con chi, comunque, fa parte della nazione il cui ministro della sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, chiede ai suoi soldati un maggiore impegno nell’eliminare la popolazione palestinese, “dovremmo ucciderne trenta-quaranta ogni notte, non sono nemmeno persone”, sono le sue ultime parole pubbliche (video de Il Sole 24 Ore). Può un calciatore disputare una partita serenamente in uno scenario del genere?</div>
<div dir="auto">Poi Piantedosi. Le trasferte vietate ai tifosi sono all’ordine del giorno. La linea del Viminale è quella. Si può essere d’accordo o no e gli ultrà dell’Atalanta sono tra i supporters più colpiti in Italia. Anche qui l’idea è quella di evitare a priori possibili tensioni fuori o all’interno di uno stadio. Perché non scegliere questa linea anche nei confronti dei sostenitori dell’Hapoel, che domani invece saranno in mille, tanti, tantissimi, nella stessa città di molti gruppi che sostengono la causa palestinese?</div>
<div dir="auto">La vigilia. “Fuori la politica dal pallone”, è da un ventennio il credo della Curva Nord, che, anche in questo caso, non vuole che la vicenda extracalcistica faccia passare in secondo piano un evento sportivo molto sentito, la prima partita ufficiale dell’Atalanta 2026-2027, l’esordio in panchina di mister Sarri. Eppure in città le ragazze e i ragazzi della Global Sumud Flotilla, parecchi di loro tifosi nerazzurri, hanno iniziato una mobilitazione che si concluderà domani alle 18 in via Alberto Pitentino con la manifestazione organizzata dalla Rete di Bergamo per la Palestina. Va poi ricordato che allo stadio, la New Balance Arena, sarà vietato introdurre bandiere palestinesi.</div>
<div dir="auto">Sui social. Sempre alla New Balance Arena, ieri, sulle pareti esterne, è comparsa la scritta luminosa “Boycott Israel”, “un gesto di luce contro il genocidio a Gaza”, opera dei ragazzi della Global Sumud Flotilla, gesto che ha scatenato la solita bagarre di commenti su Facebook. E poi ci sono gli avversari, l’Hapoel, club calcistico tradizionalmente legato alla sinistra israeliana, a riprova il suo stesso nome, “il lavoratore”, società sportiva che affonda le proprie radici nella cultura sindacale. Così gran parte dei suoi tifosi, che nel dicembre 2025 si presentarono allo stadio con una maglietta in cui erano barrati i simboli del Maccabi, i tradizionali rivali calcistici, della polizia israeliana e del Kach, partito politico suprematista ebraico, nazionalista e religioso. E gli fu vietato l’ingresso dalle forze dell&#8217;ordine.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
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		<item>
		<title>Le interviste dell&#8217;Aperiscacco: La scacchiera della Giuliana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Giuliana D&#8217;Ambrosio parla della sua scacchiera come si parlerebbe di un cimelio di famiglia. E, in effetti, lo è. Non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/giuliana.jpeg"><p>Giuliana D&#8217;Ambrosio parla della sua scacchiera come si parlerebbe di un cimelio di famiglia. E, in effetti, lo è. Non tanto per il valore economico, cresciuto negli anni, quanto per quello affettivo. Ogni pezzo viene sfiorato con la cautela che si riserva agli oggetti capaci di custodire una storia.<br />
La titolare della Trattoria D&#8217;Ambrosio, partner dell&#8217;AperiScacco in programma il 13 settembre prossimo ad Astino, sorride mentre prende in mano uno dei pezzi in cristallo Swarovski.<br />
Gli scacchi per lei non sono mai stati più di un passatempo. Quanto basta, però, per ricordare con precisione come tutto è cominciato.<br />
«Mi ha insegnato mio cognato Fulvio. Avevo quindici anni, forse anche meno, perché mia sorella giocava. All&#8217;epoca, però, erano davvero in pochi a conoscere questo gioco e io facevo partite praticamente solo con lui. Poi, col tempo, ho conosciuto un po&#8217; tutti, ma è tanto che non gioco più.»<br />
La scacchiera, invece, è rimasta.<br />
«Ha più di quarant&#8217;anni. L&#8217;abbiamo comprata allo spaccio Swarovski, vicino alla fabbrica, perché piaceva sia a me sia a mia mamma. Allora non sembrava un oggetto così pregiato; oggi invece lo è diventato.»<br />
Ogni pezzo viene ancora maneggiato con la massima attenzione.<br />
«La tocco solo io, perché se cade una pedina si rompe. Ogni tanto le faccio la polvere. Mi piace il cavallo con il brillantino, l&#8217;alfiere è troppo bello e anche la regina.»<br />
Il tempo è passato, le occasioni per sedersi davanti a una scacchiera sono diminuite..<br />
«Però mi piacerebbe giocare un po&#8217; di più.»<br />
E se un giorno arrivasse la proposta di organizzare un torneo nella sua trattoria?<br />
«Quando vuoi. Sarebbe bello.»<br />
L&#8217;unica variabile, osserva sorridendo, è il calendario dell&#8217;Atalanta.<br />
«Se gioca in casa siamo fregati.»<br />
Ci vorrebbe una scacchiera nerazzurra&#8230;<br />
«Sai che non ci hanno pensato gli atalantini? È un&#8217;idea&#8230; però ce la teniamo noi, non la vendiamo.»</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Proteggersi dalle zanzare a Bergamo: come far girare l&#8217;aria in casa senza invasioni</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:35:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando arrivano i primi caldi, la prima cosa che viene da fare è spalancare le finestre per rinfrescare le stanze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Zanzariera.png"><p>Quando arrivano i primi caldi, la prima cosa che viene da fare è spalancare le finestre per rinfrescare le stanze e far cambiare l&#8217;aria dopo l&#8217;inverno. Il problema è che bastano pochi minuti per ritrovarsi la casa piena di zanzare e insetti di vario tipo, pronti a rovinare le serate e il sonno di tutta la famiglia.<br />
Trovare il modo giusto per tenere le finestre aperte senza dover per forza vivere barricati o respirare zampironi e piastrine per ore non è poi così difficile. Basta dare un&#8217;occhiata alle diverse soluzioni di <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://zeescreen.com/sedi/bergamo/">zanzariere in vendita a Bergamo</a></strong></span>&nbsp;per trovare una barriera semplice, pulita ed efficace, capace di far passare tutta la brezza che si vuole tenendo gli ospiti indesiderati fuori dalla porta.</p>
<p><strong>I vantaggi fisici e igienici di una protezione costante per la casa</strong><br />
Scegliere di installare protezioni dedicate su porte e finestre rappresenta un passo fondamentale per migliorare la qualità della vita all&#8217;interno degli spazi abitativi. Oltre a evitare le fastidiose punture notturne e il costante ronzio degli insetti, le zanzariere svolgono un&#8217;azione di filtro contro polline, polvere e piccoli detriti trasportati dal vento.<br />
Questo aspetto si traduce in ambienti puliti e in un livello di igiene elevato, particolarmente prezioso quando in casa sono presenti bambini piccoli o persone con sensibilità allergiche. A differenza dei classici insetticidi chimici, che rilasciano sostanze nell&#8217;aria e richiedono un ricambio continuo, le schermature fisiche offrono una tutela permanente, ecologica e del tutto innocua per la salute di tutta la famiglia.</p>
<p>&nbsp;C<strong>ome orientarsi tra le diverse tipologie di modello sul mercato</strong><br />
Ogni abitazione possiede caratteristiche strutturali differenti e per ciascun vano esiste una tipologia di apertura più indicata.<br />
Le varianti fisse sono perfette per le piccole finestre dei bagni o per le zone di servizio che non richiedono un passaggio frequente. Per i balconi e le portefinestre a uso continuo, invece, le soluzioni scorrevoli o a plissé costituiscono l&#8217;opzione più pratica, poiché garantiscono un attraversamento agevole e privo di ostacoli a terra. I modelli avvolgibili a molla o a catenella rappresentano infine il classico compromesso versatile per le finestre delle camere e della zona giorno.<br />
Per fare una scelta consapevole occorre prendere in esame la frequenza d&#8217;uso del vano, lo spazio di ingombro disponibile e la semplicità delle manovre quotidiane di apertura e chiusura.</p>
<p><strong>&nbsp;Il valore e la resa nel tempo di una struttura realizzata su misura</strong><br />
Puntare su prodotti standardizzati può sembrare a prima vista una scelta economica, ma spesso rivela limiti evidenti in fase di montaggio e nell&#8217;uso quotidiano. Al contrario, affidarsi alle proposte di zanzariere progettate su misura garantisce un&#8217;aderenza perfetta ai vani murari, annullando anche la minima fessura da cui potrebbero insinuarsi gli insetti.<br />
I profili in alluminio di alta qualità e le reti di ultima generazione, resistenti ai raggi solari e alle sollecitazioni del vento, assicurano una durata prolungata negli anni e una manutenzione davvero ridotta.<br />
Una realizzazione personalizzata si integra in modo armonioso con gli infissi esistenti, valorizzando l&#8217;estetica della facciata e offrendo una schermatura efficiente e piacevole da utilizzare ogni giorno.</p>
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		<title>La morte di Baresi, il capitano, e mille ricordi di quando andavamo ogni domenica a vedere il Milan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[Come all’inizio di un film su Netflix, oggi alle undici e trentasei al Bar Fortuna, in via Angelo Maj, “un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Bonfanti-ok.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">
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<div dir="auto">Come all’inizio di un film su Netflix, oggi alle undici e trentasei al Bar Fortuna, in via Angelo Maj, “un pacchetto di Marlboro Gold e un caffè doppio”, “noveeventi”, “noveeventi, pago col Bancomat”. In sottofondo Nada, “basterebbe una carezza per un cuore di ragazza, forse allora sì che t’amerei”. Per la terza volta in due giorni vengono a coccolarmi centinaia di vecchie immagini nuove, ricordi, canzoni e parole da quel cassetto del mio cuore che era un sacco che non mi capitava di aprire più.</div>
<div dir="auto">“Cos’è la vita senza l’amore, è solo un albero che foglie non ha più”, la ragazza dietro al banco canta a bassavoce, è giovane e sorride. La guardo, mi guarda. “E s’alza il vento, un vento freddo, come le foglie le speranze butta giù, ma questa vita cos’è se manchi tu…”, uguale a una macchina del tempo, inizio della stagione calcistica 1987-88, sono lì, sono un bambino, io e mia sorella Chiara aspettiamo l’arrivo di mio zio Franco, dei suoi due figli, Nicola e Bitti, e di mio papà, Marco, l’addetto alla colonna sonora delle nostre trasferte a San Siro. Sulla Ritmo il mangianastri pare un’astronave. È mattina, ma siamo in ritardo, poi Bitti non ha il biglietto e dobbiamo trovare almeno un bagarino. “Metto Varie 43, la cassetta che ho fatto ieri…”, “c’è ma che freddo fa?”, “l’ho messa per te…”, “si vince?”, “si stravince, il pazzo di Fusignano è il nuovo mago del calcio italiano”, “posso stare in braccio che dietro siamo strettissimi?”, “vieni davanti, Matti…”.</div>
<div dir="auto">Di nuovo oggi, ancora al bar Fortuna, sorseggio il mio caffè, “mi sento una farfalla che sui fiori non vola più, che non vola più, che non vola più”, mi vibra il cellulare. Guardo whatsapp, in redazione ho almeno dieci cose da fare, i colleghi me lo fanno presente, dolcemente. Passo su facebook: è morto il Kaiser Franck. Torno di là, metà del secondo tempo, all&#8217;alba dell&#8217;undicesimo scudetto, “c’è solo un Franco Baresi, Franco Baresi…”, l’emozione è talmente forte che noi del secondo anello ci alziamo tutti in piedi. Mio babbo mi mette sulle spalle, ho mille brividi. Più di Gullit e di Van Basten, il nostro capitano, fonte di interminabili discussioni tra noi sei se fosse lui il più grande calciatore nella storia del Milan o Gianni Rivera, il golden boy.</div>
<div dir="auto">“Mi son bruciata al fuoco del tuo grande amore che si è spento già, ma che freddo fa, ma che freddo fa…”, esco dal Bar Fortuna e Bergamo pare Dakar tanto l’aria è calda. Accendo la Panda, su Radio Italia passa “Scrivimi” di Nino Buonocore, altro super classico dei nostri tempi rossoneri. Penso a Baresi, mi accorgo nella gratitudine, penso a quanto sia strana la vita, a come riesca a farci trovare d’incanto momenti che parevano persi nelle pieghe del nostro ipotetico dovere di diventare grandi.</div>
<div dir="auto">Arrivo in redazione. Mi chiudo in bagno. Cerco sul telefono l’intero testo di “Ma che freddo fa”. La canto d’un fiato. Commosso.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
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<div dir="auto"><em>Nella foto i cugini Bonfanti mercoledì sera ad Abbadia Lariana, da sinistra Laura, Nicola, Chiara, Massimo, Francesca, Bitti e Matteo, che poi sono io, meravigliosi bambini ai tempi di Franco Baresi</em></div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>IL CALCIO È DI CHI LO AMA: LE “AMISE” CONQUISTANO ASTI E SALGONO SUL PODIO NAZIONALE CSI</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 16:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Una squadra di amiche, mamme, lavoratrici e vecchie glorie: a 43 anni di età media dimostrano che la passione per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Amiseok2-1.jpg"><p>Una squadra di amiche, mamme, lavoratrici e vecchie glorie: a 43 anni di età media dimostrano che la passione per il pallone non ha tempo. Ci sono storie che vanno oltre il risultato di una partita. Storie fatte di passione, amicizia, sacrifici e della voglia di continuare a vivere il calcio con lo stesso entusiasmo di quando si indossano i primi scarpini.<br />
È la storia delle “Amise”, la squadra bergamasca di calcio a 5 femminile Open CSI che nello scorso weekend ad Asti, nelle finali nazionali, ha scritto una pagina speciale del proprio percorso conquistando uno straordinario terzo posto nazionale.<br />
Una squadra nata dalla passione comune per il calcio e composta da mamme, lavoratrici, ex giocatrici e vecchie glorie, unite da un legame che va oltre il campo. L’età media della formazione è di circa 43 anni, ma sul parquet di Asti le “Amise” hanno dimostrato che entusiasmo, esperienza e cuore possono ancora fare la differenza, mettendo in difficoltà squadre molto più giovani.<br />
Il percorso è stato costruito con determinazione: nel campionato CSI Bergamo hanno conquistato un prestigioso secondo posto, risultato che ha permesso loro di accedere alle finali nazionali come una delle migliori seconde classificate. Ad Asti hanno affrontato una nuova sfida con lo spirito che da sempre le contraddistingue, riuscendo a chiudere questa fantastica avventura con un meritatissimo terzo posto nazionale.<br />
A difendere i colori delle “Amise” un gruppo speciale di ragazze: Diletta Roncalli, Susy Milesi, Sabrina Gervasoni, Elisa Carminati, Lionella Calegari, Chiara Zenoni, Martina Andreoletti, Eleonora Zaghi e capitan Marina Cornago, guida e anima di una squadra che ha saputo trasformare la passione per il calcio in un legame unico.<br />
Una formazione dove convivono storie diverse: donne che ogni giorno affrontano lavoro e famiglia, mamme che hanno trovato nel pallone uno spazio tutto loro, e giocatrici che hanno scelto di non appendere mai davvero gli scarpini al chiodo.<br />
Alla guida del gruppo, capitan Marina Cornago ha saputo unire esperienza, entusiasmo e spirito di squadra, diventando il simbolo di un’avventura che dimostra come lo sport possa creare legami fortissimi in ogni fase della vita.<br />
Guardando le immagini di questa squadra si capisce il vero significato dello sport: gli abbracci, i sorrisi, la fatica condivisa, la gioia di rappresentare un gruppo prima ancora di una classifica. Perché alla fine una frase racchiude perfettamente il senso di questa esperienza: “Il calcio è di chi lo ama”. E le Amise lo hanno dimostrato ad Asti, portando sul campo non solo una maglia, ma una storia fatta di amicizia, passione e amore infinito per il calcio.<br />
Un ultimo ringraziamento speciale alla società Paladina Calcio con il presidente Egidio, Sergio del Luppoli e Grappoli e Corrado della passione di Yara che hanno contribuito a rendere possibile questo sogno.<br />
<strong>Susy</strong></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Amise-ok.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-180019 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Amise-ok.jpg" alt="" width="970" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Amise-ok.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Amise-ok-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Amise-ok-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Amise-ok-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Amise-ok-500x375.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Due squadre bergamasche sul podio nazionale: Albano ancora campione CSI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 11:31:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Determinazione, spirito di squadra e una grande voglia di non arrendersi mai hanno permesso all’Albano di confermarsi ancora una volta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/2.jpg"><p>Determinazione, spirito di squadra e una grande voglia di non arrendersi mai hanno permesso all’Albano di confermarsi ancora una volta sul gradino più alto del podio nazionale CSI.<br />
La squadra biancazzurra ha affrontato un percorso impegnativo, sfidando avversarie di grande valore. Nella fase a gironi sono arrivate le partite contro la rappresentativa delle Marche, le Amise del Paladina di Bergamo e il Montecitorio, formazione già affrontata nella finale del 2025, quando le bergamasche erano riuscite a conquistare il titolo.<br />
Proprio contro il Montecitorio, dopo una combattutissima sfida nella fase a gironi, l’Albano si è ritrovato di fronte alle avversarie anche nella finalissima per il primo e secondo posto. Ne è nata un’altra partita di altissimo livello, intensa e ricca di emozioni, decisa soltanto all’ultimo minuto dal gol di Serena Manzoni, al termine di una vera e propria battaglia sportiva.<br />
Sul terzo gradino del podio sono salite invece le ragazze del Paladina, regalando così a Bergamo una straordinaria doppietta.<br />
La soddisfazione in casa Albano è grande per un nuovo trionfo conquistato grazie a una squadra unita, capace di affrontare le difficoltà e la forza delle avversarie senza mai mollare, fino a strappare il titolo proprio negli ultimi istanti della finale.<br />
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai tifosi, considerati una presenza fondamentale in ogni avventura della squadra. Ancora una volta, infatti, hanno percorso centinaia di chilometri per raggiungere Asti e seguire da vicino le proprie beniamine, sostenendole con calore e passione in ogni partita.<br />
Infine, la società Albano Calcio è stata ringraziata per la vicinanza e il sostegno garantiti durante tutto il percorso della stagione, contribuendo a rendere possibile questo nuovo, prestigioso successo.</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-179960 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4.jpg" alt="" width="970" height="647" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4-300x200.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-179959 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3.jpg" alt="" width="970" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3-500x375.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-179957 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/1.jpg" alt="" width="627" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/1.jpg 627w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/1-258x300.jpg 258w" sizes="auto, (max-width: 627px) 100vw, 627px" /></a></p>
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		<title>Cosa ci lascia il Mondiale 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 16:42:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il Caffè - A Bergamo e a Treviglio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Mondiale 2026 si è chiuso il 19 luglio al MetLife Stadium di New York con la Spagna campione del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Spagna-campione.jpg"><p>Il Mondiale 2026 si è chiuso il 19 luglio al MetLife Stadium di New York con la Spagna campione del mondo per la seconda volta nella sua storia, sedici anni dopo il trionfo di Sudafrica 2010. Decisivo il gol di Ferran Torres al 106&#8242;, nei supplementari di una finale contro l&#8217;Argentina risolta solo nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora.</p>
<p>È stata la prima edizione della Coppa del Mondo disputata con 48 squadre, un formato allargato che ha moltiplicato le partite e, con esse, le variabili da tenere sotto controllo per chiunque segua il torneo anche solo per gioco.</p>
<p>Non è un caso che, tra un turno e l&#8217;altro, molti appassionati abbiano guardato ai <a style="color: #cb2b26; text-decoration: underline;" href="https://migliorisitiscommesse.it/" target="_blank">Migliori bookmakers</a> per farsi un&#8217;idea di come stessero cambiando gli equilibri girone dopo girone: mai come in questa edizione i pronostici della vigilia sono stati ribaltati con tanta frequenza.</p>
<h2>I numeri di un Mondiale senza precedenti</h2>
<p>Al di là dei risultati sul campo, l&#8217;edizione 2026 ha lasciato anche una serie di numeri difficili da ignorare. Ospitata per la prima volta da tre paesi insieme, Stati Uniti, Canada e Messico, la competizione si è allargata a 48 squadre e 104 partite disputate in appena 39 giorni, distribuite su 16 stadi.</p>
<p>Solo nella fase a gironi il pubblico complessivo ha superato i 4,6 milioni di spettatori, con una media di oltre 64 mila tifosi a partita e impianti riempiti al 99,7% della capienza: un record assoluto che supera nettamente quello fissato da USA 1994. Numeri che raccontano un torneo cresciuto anche fuori dal campo, non solo nell&#8217;imprevedibilità dei risultati.</p>
<h2>Le conferme: chi ha risposto presente</h2>
<p>Se le sorprese hanno riempito le pagine di cronaca, il torneo ha anche premiato chi era arrivato tra i favoriti. La Spagna di Luis de la Fuente ha costruito il proprio percorso senza mai perdere lucidità, eliminando strada facendo il Portogallo di Cristiano Ronaldo agli ottavi, 1-0, gol di Merino al 91&#8242;, e chiudendo con la seconda stella sul petto.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte del tabellone, l&#8217;Argentina di Lionel Messi ha confermato di essere tra le squadre più solide del panorama internazionale, eliminando l&#8217;Inghilterra in semifinale e arrivando a giocarsi il titolo fino ai supplementari. Due percorsi diversi, ma la stessa conferma: le squadre costruite attorno a un&#8217;idea di gioco chiara restano quelle su cui è più facile fare previsioni affidabili.</p>
<h2>Le sorprese che hanno riscritto il torneo</h2>
<p>Ogni Mondiale ha la sua nazionale a sorpresa: quello del 2026 ne ha avute più d&#8217;una, e alcune sono destinate a restare nella storia della competizione.</p>
<ul>
<li>Capo Verde: la nazionale più piccola ad aver mai raggiunto una fase a eliminazione diretta di un Mondiale ha portato l&#8217;Argentina di Messi fino ai tempi supplementari nei sedicesimi, cedendo solo 3-2 dopo un gol da antologia di Cabral al 103&#8242;.</li>
<li>Norvegia: tornata a un Mondiale dopo 28 anni di assenza, ha eliminato il Brasile agli ottavi con una doppietta di Erling Haaland, all&#8217;80&#8217; e al 90&#8242;, firmando l&#8217;uscita più precoce della Seleção dal 1986.</li>
<li>Marocco: confermatosi rivelazione della fase a eliminazione diretta, ha eliminato l&#8217;Olanda ai sedicesimi, proseguendo un percorso di crescita che dura ormai da più di un&#8217;edizione.</li>
</ul>
<h2>Le grandi delusioni del torneo</h2>
<p>Al fianco delle sorprese, il torneo ha lasciato anche delusioni pesanti. La Germania è uscita già ai sedicesimi ai calci di rigore contro il Paraguay, mentre l&#8217;Olanda ha salutato la competizione nello stesso turno proprio contro il Marocco.</p>
<p>L&#8217;Uruguay di Marcelo Bielsa non è andato oltre la fase a gironi, complici alcune tensioni interne allo spogliatoio emerse nelle settimane precedenti. Per il Portogallo di Cristiano Ronaldo, invece, il Mondiale si è chiuso agli ottavi contro la Spagna: la sua sesta partecipazione, e probabilmente l&#8217;ultima da protagonista, dopo 27 presenze e 11 reti in carriera nella competizione.</p>
<p>Chi in questi mesi ha voluto seguire l&#8217;andamento del torneo anche online, magari registrandosi su uno dei Siti Scommesse SPID per farlo in modo rapido e verificato, avrà notato come proprio le big siano state la vera variabile imprevedibile di questa edizione.</p>
<h2>Capocannoniere e record individuali</h2>
<p>Il duello per la Scarpa d&#8217;Oro ha accompagnato il torneo fino all&#8217;ultima giornata. Lionel Messi e Kylian Mbappé sono arrivati alle fasi finali appaiati a 8 gol, con Messi capocannoniere grazie al maggior numero di assist forniti, criterio di spareggio in caso di parità realizzativa.</p>
<p>Mbappé si è preso comunque un record diverso, forse ancora più simbolico: con la doppietta segnata nella finale per il terzo posto contro l&#8217;Inghilterra ha raggiunto quota 22 reti in carriera ai Mondiali, il totale più alto di sempre nella storia della competizione, superando proprio Messi, fermo a 21.</p>
<h2>Cosa resta, in vista del prossimo Mondiale</h2>
<p>Tra conferme, sorprese e delusioni, il Mondiale 2026 lascia soprattutto una certezza: il nuovo formato a 48 squadre ha aumentato il numero di partite in cui una big può inciampare, e con esso il margine di imprevedibilità dell&#8217;intero torneo.</p>
<p>Per chi vuole continuare a seguire il grande calcio internazionale senza fretta, magari testando prima le piattaforme con qualche promozione dedicata, un buon modo per iniziare è dare un&#8217;occhiata alle offerte per <a style="color: #cb2b26; text-decoration: underline;" href="https://migliorisitiscommesse.it/bonus-senza-deposito-scommesse/">Scommettere senza spendere</a> subito un euro. Il prossimo appuntamento iridato, tra quattro anni, avrà già di che far discutere: difficilmente sarà meno sorprendente di questo.</p>
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