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	<title>Attualità &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Due squadre bergamasche sul podio nazionale: Albano ancora campione CSI</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 11:31:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Determinazione, spirito di squadra e una grande voglia di non arrendersi mai hanno permesso all’Albano di confermarsi ancora una volta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/2.jpg"><p>Determinazione, spirito di squadra e una grande voglia di non arrendersi mai hanno permesso all’Albano di confermarsi ancora una volta sul gradino più alto del podio nazionale CSI.<br />
La squadra biancazzurra ha affrontato un percorso impegnativo, sfidando avversarie di grande valore. Nella fase a gironi sono arrivate le partite contro la rappresentativa delle Marche, le Amise del Paladina di Bergamo e il Montecitorio, formazione già affrontata nella finale del 2025, quando le bergamasche erano riuscite a conquistare il titolo.<br />
Proprio contro il Montecitorio, dopo una combattutissima sfida nella fase a gironi, l’Albano si è ritrovato di fronte alle avversarie anche nella finalissima per il primo e secondo posto. Ne è nata un’altra partita di altissimo livello, intensa e ricca di emozioni, decisa soltanto all’ultimo minuto dal gol di Serena Manzoni, al termine di una vera e propria battaglia sportiva.<br />
Sul terzo gradino del podio sono salite invece le ragazze del Paladina, regalando così a Bergamo una straordinaria doppietta.<br />
La soddisfazione in casa Albano è grande per un nuovo trionfo conquistato grazie a una squadra unita, capace di affrontare le difficoltà e la forza delle avversarie senza mai mollare, fino a strappare il titolo proprio negli ultimi istanti della finale.<br />
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai tifosi, considerati una presenza fondamentale in ogni avventura della squadra. Ancora una volta, infatti, hanno percorso centinaia di chilometri per raggiungere Asti e seguire da vicino le proprie beniamine, sostenendole con calore e passione in ogni partita.<br />
Infine, la società Albano Calcio è stata ringraziata per la vicinanza e il sostegno garantiti durante tutto il percorso della stagione, contribuendo a rendere possibile questo nuovo, prestigioso successo.</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-179960 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4.jpg" alt="" width="970" height="647" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4-300x200.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-179959 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3.jpg" alt="" width="970" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/3-500x375.jpg 500w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-179957 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/1.jpg" alt="" width="627" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/1.jpg 627w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/1-258x300.jpg 258w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /></a></p>
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		<title>Cosa ci lascia il Mondiale 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 16:42:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il Caffè - A Bergamo e a Treviglio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Mondiale 2026 si è chiuso il 19 luglio al MetLife Stadium di New York con la Spagna campione del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Spagna-campione.jpg"><p>Il Mondiale 2026 si è chiuso il 19 luglio al MetLife Stadium di New York con la Spagna campione del mondo per la seconda volta nella sua storia, sedici anni dopo il trionfo di Sudafrica 2010. Decisivo il gol di Ferran Torres al 106&#8242;, nei supplementari di una finale contro l&#8217;Argentina risolta solo nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora.</p>
<p>È stata la prima edizione della Coppa del Mondo disputata con 48 squadre, un formato allargato che ha moltiplicato le partite e, con esse, le variabili da tenere sotto controllo per chiunque segua il torneo anche solo per gioco.</p>
<p>Non è un caso che, tra un turno e l&#8217;altro, molti appassionati abbiano guardato ai <a style="color: #cb2b26; text-decoration: underline;" href="https://migliorisitiscommesse.it/" target="_blank">Migliori bookmakers</a> per farsi un&#8217;idea di come stessero cambiando gli equilibri girone dopo girone: mai come in questa edizione i pronostici della vigilia sono stati ribaltati con tanta frequenza.</p>
<h2>I numeri di un Mondiale senza precedenti</h2>
<p>Al di là dei risultati sul campo, l&#8217;edizione 2026 ha lasciato anche una serie di numeri difficili da ignorare. Ospitata per la prima volta da tre paesi insieme, Stati Uniti, Canada e Messico, la competizione si è allargata a 48 squadre e 104 partite disputate in appena 39 giorni, distribuite su 16 stadi.</p>
<p>Solo nella fase a gironi il pubblico complessivo ha superato i 4,6 milioni di spettatori, con una media di oltre 64 mila tifosi a partita e impianti riempiti al 99,7% della capienza: un record assoluto che supera nettamente quello fissato da USA 1994. Numeri che raccontano un torneo cresciuto anche fuori dal campo, non solo nell&#8217;imprevedibilità dei risultati.</p>
<h2>Le conferme: chi ha risposto presente</h2>
<p>Se le sorprese hanno riempito le pagine di cronaca, il torneo ha anche premiato chi era arrivato tra i favoriti. La Spagna di Luis de la Fuente ha costruito il proprio percorso senza mai perdere lucidità, eliminando strada facendo il Portogallo di Cristiano Ronaldo agli ottavi, 1-0, gol di Merino al 91&#8242;, e chiudendo con la seconda stella sul petto.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte del tabellone, l&#8217;Argentina di Lionel Messi ha confermato di essere tra le squadre più solide del panorama internazionale, eliminando l&#8217;Inghilterra in semifinale e arrivando a giocarsi il titolo fino ai supplementari. Due percorsi diversi, ma la stessa conferma: le squadre costruite attorno a un&#8217;idea di gioco chiara restano quelle su cui è più facile fare previsioni affidabili.</p>
<h2>Le sorprese che hanno riscritto il torneo</h2>
<p>Ogni Mondiale ha la sua nazionale a sorpresa: quello del 2026 ne ha avute più d&#8217;una, e alcune sono destinate a restare nella storia della competizione.</p>
<ul>
<li>Capo Verde: la nazionale più piccola ad aver mai raggiunto una fase a eliminazione diretta di un Mondiale ha portato l&#8217;Argentina di Messi fino ai tempi supplementari nei sedicesimi, cedendo solo 3-2 dopo un gol da antologia di Cabral al 103&#8242;.</li>
<li>Norvegia: tornata a un Mondiale dopo 28 anni di assenza, ha eliminato il Brasile agli ottavi con una doppietta di Erling Haaland, all&#8217;80&#8217; e al 90&#8242;, firmando l&#8217;uscita più precoce della Seleção dal 1986.</li>
<li>Marocco: confermatosi rivelazione della fase a eliminazione diretta, ha eliminato l&#8217;Olanda ai sedicesimi, proseguendo un percorso di crescita che dura ormai da più di un&#8217;edizione.</li>
</ul>
<h2>Le grandi delusioni del torneo</h2>
<p>Al fianco delle sorprese, il torneo ha lasciato anche delusioni pesanti. La Germania è uscita già ai sedicesimi ai calci di rigore contro il Paraguay, mentre l&#8217;Olanda ha salutato la competizione nello stesso turno proprio contro il Marocco.</p>
<p>L&#8217;Uruguay di Marcelo Bielsa non è andato oltre la fase a gironi, complici alcune tensioni interne allo spogliatoio emerse nelle settimane precedenti. Per il Portogallo di Cristiano Ronaldo, invece, il Mondiale si è chiuso agli ottavi contro la Spagna: la sua sesta partecipazione, e probabilmente l&#8217;ultima da protagonista, dopo 27 presenze e 11 reti in carriera nella competizione.</p>
<p>Chi in questi mesi ha voluto seguire l&#8217;andamento del torneo anche online, magari registrandosi su uno dei Siti Scommesse SPID per farlo in modo rapido e verificato, avrà notato come proprio le big siano state la vera variabile imprevedibile di questa edizione.</p>
<h2>Capocannoniere e record individuali</h2>
<p>Il duello per la Scarpa d&#8217;Oro ha accompagnato il torneo fino all&#8217;ultima giornata. Lionel Messi e Kylian Mbappé sono arrivati alle fasi finali appaiati a 8 gol, con Messi capocannoniere grazie al maggior numero di assist forniti, criterio di spareggio in caso di parità realizzativa.</p>
<p>Mbappé si è preso comunque un record diverso, forse ancora più simbolico: con la doppietta segnata nella finale per il terzo posto contro l&#8217;Inghilterra ha raggiunto quota 22 reti in carriera ai Mondiali, il totale più alto di sempre nella storia della competizione, superando proprio Messi, fermo a 21.</p>
<h2>Cosa resta, in vista del prossimo Mondiale</h2>
<p>Tra conferme, sorprese e delusioni, il Mondiale 2026 lascia soprattutto una certezza: il nuovo formato a 48 squadre ha aumentato il numero di partite in cui una big può inciampare, e con esso il margine di imprevedibilità dell&#8217;intero torneo.</p>
<p>Per chi vuole continuare a seguire il grande calcio internazionale senza fretta, magari testando prima le piattaforme con qualche promozione dedicata, un buon modo per iniziare è dare un&#8217;occhiata alle offerte per <a style="color: #cb2b26; text-decoration: underline;" href="https://migliorisitiscommesse.it/bonus-senza-deposito-scommesse/">Scommettere senza spendere</a> subito un euro. Il prossimo appuntamento iridato, tra quattro anni, avrà già di che far discutere: difficilmente sarà meno sorprendente di questo.</p>
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		<title>A Solto Collina la 13ª edizione della “SOLTORUN”</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:12:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sport vari]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Oratorio San Giovanni Bosco di Solto Collina &#8211; sezione Running propone domenica 09 agosto 2026 alle ore 18,45 (sempre la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Solto-run-2026-1.jpg"><p>L’Oratorio San Giovanni Bosco di Solto Collina &#8211; sezione Running propone<strong> domenica 09 agosto</strong> 2026 alle ore 18,45 (sempre la seconda domenica di agosto) la 13ª edizione della “SOLTORUN”, manifestazione podistica non competitiva aperta a tutti, percorso facile di km 6,5 attraverso il paese di Solto ed Esmate adatto a Podisti, intere Famiglie e Camminatori…al termine servizio doccia, cena presso la festa Patronale di Santa Maria Assunta (sconto di euro 5,00 a persona per chi è iscritto) e gonfiabili a diposizione per tutti i bambini.<br />
Sempre domenica 09 agosto 2026 alle ore 18,30 la 10ª edizione della “SOLTORUN BABY” corsetta colorata non competitiva di km 0,5 (500 metri) per tutti i bambini.</p>
<p>PS: quest’anno per la decima ricorrenza ci sarà in regalo un cappellino commemorativo.<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Solto-run-2026-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-179803" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Solto-run-2026-1.jpg" alt="" width="649" height="916" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Solto-run-2026-1.jpg 516w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Solto-run-2026-1-213x300.jpg 213w" sizes="auto, (max-width: 649px) 100vw, 649px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’ex delegato Nicola Radici e il momento della Lnd bergamasca: Battistini e Silini troppo distanti tra loro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Riflessioni di Nicola Radici sui recenti fatti che hanno interessato la Delegazione Provinciale FIGC-LND di Bergamo Ho seguito con dispiacere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/06/nicola-radici.png"><p><em>Riflessioni di Nicola Radici sui recenti fatti che hanno interessato la Delegazione Provinciale FIGC-LND di Bergamo</em></p>
<p>Ho seguito con dispiacere quanto accaduto negli ultimi giorni alla Delegazione Provinciale di Bergamo. Avendo ricoperto il ruolo di Delegato Provinciale per tre anni, conosco bene le difficoltà che comporta la gestione di una delegazione in un territorio così vasto, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, quando si concentrano iscrizioni e tesseramenti.<br />
Conosco personalmente molti dei collaboratori che hanno lavorato al mio fianco durante quel triennio e so quanto impegno, passione e sacrificio abbiano sempre dedicato al calcio dilettantistico bergamasco. Per questo il mio dispiacere va innanzitutto a loro e, più in generale, a tutto il movimento calcistico provinciale.<br />
La mia analisi parte da circa un anno e mezzo fa, nel periodo che ha preceduto le ultime elezioni regionali. A mio avviso si è creata un&#8217;alleanza politica tra la candidata alla presidenza regionale, Valentina Battistini, e l&#8217;ex consigliere regionale LND di Bergamo, Dario Silini.<br />
Ritengo che tale alleanza fosse fondata su due obiettivi: da una parte consentire a Valentina Battistini di diventare Presidente del Comitato Regionale Lombardia e, dall&#8217;altra, permettere a Dario Silini di tornare nel Consiglio Regionale. A questi obiettivi si aggiungeva, sempre secondo la mia interpretazione, la volontà di sostituire la squadra dirigente nata con l&#8217;elezione del presidente Carlo Tavecchio nel 2021, poi scomparso nel 2023 e sostituito da Sergio Pedrazzini.<br />
Quella squadra aveva modificato gli equilibri politici consolidati del calcio dilettantistico bergamasco e rappresentava una novità nella gestione della provincia.<br />
A mio giudizio, Valentina Battistini aveva bisogno del sostegno della provincia di Bergamo per vincere le elezioni, mentre Dario Silini aveva bisogno della candidatura di Battistini per raggiungere il proprio obiettivo politico. Tuttavia, ho sempre avuto l&#8217;impressione che si trattasse di un&#8217;alleanza tra persone con idee e visioni profondamente diverse. Per certi aspetti mi ha ricordato l&#8217;alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega del 2018: un accordo nato per raggiungere un obiettivo comune, ma tra realtà con impostazioni differenti.<br />
A distanza di circa un anno e mezzo, ritengo che tali differenze siano emerse in modo evidente. Paradossalmente, dal punto di vista della gestione del calcio bergamasco, ho sempre ritenuto che Valentina Battistini fosse culturalmente e amministrativamente più vicina alla squadra nata con Tavecchio che non ad altri suoi alleati. Non a caso, nelle elezioni del 2020-2021, faceva parte di quello stesso gruppo.<br />
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Delegazione Provinciale di Bergamo è caduta, lasciando in difficoltà una delle delegazioni più importanti d&#8217;Italia. Si può utilizzare il termine che si preferisce, ma nella sostanza la gestione è oggi affidata direttamente al Comitato Regionale, con il Presidente Valentina Battistini e il Segretario Regionale Davide Fenaroli che stanno seguendo direttamente la situazione.<br />
Personalmente ritengo che Valentina Battistini, persona che considero capace, intelligente e politicamente molto preparata, avesse già messo in conto che uno scenario simile potesse verificarsi. Ora dispone di circa due anni per ricostruire una nuova classe dirigente bergamasca in vista delle prossime elezioni e credo che il primo passo sarà individuare un Delegato Provinciale pienamente in sintonia con la propria linea politica.<br />
Diversa, a mio avviso, la posizione di Dario Silini. Ho l&#8217;impressione che non avesse previsto un&#8217;evoluzione di questo tipo. Anche lui avrà ora circa due anni per individuare un nuovo candidato, ricostruire il dialogo con le società della provincia e convincerle della bontà del nuovo progetto. Tuttavia, soltanto un anno e mezzo fa aveva sostenuto con convinzione che la figura giusta fosse Valentina Battistini: sarà il tempo a dire se le società gli accorderanno nuovamente la loro fiducia.<br />
Desidero infine soffermarmi su quella che è stata indicata come una delle motivazioni principali della caduta della Delegazione, ossia le presunte irregolarità nella gestione dei tornei Ciatto, Cassera e di altre manifestazioni organizzate insieme ai Veterani dello Sport.<br />
Anche su questo punto credo sia opportuno fare alcune precisazioni.<br />
Quando sono diventato Delegato Provinciale, nel dicembre 2021, questa problematica era già presente. Il presidente Carlo Tavecchio aveva infatti dato indicazione di avviare un percorso che portasse progressivamente le delegazioni provinciali a organizzare autonomamente i propri tornei, affiancando e, nel tempo, sostituendo quelli storicamente organizzati dai Veterani dello Sport.<br />
Come ricordato anche dall&#8217;ex Delegato Flavio Oberti, quei tornei rappresentano da decenni un&#8217;autentica istituzione del calcio giovanile bergamasco e hanno fatto sognare generazioni di ragazzi fin dagli anni Settanta.<br />
In quel momento, però, la situazione politica era estremamente delicata. La squadra guidata da Tavecchio era oggetto di continui attacchi politici e mediatici e proprio la questione dei tornei rappresentava uno dei principali argomenti di critica. Per questo motivo scegliemmo consapevolmente un percorso graduale.<br />
Dopo circa un anno, quando il clima era diventato più stabile, avviammo il Torneo Avvenire: inizialmente in via sperimentale con la categoria Juniores e, l&#8217;anno successivo, esteso a tre categorie.<br />
L&#8217;obiettivo era costruire negli anni un&#8217;alternativa organizzata direttamente dal Comitato Regionale Lombardia, sostenuta anche da sponsor privati così da renderla economicamente autosufficiente e non gravare sui bilanci federali.<br />
Con l&#8217;insediamento della nuova gestione, una delle prime decisioni fu invece quella di interrompere questo progetto.<br />
Per quanto riguarda le presunte irregolarità oggi contestate, faccio fatica a pensare che una dirigente esperta e preparata come Valentina Battistini non ne fosse già a conoscenza durante la campagna elettorale. La mia personale opinione è che allora altre priorità politiche suggerissero di non affrontare immediatamente la questione e che si sia scelto di intervenire solo in un secondo momento.<br />
Naturalmente questa rappresenta esclusivamente una mia valutazione personale.<br />
Concludo con una riflessione di fiducia.<br />
Oggi il calcio dilettantistico bergamasco sta vivendo un momento difficile, ma conosco la forza, la passione e le capacità delle società della nostra provincia. Sono convinto che Bergamo saprà rialzarsi rapidamente.<br />
Mi aspetto che nei prossimi mesi il Presidente Valentina Battistini lavori per ricostruire una nuova squadra dirigente composta da persone del territorio, capace di restituire stabilità, efficienza e rappresentanza a una Delegazione che, per storia e importanza, merita di tornare quanto prima a essere un punto di riferimento per tutto il calcio dilettantistico italiano.<br />
<strong>Nicola Radici, già Direttore Sportivo dell&#8217;Atalanta (1995-1998), socio fondatore e Vice Presidente dell&#8217;AlbinoLeffe (1998-2001) e Delegato Provinciale FIGC-LND di Bergamo dal dicembre 2021 al giugno 2024</strong></p>
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		<title>Memorial Bepi e Roby Donati: il leader è Edoardo Spada</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:02:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
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					<description><![CDATA[SERIATE (BG) – Anche in questa stagione 2026 la&#160;Gi-Effe Fulgor Seriate&#160;del presidente&#160;Fiorenzo Nava&#160;promuove il&#160;Memorial Bepi e Roby Donati, tradizionale riconoscimento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/edoardo-spada-romanese.jpg"><p style="font-weight: 400;">SERIATE (BG) – Anche in questa stagione 2026 la&nbsp;<strong><em>Gi-Effe Fulgor Seriate</em></strong>&nbsp;del presidente&nbsp;<strong>Fiorenzo Nava</strong>&nbsp;promuove il&nbsp;<strong><em>Memorial Bepi e Roby Donati</em></strong>, tradizionale riconoscimento che ogni anno va a premiare il miglior allievo di società bergamasca nelle gare disputate in provincia di Bergamo.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo momento, con la prima gara organizzata a Seriate proprio dalla società promotrice, con la gara di Osio Sotto e il Campionato Provinciale di Casazza, si sono disputate tre prove. Al momento è la Sc Romanese a fare la voce grossa con due suoi atleti nelle prime due posizioni provvisorie della classifica. Il leader al momento è&nbsp;<strong>Edoardo Spada</strong>&nbsp;che con 23 punti precede il compagno di colori&nbsp;<strong>Pietro Resca</strong>&nbsp;con 20 punti. Terzo posto per&nbsp;<strong>Cristiano Togni</strong>&nbsp;del Pedale Brembillese a 18 punti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da qui al termine della stagione restano ancora 8 prove in provincia di Bergamo da disputare e per designare chi sarà il nuovo vincitore dell’ambito premio.</p>
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		<title>Drammaticamente svegliato alle cinque di mattina dalle urla di Lele Adani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 14:57:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi addormento al secondo gol di Jude Bellingham, nei tempi supplementari di Inghilterra-Norvegia, più o meno all’una. La tv resta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/Lele-Adani.jpg"><div dir="auto">Mi addormento al secondo gol di Jude Bellingham, nei tempi supplementari di Inghilterra-Norvegia, più o meno all’una. La tv resta accesa, io duormo come non mi accadeva da mesi. Faccio tre sogni, uno bellissimo, dove sono su una spiaggia caraibica col vento in faccia e con un margarita in mano, uno così così, in cui sono diventato un campione di golf a livello europeo grazie alle lezioni di Matteo Saponaro, politico noto in tutta la provincia, che come premio di un master importantissimo mi consegna un boa constrictor gigante, e un altro decisamente controverso che mi vede assoluto protagonista della finale dei mondiali, sotto di una rete a una manciata di minuti dal triplice fischio, nel 1994 a Pasadena contro il Brasile. Mentre lancio in porta il collega Fabio Spaterna, uno fortissimo nell’uno contro uno, letale nei pressi della porta, mi sveglio di soprassalto. Su Rai Uno c’è Lele Adani che urla come un pazzo perché Julio Alvarez l’ha messa appena sotto l’incrocio e l’Argentina ora è avanti 2-1 contro la Svizzera. Sono le cinque di mattina. Il telecronista è una furia, delira su orologi precisissimi realizzati in territorio elvetico, va avanti tre minuti buoni. È eccitatissimo.</div>
<div dir="auto">Va detto che io, diversamente da gran parte dei miei connazionali, non nutro alcun astio nei confronti di Lele Adani. Non mi fa né caldo né freddo, quindi la mia non è un’invettiva contro di lui. Solo un consiglio vista l’ora in Italia quando si giocano le partite nelle Americhe: non può il nostro Daniele fare un attimino più piano? Anche perché si parla tanto della crisi del nostro calcio e io e Fabio Spaterna stavamo per pareggiare il conto contro la Selecao. Se l’ex calciatore del Brescia non mi avesse destato all’improvviso, probabilmente avremmo portato a casa un’altra Coppa del Mondo e adesso noi azzurri saremmo pentacampioni. E sono passate diverse ore, ma la sconfitta ancora brucia.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
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		<title>Le emozioni di un padre la notte prima dell&#8217;esame di maturità di suo figlio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 23:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
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					<description><![CDATA[Scivola la notte lungo i viali di Bergamo, mastica tutti i miei pensieri e mi riporta i tuoi occhi neri, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/vini-mini.jpg"><div dir="auto">Scivola la notte lungo i viali di Bergamo, mastica tutti i miei pensieri e mi riporta i tuoi occhi neri, lunghi, profondi e luccicanti, grondanti di parole troppo importanti che spesso io ancora non so. La prima volta che li ho visti, invece, erano due fessure fragili, minuscole e incerte, appena aperte a un mondo nuovo. Era estate, ero giovane, ero solo un pochino più grande di te come sei ora. Sono entrato all’ospedale che ero un figlio, sei nato ed ero un padre, manco un’ora e c’eri tu e io, grazie a te, ero diventato il contrario di me.</div>
<div dir="auto">Scrivo e le redazioni quasi sempre somigliano a tappeti volanti, ci entro e sono tra le stelle. Da Piazzale San Paolo a Borgo Santa Caterina sono giusto tre bracciate fatte bene nel cielo dell’amore. Nuoto accanto alle nuvole intorno e passo sopra a casa. Mi divincolo tra i bar e le luci della sera. Ti vedo. Sei intento a ripassare, serio serio, uguale a me le rare volte che mi mettevo d’impegno a studiare.</div>
<div dir="auto">Domani, tomorrow, per te che tra dieci ore esatte finisci il liceo linguistico, tonight tonight, la notte degli esami, la più importante, il prima e il dopo di ogni cosa che verrà e che ti vedrà vincitore o vinto o tutte e due le cose insieme, come più spesso capita.</div>
<div dir="auto">Non cito Venditti, che piace anche a te quando ci mettiamo a cantarlo a squarciagola sulla Panda, sarebbe normale, facile, scontato. E allora solo dirti Buon Vento, figlio mio, nell’ultima notte in cui sei piccolo perché immaturo. Più dei diciott’anni, più della prima volta che hai fatto l’amore, più del sole e della pioggia fitta sulla testa, del sorriso e del pianto che alla tua età sono forti quanto un temporale, la maturità, quel salto, la vita davanti, ogni strada possibile e immaginabile, il luglio.</div>
<div dir="auto">Domani sarai un uomo e a me, Vini, pare magico e impossibile. Diplomato.</div>
<div dir="auto">Gonfio di orgoglio, fiero di te, sono qui seduto a riguardare nella mia mente ogni immagine di noi, da quando hai iniziato a parlare ai passi successivi, fino a ieri, mentre mi spiegavi che stavo confondendo Zola con Hugo. Malinconico e felice perché tutto passa in fretta, come da foto, che mi pare ieri, ti bacio grato a dio e all’universo di essere tuo padre. In bocca al lupo, bimbo mio, piccino picciò nel mio cuore, ancora e per sempre, giusto fino a domani.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
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		<title>Io e Marina, la mia personale stolker cattolica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
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					<description><![CDATA[Lei, Marina, che mi ha chiesto l’amicizia qui su feisbuc e ha un profilo sostanzialmente pieno di fiori, di Gesù, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/acque.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">
<p>Lei, Marina, che mi ha chiesto l’amicizia qui su feisbuc e ha un profilo sostanzialmente pieno di fiori, di Gesù, di croci e di cuori, “piacere, Matteo, posso chiederti una cosa?”. Io, che sto scrivendo di Cesare Cremonini e degli esordienti del Csi a sette del Real Borgogna, nel relaz giornalistico cultural sportivo, “dimmi pure…”. Lei, che da lì in poi diventerà la mia personale stolker cattolica, “sei credente?”, passando poi al particolare, “pensi che Gesù possa salvarci?”. Io, che ho comunque studiato quel minimo, soprattutto Benedetto Croce, il libro in cui dice che in Italia nessuno può non definirsi cattolico, pur, che nella pratica, a onor del vero e sia detto per inciso, sono sempre stato sulla linea del babbo mio, Marco, quello che “ragazzo, ricordati che è meglio perder messa che andare a dottrina” e che per questo in chiesa non ci vado mai, manco ai funerali dei soci, insomma messo così, “sì, Marina, forse sono cristiano”.<br />
Quanto mai. Da lì se sono collegato, e non è che lo sia spesso, non sono un cellulomane seriale, i social li uso per lavoro e me la menano tutti per la lentezza delle mie risposte, ma comunque sono il direttore di un giornale e ci provo a restare on line, lei, Marina, quella che ama i fiori, Gesù, le croci e i cuori, inizia a triturarmi su Dio, la Madonna, l’omo suo, dico di Maria, non di Marina, Giuseppe, il falegname, gli apostoli e quegli altri là che vivevano un paio di millenni fa nelle comunità post socratiche in quell&#8217;area che adesso è un po&#8217; l&#8217;Iran-Iraq. All’inizio Marina se ne stava sul vago e la apprezzavo, le rispondevo in pausa, all’albero della sigaretta o nell’elegante e intimo cesso redazionale. Mi chiedeva: “Tu senti di aspettare il ritorno di Gesù per portarci la vera pace e salvarci da questo caos?”, perennemente con mille emoticon, e io, onesto, pur nel panico perché allarmato da un imminente catastrofe sopra alle laboriose popolazioni di Lecco e Bergamo, “più gli ufo”. E lei, in evidente difficoltà, buttandola sullo scherzo, comunque leccandomi ogni volta il culo, “che simpatico che sei, un umorista”. Fino al momento di rottura, al suo ennesimo quesito con la lunghissima premessa, “a volte sembra un pensiero lontano, ma guardando intorno a noi, tra le difficoltà e i cambiamenti, sento che il Signore è vicino. Tu come vivi questo aspetto? Senti che c&#8217;è bisogno di un intervento divino in questo mondo così complicato?”, io, fermo sulla mia linea, severo, ma giusto, “non di Gesù, ma degli extraterrestri. Hai presente ET, quello del film? Era buonissimo, tale e quale a Jesus, ma in più si illuminava tutto. Voto lui per via del corpo fosforescente”.<br />
Ho smesso di risponderle, lei, Marina, non molla mai, mi invita a messe, catechesi, scuole della parola, in presenza o in smart, dieci, venti, trenta volte al giorno. E non ce l’ho con lei, ma faccio ghosting perché devo lavorare. Resta che da quando l’ho conosciuta, ho in testa un pensiero fisso, una domanda, se per salvarci tutti da un imminente disastro nucleare, da Trump, da Netanyahu, dal carovita, dall&#8217;inflazione, dalla Minetti e da Vannacci, sia meglio l’intervento di Gesù, ubriacandoci, perché il figlio di Dio qui da noi è diventato famoso perché moltiplicava il vino, o quello di ET, che si colorava quando diceva “telefono, casa”, oppure quello estremo, dei Visitors che i cattivi se li magnavano trasformandosi al volo da fighe pazzesche a velociraptors senza pietà. Riflettendo se dire a Marina di piantarla coi messaggi, probabilmente perché mi vede che somiglio esteticamente a Jesus, in questa foto, ad esempio, nell’episodio che cammina sulle acque. Rivelandogli che non sono lui, ma un marziano metropolitano fiero di esserlo.<br />
<strong>Matteo Bonfanti</strong><br />
<em>Nella foto: recentemente a Calambrone, in Toscana</em></p>
</div>
</div>
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		<title>Sexy e sensibile, dolce e raffinato, autoironico e bravissimo: Cesare Cremonini strepitoso a Firenze</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 13:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
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					<description><![CDATA[“E chi non ha mai visto nascere una Dea, non lo sa che cos’è la felicità”. Più delle mie parole, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/cesare-ok.jpg"><p>“E chi non ha mai visto nascere una Dea, non lo sa che cos’è la felicità”. Più delle mie parole, le sue, quelle di uno dei tanti capolavori che ha scritto in questi anni. Ero uno dei sessantamila arrivato mercoledì sera alla Visarno Arena di Firenze per assistere all’ultimo concerto di quest’estate di Cesare Cremonini. L’impressione di tutti noi è stata appunto di trovarci di fronte alla nuova stella di Broadway, il Cé, ormai un’artista di caratura mondiale, al suo apice di fronte a una luna gialla e a metà, a tratti irresistibile. Premetto, fin dai suoi esordi l’ex ragazzo terribile dei Lunapop è stato uno dei musicisti più interessanti della scena italiana. Originale, preparatissimo, sensibile, anche un sacco ironico. Ora però, a 46 anni, ha fatto il secondo step, diventando l’assoluto punto di riferimento della nostra generazione, il solo capace di raccontare con una dolcezza unica la nostra difficoltà a vivere in prestito, tra momenti di allegria irripetibili e la malinconia di certe luci della sera.<br />
Crescendo cambiamo tutti, Cesare un po’ di più. Intanto le sue frasi, quel “non si dimentica” che abbiamo dentro, tra l’universo e il cuore, poi la sua immensa poesia, che guarda al mondo, il posto che gli piace, mentre cammina da solo lungo i portici della sua Bologna, la cartina di tornasole di un uomo curioso e internazionale, che va in Alaska o attraversa in macchina gli Stati Uniti, restando però meravigliosamente ancorato alle sue radici. San Luca è una favola, mette i brividi, ogni verso per noi che andavamo con le nostre nonne a pregare che la Madonna facesse il miracolo accordando finalmente la nostra anima inquieta al sentiero stretto e ripido della pace interiore. Dal pubblico si vede soprattutto questo, un ragazzo dall’enorme talento che ha attraversato in lungo e in largo, nel sole e nel vento, nel sorriso e nel pianto, le proprie fragilità per diventare un uomo che il bagaglio delle insicurezze ce l’ha sempre appresso, ma che grazie alla musica lo sente più leggero. Per me è stata la scrittura, per altri il calcio, per altri ancora lo studio, chi sta vivendo in questi anni difficili, spesso privi di speranza, ha fatto delle sue passioni una sorta di terapia d’urto per non affogare nel famoso bicchiere d’acqua. Cesare, paroliere gigante, ma anche polistrumentista con pochi eguali, al piano, alla chitarra, alla fisarmonica fino ai fiati, ci insegna anche questo.<br />
Sexy da morire senza volerlo e, forse, senza manco saperlo, giocandoci, intrattenitore che fa dell’empatia con i suoi fans uno dei punti cardine di uno spettacolo interminabile, quasi tre ore di concerto, ma velocissimo, che passa in un secondo, privo di pause, sicuramente studiato e ristudiato, all’unisono e alla perfezione, col fascino però di qualcosa che pare improvvisato. C’è poi che Cesare è esaltante perché è nudo, intimo e dolcissimo, vero, quasi un orfano mentre si racconta usando a piene mani l’autoironia che fa da sottofondo a molte sue canzoni. Generoso con i suoi musicisti, va detto una banda di fenomeni, amici suoi, da abbracciare a ogni esecuzione, mentre cita Lucio Dalla, infilando Astor Piazzolla oppure semplicemente in una ballata tradizionale della Maremma, nell’attimo in cui la sua voce non ha più paura di toccare le profondità dei suoi versi, il culmine in Poetica. Riportando ogni minuto ogni cosa a casa, in cielo, o appena sotto, tra i campi infiniti dell&#8217;Emilia dove tutto è logico o così ci appare.<br />
Una stella, signore e signori, un viaggio, da fare, che sia un&#8217;andata o un ritorno, che sia una vita o solo un giorno. E in ultimo, non certo per importanza, la vestaglia rossa brillante con cui si è presentato per l’ultima canzone, Un giorno migliore, singolo del 1999, l’inizio del suo magnifico percorso. A me che su quell’abito ci ho scritto un libro, Il vestaglietta e il figlio del figlio del figlio dei fiori, volume che recentemente è stato oggetto persino di un approfondimento su Io donna, piace sognare di aver trasmesso a Cesare quella passione, magari per caso, guardando la copertina del mio romanzo nella libreria che c’è proprio sotto la torre degli Asinelli.<br />
<strong>Matteo Bonfanti</strong><br />
<em>(L’intero approfondimento sul concerto di Firenze sul Bergamo &amp; Sport domani in edicola)</em></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/CEsare1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-179149 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/CEsare1-139x300.jpg" alt="" width="139" height="300" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/CEsare1-139x300.jpg 139w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/CEsare1.jpg 337w" sizes="auto, (max-width: 139px) 100vw, 139px" /></a></p>
<div style="width: 1024px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-179152-1" width="1024" height="576" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/cesareparole.mp4?_=1" /><a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/cesareparole.mp4">https://www.bergamoesport.it/wp-content/uploads/2026/06/cesareparole.mp4</a></video></div>
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		<title>Scoprendo l&#8217;arte moderna grazie a Pablo Atchugarry, un amico, simpatico, giocoso, il più grande artista oggi al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 21:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Pablo, insomma lui, Atchugarry, attualmente il più grande artista al mondo, l’energia che ha tutta intorno, irresistibile, che, se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablook.jpg"><div dir="auto">Di Pablo, insomma lui, Atchugarry, attualmente il più grande artista al mondo, l’energia che ha tutta intorno, irresistibile, che, se lo vedo a zonzo, parto al volo ad abbracciarlo stretto, per incontrare quella cosa morbida e finissima che lo muove a Lecco come in Sud America, la dolcezza. Poi la propensione agli scherzi, che qualche mese fa eravamo lì tutti ad aspettarlo, in trecento, donne e bambini compresi, per un evento mio, e a cinque minuti esatti dal fischio d’inizio, nascosto appena dietro di me, mi chiama dicendomi<em> “mi spiace, Matte, sono dovuto scappare a Montevideo. Prendo l’aereo. Ti racconterò”.</em> Quindi, più di tutto, il viaggio che non ho fatto mai e che ha deciso di farmi intraprendere, scoprire il mistero che si cela dietro a ogni opera moderna o contemporanea, che <em>“non è quello che vedi, ma è quello che senti”.</em></div>
<div dir="auto">Questa settimana sono stato a Roma, sono andato alla Galleria Nazionale, c’era la personale di Pablo, il punto più alto della sua carriera. Per arrivare nella sala dedicata a lui mi sono perso in mille e passa stanze. C’era questo artista giovane e irriverente che grazie a uno specchio aveva reso la sua installazione infinita ed eccezionale, c’erano i lasciti al mondo di Modì e di Wharol, c’era l’opera omnia del Pistoletto, c’era qualcosa che io non avevo visto mai per mancanza di tempo e di attenzione, il guardare oltre le cose.</div>
<div dir="auto">Sono un giornalista sportivo, non so nulla di nulla di arte figurativa, eppure mi sono emozionato, desiderando nelle mie quattro ore libere che la galleria fosse ancora più grande.</div>
<div dir="auto">Ad un certo punto mi sono imbattuto finalmente nelle sculture di Pablo, la sua mirabile avventura tagliando il marmo di Carrara lungo gli argini della luce per rendere di ghiaccio l’intorno, persino fuori, nella memoria mia, ma pure collettiva, tra il cuore, l&#8217;Italia, l&#8217;Uruguay, le stelle e l&#8217;universo. Gli artisti sanno rendere magico il normale, giocano con le distanze, gli effetti dell’occhio, scelgono materiali e lampade per rendere tutto piccino picciò o gigante come la via lattea, magari nella stessa opera, a seconda del momento, del caldo, dei brividi, di dove sei sentimentalmente. È il caso di Pablo, un genio.</div>
<div dir="auto">Il giorno dopo l’ho incontrato, era con la sua donna, Silvana, una ragazza splendida. Pablo era stanco perché gli artisti di grido sono uguali alle pop star e c’è sempre una banca o una fondazione da cui andare per promuovere questo o quello, il su o il giù, l’avanti e l’indietro. Tra di noi poche parole, cerchi nell’acqua tra anime mosse dai sorrisi necessari se si ha in testa il sogno di costruire un mondo migliore e ci si scopre simili, lontani, ma uguali. Ho sospeso per un attimo gli abbracci di cui mi nutro con lui e ci siamo fermati davanti a un’istallazione che ci rendeva protagonisti senza aspettarcelo, <em>“questa è l’arte, Matteo, un gioco per far stare bene chi ci finisce dentro”.</em></div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
<div dir="auto"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablo4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-179012 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablo4.jpg" alt="" width="546" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablo4.jpg 546w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablo4-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a></div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-179014 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere.jpg" alt="" width="970" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere-500x375.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></div>
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		<title>Ponteranica, la neopromossa non si ferma: tre acquisti, una nuova Under 19 e altri colpi in arrivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 11:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
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					<description><![CDATA[Una cessione e tre acquisti nuovi. Il Ponteranica continua a muoversi con decisione sul mercato per preparare al meglio la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/HAPAU.png"><p>Una cessione e tre acquisti nuovi. Il Ponteranica continua a muoversi con decisione sul mercato per preparare al meglio la sua avventura da neopromossa nella categoria superiore. Dopo aver blindato alcune pedine fondamentali attraverso una serie di riconferme, la società biancoazzurra ha messo a segno tre innesti di assoluto valore, tra esperienza, prospettiva e qualità, con uno dei nuovi arrivi proveniente addirittura dal panorama calcistico milanese.</p>
<p>Nella giornata di ieri è stata inoltre ufficializzata la cessione a titolo definitivo di <strong>Andrea Beloli</strong> alla Zognese. Una situazione particolare, considerando che il giocatore era già stato annunciato ufficialmente dal Ponteranica nelle scorse settimane. Un passaggio che ha inevitabilmente attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati del calcio dilettantistico bergamasco.</p>
<p>Sul fronte acquisti, il primo nome è quello di<strong> Ioan Hapau </strong><em>(nella foto sopra)</em>, difensore centrale classe 2001 proveniente dal San Giuliano CVS. Un innesto che testimonia le ambizioni del club. Cresciuto tra Trezzano Calcio e Accademia Internazionale, Hapau ha maturato esperienze importanti con Legnano, Rozzano Calcio, Masseroni Marchese e soprattutto Alcione Milano, dove ha trascorso sei stagioni formative. Nel suo curriculum spicca anche la vittoria del campionato di Prima Categoria con l’Ausonia 1931, oltre alle successive esperienze in Promozione. Fisicità, leadership e solidità difensiva rappresentano le sue principali qualità, caratteristiche che potrebbero renderlo uno dei punti di riferimento della retroguardia biancoazzurra.</p>
<p>Tra i pali arriva invece <strong>Filippo Ghilardi</strong>, portiere classe 2005 reduce dall’esperienza con il Calcio San Paolo d’Argon. Nonostante la giovane età, il suo percorso racconta già di una crescita costante tra Oratorio Albino, Falco Albino, Villa Valle e Scanzorosciate. Con il San Paolo d’Argon ha conquistato il campionato di Prima Categoria per poi confrontarsi con la Promozione. Da ricordare anche il successo al Provincial Parade con la rappresentativa di Prima Categoria, impreziosito da un rigore parato e dal riconoscimento come miglior portiere del torneo. Reattività, personalità e sicurezza tra i pali fanno di lui uno dei profili più interessanti del panorama provinciale.</p>
<p>A centrocampo il colpo porta il nome di <strong>Alessandro Frosio</strong>, classe 1999 proveniente dall’Accademia Sportimagna. Cresciuto tra Polisportiva Ponte Giurinese, Valle Imagna e Villa Valle, dove ha completato l’intero percorso giovanile fino all’esordio in Prima Squadra, Frosio si è poi affermato come uno dei leader dell’Accademia Sportimagna, conquistando anche la fascia di capitano. Centrocampista moderno e dinamico abbina qualità tecniche e spirito di sacrificio, garantendo equilibrio e intensità in entrambe le fasi di gioco. Il suo arrivo assume però un valore ancora più significativo perché, oltre al contributo sul campo, sarà anche il nuovo formatore della Scuola Calcio biancoazzurra, diventando una figura centrale nello sviluppo del settore giovanile.</p>
<p>Ma il mercato del Ponteranica potrebbe non essere ancora concluso. Secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti vicini alla società, il direttore sportivo <strong>Alessandro Salomoni,</strong> in costante sinergia col direttore generale <strong>Pablo Passoni,</strong> sarebbe al lavoro per regalare ulteriori rinforzi a disposizione dello staff tecnico. I rumors parlano infatti di nuove operazioni in fase avanzata che potrebbero essere ufficializzate nelle prossime settimane.</p>
<p>Lo sguardo della società, inoltre, non è rivolto esclusivamente alla Prima Squadra. Grande attenzione è riservata anche alla rinascita del settore giovanile, con il ritorno della formazione Juniores Under 19, che verrà ripristinata dopo alcuni anni di assenza. Per guidare il nuovo progetto, il direttore sportivo avrebbe già raggiunto un accordo con<strong> Andrea Fedele,</strong> tecnico classe 1996 proveniente dagli Allievi Regionali del San Pellegrino, profilo giovane ma già apprezzato per le sue capacità formative.</p>
<p>Il messaggio che arriva da Ponteranica è chiaro: la promozione non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. Tra investimenti mirati, attenzione ai giovani e una struttura societaria sempre più organizzata, il club biancoazzurro sta costruendo le basi per consolidarsi nella nuova categoria. E se il mercato dovesse davvero riservare altri colpi, l’estate del Ponteranica potrebbe essere appena entrata nel vivo.</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/GHILARDI.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-179005" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/GHILARDI.jpg" alt="" width="546" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/GHILARDI.jpg 546w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/GHILARDI-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/FROSIO.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-179004" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/FROSIO.png" alt="" width="546" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/FROSIO.png 546w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/FROSIO-225x300.png 225w" sizes="auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a></p>
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		<title>Prima, Carobbio scatenato: Manenti, Esposito e Ait Lahrach</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:34:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/esposito.jpg"><p>Tris d&#8217;autore per il Carobbio 2020, sempre più determinato a recitare un ruolo di primo piano nel campionato che verrà. A inizio settimana era giunta l&#8217;ufficialità per quel che riguarda <strong>Michele Manenti,</strong> centrocampista classe 2003 dotato di trascorsi in categorie superiori presso Real Calepina, Aurora Seriate e Atletico Villongo. Poi, a stretto giro, ecco altre due operazioni con un innesto super del calibro di <strong>Riccardo Esposito (nella foto sopra),</strong> centralone classe 2000 pronto a prestarsi da fatidico braccetto, per la difesa a 3. Dalla sua, i trascorsi con Brusaporto, Casazza e Valcalepio, fino al più recente capitolo in Promozione a Gorle, mentre in Prima ha già militato indossando la casacca del Leffe. Chiude il terzetto un altro ex Atletico Villongo, <strong>Ali Ait Lahrach,</strong> classe 2006, esterno mancino e dunque pronto a supportare, nelle rotazioni, il confermatissimo Ghisi. Si presume manchino una-due operazioni, in entrata, ma fin da ora appare chiaro che il Carobbio non ha affatto paura di alzare l&#8217;asticella.<br />
<b>Nik</b></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260607-WA0016.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-178967" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260607-WA0016.jpg" alt="" width="545" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260607-WA0016.jpg 545w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260607-WA0016-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 545px) 100vw, 545px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260609-WA0016.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-178968" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260609-WA0016.jpg" alt="" width="546" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260609-WA0016.jpg 546w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260609-WA0016-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a></p>
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		<title>Parlando di fidanzate con un calciatore special. Il mio grazie alle sette squadre che hanno giocato per noi a Paladina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 21:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
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					<description><![CDATA[“Direttore, ma tu che sai tutto, che tutti ti salutano, dimmi: come si fa a trovare una fidanzata? Dico una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/atalanta-special.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">“Direttore, ma tu che sai tutto, che tutti ti salutano, dimmi: come si fa a trovare una fidanzata? Dico una per me, ma proprio per me, solo mia, non di un altro. E non sono di quelli che esagerano che ne vogliono tante… Una… È quattro anni che la cerco. Dov’è che si trovano esattamente le fidanzate? Dove si nascondono?”. Giovedì, le sette di sera, sono al centro sportivo di Paladina, c’è la nostra festa, quella di Bergamo &amp; Sport, il giornale che dirigo, ricorrenza che ogni anno dedichiamo a un campionato bergamasco, in questo 2026 a quello dei ragazzi special, giovani e meno giovani che fanno parte delle categorie protette. Lui, vestito con la divisina, sui vent’anni, faccia serissima, ma con quel che di super simpatico, cerca da me una risposta che io non gli so minimamente dare, tra l’altro intanto che sto intrattenendo più o meno una cinquantina di invitati compreso mio papà, Marco, famoso poeta lariano.</div>
<div dir="auto">Vado una corsa a prendere al bar una decina di birre da distribuire ai collaboratori e agli sponsor, lui mi viene dietro. <em>“Direttore, ma le fidanzate crescono sui campi?”.</em> E a me parte il ricordo: sono un bambino, sono con mia mamma, la Vale, siamo distesi sul lettone, ascoltiamo “Un mondo d’amore” di Gianni Morandi. Mi emoziono pensando ai brividini che sentivo lungo la schiena a dieci undici anni quando attaccava la strofa del prato verde dove nascono speranze che si chiamano ragazzi.</div>
<div dir="auto">Passa una mezzorata buona, lo perdo, lo ritrovo alle premiazioni, gli do la medaglietta griffata, mi prende da parte, <em>“direttore, ma si può comperare una fidanzata? Quanto costa che io qualche soldo ce l’ho?”.</em> Rifletto sul quesito, mi faccio il mio solito film immaginandomi il reparto Conad “fidanzate e fidanzati”, ognuno col suo codice a barre, il costo in promozione solo per i possessori della carta arancio, la data di scadenza. Torno a terra ed evito di dirgli la mia perché c’è chi lo fa, in migliaia si sposano per convenienza, ma è una soluzione che non dà mai i risultati sperati, ossia l’amore. È una vicenda stracomplessa. Mi ci vorrebbe un giorno per districarmi, anzi una mesata, con l’aiuto di un paio di amici cari che s’interrogano con me sul tema sentendoci in sottofondo le ultime due di Tiziano Ferro per fare i disillusi duri cinici blob.</div>
<div dir="auto">Cerco di evitare l’argomento,<em> “hai giocato bene?”,</em> lui non molla, <em>“vorrei una fidanzata, mi spieghi?”,</em> io la butto sul calcio,<em> “troppo bello far gol, hai segnato?”,</em> lui fa un mix,<em> “i giocatori hanno un sacco di fidanzate, anche tre o quattro alla volta, dove le trovano? Ce le hanno negli spogliatoi? Nell’armadietto?”.</em> Glisso. Gli dico che tengo al Milan, lui riparte alla carica, <em>“direttore, ma tu quante fidanzate hai avuto in vita tua?”,</em> faccio un rapido conto, <em>“sette o otto”,</em> mi chiede di essere preciso, <em>“sette o otto?”,</em> <em>“sette”.</em> Mi sfioro le labbra e sento addosso ogni mio primo bacio, è un leggero e dolcissimo soffio di vento, è risentire quella magia per cui vale la pena vivere, è sentirsi stupidi e liberi mentre ci si avvicina per avvicinarsi di più fino a perdersi nell&#8217;insieme della felicità.</div>
<div dir="auto">Apro e chiudo gli occhi e la festa è finita. La gente inizia a tornare a casa, io da tiratardi riconosciuto nell’intera provincia bergamasca resto fino a quando non si spengono le luci. Lo vedo che sta andando e gli corro incontro, lo abbraccio e lo ringrazio,<em> “non sai quanto mi hai fatto volare, sei un ragazzo speciale, sappilo”,</em> <em>“e la fidanzata?”, “la troverai, vedrai…”.</em></div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Ps – Il mio grazie gigante a tutti i campioni special giovedì a Paladina, splendidi protagonisti di una festa da ripetere. Qui la premiazione dell’Atalanta</div>
</div>
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		<title>Villa Valle e Almè, nasce l’alleanza per il futuro dei giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Villa Valle e Almè uniscono le forze per dare vita a un progetto comune che riguarderà in modo particolare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Maurizio-Scalvini-Piergiorgio-Castelli-Bruno-Crotti-e-Cristian-Gasparini.jpg"><p>Villa Valle e Almè uniscono le forze per dare vita a un progetto comune che riguarderà in modo particolare la valorizzazione dei settori giovanili delle due società. Un progetto sportivo ma anche legato al territorio, fondato su crescita, sviluppo e collaborazione. Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi al “Vyll Stadium” a prendere per primo la parola e spiegare le finalità dell’iniziativa, denominata “Insieme per il futuro”, è stato il presidente del Villa Valle, <strong>Piergiorgio Castelli</strong>: <em>“Prima di spiegare il senso di questa collaborazione, vorrei iniziare col dire che cosa non è. Non facciamo di due squadre una, non facciamo di due società una, Villa Valle e Almè rimangono due società ben distinte che continueranno a fare ognuna il proprio percorso, quindi non è una fusione, non è un&#8217;incorporazione, non è nulla di tutto questo, ma è una collaborazione. Ci siamo incontrati, abbiamo individuato un progetto comune da portare avanti, degli obiettivi da condividere. Un progetto comune per non disperdere i ragazzi del territorio. Quindi si tratta di un discorso che riguarda i settori giovanili. Le prime squadre verranno comunque coinvolte. I ragazzi della Juniores che non riusciamo a portare in prima squadra e diamo poi a società del territorio di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria cercheremo di farli rimanere nel territorio, appunto nell&#8217;Almè. Sono presenti i rappresentanti delle amministrazioni e del settore giovanile dell’Atalanta. La cosa ci riempie di soddisfazione perché vuol dire che questo progetto è ben visto e ben voluto anche dall&#8217;Atalanta, con la quale abbiamo un rapporto importante che è partito la stagione scorsa e sembra che in pochissimo tempo stia già dando degli ottimi frutti. Con il presidente Crotti, uomo che ama il calcio come pochi, ci siamo parlati poco ma intesi tantissimo. Non c&#8217;è stato bisogno di tanti incontri, ci siamo visti due volte, tre volte, non di più, e una volta capito che parlavamo la stessa lingua, siamo partiti con questo progetto. Non so se è un progetto buono, però sa di buono. Il futuro ci dirà se abbiamo fatto le cose bene”</em>. Hanno fatto seguito le parole del presidente dell’Almè, <strong>Bruno Crotti</strong>: <em>“Tra noi e il Villa Valle negli anni scorsi c&#8217;è sempre stato un campanilismo anche sportivo. Quando Piergiorgio ci ha convocato per farci partecipi di questo progetto, per noi dell’Almè Calcio e i nostri consiglieri è stata una cosa ben accettata perché l’obiettivo è esclusivamente far crescere i nostri ragazzi. Sappiamo che Villa Valle sta facendo un percorso importante a livello professionistico, anche noi ci vogliamo mettere in gioco per far crescere la nostra società e per far crescere anche i nostri ragazzi. Siamo perciò contenti di condividere questo progetto insieme al Villa Valle”</em>. E’ poi intervenuto <strong>Cristian Gasparini</strong>, vice-presidente dell’Almè: <em>“Ci siamo incontrati con il presidente Castelli e con Maurizio Scalvini. Diciamo che questa cosa nasce già qualche anno fa, sono passati forse quattro anni dal primo incontro, ma si dice che le cose più lunghe da aspettare riescono meglio. Le due società sono divise da una strada, i due campi sono distanti solo due chilometri. Una sinergia può far crescere tutte e due le società. E’ difficile a livello provinciale trovare un&#8217;entità con tanti atleti che possono comunque considerarsi, non dico sotto una un&#8217;unica società, ma quasi. Visto il programma che si vuole fare con allenamenti magari congiunti, potrebbe essere una cosa molto importante per i nostri ragazzi. Noi come Almé abbiamo solamente da imparare, per cercare di portare i nostri ragazzi ad alzare l&#8217;asticella e aumentare il valore delle nostre squadre</em>”. E’ stata poi la volta del Consigliere delegato al settore giovanile, <strong>Maurizio Scalvini</strong>: <em>“Penso che le persone coinvolte hanno tutte le qualità per portare avanti questo progetto. Ci vuole tempo, perché anche noi come Villa Valle abbiamo dovuto aspettare e investire per poter fare un certo tipo di lavoro a livello di settore giovanile. Quest&#8217;anno l&#8217;abbiamo implementato grazie all’Atalanta, a Giovanni Bonavita, a Stefano Bonaccorso e a tutti gli allenatori che vengono sul nostro campo. Cosa possiamo dare noi all&#8217;Almè? Possiamo trasmettere quelle che sono le conoscenze dei nostri allenatori e dei vari responsabili. Sette-otto anni fa eravamo anche noi un Almè. Siamo ripartiti con il presidente Castelli dodici anni fa ed eravamo, non dico a livello zero ma quasi. Bisogna avere pazienza. Ci saranno delle difficoltà, dobbiamo sempre confrontarci, cercare di essere sempre positivi, non essere egoisti e far capire a tutti quelli che lavorano all&#8217;interno delle società che il lavoro per i ragazzi del settore giovanile è nella considerazione di far crescere tutti. Non posso dire che i nostri ragazzi sono pronti a giocare all&#8217;Almè però dobbiamo essere bravi noi a aiutare in modo tale che queste realtà possano anche loro alzare di livello. Dobbiamo diventare un punto di riferimento per la media Val Brembana. Con il presidente Castelli e Roberto Monaci è stato fatto un lavoro meticoloso, in questo progetto ci abbiamo creduto e siamo pronti per partire. Non dobbiamo aver paura delle difficoltà, dobbiamo sempre confrontarci e portare avanti questa idea che, secondo me, sarà vincente”.</em> In rappresentanza dell’Atalanta è intervenuto <strong>Stefano Bonaccorso</strong>: <em>“Porto il saluto della società e in particolar modo del responsabile del nostro settore giovanile, Roberto Samaden. L&#8217;Atalanta, per valorizzare e promuovere il calcio in generale, ma soprattutto il calcio del settore giovanile, cerca rapporti sul proprio territorio, perché crede che il territorio bergamasco, in particolare, sia un terreno fertile per promuovere il calcio. E l&#8217;anno scorso Atalanta e Villa Valle hanno firmato un accordo per il quale il Villa Valle diventa ‘The Academy League’. Tradotto in modo molto operativo, abbiamo individuato nel Villa Valle la società in questo momento più importante del panorama calcistico bergamasco con la quale avere un rapporto privilegiato nello sviluppare e nel promuovere il calcio giovanile. Se Almé e Villa Valle si ritrovano per presentare una collaborazione, credo che sia un buon esempio per esprimere questo concetto: per andare in rete, bisogna mettersi in rete. Quindi mettere insieme le risorse, mettere insieme le idee, gli addetti ai lavori, credo che sia una buona strategia per ottenere dei risultati. Noi, come settore giovanile dell&#8217;Atalanta, vediamo di buon grado questa collaborazione e credo che con l&#8217;impegno di tutti e il contributo di tutti si potranno raggiungere dei buoni risultati”.</em> <strong>Massimo Bandera</strong>, rieletto da poco sindaco di Almè:<em> “Penso sia un momento storico per il calcio del nostro territorio, perché so che in passato tra le due realtà c&#8217;è sempre stata competizione. Noi come amministrazione abbiamo sempre sostenuto le nostre società sportive e proseguiremo a sostenerle perché riteniamo che lo spirito di queste società sia proprio quello di investire sui giovani. Tra Almè e Villa c&#8217;è già una collaborazione perché noi abbiamo l&#8217;unione dei comuni, quindi c&#8217;è già un&#8217;intesa tra le amministrazioni”.</em> Per il comune di Villa d’Almè era presente la consigliera <strong>Cristiana Agostoni</strong>:<em> “Faccio i miei complimenti per la rinnovata collaborazione. Sicuramente è un valore aggiunto sia per l&#8217;amministrazione di Villa, sia per l&#8217;amministrazione di Almé e, ovviamente, per i nostri ragazzi”</em>. Presente anche il Direttore Generale del Villa Valle, <strong>Roberto Monaci</strong>:<em> “Quando si fanno questi tipi di accordi si parte da esigenze che hanno entrambe le società. Perché se non ci sono delle esigenze, è inutile fare delle collaborazioni. Dal punto di vista della nostra società, le esigenze erano quelle di aprire a comunque un territorio logicamente e logisticamente vicino, per ampliare comunque il numero di tesserati su cui poter lavorare. C’è poi anche il delle strutture, perché dobbiamo ricordarci che per poter far fare calcio c&#8217;è bisogno di strutture. Per non lasciare i nostri ragazzi a casa al computer o al tablet, dobbiamo aumentare il numero degli incontri nei centri sportivi, perché il calcio non è solo attività fisica, ma è anche attività mentale, ha un aspetto sociale. se riusciamo a coniugare tutte e due le cose, portando i ragazzi a aumentare la frequenza con cui praticano questo sport, penso che l&#8217;obiettivo primario sia centrato. Non abbiamo sicuramente la presunzione di avere la bacchetta magica. Il primo anno ci aiuterà a capire quali sono un po&#8217; i tiri da correggere, ma poi da lì potranno iniziare anche dei progetti molto più importanti, anche di durata più ampia”</em>. In occasione della conferenza stampa, il presidente dell’Almè Bruno Crotti ha ufficialmente confermato anche per la prossima stagione <strong>Adriano Ferreira Pinto</strong>:<em> “Sono contento di proseguire il percorso nell’Almè. soprattutto perché ci sono tanti giovani a cui posso dare una mano. Collaborerò anche con il settore giovanile”.</em><br />
<strong>G.F.</strong></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Scalvini-Castelli-Crotti-e-Gasparini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-178818 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Scalvini-Castelli-Crotti-e-Gasparini.jpg" alt="" width="926" height="604" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Scalvini-Castelli-Crotti-e-Gasparini.jpg 926w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Scalvini-Castelli-Crotti-e-Gasparini-300x196.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Scalvini-Castelli-Crotti-e-Gasparini-768x501.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 926px) 100vw, 926px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Foto-di-gruppo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-178816 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Foto-di-gruppo.jpg" alt="" width="970" height="398" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Foto-di-gruppo.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Foto-di-gruppo-300x123.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Foto-di-gruppo-768x315.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Ferreira-Pinto-con-il-presidente-Crotti-e-il-vice-presidente-Gasparini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-178815 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Ferreira-Pinto-con-il-presidente-Crotti-e-il-vice-presidente-Gasparini.jpg" alt="" width="702" height="449" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Ferreira-Pinto-con-il-presidente-Crotti-e-il-vice-presidente-Gasparini.jpg 702w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Ferreira-Pinto-con-il-presidente-Crotti-e-il-vice-presidente-Gasparini-300x192.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a></p>
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		<title>SPID e casinò online: come l’identità digitale ha cambiato il modo di accedere ai bonus senza deposito</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160;Trentotto virgola nove milioni. È il numero di identità SPID attive per maggiorenni a fine 2024, capaci di generare accessi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/BONUS.png"><p>&nbsp;<em>Trentotto virgola nove milioni. È il numero di identità SPID attive per maggiorenni a fine 2024, capaci di generare accessi nel solo anno passato. Una diffusione che racconta molto più di una semplice digitalizzazione: parla di un’abitudine, di una pretesa di velocità che ormai diamo per scontata quando accediamo a un servizio pubblico o, sempre più spesso, a un casinò online.</em></p>
<p>E proprio in quel clic,&nbsp;<b>la registrazione SPID è veloce e sicura</b>, come già approfondito da Bergamo &amp; Sport in un’analisi sull’impatto della tecnologia nel calcio locale.</p>
<p>Ma per chi cerca un bonus senza deposito, che differenza fa davvero identificarsi con SPID o CIE invece di inviare il solito documento? La risposta non è solo comodità: è una questione di minuti contro giorni, di offerte più ricche e di prelievi che non aspettano. Nel 2024 la raccolta online ha raggiunto 157 miliardi di euro, con il 50% proveniente dai giochi online e un gettito erariale di 11,5 miliardi. In un mercato che veleggia a doppia cifra, il modo in cui entri a bordo non è un dettaglio.</p>
<p>Questa guida pratica mette a confronto i due percorsi, basandosi su fonti istituzionali e sulla più aggiornata comparativa editoriale, per aiutarti a capire perché l’identità digitale sta diventando il primo vero vantaggio del giocatore italiano.</p>
<h2>Metodologia: come abbiamo valutato i bonus senza deposito</h2>
<p>Per dare un metro oggettivo al confronto, abbiamo definito cinque criteri che contano nella vita reale di chi apre un primo conto gioco su un casinò autorizzato ADM e vuole attivare subito un bonus senza deposito.</p>
<p>L’analisi si fonda sui dati raccolti dalla comparativa indipendente pubblicata sul&nbsp;<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.corrieredellosport.it/casino/bonus/senza-deposito"><u><b>bonus casinò senza deposito immediato su Corriere dello Sport</b></u></a>&nbsp;</span>e sulla documentazione tecnica di SPID e CIE diffusa da AgID e IPZS.</p>
<ol>
<li><b>Velocità di accredito</b>&nbsp;– quanti minuti (o ore) passano tra la registrazione e la comparsa del bonus sul saldo.</li>
<li><b>Entità del bonus</b>&nbsp;– differenza di credito reale o giri gratuiti tra registrazione via identità digitale e procedura documentale classica.</li>
<li><b>Requisiti di rollover</b>&nbsp;– il moltiplicatore da soddisfare prima di poter prelevare le vincite.</li>
<li><b>Validità temporale</b>&nbsp;– i giorni a disposizione per rispettare i requisiti senza perdere il bonus.</li>
<li><b>Sicurezza e semplificazione</b>&nbsp;– la fluidità del riconoscimento identità, dalla conferma dei dati alla riservatezza.</li>
</ol>
<h2>SPID e CIE: l’identità digitale in Italia, fra numeri e obiettivi</h2>
<p>SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, è la credenziale composta da nome utente e password (o altri fattori) rilasciata da Identity Provider accreditati dall’AgID. La CIE, invece, è la Carta d’Identità Elettronica dotata di chip NFC, prodotta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Entrambe servono a farti riconoscere una volta sola, ovunque, senza riempire moduli ogni volta.</p>
<p>I numeri spiegano perché sono diventate così pervasive. Secondo l’AgID, nel 2025 gli accessi SPID hanno toccato quota, con circa 52.000 nuove identità rilasciate ogni settimana. A fine anno le identità SPID attive per maggiorenni erano 38,9 milioni, in crescita del 5% secondo Il Sole 24 Ore.</p>
<p>Poste Italiane, da sola, ne gestiva 28,7 milioni, come confermato da TG Poste. Sul fronte CIE, l’IPZS ha superato le 61 milioni di carte emesse, di cui 8,3 milioni solo nel 2024.</p>
<p>E l’obiettivo fissato dal PNRR, riportato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale, è portare il 70% della popolazione all’uso dell’identità digitale entro il 2026: numeri che fanno capire come SPID e CIE non siano più una nicchia, ma il nuovo standard di accesso.</p>
<h2>Come SPID ha trasformato la registrazione ai casinò ADM</h2>
<p>A rendere possibile il salto è stato il Decreto Semplificazioni (D.Lgs. 76/2020), che ha riconosciuto SPID e CIE come strumenti validi per la verifica dell’identità dei giocatori, riducendo drasticamente la necessità di caricare manualmente i documenti. ADM stessa utilizza SPID anche per l’autoesclusione dal gioco a distanza, a conferma dell’affidabilità del sistema.</p>
<p>Il divario fra i due percorsi è netto. Con la registrazione classica, il rito è noto: carichi fronte e retro del documento, alleghi magari una prova di residenza, a volte scatti un selfie col documento in mano, e poi aspetti che un operatore verifichi tutto manualmente.</p>
<p>Tempi? Dalle 24 alle 72 ore prima di vedere un centesimo di bonus. Con SPID si riduce tutto a tre passaggi: clic su «Registrati con SPID», autenticazione tramite il proprio provider (con compilazione automatica dei dati) e accredito del bonus in 1‑5 minuti, perché l’identità è pre-confermata.</p>
<p>La CIE segue lo stesso copione: via app CieID con NFC sullo smartphone o tramite lettore USB per desktop, sempre con accredito immediato, purché la carta sia di nuova generazione (emessa dal 2016).</p>
<p>Le stesse differenze sono state documentate nella guida del Corriere dello Sport citata sopra.</p>
<p>E la privacy? Il casinò riceve solo la conferma dell’identità – nome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo – mai la tua password SPID. I dati vengono conservati per i 10 anni previsti dalla normativa antiriciclaggio ADM, ma non circolano altrove.</p>
<p>Un altro vantaggio concreto: il primo prelievo, con identità già validata, viene processato in 1‑24 ore, mentre con la procedura documentale serve la stessa attesa della verifica manuale.</p>
<h2>I vantaggi concreti per chi cerca un bonus senza deposito oggi</h2>
<p>La differenza la senti subito, soprattutto quando l’offerta è a tempo. Chi usa SPID o CIE può giocare praticamente in tempo reale: idea non da poco se hai trovato un bonus lampo che scade in poche ore. Inoltre, i casinò ADM premiano la registrazione veloce con bonus più generosi.</p>
<p>La comparativa del Corriere dello Sport mostra numeri chiari: StarCasinò passa da 50 a 150 giri gratuiti più 100€ di credito con SPID, 888casino raddoppia il bonus da 20€ a 50€, LeoVegas da 50 a 100 giri.</p>
<p>Chi si registra alla vecchia maniera lascia sul tavolo denaro reale o giri che avrebbe subito a disposizione.</p>
<p>C’è poi il tema del tracciamento. Ogni giocatore ha diritto a un solo bonus senza deposito per operatore, e il sistema viene vigilato incrociando email, codice fiscale, IP e fingerprint del dispositivo.</p>
<p>SPID rafforza l’identificazione senza creare ingorghi: puoi ottenere un bonus su più casinò ADM diversi, semplicemente non troverai mai due promozioni sullo stesso sito. In un mercato che cresce a due cifre, gli operatori stanno facendo a gara per offrire l’onboarding più fluido, e l’identità digitale è diventata un fattore competitivo che ti mette in tasca bonus migliori.</p>
<h2>Quello che nessuno dice: caveat e punti deboli</h2>
<p>Se SPID e CIE semplificano molto, non sono una bacchetta magica. Innanzitutto, l’integrazione nel settore privato è ancora minoritaria: un Osservatorio del Politecnico di Milano rilevava nel 2022 solo 141 aziende private aderenti su oltre 175.000 potenziali. I casinò ADM sono una felice eccezione, ma alcune piattaforme minori potrebbero non offrire ancora il login digitale.</p>
<p>Poi c’è il rischio del single point of failure: se il tuo Identity Provider va in tilt (pensa a un disservizio Poste), l’accesso al casinò si blocca momentaneamente. Inoltre, nessun obbligo sparisce: il bonus senza deposito ha sempre un rollover da rispettare e, in caso di vincite elevate, possono scattare verifiche supplementari come il controllo del conto bancario o richieste di documenti integrativi.</p>
<p>Infine, il quadro normativo è in movimento: il Decreto Riordino Giochi (D.Lgs. 41/2024) ha già tracciato nuove regole tecniche, e in futuro le procedure di verifica potrebbero cambiare, per quanto la direzione sembri quella di premiare ulteriormente l’identità digitale.</p>
<h2>Arrivare primi senza correre</h2>
<p>Sembra un paradosso, ma è esattamente quello che SPID e CIE permettono: non devi muovere un dito per scannerizzare documenti e puoi comunque essere il primo a sfruttare un bonus. La differenza tra i due mondi è un fossato: da una parte l’attesa, le pratiche e l’incertezza; dall’altra un accredito che arriva in pochi minuti, offerte più pingui e prelievi che non si fermano in coda.</p>
<p>Per un giocatore italiano che vuole attivare un bonus senza deposito, l’identità digitale non è più una semplice comodità: è il modo più efficiente per entrare subito in partita, con più credito in tasca e la certezza che i propri dati restino al sicuro.</p>
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		<title>Rugby Bergamo, Donati: &#8220;La nostra è stata una promozione a chilometro zero&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Sport vari]]></category>
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					<description><![CDATA[Bergamo &#8211; “Affronteremo la serie A con la stessa squadra di quest’anno, con i nostri giocatori cresciuti nel nostro settore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/Rugby-Bergamo-festa-promozione-31-maggio-2026.jpeg"><p>Bergamo<em> &#8211; “Affronteremo la serie A con la stessa squadra di quest’anno, con i nostri giocatori cresciuti nel nostro settore giovanile. E’ stata una promozione a km zero e andremo avanti per la nostra strada”</em>. All’indomani della storica promozione in A2 del <strong>Rugby Bergamo 1950</strong>, sponsorizzato <span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.italianfloordesign.com/"><strong>Italian Floor Design</strong></a></span>, a parlare a Bergamo &amp; Sport è il presidente <strong>Giulio Donati</strong>, anima storica della compagine giallorossa, motore di questo progetto sportivo e non solo, basato sui giovani e sul radicamento nel proprio territorio. Una promozione arrivata con una squadra composta da 34 giocatori fatti in casa su 36, con un blocco composto da atleti bergamaschi usciti dal settore giovanile giallorosso e innestati da due naturalizzati, un argentino e un australiano, per aumentare la competitività del gruppo allenato da Roberto Schipani, a sua volta ex giocatore giallorosso. Così trentasei anni dopo il Rugby Bergamo ha ritrovato la A2.<br />
<em>“Siamo riusciti finalmente a salire in A, era un obiettivo che perseguivamo da anni, con un progetto che si basa su radici profonde. Siamo partiti dall’allargamento della base, è stato importante riuscirci con i nostri giocatori”</em>, spiega il presidente Donati. Snocciolando i numeri dell’impresa del Rugby Bergamo:<em> “Abbiamo tre formazioni under 14, due under 16 e la under 18, che ha fornito giocatori alla prima squadra in questa annata. Su 36 giocatori ruotati nella stagione ben 34 erano nostri prodotti, oltre ai due naturalizzati inseriti per aumentare la competitività. E nello spareggio contro Brescia abbiamo fatto giocare Ernesto Colombo, un nostro under 18. La nostra è stata davvero una promozione a km zero”.</em><br />
Ora la serie A2, che si disputerà ancora, grazie alla deroga, al campo Sghirlanzoni in via Pizzo della Presolana. Ma il sogno del Rugby Bergamo è l’approdo al Campo Utili, per giocare in un impianto con tribuna centrale coperta e realizzare una club house e una palestra.<em> “Il nostro sogno è quello di realizzare una vera cittadella del rugby al Campo Utili, ne abbiamo già parlato con il Comune di Bergamo che condivide questo progetto”</em>, aggiunge Donati. Che preferisce però non guardare troppo lontano. Pensando già alla prossima stagione, con il rinnovo dell’accordo con il main sponsor Italian Floor Design. E la conferma del blocco che ha conquistato la promozione dalla B. <em>“Vogliamo affrontare anche la serie A con il nostro blocco bergamasco, non faremo voli pindarici perché prima di tutto vogliamo tenere i nostri conti in ordine, perché la salute del club dipende prima di tutto da una sana amministrazione”</em>, chiosa Donati.<br />
<strong>Fabrizio Carcano</strong></p>
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