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	<title>Il blog di Evro Carosi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Il maestro Evro Carosi al vetriolo contro Domenech: “Ma vattene a…”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bonfanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2020 12:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Non che Domenech meriti una qualche considerazione, ma dico due parole per quei giovani che non conoscono la storia. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/08/domenech.jpg"><p>Non che Domenech meriti una qualche considerazione, ma dico due parole per quei giovani che non conoscono la storia. La Francia fino agli anni80 /90 era famosa per il rugby, per la mayonese e per l’assenza di bidet, ma non per il calcio. Con l’arrivo degli stranieri il calcio francese ebbe più fortuna. Non crediate che Platini o Zidane fossero di origine francese. Negli anni 70/80 la Francia non si qualificava neppure a pagamento. Dicevo che questa terra progressista d’oltralpe fa passare solo i neri che giocano bene a calcio, gli altri ce li ributtano giù dalle Alpi. Fin qui niente di strano. Il problema nasce quando si parla di allenatori, avete mai visto un allenatore nero? No! È più facile vedere un presidente nero. Allora arrivano i Domenech di turno a darci lezioni di calcio, a noi che negli anni 80, quando loro facevano cagare, vincevamo il nostro terzo mondiale. La realtà reale, anzi realissima, detta da un interista con madre francese , è che mercoledì la squadra di una città &nbsp;che conta 120000 abitanti ha messo in serissima difficoltà la squadra della città che rappresenta la grandeur de France. Ma andatevene a fanculo voi, Domenech e compagnia cantante!</p>
<p><strong>Evro Carosi</strong></p>
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		<title>L&#8217;Italia privilegiata dello &#8220;smart working&#8221; e quella vessata dei &#8220;Cipputi&#8221; che tutti i giorni vanno in officina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2020 13:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa crisi, per alcuni, ha portato anche grandi vantaggi. Uno su tutti è quello che, per confondere le idee al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/07/Cipputi-f-1.jpg"><p>Questa crisi, per alcuni, ha portato anche grandi vantaggi. Uno su tutti è quello che, per confondere le idee al Cipputi che tutti i giorni va in officina, chiamano Smart Working. Il 70 % degli statali ‘lavora’ ancora da casa, soprattutto in luoghi dove del Covid ne hanno solo sentito parlare.<br />
Gli smanettoni che ci governano hanno pensato bene di introdurre ad minchiam il telelavoro, ed ora non sanno più come fare per tornare indietro.<br />
Sala, sindaco di Milano, preoccupato per lo scarsissimo livello di servizio offerto ai cittadini, lancia continui appelli ai suoi impiegati perché tornino al lavoro nel senso stretto del termine, ma finora è stato solo spernacchiato.<br />
Purtroppo ci adattiamo cosi bene a questa vergognosa situazione che gli stessi ministri hanno gioco facile nel prenderci per i fondelli.<br />
E cosi Speranza spegne il dissenso prolungando, senza necessità alcuna, le misure anti Covid di 15 giorni: se c’è il virus , meglio che gli statali non escano. La ministra Azzolina, invece, non ha riaperto le scuole perché, a detta sua, non esisteva ancora in Italia (pensate che paese del cazzo eravamo) un software che studiasse il distanziamento tra i banchi da applicare ad ogni singola aula. Una stronzata simile la può dire solo chi vuol prenderti in giro.<br />
E’ tristissimo però che si preoccupino del Cipputi solo quando si tratta di rimandarlo in fabbrica a creare gettito. Lui non può fingere, se lo chiamano al lavoro ci va, anche se ci sarebbe andato comunque. Sono passati già tre mesi da quando l’ultimo di loro è tornato al suo posto sfidando la morte.<br />
I tempi cambiano caro Cipputi! Ma per te non migliorano mai. Quanti padroni hai oggi?<br />
<strong>Evro Carosi</strong></p>
<p>Nella foto di copertina: immagine di presentazione del video &#8220;Altan: da Cipputi alla Pimpa&#8221;</p>
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		<title>Ecco le nuove parole usate dal governo per intimorire, mietere consensi e conservare la panca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bonfanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 13:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Voglio sparare su questo governo del Gerundio svelando il significato di alcuni strani termini e neologismi utilizzati per intimorire, mietere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/conte.jpg"><p>Voglio sparare su questo governo del Gerundio svelando il significato di alcuni strani termini e neologismi utilizzati per intimorire, mietere consensi e conservare la panca.<br />
<strong>Contezza =</strong> Conoscenza approfondita. La parola la sanno ma contezza non ne hanno.<br />
<strong>Lock down =</strong> Chiusura. Ma detto in inglese mette più paura.<br />
<strong>Stati Generali =</strong> Buffonata. Burinata.<br />
<strong>Mascherina =</strong> Quella che non serviva perché filtrava solo il 90%, ma che dopo qualche settimana: metti anche una mutanda, basta che tu la metta altrimenti ti appioppiamo un multone.<br />
<strong>Task force =</strong> Un gruppo di persone competenti che vengono ingaggiate ma non ascoltate perché forniscono soluzioni scomode per il governo.<br />
<strong>Commissario =</strong> Non è quello dell’Armando. Non è così bravo.<br />
<strong>Comitato tecnico scientifico =</strong> Rifugio governativo .<br />
<strong>Smart working =</strong> Quello autentico in Italia non esiste. Se proprio, possiamo parlare di Telelavoro. Smart (furbo) è chi lo ha ottenuto e ora non lo molla più.<br />
<strong>Epidemia =</strong> Quando finisce, e solo quando finisce, è possibile fare un piano economico per il dopo. Durante è impossibile.<br />
<strong>Click Day =</strong> Relativamente all’emergenza covid: sistema squallido per risarcire chi ha investito per mettere a norma il luogo di lavoro. Giusto sarebbe chiamarlo Click Moment. Quello al quale ho partecipato senza successo è durato 1 sec e 4 centesimi.<br />
<strong>Congiunti =</strong> Giuro che non lo so. Che non lo sappia io, non è un problema. Che non lo sappia il comitato tecnico scientifico, si.<br />
<strong>Zone più colpite =</strong> Quelle accuratamente evitate dal ministro della Suasalute.<br />
<strong>Regolarizzazione dei migranti =</strong> Unico provvedimento dovuto e che restituisce dignità agli italiani, anche se a fatica il ministro competente riesce a prendere la parola durante la conferenza stampa e darne l’annuncio.<br />
<strong>Prontissimi =</strong> Conte raccontato in una parola.<br />
Il nostro premier uscendo da Versailles, a chi gli chiese se fosse sua intenzione fondare un nuovo partito, sorridendo rispose che l’esperienza che stava facendo gli piaceva. Ma un capo l’esperienza non deve farsela, deve avercela, altrimenti è un apprendista!</p>
<p><em><strong>Evro Carosi</strong></em></p>
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		<title>Mio padre era orgoglioso di me</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 18:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Mio padre era orgoglioso di me. Soprattutto negli ultimi anni. I suoi occhi si illuminavano quando mi incontrava, o mi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2017/01/padre.jpg"><p>Mio padre era orgoglioso di me. Soprattutto negli ultimi anni. I suoi occhi si illuminavano quando mi incontrava, o mi raccontava ad altri. Di quanto lo feci incazzare da giovane, e di quanto, invece, da grande&#8230; &#8220;Questo è mio figlio&#8221;. Penso sia una soddisfazione immensa. Non ho vissuto per compiacerlo. Mai. È servito il suo esempio. Non le parole. E, alla fine, l&#8217;ho reso felice. Molti giovani si perdono nella palude dell&#8217;illusione. Eppure, la felicità è innanzi. Vicina a ciò che appare scontato. Sapere che se n&#8217;è andato fiero di me, riempie la mia vita. Ciao papà.<br />
<strong>Evro Carosi</strong></p>
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		<title>Il ritorno di Evro Carosi. Poeta e musicista? Macché. Io amo la fabbrica, come mio padre e come mio nonno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 18:05:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Evro Carosi Oggi ho finalmente deciso: non amo suonare la chitarra. Strano. Ho impiegato più di due anni per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2016/06/operai-fabbrica-mega800-01-1024x683.jpg"><p><strong>di Evro Carosi</strong><br />
Oggi ho finalmente deciso: non amo suonare la chitarra.<br />
Strano. Ho impiegato più di due anni per capire che non mi interessa diventare bravo come Eric Clapton. Ho mollato altri svaghi molto più in fretta. Avevo deciso di provare ad eccellere in tutte le attività che non ero riuscito a praticare nel corso di una vita passata in fabbrica. Prima di me, mio padre e mio nonno. Hanno fatto una fine che io volevo evitare. Così pensai di poter diventare un tennista bravo come McEnroe. Ma la voglia si esaurì  con la stessa velocità con la quale si esauriva benzina nel serbatoio del mio motorino di quattordicenne. E allora perché non provare con il calcio e far dimenticare Maradona? Raggiunto il risultato, guardando come si era ridotto El Pibe de Oro, pensai non fosse il caso di rischiare (intendiamoci, solo per quel motivo). Tentai anche con la scrittura. Proprio io che non avevo mai letto nulla. Tutti amori effimeri che &#8220;se ne andavano così&#8230; come se ne va un giorno&#8221;, per dirla alla Aznavour.<br />
In compenso, dopo tutti questi tentativi, ho capito: amo il mio lavoro, amo la fabbrica! Certo, fa ridere sentirlo dire in un’epoca in cui tutti sono executive di qualche accidente. Oggi si autodefinisce imprenditore l&#8217;agente immobiliare costretto a dismettere  il vestito in vetro resina per lavorare in un call center.<br />
Altri “accettano” di lavorare per una Regione tecnicamente fallita, che già conta oltre trentamila esuberi, assunti per motivi che non sappiamo, ma che immaginiamo facilmente.<br />
Altri già anzianotti  (loro sì che dovrebbero essere in pensione da un pezzo) come la Fornero e Monti, salvator di patria improvvisati che fingono di non sapere che Garibaldi rischiava, come cantava Bruno Lauzi, di rimanere  ferito ad una gamba.<br />
È nata una serie di mestieri moderni che priva di braccia e menti i propulsori del mondo reale: campi ed officine.<br />
In tutte le famiglie è l’esempio dei genitori quello che conta. Noi, come cittadini, non possiamo dire di averne avuti di buoni.<br />
Il popolo si ribella appena decide che non è più tempo di sporcarsi le mani. Lo stato, cattivo genitore, lo accontenta. Dal  settanta in poi aumentano le tasse ad ogni spiffero di malcontento, nella vana speranza di risparmiare sulla pasta lava mani. Se avesse potuto avrebbe pesato ancor di più sul lavoro. Su quello vero.<br />
Lo chiamo ‘lavoro vero’ pur non disprezzando l’opera di giornalisti, scrittori, poeti, cantanti. Tutti lavori d&#8217;intelletto. Penso piuttosto che siano loro a non rispettare il mio.<br />
Avete mai visto un tecnico prendere il posto della Barbara d’Urso e mostrare come si monta un macchinario? Mai! Un peccato!<br />
In primis la tv nazionale risparmierebbe nell&#8217;acquisto di effetti speciali &#8216;cela-segni-impietosi-del-tempo&#8217;. Ogni anno non solo perde milioni di euro (i nostri), ma vende un&#8217;immagine sbiadita della presentatrice napoletana, quasi fosse l&#8217;apparizione  della Madonna alle due pastorelle di Lourdes. Oltremodo sarebbe istruttivo, senza dilungarmi sul concetto. Purtroppo la maggioranza delle trasmissioni televisive di istruttivo non ha niente, rendendo impossibile qualsiasi comparazione.<br />
Lo trovo un segnale di disprezzo. Ma questa è un’altra storia, non voglio neppure iniziare a raccontarla. Nella mia mente bacata di passatista il lavoro è inteso come forza per spostamento. Ma solo per me e per qualche altro cretino, forse.<br />
Da domani si cambia! Vendo la chitarra e…  a proposito chi fosse interessato può contattarmi all’indirizzo: www.bellachitarra/anzifavolosa_appartenutaalmaestro-non guardaresoloalprezzo.it. Non voglio correre il rischio di diventare famoso. Vista l’età in tv potrebbero riempire anche la mia faccia di effetti speciali.<br />
Si cambia! Amerò solo la fabbrica, così come lei ha amato mio nonno e mio padre.<br />
Ed ora me.</p>
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		<title>Il ritorno di Evro Carosi. Che belli i miei tempi, quelli di Emoscambio, Dylan ed Hendrix. Non questi, dell&#8217;utero in affitto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 12:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Evro Carosi In questi giorni, non sto a spiegarvi perché, riascoltavo Bob Dylan e pensavo: che tempi i miei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2016/03/hendrix-1024x640.jpeg"><p><strong>di Evro Carosi</strong><br />
In questi giorni, non sto a spiegarvi perché, riascoltavo Bob Dylan e pensavo: che tempi i miei tempi! Certo, chiunque potrebbe dire: &#8220;belli perché tuoi!&#8221; e non avrebbe torto. Pensate solo a Nino Bixio, non capita a tutti di stare a fianco di Garibaldi e fare la storia. Anche lui potrebbe dire: “Che tempi i miei tempi!”. Oddio… anche Monica Lewinsky, in altro ramo e nel suo piccolo, potrebbe dire la stessa cosa. Non capita mica a tutte di….<br />
Nei tempi moderni invece succede che la legge sulle unioni civili passi in parlamento e per quella sulle unioni incivili i facoltosi Vendola vadano  in California.<br />
Oggi ne fanno di tutti i colori. Ero rimasto all’Istituto Italiano di Fisiologia che negli anni 70 imbrattava i muri con la scritta gigantesca ‘Emoscambio’ seguita da un numero di telefono. Per 10000 lire forniva a qualche allocco una serie  di verità. Una su tutte: per evitare di concepire un figlio scemo ci si doveva accoppiare senza guardarsi in volto. La posizione del missionario era ritenuta pornografica, innaturale e (chissà perché) islamico-democristiana.   Mentre  la posizione corretta, naturale, fisiologica, rinascimentale, illuminista e (chissà perché) copernicana è quella che noi per comodità chiamiamo &#8220;alla pecorina&#8221;. Ora ridiamo di queste stupidaggini, ma all’epoca il suo ideatore finì sotto processo.<br />
Imparagonabile con quanto accade oggi. Si acquistano ovuli da una donatrice e si affittano uteri da donne spesso molto povere. Al contrario di Emoscambio non c’è niente da ridere e nessuno si ritrova alla sbarra.<br />
Ai miei tempi capitava che Bob Dylan finisse fuori tempo e che la chitarra di Hendrix fosse scordata. Nessuno si scandalizzava perché anche la musica era più vera.<br />
Questo è il progresso!!!</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il maestro Carosi consulta gli astri: ed ecco a voi l&#8217;oroscopo per l&#8217;agosto 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2015 17:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport vari]]></category>
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					<description><![CDATA[ARIETE &#8211; 21 marzo &#8211; 19 aprile Se pensate che sottoporvi alla prova costume significhi comprarne uno più grande, vi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/07/oroscopo_03.jpg"><p><strong>ARIETE &#8211; 21 marzo &#8211; 19 aprile</strong><br />
Se pensate che sottoporvi alla prova costume significhi comprarne uno più grande, vi sbagliate. Avete ancora pochi giorni per mettervi a dieta. Non vi resta che provare con la dieta del Dottor Sigfredi. Un vostro amico con la mania dell&#8217;abbronzatura verrà rimpatriato da Lampedusa. Voi non potrete far nulla se non consolare la sua bellissima compagna. Bene la salute e male il denaro. I soldi per il viaggio di ritorno potrebbero non bastare. Numeri fortunati 1-2-3-4-5! Come no? Proprio così invece!</p>
<p><strong>TORO &#8211; 20 aprile &#8211; 20 maggio</strong><br />
I nati sotto questo segno del quale, quando mia zia si deciderà ad uscire dal bagno mi farò dire anche le particolarità, passeranno una vacanza all&#8217;insegna della spensieratezza. La sovrapposizione di Marte con Giove, ma sì mettiamoci anche Venere tanto non costa nulla, vi conferirà il coraggio di corteggiare la divina ed inarrivabile di turno. Non dimenticate però che se la salsiccia è troppo alta, il cane non salta. Numeri fortunati: se riuscirete con la bellona, non avrete tempo di giocarli, altrimenti giocate il 77.</p>
<p><strong>GEMELLI &#8211; 21 maggio &#8211; 20 giugno</strong><br />
Troverete un vicino di ombrellone che passerà il tempo a farsi schiacciare i brufoli sulla schiena dalla compagna, e un altro con il figlio rapper che ama esercitarsi sulla sabbia. Il viaggio di rientro vi regalerà alcuni istanti di gioia dal momento in cui vi accorgerete di aver dimenticato la suocera in autogrill e fino a quando ad accorgersene sarà vostra moglie. Canzone consigliata: la partita di pallone. Numeri consigliati: quasi tutti.</p>
<p><strong>CANCRO &#8211; 21 giugno &#8211; 22 luglio</strong><br />
Un oggetto del desiderio prenderà posto ogni mattina in riva la mare. Obbligherete i figli a costruire castelli di sabbia fino a spellarsi le mani. Un&#8217;occhiata di troppo potrebbe tradirvi e farvi fare la fine di Polifemo. Se vostra moglie se ne dovesse accorgere potrebbe ficcarvi il bastone dell&#8217;ombrellone in un occhio. Vedete voi. Se non vorrete somigliare ad un pirata dei Caraibi per il resto della vostra vita, evitate. Numeri fortunati: tutti.</p>
<p><strong>LEONE &#8211; 23 luglio &#8211; 22agosto</strong><br />
Al mare preferirete la montagna. Agli amici, la compagnia dei nonni. Acqua pura invece di una bella birrozza. Facendo tutto questo vivrete a lungo. Servirà? Vivere a lungo in questa maniera, intendo. Dove andrete non ci sarà neppure modo di giocare al superenalotto. Portatevi alcuni gratta e vinci da casa. Una botta di vita vi aspetta dietro l&#8217;angolo, bucherete una gomma durante il viaggio di rientro.</p>
<p><strong>VERGINE &#8211; 23 agosto &#8211; 22 settembre</strong><br />
Si scatenerà il bambino che c&#8217;è in voi. Con le vostre costruzioni di sabbia riceverete l&#8217;ammirazione di tante bellezze in bikini. Sarete per questo portato ad esagerare nelle dimensioni. Entrerete in zona Imu, pagherete, resterete senza un quattrino, e sarete costretto ad un rientro anticipato. Niente di male. Avrete più tempo per imparare a suonare la chitarra ed informarvi sulle canzoni coperte dai diritti Siae. In poco tempo sarete pronti per la prossima estate. Numeri fortunati: prendetene qualcuno dai bollettini comunali.</p>
<p><strong>BILANCIA &#8211; 23 settembre &#8211; 22 ottobre</strong><br />
Finalmente incontrerete l&#8217;amore. Una straniera. A letto però non fate come l&#8217;ultima volta quando siete stati così veloci da far scattare l&#8217;autovelox. Per il resto l&#8217;estate passerà senza scossoni. La fortuna è dietro l&#8217;angolo, cercate di scoprire quale, ma non chiedetelo a me che in tutto ho fatto sì e no quattro oroscopi. Numeri fortunati: le misure della bella straniera. Se il girovita supera il novanta, oltre a non aver trovato la nuova Belen, non potrete neppure giocarveli al lotto.</p>
<p><strong>SCORPIONE &#8211; 23 ottobre &#8211; 21 novembre</strong><br />
Quando, da neo assunto, vi sentirete dire che non potrete andare in vacanza fino a novembre, deciderete di cambiare partito politico. Renzi vi perseguiterà comunque con nuove tasse e balzelli. Finalmente arriveranno i più volte annunciati tagli alla spesa, la vostra. Molto bene salute e amore. Molto male una pur platonica relazione extraconiugale. La luna in Venere, non so dirvi quando esattamente, ma prima o poi si verificherà e allora si che… Cazzo non mi ricordo più. Adesso però non ho tempo perché devo consegnare l&#8217;oroscopo entro sera. Comunque non era niente di straordinario… Ah no, ecco! Durante il mese di agosto sarete obbligati a fare anche gli straordinari. Numeri fortunati: a questo punto, uno vale l&#8217;altro.</p>
<p><strong>SAGITTARIO &#8211; 22 novembre &#8211; 21 dicembre</strong><br />
Anche se preferite il sole e il mare caldo, il vostro partner vi trascinerà in Irlanda, niente sole e mare gelido. Diverrete verde dalla rabbia. Un verde intenso come il paesaggio di quest&#8217;isola. Cercherete di annegare la delusione in grossi bicchieri di Guinness. Ma non basterà. Sarete però fortunati in amore. Una bella isolana si concederà a voi. Perché prevedo questo? Dai gente! Questo si spara un mese sotto la pioggia d&#8217;Irlanda, diamogli almeno una speranza. Numeri fortunati: tutti quelli che finiscono per 8.</p>
<p><strong>CAPRICORNO &#8211; 22 dicembre &#8211; 19 gennaio</strong><br />
Una donna misteriosa vi ruberà il sonno. Grazie ad una rivista specializzata, vi accorgerete di appartenere alla categoria dei normo dotati. Vi lancerete sulla preda andando facilmente in gol, ma non sarà vero amore. Una vecchia zia vi chiederà assistenza durante la settimana di ferragosto. Fingerete ignobilmente di non aver sentito, causa mancanza di campo e spegnerete il cellulare. Numeri fortunati: nessuno.</p>
<p><strong>ACQUARIO &#8211; 20 gennaio &#8211; 18 febbraio</strong><br />
I pianeti ce l&#8217;hanno con voi. Scoprirete di aver scelto lo stesso luogo di villeggiatura dell&#8217;odiato capo ufficio. Dopo aver passato i primi giorni a gonfiargli materassini e salvagenti dei piccoli e a rastrellare la sabbia davanti al suo ombrellone, lo prenderete a sberle. La lettera di licenziamento vi sarà recapitata mentre starete galleggiando in acqua nella posizione del morto. Tutto il resto, se esiste, sarà splendido! Numeri fortunati: tutti i numeri telefonici da comporre per cercare un nuovo impiego.</p>
<p><strong>PESCI &#8211; 19 febbraio &#8211; 20 marzo</strong><br />
Per non sbagliare, come si se trattasse della vostra marca preferita di spaghetti, vi porterete l&#8217;amore da casa. Scelta azzeccatissima, complimenti, per l&#8217;organizzazione. Eviterete così di passare lunghe notti sulla spiaggia in compagnia degli amici, noiose notti d&#8217;amore in compagnia di sconosciute, e, quel che conta, non patirete la sindrome da rientro. Numeri fortunati: quelli che volete voi, tanto…</p>
<p><em><strong>Evro Carosi, fortunato scrittore famoso nel mondo</strong></em></p>
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		<title>Il ritorno del Maestro Carosi. Il famoso scrittore ci regala &#8220;Angelo&#8221;, un racconto d&#8217;alta qualità</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 14:30:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Angelo, così lo aveva voluto chiamare sua madre come se presagisse la sua attitudine ad aiutare il prossimo, da grande [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/07/mail.google.com_.jpg"><p>Angelo, così lo aveva voluto chiamare sua madre come se presagisse la sua attitudine ad aiutare il prossimo, da grande diventò uno scrittore di successo, tanto che lo chiamavano “Il maestro”. Possiamo dire, senza sbagliarci, che era anche un bell’uomo. Il sogno erotico di tante. I suoi erano libri di successo. Sapeva raccontare di tutto e di tutti. Non gli mancava nulla. Aiutava malvolentieri i giovani scrittori alle prime armi, evitando accuratamente di fare la stessa cosa con parenti ed amici. Non amava indirizzare i giovani  verso questa o quella disciplina. Tanto meno le persone care. Ognuno, per vivere felicemente, avrebbe dovuto seguire la propria vocazione senza condizionamenti. Quando il vecchio padre si ammalò, Angelo era all’apice  della carriera. La  voglia di scrivere svanì come per malefico incanto. Non fu tanto il dolore a condizionarlo, ma quanto  l’aver notato  negli occhi del padre una luce di fierezza ogni volta che, ormai molto malato, lo incontrava. “Mio padre partirà orgoglioso di me!”. La cosa lo rendeva felice, naturalmente, ma quel pensiero finì per fargli mancare la voglia di raggiungere nuovi obiettivi. Perché avrebbe dovuto continuare a scrivere se aveva già ottenuto il più grande dei riconoscimenti? Ed infatti ripose per sempre la penna nel cassetto. La sua unica preoccupazione era diventata quella di  riuscire un giorno a pescare all’amo un branzino di almeno due chili. Mentre attendeva con ansia quel dì, passando le giornate tra la foce e il divano, accettò d’insegnare l’arte della bella scrittura alla sorella e ad un amico. Due scribacchini di bassa lega, che gli fecero perder molto tempo. Alla fine delle loro matite, che non avevano  prima d’allora fatto all’amore con un temperino, riuscì a farne penne di pavone. Il successo per i due giunse rapido e robusto. Soldi, interviste, salotti e terrazze romane che facevano a gara per averli come ospiti. Angelo apprese le loro gesta letterarie dai giornali. Non una visita al  vecchio maestro. Neppure una telefonata. Non se la prese, pensò fosse giusto cosi. A lui in fondo interessava solo poter un giorno togliere quel grosso branzino dal suo salaio.<br />
Anni dopo, mentre gli allievi di un tempo vedevano apparire le prime nuvole foriere di tempesta, Angelo era ormai  un vero pescatore. Se salire è difficile, cadere è arte conosciuta da alcune specie animali ma non dall’uomo. I due allievi caddero pesantemente, tanto pesantemente da restare senza un soldo. Affamati e privi di fissa dimora, si ricordarono del Maestro (qui la maiuscola è d’obbligo) e intrapresero un lungo viaggio in treno, da portoghesi, verso il mare in cerca d’aiuto. Trovarono Angelo seduto su uno scoglio mentre lottava con il pesce che per tante notti aveva sognato piegasse  la sua canna. Istanti che gli sembrarono eterni. Quando finalmente tolse quella bestia  dal salaio, pianse pensando di non essere osservato. Quando si voltò vide  i volti della sorella e dell’amico guardarlo increduli. Li invitò a casa sua, cucinò il branzino e glielo offrì come cena. Mentre gustava tanta delizia, stranamente iniziò a raccontare: “Io e mio padre abbiamo pescato insieme qualche volta. Ci piaceva. Mancava solo il tempo per andarci più spesso. Per questo non abbiamo mai preso un luassù. Oggi sono davvero felice. Son riuscito a fare una cosa che sarebbe piaciuta a tutte e due. Son certo stia  provando la mia stessa gioia”. I due ospiti presero il coraggio  di chi, dopo giorni di fame, è finalmente sazio. La sorella guardò l’amico e come se si fossero messi d’accordo, chiesero in coro: “Perché non ci insegni a pescare? Potremmo vivere di quello”. Angelo, si grattò la guancia e rispose: “Prendete pure la canna, ve la regalo. Provateci e riprovateci. Io torno a scrivere. Sono sicuro che dovessi cadere in disgrazia saprò dove trovare chi non mi lascerà morire di fame”.<br />
<strong>Evro Carosi*</strong><br />
<em><strong>*Scrittore assai famoso, è anche musicista di successo</strong></em></p>
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		<title>L’altra faccia della luna, un racconto del nostro maestro Evro Carosi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 14:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Evro Carosi “E’ forte la notte! accadono un mucchio di cose”. Questo il mio pensiero in gioventù. Invecchiando mi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/03/meccanicobello.jpg"><p><strong>di Evro Carosi</strong><br />
“E’ forte la notte! accadono un mucchio di cose”. Questo il mio pensiero in gioventù. Invecchiando mi convinsi del contrario e così cominciai ad andare  a letto presto. Poi, mentre dormivo, magari capitava di tutto. Questa notte, non perché proprio quella giusta, ho pensato: “Voglio  vedere che succede”. E allora, dopo che gli amici  se ne sono andati a casa, assonnati e pronti a vivere il solito domani, resto qui insieme a voi. Insieme a chi questa notte la vuole vivere fino in fondo.<br />
Certo, uno pensa  sia difficile godersela da solo. E, in effetti, sembrava impossibile anche a me, fino a quando, con l’aiuto della luna, uno inizia a pensare  a tutte le cose che ha fatto, a quelle che non ha fatto ma che avrebbe potuto fare, e capisce di non esser solo, perché in  tanti, in questa notte d’estate, pensiamo le  stesse cose.<br />
Alle tre l’aria frizza anche a luglio &#8211; non perché fa caldo si può far finta di niente.<br />
Potremmo  cominciare da un amore impossibile. Una di quelle storie che finiscono  come <em>Casablanca</em>  e mai come<em> Pretty woman.</em> No. Non  crediate che io  mi tiri indietro se si tratta d&#8217;affrontare un simile argomento. Ho solo un problema: ho finito le sigarette. Si, perché se le avessi  tutto risulterebbe più facile. Qualcuno potrebbe dire:  &#8220;Ma che problema è?&#8221;, e non avrebbe torto. Anzi, no. Uno che parla così non capisce proprio un cazzo, perché una sigaretta serve, eccome. Ma si &#8230; dai, tanto di notte puoi anche pensare ad alta voce, nessuno ti ascolta.<br />
Comunque  questa notte è bellissima  e non è il caso di creare casini. Stavolta ce la godiamo così,  senza troppe balle, e se volete che ve la racconti giusta, tornate un’altra volta. Tornate quando il mio pacchetto di sigarette sarà pieno. E non scordatevi di portare un po’ di  rum, magari venezuelano.<br />
Fossi stato io a doverla raccontare  e se la storia fosse stata una storia qualsiasi, me la sarei cavata così. Invece Giuseppe la sua storia non la raccontò mai.<br />
Erano gli anni settanta, i Beatles avevano da poco divorziato e Battisti si sarebbe volentieri privato di una motocicletta cromata per un &#8216;si&#8217;. Ogni mattina Giuseppe vedeva passare Alba davanti alla sua officina. Il ragazzo riparava automobili  con il padre e lei frequentava l’università. Non la conosceva. Gli piaceva tanto da perdere il sonno. Il giovane, per niente timido, non era certo un pivello. Era bello e ci sapeva fare. Ma come avvicinare una ragazza tanto curata con la faccia sporca di nero e le mani rovinate dagli attrezzi?  Giuseppe era convinto che se le avessero chiesto  dove si trovava l’officina Barzaghi, lei non avrebbe saputo rispondere, tanto tirava diritto sicura. Quando Alba passava, il cuore di Giuseppe si ribellava alla sorte come un leone in gabbia.<br />
Provò a farsi notare . Musica di autoradio a palla, riparazioni fatte  all’esterno anche sottozero. Nulla da fare.<br />
Finse di scambiarla per una cliente, ma come risposta ricevette un semplice sorriso di circostanza. Semplice lo dico io, perché per il piccolo meccanico fu come restare appeso per qualche ora ai fili dell’alta tensione.<br />
Il padre che da tempo aveva notato  il suo turbamento, provò con discrezione a farlo parlare nell’intento di capire chi si fosse appropriato del suo cervello. “Come va con le ragazze, ne hai una fissa?”. Giuseppe si fece ripetere più volte la stessa domanda prima di rispondere. &#8220;No. Fissa no”. Ammise però d&#8217;essere innamorato. &#8220;Ma lei chi è? La conosco?&#8221;.<br />
“No, papà!”. Il giovane stava già male di suo. Avrebbe fatto soffrire anche il  padre se gli avesse confidato d&#8217;amare qualcuno che avrebbe potuto non ricambiarlo a causa della sua umile condizione. Alzò il volume della radio così forte da costringerlo a tacere.<br />
Alba era bella, colta ed elegante, la sua era una famiglia facoltosa. Giuseppe avrebbe voluto continuare gli studi, ma appena terminata la scuola media fu costretto ad andare a lavorare con il padre. I debiti erano molti e due braccia in più  avrebbero dato una mano a pagare le cambiali. Questo non gli impedì di sognare. Alba era la sua folle speranza. Le avrebbe donato l’impossibile. Gli sarebbe bastato essere la sua ombra. In tutte le cose, luci, colori o profumi che in natura paiono fondersi, riconosceva se stesso ed Alba.<br />
Comprò un abito nuovo e s&#8217;appostò davanti alla scuola con alcuni libri recuperati da una vecchia zia. Finse ignobilmente di frequentare i corsi Universitari, all’epoca riservati a chi se lo poteva permettere. Per qualche giorno arrivò tardi in officina, adducendo sempre una scusa diversa.<br />
Aveva studiato mille strategie, per ognuna delle quali aveva pronta una mossa di riserva, ma ogni volta, come un generale che conosce la debolezza del proprio esercito, rimandava l’attacco al giorno successivo.<br />
Passarono le settimane e una bella mattina Alba gli si fermò vicino per raccogliere un quaderno cadutole, forse per caso. Occasione imperdibile. Proprio quando la disperazione lo spinse a raccogliere quel quaderno, Giuseppe si sentì chiamare da lontano. Era suo nonno che, nonostante il travestimento, lo riconobbe. Sorridente come al solito, si stava avvicinando a lui, malvestito come tutti i pensionati  che, per necessità, ancora svolgono qualche lavoretto, in sella ad una vecchia bicicletta sgangherata. Giuseppe finse di non conoscerlo e voltò il capo. Il nonno se ne andò senza fiatare. Il giovane si sentì una merda.<br />
Uscito dal delirio regalò l’abito ad un amico e non si affacciò più dal portone per vedere Alba. Soffrì con dignità cercando di dominare quella passione per molto tempo. Qualche anno dopo trovò l’anima gemella. Ora ha una bella famiglia e ha finito di pagare l’officina. La prima figlia si chiama Alba, come il nome di fantasia che diede alla sua regina della quale conserva ancora una foto appesa nel suo cuore  più segreto.<br />
Alba lavora nello studio lasciatole dal padre. E’ felicemente sposata, adora il marito ancor più dei figli. Si può dire abbia trovato l’uomo che  aspettava. Riceve mille coccole. Si sveglia ogni mattina in compagnia della più sana spensieratezza. Dopo tanti anni ci fa ascoltare un sospiro pesante solo quando ricorda il grigio portone  dell’officina Barzaghi. Pensa ad un tenero meccanico con la tuta sporca di nero, che ogni mattina le stava vicino accompagnando il suo passo da lontano. Più volte si nascose per vederlo sorridere e ballare con un cacciavite in mano. Immagini con le quali tuttora ama appartarsi.<br />
Oggi i due si vedono spesso, senza saperlo, quando portano i nipoti al parco giochi. Su di loro il tempo si è preso qualche soddisfazione. Impossibile riconoscersi. Un saluto educato, qualche frase sui piccoli che giocano. Non si sono ancora presentati. Lisa, così Alba si chiama davvero, di quell’uomo che segretamente sognava, non conosce neppure il nome. Glielo diciamo noi, si chiamava Giuseppe.<br />
<em><strong>Continua…</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;oroscopo del mese di marzo. A cura del mitico Evrito</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 12:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ariete – 21 marzo – 19 aprile Sognerete di essere il conduttore del festival di Sanremo. Per volere della suocera, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/02/oroscopo-311.jpg"><p><strong>Ariete – 21 marzo – 19 aprile</strong><br />
Sognerete di essere il conduttore del festival di Sanremo. Per volere della suocera, avrete Arisa come valletta e non Belen. La squadra del vostro cuore si salverà, voi no. Sarete infatti beccati a tradire, tra l’altro solo con il pensiero, ma la pagherete molto cara lo stesso. Nessuna congiunzione astrale vi sarà favorevole se vorrete imparare a fare la maionese. Bene tutto il resto.</p>
<p><strong>Toro – 20 aprile – 20 maggio</strong><br />
Mettetevi a dieta! Altrimenti verso la fine del mese  dovrete esser il mago  Houdini per entrare nei jeans! Un amico vi regalerà un potente cannocchiale da marina per osservare  meglio una vicina di casa. Allo stesso tempo però informerà  vostra moglie. Non serve che scriva dove finirà il cannocchiale. Per i vostri animali domestici andrà tutto per il meglio.</p>
<p><strong>Gemelli – 21 maggio – 20 giugno</strong><br />
Tantissime le proposte d’amore via internet. Vi sentirete un tronista. Scegliete pure con calma, non abbiate fretta. Ma fate attenzione. Se la suocera vi sorprende a chattare, vi chiude la testa nel portatile e poi ci si siede sopra. Viaggi in arrivo, ma non in partenza. Benissimo tutto ciò che riguarda il lavoro.</p>
<p><strong>Cancro – 21 giugno – 22 luglio</strong><br />
Nel fare soldi  sarete più veloci della legge Fornero. Ma non in questa vita.  Per il momento cercate un chiarimento con la vostra carta  bancomat che sembra molto incazzata. Non sopporta più di essere presa a male parole  dagli sportelli automatici. La pancetta tenderà a diminuire, così come tutto ciò che penzola.</p>
<p><strong>Leone – 23 luglio – 22 agosto</strong><br />
Parteciperete  all’Isola dei famosi. Come no? Certo! Voi non siete famosi, ma nemmeno chi finora ha partecipato lo è. Vi piace l’avventura esattamente come gli altri e gli  attributi non vi mancano. O Dio, magari quel Rocco è dotato di uno strumento, diciamo, più professionale… Sì, forse avete ragione, lasciate perdere. Avrete comunque altre occasioni per mettervi in mostra. Impressionerete gli amici cucinando per loro un’ottima carbonara.</p>
<p><strong>Vergine – 23 agosto – 22 settembre</strong><br />
Cambiereste tanti partner quanti sono gli allenatori sostituiti da  Zamparini, ma qualcosa ve lo ha sempre impedito. Questo mese, invece, anche. Bene tutto quello che  andrà bene. Male quel che andrà male. Sul lavoro è in arrivo un/una nuovo collega. Occhio a non rovinarvi per amore.</p>
<p><strong>Bilancia – 23 settembre – 22 ottobre</strong><br />
Viaggi, soldi e tanta felicità per i nati sotto il segno degli infedeli in amore. Smettete di pensare  che qualsiasi donna sia affascinata dall’uomo ricco, altrimenti per voi, e solo per voi,  il governo inventerà la tassa sulla ricchezza dello sborone. Vorreste cambiare partner come si cambia canale  tv? Questa possibilità nella mia sfera di cristallo non c’è, ma io ho ancora un modello vecchio. Continuate comunque a sperarci perché fa bene alla mente.</p>
<p><strong>Scorpione – 23 ottobre – 21 novembre</strong><br />
Subirete il fascino di  un uomo potente e fingerete di essere un suo pari. Lui vi crederà e farà  arrivare a casa vostra una ventina di belle Olgettine. Vi assicuro che sarà più facile inventare qualche balla credibile da raccontare a vostra moglie, piuttosto che riuscire a mantenerle tutte. Se salverete la pelle, non scordate di leggere il mio oroscopo di aprile.</p>
<p><strong>Sagittario – 22 novembre – 21 dicembre</strong><br />
I maschietti saranno invitati a cena da Monica… Nella sfera si vedeva anche il cognome (Bellucci), ma adesso è sparito. Niente, solo Monica allora. Le femminucce invece non sapranno rifiutare l’invito dei migliori  sex symbol del grande schermo. Inevitabili paragoni e separazioni. Se siete tra quelli che pensano che  il bere  trionferà sempre sul male, cercate di non strafare.</p>
<p><strong>Capricorno – 22 dicembre – 19 gennaio</strong><br />
Questo era il segno di mio papà. Oltre a tante altre cose, lui mi ha insegnato ad avere  rispetto per il lavoro altrui. Scrittori, musicisti ed artisti in genere soffrono questo particolare momento di crisi economica e culturale. Credo sia giusto che Bergamo &amp; Sport dia una destinazione diversa agli spazi che io, in maniera amatoriale, occupo saltuariamente. Magari riservandoli a qualche giovane  che desideri anche solo fare esperienza. Conto su di Lei, Direttore!<br />
Non voglio che i capricorni restino senza il loro oroscopo. La mia sfera di cristallo dice che tutto andrà benone per loro. Ciao Papà!</p>
<p><strong>Acquario – 20 gennaio – 18 febbraio</strong><br />
Il Direttore di questo giornale è un acquario, nel senso astrologico del termine. Cosa volete che dicano gli astri? Tutto bene! Benissimo! Anzi ottimo! Per gli acquari che invece non sono direttori di Bergamo &amp; Sport si preannuncia un mese difficile. Per loro sarà più facile  trovare posto a sedere  sul treno che un’anima gemella. Più semplice sedurre Belen che vincere 5 euro al Gratta e Vinci. Tutto grazie alla voracità del suddetto Direttore che a voi lascerà solo le sfighe.</p>
<p><strong>Pesci – 19 febbraio – 20 marzo</strong><br />
L’uso eccessivo  di una famosa  pastiglia vi farà venire gli occhi azzurri. Non svelerete il vostro segreto. Aspetto fisico e prestazioni ne trarranno un enorme beneficio. Una ragazza dal sorriso equino vi chiederà un bacio. Se a casa avete un vecchio calessino del nonno, non fatevi venire strane idee. Tentate la fortuna con un  gratta e vinci, ma solo dopo la prima decade.</p>
<h4><em><strong>A cura di Evrito, famoso nipote italospagnolo del grande maestro Evro Carosi</strong> </em></h4>
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		<title>L&#8217;oroscopo del mese di febbraio. A cura del mitico Evrito</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 14:17:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ariete – 21 marzo – 19 aprile Febbraio  sarà per voi il mese decisivo. Vi toglierete ogni dubbio  circa il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/01/oroscopo.jpg"><p><strong>Ariete – 21 marzo – 19 aprile</strong><br />
Febbraio  sarà per voi il mese decisivo. Vi toglierete ogni dubbio  circa il vostro orientamento sessuale. Per unirvi in matrimonio, non fatevi invogliare dalle due settimane di ferie pagate. Quando finiranno capirete il perché. Gli astri vi guideranno meglio di un satellitare di ultima generazione, potrete cosi ignorare  i pur “preziosi” consigli della suocera. A tavola piano con i carboidrati. In amore tutto procederà per il meglio a patto che la smettiate di fantasticare su di un/una collega.</p>
<p><strong>Toro – 20 aprile – 20 maggio</strong><br />
Siete nel pieno della forma fisica e mentale. Avrete la forza di un uragano, ma non saprete che farvene. La luna in cancro… O forse in capricorno? Adesso non c’ho qui davanti il manuale. Dicevo, la luna vi porterà ad essere particolarmente generosi ed inviterete finalmente una vecchia zia al ristorante, senza però portarcela davvero a causa di una bolletta dell’Enel dall’importo offensivo. Bene la salute. Almeno quella.</p>
<p><strong>Gemelli – 21 maggio – 20 giugno</strong><br />
Sarà il mese del riscatto. In amore è in arrivo il partner dei vostri sogni, quello che vi farà sentire  le farfalle nello stomaco. Una vincita al gioco del  vostro odiato vicino di casa non vi turberà. Aspettatevi una serata fuori dal comune in occasione dell’assemblea di condominio. Non vi dirò la data in cui potrete andare in pensione. Per saperlo non andate agli uffici Inps, ma piuttosto consultate un astrologo con i controcoglioni.</p>
<p><strong>Cancro – 21 giugno – 22 luglio</strong><br />
Renzi obbligherà il consiglio dei ministri ad approvare una legge che favorisca, finanzi e renda esente da imposte  tutte le attività dei nati sotto il segno del cancro. Come no? Cacchio ne sapete voi? Non è perché questo è il mio segno che mi metto a fare previsioni ad personam! In amore andrà tutto magnificamente bene. Lo stesso vale  per gioco, lavoro e salute. Tiè!</p>
<p><strong>Leone – 23 luglio – 22 agosto</strong><br />
Vi attende un periodo ricco di soddisfazioni. Un vostro parente, simpatico come una rettoscopia, sarà costretto a trasferirsi lontano, molto lontano. Avrete tanti pretendenti da dover fare un casting. Ascoltate i consigli della mamma e, visto che potrete scegliere, preferite il denaro. Sarà  il periodo delle fantasie erotiche. Le cinquanta sfumature di grigio, rosso e tutti i colori dell’iride, vi faranno un baffo. In toscana lo dicono diversamente, ma questo è un oroscopo serio e non si può.</p>
<p><strong>Vergine – 23 agosto – 22 settembre</strong><br />
Vivere in un mondo dove si spara a John Lennon e si lascia cantare Carla Bruni, vi rende nervosi, ma la  luna nuova alleggerirà le vostre  preoccupazioni. Sono previsti molti viaggi culturali  in paesi dove comandano i maschietti. Non insistete con un amico balbuziente perché si iscriva ad un corso di lingue straniere, non bisogna mica leggere l’oroscopo per capirlo. In amore mollate un po’ la lenza.</p>
<p><strong>Bilancia – 23 settembre – 22 ottobre</strong><br />
Venere e Saturno, non so perché proprio loro ma suona bene cosi, non vogliono che beviate tutta quella birra. Dopo il secondo bicchiere il mal di pancia non si farà attendere. Eviterete cosi che il fegato vi telefoni. Ringraziate gli astri.Bene il lavoro, se ci darete dentro. Male l’amore, anche se ci darete dentro. Faticherete a riconoscere  una vecchia fiamma incontrata casualmente e, considerato il suo “leggero” sovrappeso,  altrettanto casualmente cercherete di non  incontrarla di nuovo. Non giocate, perché tanto ingrassate solo le casse dello stato. Se preferite ingrassare voi, con quei soldi mangiatevi una pizza in compagnia.</p>
<p><strong>Scorpione – 23 ottobre – 21 novembre</strong><br />
Volete fare tutto voi  in ogni campo. Ma, almeno in amore, dovrete accontentarvi  di un paio di relazioni, massimo tre. Infatti Uranio, quello che si è arricchito approfittando del fatto che voi eravate molto impegnati, ha pensato di trasferirsi a Montecarlo in compagnia di una decina dei vostri migliori sogni erotici. Tutto il resto andrà benone. Accontentatevi.</p>
<p><strong>Sagittario – 22 novembre – 21 dicembre</strong><br />
Avete messo in pratica  i consigli  del cantante Marco Ferradini e lei ha reagito prendendovi a badilate sui denti? Non preoccupatevi. Con la luna nuova nasceranno amori nuovi e voi, almeno con la fantasia, ci sarete dentro in pieno. Finalmente  vi hanno spiegato che Equitalia non è un’agenzia ippica, datevi quindi al risparmio. Giocare a carte con gli amici vi farà bene. Fare all’amore vi farà meglio.</p>
<p><strong>Capricorno – 22 dicembre – 19 gennaio</strong><br />
Cercate il casinò più vicino a voi e stateci alla larga. Questo è un periodo nero per il gioco. Non è che l’amore vada tanto meglio, ma, almeno per i single, questo non ferirà il portafoglio. La congiunzione astrale della quale siete già a conoscenza, se non lo siete leggete un oroscopo serio che ve lo dirà, farà si che… Vacca al treno non mi ricordo più cosa vi succederà. Pazienza.</p>
<p><strong>Acquario – 20 gennaio – 18 febbraio</strong><br />
Bene, bene, in tutti i sensi questo febbraio 2015, tranne che per il conto dei neuroni rimasti. Ma cosa avete fatto ultimamente? Secondo il vostro partner andrete meglio al conteggio degli ormoni. Se siete  pescatori vi toglierete qualche soddisfazione, altrimenti lo sport non vi riserverà nulla di buono. Perché ho scritto “bene in tutti i sensi”? Perché me lo suggeriva poco fa mia zia che adesso ha dovuto uscire un attimo. Appena torna me lo faccio spiegare e  vi mando un fax.</p>
<p><strong>Pesci – 19 febbraio – 20 marzo</strong><br />
Non potete immaginare quante pressioni io riceva dalla direzione di questo giornale affinché scriva bene di questo o di quel segno. Quindi  favorirò il vostro  segno proprio perché nessuno lo ha mai raccomandato. Sarete felici e trasmetterete felicità alle persone che vi circondano. Una vincita al gioco e l’amore della vostra vita vi attendono dietro l’angolo. Occhio però agli alcol test. Anche in quel momento vi sentirete felici e pure i poliziotti vi sembreranno felici, ma ben presto  vi accorgerete che la vostra era solo un‘impressione.</p>
<p><em><strong>A cura di Evrito, famoso nipote italospagnolo del grande maestro Evro Carosi</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Oroscopo del 2015. I lettori di Bergamo &#038; Sport (ma solo loro) saranno tutti straordinariamente fortunati</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 13:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport vari]]></category>
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					<description><![CDATA[Ariete – 21 marzo – 19 aprile Anno vissuto intensamente. I pretendenti non mancheranno. I maschietti cercheranno di restare con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/12/oroscopo-del-giorno.jpg"><p><strong>Ariete – 21 marzo – 19 aprile</strong><br />
Anno vissuto intensamente. I pretendenti non mancheranno. I maschietti cercheranno di restare con l’attuale compagna mentre le femminucce non si faranno tanti scrupoli e ne approfitteranno per cambiare vita anche più volte durante il 2015. Molti i viaggi in vista per le ragazze di tutte le età. Potendo scegliere opteranno per un compagno danaroso. Gioco consigliato: il dottore. Numeri fortunati: 1-21-31-41-90</p>
<p><strong>Toro – 20 aprile – 20 maggio</strong><br />
Vi attende una vita spericolata. Donne, whisky e casinò per gli uomini del segno. Whisky e casinò per le donne. Così, giusto, per non fare un torto a nessuno. Le femminucce obbligheranno il compagno a passare le domeniche dai parenti. I maschietti proveranno una forte tentazione di uccidere la suocera e poi togliersi la vita. Non fatelo! Togliervi la vita, intendo. Il periodo migliore arriverà in Primavera, quando, in alternativa a sesso, whisky e casinò potrete raccogliere i fiori del campo. Gioco consigliato: pesca di beneficenza. Numeri fortunati: tutti quelli che finiscono col 6</p>
<p><strong>Gemelli – 21 maggio – 20 giugno</strong><br />
Per le signore l’anno nuovo porterà una ventata di aria nuova, a patto che la smettiate di essere pignole. Non fate più confronti tra vostro marito, che passa le serate sul divano, e Tom Cruise che si lancia dal grattacielo più alto di Dubai. Per tutti gli altri la vita scorrerà senza scossoni. Evitate i fritti e i conoscenti che vi stanno sullo stomaco. Durante l’estate, niente aglio. Qualcuno potrebbe volervi baciare alla francese. Gioco consigliato: nascondino. Numeri fortunati: nessuno</p>
<p><strong>Cancro – 21 giugno – 22 luglio</strong><br />
Appartenete al segno migliore in assoluto. Già questa è una fortuna. Non pretendete troppo dalla vita, lasciate che sia lei a condurvi verso il vero. Vacanze estive all’insegna del divertimento e della spensieratezza. Marte, Venere, Attila e Maciste saranno allineati il giorno in cui deciderete di cambiare il mondo, per consigliarvi di lasciare perdere. Per voi non si profilano cambiamenti e anche se si profilassero, fingereste che sia nulla. Abbiate più cura di voi stessi e di chi vi sta vicino. Gioco consigliato: tombola. Numeri fortunati: tutti quelli con finale 8</p>
<p><strong>Leone – 23 luglio – 22 agosto</strong><br />
In amore gli astri non vi riservano niente di buono per il 2015. Nel lavoro sarete molto più impegnati, ma senza riconoscimenti di tipo economico. Molta fortuna al gioco, soprattutto al monopoli. Evitate di giocare soldi veri. Ricordatevi che questo oroscopo non sbaglia mai. Gite fuori porta e noiosi pic nic con gli amici di sempre impegneranno il vostro tempo libero. Tutto il resto andrà incredibilmente bene. Nessuna sorpresa in arrivo da Equitalia. Gioco consigliato: rubamazzetto. Numeri fortunati: 23-28-51-58-70</p>
<p><strong>Vergine – 23 agosto – 22 settembre</strong><br />
L’anno nuovo vi regalerà la capacità di essere un po’ più approssimativi. Vivrete lo stesso e anche meglio. Un regalo in arrivo per le ragazze, forse un moderno ferro da stiro. Per gli uomini molti conti da pagare. In amore un sogno impossibile vi toglierà il sonno. Probabile cambio di partner, ma solo tra luglio e settembre. Viaggerete molto, anche con la fantasia. Bene il denaro. Male il risparmio. Le mogli non sapranno resistere e i mariti saranno spesso impegnati a riparare le loro carte di credito. Gioco consigliato: scopa. Numeri fortunati: tutti</p>
<p><strong>Bilancia – 23 settembre – 22 ottobre</strong><br />
Siete dei fifoni e lo sapete. Per questo il 2015 vi regalerà una buona dose di coraggio. Sarete molto meno pigri e non avrete paura di confrontarvi. In amore la fedeltà non è il vostro forte, attenti però ai mesi di ottobre e novembre, potrebbero beccarvi sul fatto. A soldi non sarete messi male, cercate però fonti alternative di guadagno. Le ragazze si aspettino piacevoli novità verso la fine dell’anno. Maschi molto attivi in tutti i sensi, tra maggio e ottobre.  Evitate di giocare in borsa. Gioco consigliato: un due tre stella! Numeri fortunati: 11-32-45-54-87</p>
<p><strong>Scorpione – 23 ottobre – 21 novembre</strong><br />
Siete incalliti accentratori. Per risparmiarvi i soliti scadenti risultati gli astri hanno deciso che il 2015 sarà per voi un anno di riposo. Le mogli scorpione delegheranno ai mariti ogni lavoro domestico e giocheranno a calcetto il giovedì sera. Non vi sentirete più tenuti a prendere decisioni. Ottimo il rendimento scolastico dei vostri figli. Verso aprile scoprirete cosa frullava nella zucca del vostro partner, portate pazienza fino ad allora. Eredità in arrivo dal New Mexico, ma solo per i nati prima del 1905. Gioco consigliato: mini golf. Numeri fortunati: 1-2-3-4-5 e forse anche il 6</p>
<p><strong>Sagittario – 22 novembre – 21 dicembre</strong><br />
Nuove sfide vi attendono. Gli uomini del sagittario saranno innamorati di dieci donne contemporaneamente senza però sentirsi appagati. Le donne sagittario si accontenteranno di un solo uomo che le faccia sentire principesse. Generosi come sempre, riempirete di doni l’amore della vostra vita senza ricevere nulla in cambio. Sarete fortunati al gioco. Dell’amore abbiamo già detto. I figli riconosceranno i sacrifici fatti, ma solo quando regalerete loro una nuova automobile. Nessun gioco e nessun numero consigliato. Avrete altro da fare.</p>
<p><strong>Capricorno – 22 dicembre – 19 gennaio</strong><br />
Il vostro è un segno complicato. Siete persone di successo e non sarà certo il 2015 a farvi sentire in difficoltà. In amore continueranno gli insuccessi che caratterizzano tutti i capricorno. Sarà la solita schifezza, ma sarete capace di valorizzare oltremisura i pochi lati positivi del vostro rapporto. L’infedeltà cronica vi metterà in difficoltà nei primi mesi dell’anno. Potreste vincere molto al casinò, se vi asterrete dal giocare. Sconsigliati i viaggi, molte persone attendono di conoscervi per chiedervi un prestito. Gioco consigliato: calcio balilla. Numeri consigliati: quasi nessuno</p>
<p><strong>Acquario – 20 gennaio – 18 febbraio</strong><br />
Per le donne acquario il 2015 sarà un anno da ricordare. Conoscerete un uomo bello, ricco, dolce e tenero nell’amore. Sarà inevitabile dire addio al vostro compagno. L’uomo acquario correrà invece il rischio di conoscere la ex, rimasta libera, di un uomo ricco, con tutte le sue pretese. Se accadrà vi darete al gioco. Numeri consigliati: un po’ tutti. Tanto siete destinati a perdere. Non scoraggiatevi però perché l’anno prossimo scriverò che saranno gli uomini acquario a conoscere una donna bella, ricca, dolcissima e per niente gelosa. Nel frattempo pazientate e cercate un secondo lavoro.</p>
<p><strong>Pesci – 19 febbraio – 20 marzo</strong><br />
Tutti i pianeti pensano voi siate amanti della giustizia, scrupolosi e rispettosi. Niente di tutto questo! Siete semplicemente dei piccoli rompiballe. Nell’anno che verrà lascerete che siano i sentimenti a guidarvi. Tirerete fuori il vostro animo casinista. Sarete un vulcano che si riaccende dopo molti secoli, scatenando la meraviglia e la gelosia di chi vi sta accanto. Il tutto dovuto a una congiunzione astrale che ce l’ho qui sulla punta della lingua, ma che ora mi sfugge. Ma comunque fidatevi, sarà così. Nessun gioco e nessun numero consigliato, non vi serviranno.</p>
<p><em><strong>A cura di Evrito De Las Isper, famoso scrittore di origine spagnola, che ringraziamo per l&#8217;Oroscopo 2015</strong></em><br />
<em><strong> </strong></em></p>
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		<title>Il Maestro: &#8220;Il calcio? Una malattia che fa dilapidare patrimoni. In Serie A come nelle categorie minori&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 17:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[di Evro Carosi Seduto poco distante da me a San Siro c’è un signore sulla cinquantina che si contorce dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/12/gladiatore-Arena.jpg"><p><strong>di Evro Carosi</strong><br />
Seduto poco distante da me a San Siro c’è un signore sulla cinquantina che si contorce dal primo minuto. Prova dolori lancinanti allo stomaco ogni qualvolta becchiamo un gol. Urla, si agita e soffre, come se l’Inter fosse la sua ragione di vita. Tra tutto e tutti lo spettacolo che offre  è decisamente il migliore. Per chi gli è seduto vicino,  è piu’ famoso di Guarin e Palacio messi assieme. Purtroppo il suo  è solo un esempio di come il calcio possa rovinare  le persone  in modo irreversibile.<br />
Abbiamo visto famiglie ricchissime &#8211; i Sensi ed i Moratti &#8211; dilapidare come ludopatici i loro patrimoni. Nelle categorie minori, piccoli imprenditori  hanno fatto lo stesso. Anche io amo questo gioco, ma quel che non ho mai scoperto è cosa spinga all’eccesso. Forse è azzardato  il paragone  con la Roma antica. Calciatori come gladiatori, il pubblico come popolo  che gode dello scorrere  sangue. Resta da capire perché il tifoso si schieri a difesa della  squadra come fosse la patria. Forse la voglia di combattere è nel nostro Dna. Se così fosse, il fatto che  il fenomeno calcio si stia estendendo a paesi storicamente interessati ad altro dovrebbe preoccuparci. Un primo segnale arriva da Madrid, dove la squadra del Re ha venduto il crocefisso agli arabi per poter pagare stipendi dagli importi  offensivi. E cosa dovrà accettare  il Milan che per  stemma porta addirittura il simbolo delle crociate? In nome del risultato vendiamo la dignità come giocatori d’azzardo. Anche questa è guerra.<br />
Nel calcio dei piccoli, dove si è sempre predicato bene e razzolato male, una regola esisteva : “Il risultato non conta e non c’è classifica”.  Applichiamola ai professionisti.</p>
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		<title>L&#8217;ennesima perla letteraria del Maestro Carosi: &#8220;Giulietta, ovvero l&#8217;amore non ha età&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 16:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport vari]]></category>
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					<description><![CDATA[di Evro Carosi* Fu molto tempo fa quando davanti la vetrina di un negozio del centro cominciò ad aggirarsi un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/12/nyc-dec-2012-129-1024x678.jpg"><p><strong>di Evro Carosi*</strong><br />
Fu molto tempo fa quando davanti la vetrina di un negozio del centro cominciò ad aggirarsi un uomo ormai anziano. Si fermava, fingeva d’osservare la merce esposta e se ne andava. Aveva l’aria di chi cerca qualcuno più che qualcosa. Gino non condivideva la fedeltà, per questo i suoi legami finivano spesso in modo spiacevole. Uno di questi quando aveva diciotto anni. Lei, Giulietta, era una ragazzina bella, dolce e simpatica. Si affidava completamente a lui in quei momenti in cui era importante avere un amore. A causa dei suoi continui tradimenti il rapporto finì ben presto in modo burrascoso. Giulietta lavorava proprio in quel negozio. Gino l’aveva saputo e si innamorò di una donna che non vedeva da quarant’anni. Senza neppure sapere quale fosse ora il suo aspetto fisico,  lei era addetta al magazzino e raramente entrava in contatto con il pubblico. Così una sera pensò d’aspettare l’uscita delle commesse, i cui visi ormai conosceva bene. Dopo qualche tentativo andato a vuoto, Gino scoprì finalmente dove si trovasse quella porta. Le commesse sfilarono davanti a lui, ma Giulietta non c’era. Aveva preso un giorno di permesso e lui non lo poteva sapere. Sfiduciato pensò che l’informazione ricevuta da un amico fosse falsa e per qualche mese non passò più lì davanti. Una sera di dicembre, mancava poco al Natale, Gino gironzolando per il centro non volle evitare di lanciare uno sguardo. Lo aveva fatto altre volte inutilmente. Ormai quelle vetrine erano parte di lui. All’esterno, mentre salutava una cliente, vide una donna in grembiule da lavoro. Sembrava Giulietta. Le forme più rotonde, occhiali, capelli lunghi dalla perduta freschezza, ma era lei. La donna sorrise alla cliente. Un brivido lo immobilizzò. Non sapeva che fare. Scappò a casa. Non era pronto e non volle sprecare l’occasione.<br />
Giulietta era rimasta sola dopo un matrimonio durato a lungo, la cui fine le tolse la voglia di ricominciare. Passava le serate in solitudine davanti alla tv. Guardava programmi del genere “Chi l’ha visto”, trasmissione che si chiama così proprio perché lo spettatore s’addormenta facilmente e non riesce mai a vederla fino in fondo. Anche Gino era solo. Aveva visto mille donne impazzire per lui, ma ora passava le giornate immerso nella noia in attesa di poter giocare qualche lira alla pelota di via Palermo.<br />
Era la sera della vigilia quando Gino armato di coraggio e ben preparato a dir ciò che doveva, salutò Giulietta all’uscita sul retro. La donna lo riconobbe dal sorriso, poi dagli occhi anche se nascosti dall’età. Ricambiò il saluto e qualche domanda prevista dal rituale. Lui la invitò per un caffè in galleria. Poco a poco l’aria si smollò fino a farsi frizzante. Per un paio d’ore si raccontarono e risero insieme delle loro storie. Per un attimo si sentirono immortali, audaci e strafottenti come lo erano da ragazzi. Il pensiero di ammettere le proprie miserie affettive, non li sfiorò. Usciti dal bar si salutarono con un abbraccio ed un bacio innocente. Lei prese una direzione e lui quella opposta. Si salutarono ancora una volta da lontano.<br />
Per quel che ne sapevo, non ci fu seguito all’incontro. Fu un chitarrista di strada a raccontarmi che quella stessa sera li vide attraversare di corsa la piazza, stretti uno all’altro. In mano avevano un panettone e un piccolo alberello, nei loro cuori sorridenti la grande forza di un tempo.<br />
<em><strong>*conosciuto dai nostri lettori come il Maestro</strong></em></p>
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		<title>Letteratura. Il ricordo di un treno: un bellissimo racconto d&#8217;amore del maestro Evro Carosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 14:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
		<category><![CDATA[Sport vari]]></category>
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					<description><![CDATA[di Evro Carosi* Il treno di Giulio, era anche il suo treno. Quando lui saliva, lei era già seduta nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/11/bg4treno.jpg"><p><strong>di Evro Carosi*</strong><br />
Il treno di Giulio, era anche il suo treno. Quando lui saliva, lei era già seduta nel solito scompartimento. Si è sempre chiesto dove abitasse quella ragazza che tutte le mattine gli dava la forza per tirarsi fuori dal letto. Mai una parola in tanti anni di scuola. Scendevano entrambi in città. Lui prendeva un autobus e lei proseguiva a piedi. Giulio era uno studente modello, di quelli che scioglierebbero lingua e cuore a qualsiasi mamma. Per pagarsi gli studi faceva qualche lavoretto serale. Lei era la donna del mistero, di quelle che appaiono belle per dolcezza e perché non aprono bocca troppo facilmente. Tutti i giorni, un’oretta tra andata e ritorno, lei mescolava nozioni e desideri nel povero cervello di lui. A scuola non insegnano come corteggiare una ragazza. Forse qualche professore sarebbe stato ben lieto d’aiutare il suo alunno migliore. Con quali risultati? Il giovane non si fidava di gente che, come lui, aveva speso la vita sui libri.<br />
Il suo cuore non ce la faceva più. Come un bambino capriccioso supplicava di uscire allo scoperto, di fare almeno un tentativo. Ogni giorno, appena messo piede sul treno, Giulio si accertava che lei ci fosse. Non gli era più così chiaro perché andasse a scuola. Forse per incontrare quella che immaginava essere la sua ragazza? Il pensiero si era allontanato dalla ragione. Fu un sabato mattina di primavera che il cuore lo costrinse a balbettare qualcosa. Lei lo guardò con un sorriso e si protese verso di lui per sentire meglio. Un ciao seguito da una pausa infinita e passata a deglutire saliva. Poi: «Io sono Giulio».  «Maria» rispose lei con un elegante movimento del capo. L’eco di quella semplice risposta rimbombò fino all’ultima carrozza. A treno fermo, un altro saluto. Giulio era talmente eccitato e fiero del suo coraggio che non volendo raccontare ad altri l’accaduto lo raccontò a se stesso per tutto il fine settimana. Il lunedì seguente mise le piume e si trasformò in gallo. Non un gallo cedrone. Un giovane galletto amburghese neppur pronto per il bancone del supermercato. Giulio aveva preparato un sacco di domande e, come per un’interrogazione, aveva studiato anche le possibili risposte, tranne una. Scesi dal treno Maria lo interruppe, lo guardò negli occhi e:  «Oggi c’è un sole stupendo. Io a scuola non ci vado e tu? Mi fai compagnia?». Le gambe di Giulio non reggevano più, piegate e tremanti come quelle di un giovanissimo Celentano. Cercò di prendere tempo, ma il «quindi?» di lei gli fece presente che tempo non ce n’era. Nel giro di due secondi fu violentato dal dubbio. Come poteva bigiare? I suoi genitori s’aspettavano il massimo in fatto di rendimento e disciplina. Non era da lui. Quando il cuore di Giulio si era già arrampicato al cervello per prenderlo a pugni, la bocca del giovane disse: «Oggi non posso proprio. Ho la verifica di matematica. Rischierei di esser rimandato». Dopo aver mentito tanto ignobilmente, il suo stomaco s’attorcigliò come un panno strizzato da una corpulenta lavandaia. Anni di attesa buttati al vento per una verifica che non c’era. Maria lo salutò con una carezza, dolorosa più di un uppercut sferrato dal miglior Tyson, e si incamminò. Lui restò a guardare quel passo che per molte notti aveva sognato, fino a quando la sagoma di lei sparì dietro l’angolo. Per qualche giorno prese il treno mezz’ora prima per evitare di esser traviato. La incontrava solo al ritorno, adducendo ogni volta una scusa diversa. Compiere il proprio dovere aveva dato a Giulio un gran senso di sicurezza. Sempre. Ora, invece, si sentiva un pezzo di quella cosa marrone che Nutella non è. Dopo tutto quel rimirare senza agire, preferiva quasi evitare Maria. Gli ottimi voti, i sorrisi della mamma, le pacche sulla spalla del papà, non riuscivano a lenire il suo dolore.<br />
Questa non è una di quelle storie che finiscono bene. Dunque, la farò corta. Maria, che a scuola non andava volentieri, trovò presto un compagno che esaudì i suoi desideri, compreso quello di marinare le lezioni. Giulio restò a guardare, anzi, non guardava neppure &#8211; la ragazza non viaggiava più sola. Cambiò definitivamente treno. La incontrava con la fantasia.<br />
Terminò gli studi facilmente, con il massimo dei voti. Tanto facilmente che quasi nessuno si congratulò con lui. Ora, una laurea costata la madre di tutte le rinunce in bella mostra, accompagnata dal ron ron di un vecchio orologio a pendolo. Il barbera e i ravioli della mamma la domenica. Il vecchio gatto malato con cui condividere la poltrona. L’album di famiglia da sfogliare. Gli occhi del padre ormai privi di illusioni. Un lavoro. La passeggiata serale con il cane. Maria valeva tutto questo? «No, valeva molto di più». Fu il padre ad interrompere i suoi pensieri. Fuori pioveva. Non poteva essere altrimenti.<br />
<em>*l’unico vero maestro rimasto in Italia</em></p>
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		<title>Il ritorno del maestro Carosi che ci regala una favola bellissima dal titolo: &#8220;Il realizzar del sogno&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 13:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il blog di Evro Carosi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Evro Carosi* Luigino da piccolo era stato a lungo malato. Costretto a non uscire di casa, immaginava un mondo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/11/re.jpg"><p><strong><a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/11/evro.jpg" class="cbox cbox"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-23354 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/11/evro.jpg" alt="evro" width="280" height="204" /></a>di Evro Carosi*</strong><br />
Luigino da piccolo era stato a lungo malato. Costretto a non uscire di casa, immaginava un mondo colorato e ricco di personaggi fantastici. Quando, finalmente guarito, riuscì a scoprire ciò che fino ad allora aveva solo sognato, rimase fortemente deluso.<br />
Dopo aver vagato per mesi, arrivò alla conclusione che sul pianeta terra governava il grigio, in tutte le tonalità, ma era pur sempre grigio. C&#8217;era chi era stanco di lavorare, chi non amava più la moglie o chi semplicemente era annoiato. Nessuno realmente felice. Era un periodo di carestia ma, secondo Luigino, questo non bastava a spiegare tanta tristezza. Chiese udienza al re, ma si sentì rispondere che fino a quando le locande fossero state piene nessuna misura straordinaria sarebbe stata adottata. Cercò aiuto agli dei, scoprendo, suo malgrado, che Eudemonia, dea della felicità, era considerata una divinità secondaria e si donava al pubblico solo raramente. Quando si chiese perché da malato era più felice dei sani, si diede la risposta: sognava tutto il giorno, anche se, soprattutto per lui, sarebbe stato davvero impossibile realizzar fantasie.<br />
E l&#8217;idea arrivò. Aprì la scuola per aspiranti sognatori.<br />
In un primo momento i cittadini mostrarono indifferenza. In pochi s&#8217;iscrissero, quelli già passati da tutti i corsi di danza, yoga, cucina ed uncinetto, affascinati dalla tariffa promozionale piuttosto che dalla novità.<br />
I neodiplomati contagiarono tutti con la loro allegria. Così la pratica del sogno si diffuse rapidamente, sostituendosi presto al danaro. In banca potevi pagare la rata del mutuo raccontando come ti saresti fatto la figlia del droghiere. Al mercato comprare ciò che ti serviva illustrando un&#8217;invenzione d&#8217;impossibile realizzazione. Fino a che Luigino, nel frattempo divenuto capo spirituale del regno, s&#8217;innamorò.<br />
Il sommo sacerdote perse la sua creatività, ostinandosi a volere Esmeralda, figlia del ciambellano di corte, solo per sé. Non ricambiato cadde nella depressione più nera e presto trasmise tristezza a tutti i concittadini. Una spessa cappa grigia si impadronì del cielo e tornò la moneta di un tempo, il Frankit, nel momento più buio sostituita da lamenti. Il desiderio di togliersi la vita era il prezzo di un&#8217;abitazione di lusso e la mania di persecuzione portava a una rendita vitalizia.<br />
Luigino, ormai adattato alla realtà, non sognava più Esmeralda. La pretendeva. La figlia del ciambellano, invece, era innamorata e ricambiata da Astor, giovane primo cuoco del re. Il padre di Esmeralda, da buon ciambellano, si era da sempre opposto al loro amore. Per lei sognava ben altro. Inoltre, ora e a causa della figlia, era costretto a contare sfighe e maledizioni. Lui che era nato per contare i Frankit, perlomeno sognare di contarli. Al fine d&#8217;evitar la morte per tristezza, s&#8217;accordò furtivamente con Luigino e impose alla figlia di maritarsi con lui. Esmeralda, rispettosa com&#8217;era del volere paterno, obbedì.<br />
Il povero cuoco cercò invano di ribellarsi finché, rassegnato, partì per andare lontano.<br />
La felicità tornò a regnare in tutto il territorio, ma più passavano i giorni e più il re soffriva per aver perso il suo fido cuciniere. La fame è uno dei bisogni primari dell&#8217;uomo e, nella classifica del caso, veniva di gran lunga prima dell&#8217;amore. Visibilmente dimagrito e molto più che incazzato, il sovrano ordinò fosse sellata la bestia più veloce del regno e inviato il suo miglior cavaliere alla ricerca di Astor. Nel frattempo vennero sospesi tutti gli atti ufficiali, matrimoni compresi. Passarono mesi prima che la sagoma dei due cavalli con Astor e il cavaliere in sella si profilasse all&#8217;orizzonte. Appena giunto a corte, lo chef preparò la doppia svizzera reale, con pancetta affumicata, formaggio e cetriolini. Una volta sazio il re tornò a sorridere e ordinò di festeggiare il ritorno di Astor con danze a corte.<br />
Esmeralda ballò tutta la sera con Luigino, suo promesso sposo. Il resto degli invitati s&#8217;abbandonò all&#8217;euforia del re, vedovo ma ancora fedele, il quale affidò a Bacco l&#8217;incarico di placare ogni sua voluttà. Intorno alla mezzanotte, il sovrano ubriaco marcio s&#8217;alzò dal trono aiutato da sette servitori e cercò, tra le tante, la più bella della sala, per donarla in danze ad Astor. Con la mano indicò proprio Esmeralda. I due ballarono guardandosi negli occhi. Lui trattenne la voglia sino al sudore. Lei vibrò come corde d&#8217;arpa pizzicate. I loro cuori si sfiorarono. Fu il silenzio. Il ballo finì. Ancora silenzio, interrotto da un rutto regale forte come un tuono che attirò l&#8217;attenzione dei presenti.<br />
Il sovrano avrebbe voluto scendere dal palco per iniziare un discorso. Ci provò, ma resosi presto conto d&#8217;aver perso il baricentro, preferì chiamare i due ballerini che subito gli s&#8217;inchinarono innanzi, uno vicino all&#8217;altro. Il re mise le mani sulle loro teste chine. Dalla sua bocca uscirono parole incomprensibili. Non riuscì a governare la lingua. Il popolo tese le orecchie trepidante. Ruttò di nuovo, ancor più forte. Il popolo con perfetta sincronia scattò all&#8217; indietro. Il re tacque e alzò le spalle in segno di disprezzo per i rituali. Il popolo si riavvicinò al trono per sentire meglio. Come Rocky all&#8217;ultimo round, il re raccolse le residue forze e riuscì ad aver ragione della sua lingua e pronunciò con parole chiare: &#8220;Vi dichiaro marito e moglie!&#8221;. Poi, tra ohhh di meraviglia, cadde pesante all&#8217;indietro.<br />
Secondo la legge democratica del tempo, era possibile chiedere al re d&#8217;annullare la decisione presa da sbronzo, ma solo entro sette giorni dal pronunciamento.<br />
Il sovrano aveva svuotato più di cento botti di vino, ma, conoscendolo, tutti pensavano si sarebbe risvegliato nel giro di una notte, al massimo due. Passarono invece sette giorni, che sorpresero Luigino e il ciambellano impegnati in vili tentativi di risvegliare il re con l&#8217;inganno, aiutati da prezzolate fatine e stregoni fatti arrivare dalle Indie. Passarono anche sette notti, che videro lacrimar le stelle, mentre i due innamorati aspettavano abbracciati il loro destino.<br />
Quando ormai mancavano pochi granelli di sabbia all&#8217;ultimo giro di clessidra, il re, sbadigliando, aprì lentamente un occhio. Astor se ne accorse, ma non ebbe tempo per lo scoramento. Il re gli sorrise, si voltò dall&#8217;altra parte e continuò a dormire. Cadde anche l&#8217;ultimo granello. Astor ed Esmeralda sarebbero rimasti per sempre insieme.<br />
Il re, che dalla morte della amata moglie non aveva più legiferato, si mise subito al lavoro. Non voleva esser costretto a fingere, ogni qual volta un suddito avesse tentato di realizzare un sogno con l&#8217;inganno. Convocò subito il senato, affinché studiasse una Legge per Il realizzar del sogno.<br />
Questo accadeva più di mille anni fa. Oggi i discendenti di quei senatori stanno ancora lavorando e i giusti, stanchi d&#8217;aspettare, s&#8217;affidano alla speranza di incontrare, prima o poi, un re ubriaco.<br />
<em><strong>*l’unico vero maestro rimasto in Italia nell’anno 2014 che appare nella fotina con la chitarra, strumento che suona divinamente</strong></em><br />
<em><strong>                </strong></em></p>
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