<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il blog di Matteo Bonfanti &#8211; Bergamo e Sport</title>
	<atom:link href="https://www.bergamoesport.it/category/il-blog-di-matteo-bonfanti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.bergamoesport.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Aug 2026 19:38:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.7</generator>
	<item>
		<title>Rimandassimo i nostri politici a fare le elementari?</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/rimandassimo-i-nostri-politici-a-fare-le-elementari/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rimandassimo-i-nostri-politici-a-fare-le-elementari</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/rimandassimo-i-nostri-politici-a-fare-le-elementari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 19:38:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=180670</guid>

					<description><![CDATA[C’è che due bimbine, Viola e Sole, una di terra e l’altra di mare, ormai prossime ai tre anni, mi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/bambino.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">C’è che due bimbine, Viola e Sole, una di terra e l’altra di mare, ormai prossime ai tre anni, mi danno la mano, mi guardano in fondo e coi loro occhi mi raccontano il mondo come dovrebbe essere, insomma come vorrebbero che ce lo dovessimo inventare. E allora mi sono messo a scrivere fiabe, lunghe lunghe oppure minuscole e sottili. La prima parla della Colomba della Pace, la scultura che ha fatto il mio amico Pablo un giorno che si sentiva solo, per farla volare, la seconda, invece, racconta la mia amicizia col pesce Ambrogio che durante le mie vacanze a Calambrone mi veniva sempre a trovare, saltando nell’acqua, giusto per farmi ridere e nuotare, nella terza ci sono io e i miei amici, Marco e Fabio, che risolviamo un enigma bello grosso, un rompicapo vero e proprio, con l’aiuto di un geco, Ernesto, che abita a Cenaia, che ama tanto prendere il sole e un sacco scherzare. Inizio verso sera, al tramonto, quando il sole e la luna si salutano, scambiandosi due opinioni su quel che han fatto o che dovranno fare. Prendo il mio libro di Gianni Rodari e, ancora illuminato dalle sue parole, immagino i dintorni, le nuvole che mi fanno le boccacce, le stelle che mi inseguono, il mare o la montagna in ogni mia città, a Livorno e a Pisa, a Bologna e a Lecco, a Bergamo soprattutto, dove c’è il mio cuore, i miei figli, Vinicio e Zeno, Ze, detto Zen Zenisky. E torno bambino, sui banchi delle elementari, e rivedo le mie maestre, la Lilly e la Patrizia, la Monica e la Marilisa che arrivava in classe chiedendoci “what’s your name? How are you?”. E mi scopro un uomo buono, migliore perché non rutto mai le mie sfortune addosso agli altri e voglio bene a tutti, ai bianchi, ai gialli, ai neri, ai marroncini e ai vichinghi come me. Sono passati tanti anni, quaranta almeno almeno, e non so dove siano le mie maestre, magari in Australia, tra i campi di canguri, oppure in California, a surfare sull’oceano col Mago Merlino, o, ancora, in India ad addomesticare serpenti lunghi lunghi e un po’ lunatici come Kaa. Ma ogni volta che sono grande, e mi capita una volta al mese, e accendo la tv e ci sono i politici in televisione, che ce l’hanno con questo e con quello, che comandano e che prendono tanti soldi che non basta una banca per tenerli dentro, ma che comunque sono arrabbiati e che hanno sempre un nemico da insultare, vorrei avere una bacchetta magica per farli tornare bambini. A scuola, dove ci sono le maestre che a me hanno insegnato che siamo tutti uguali, nell’anima e nel cuore, che l’arcobaleno arriva ogni volta che lo vogliamo, che il primo compito da fare è imparare ad abbracciarsi quando arriva il temporale e che le armi sono orrende. Neanche da guardare. Da buttare e da dimenticare.</div>
<div dir="auto">Ps – Farò un libro per bambini a Natale. Il ricavato sarà per i bimbi in guerra, a Gaza e a Kiev e negli altri Paesi dove c&#8217;è un conflitto che non so. Accetto consigli sulle associazioni da contattare.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><em>Nella foto: io pupo, fotografato per un libro delle elementari</em></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/rimandassimo-i-nostri-politici-a-fare-le-elementari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Atalanta-Hapoel. Alcuni interrogativi che meritano una riflessione</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/atalanta-hapoel-alcuni-interrogativi-che-meritano-una-riflessione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=atalanta-hapoel-alcuni-interrogativi-che-meritano-una-riflessione</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/atalanta-hapoel-alcuni-interrogativi-che-meritano-una-riflessione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 20:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=180400</guid>

					<description><![CDATA[Evitando che diventi il solito dividersi, offendendosi personalmente tra sostenitori del nostro governo e simpatizzanti di chi sta all’opposizione, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/boycott.jpeg"><div dir="auto">Evitando che diventi il solito dividersi, offendendosi personalmente tra sostenitori del nostro governo e simpatizzanti di chi sta all’opposizione, tra ebrei sionisti, allineati alle politiche del leader israeliano Netanyahu, e chi, invece, da mesi scende in piazza perché in Palestina e nei territori occupati cessino le violenze sui civili, la partita tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv di domani porta con sé alcuni interrogativi che meritano una riflessione.</div>
<div dir="auto">Intanto l’Uefa. Se la scelta, aggiungo giustamente, è quella di non far disputare le competizioni europee ai club di una nazione impegnata in una guerra di aggressione, la Russia, perché permettere alle squadre israeliane di scendere in campo? Il calcio è una festa, a Bergamo abbiamo un presidente, Percassi, che ha chiesto ai suoi responsabili della comunicazione di non usare la parola contro, ma con, l’Atalanta gioca con, mai contro. Può esserci un momento di gioia con chi, comunque, fa parte della nazione il cui ministro della sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, chiede ai suoi soldati un maggiore impegno nell’eliminare la popolazione palestinese, “dovremmo ucciderne trenta-quaranta ogni notte, non sono nemmeno persone”, sono le sue ultime parole pubbliche (video de Il Sole 24 Ore). Può un calciatore disputare una partita serenamente in uno scenario del genere?</div>
<div dir="auto">Poi Piantedosi. Le trasferte vietate ai tifosi sono all’ordine del giorno. La linea del Viminale è quella. Si può essere d’accordo o no e gli ultrà dell’Atalanta sono tra i supporters più colpiti in Italia. Anche qui l’idea è quella di evitare a priori possibili tensioni fuori o all’interno di uno stadio. Perché non scegliere questa linea anche nei confronti dei sostenitori dell’Hapoel, che domani invece saranno in mille, tanti, tantissimi, nella stessa città di molti gruppi che sostengono la causa palestinese?</div>
<div dir="auto">La vigilia. “Fuori la politica dal pallone”, è da un ventennio il credo della Curva Nord, che, anche in questo caso, non vuole che la vicenda extracalcistica faccia passare in secondo piano un evento sportivo molto sentito, la prima partita ufficiale dell’Atalanta 2026-2027, l’esordio in panchina di mister Sarri. Eppure in città le ragazze e i ragazzi della Global Sumud Flotilla, parecchi di loro tifosi nerazzurri, hanno iniziato una mobilitazione che si concluderà domani alle 18 in via Alberto Pitentino con la manifestazione organizzata dalla Rete di Bergamo per la Palestina. Va poi ricordato che allo stadio, la New Balance Arena, sarà vietato introdurre bandiere palestinesi.</div>
<div dir="auto">Sui social. Sempre alla New Balance Arena, ieri, sulle pareti esterne, è comparsa la scritta luminosa “Boycott Israel”, “un gesto di luce contro il genocidio a Gaza”, opera dei ragazzi della Global Sumud Flotilla, gesto che ha scatenato la solita bagarre di commenti su Facebook. E poi ci sono gli avversari, l’Hapoel, club calcistico tradizionalmente legato alla sinistra israeliana, a riprova il suo stesso nome, “il lavoratore”, società sportiva che affonda le proprie radici nella cultura sindacale. Così gran parte dei suoi tifosi, che nel dicembre 2025 si presentarono allo stadio con una maglietta in cui erano barrati i simboli del Maccabi, i tradizionali rivali calcistici, della polizia israeliana e del Kach, partito politico suprematista ebraico, nazionalista e religioso. E gli fu vietato l’ingresso dalle forze dell&#8217;ordine.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/atalanta-hapoel-alcuni-interrogativi-che-meritano-una-riflessione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La morte di Baresi, il capitano, e mille ricordi di quando andavamo ogni domenica a vedere il Milan</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/la-morte-di-baresi-il-capitano-e-mille-ricordi-di-quando-andavamo-ogni-domenica-a-vedere-il-milan/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-morte-di-baresi-il-capitano-e-mille-ricordi-di-quando-andavamo-ogni-domenica-a-vedere-il-milan</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/la-morte-di-baresi-il-capitano-e-mille-ricordi-di-quando-andavamo-ogni-domenica-a-vedere-il-milan/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=180036</guid>

					<description><![CDATA[Come all’inizio di un film su Netflix, oggi alle undici e trentasei al Bar Fortuna, in via Angelo Maj, “un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Bonfanti-ok.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">
<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">Come all’inizio di un film su Netflix, oggi alle undici e trentasei al Bar Fortuna, in via Angelo Maj, “un pacchetto di Marlboro Gold e un caffè doppio”, “noveeventi”, “noveeventi, pago col Bancomat”. In sottofondo Nada, “basterebbe una carezza per un cuore di ragazza, forse allora sì che t’amerei”. Per la terza volta in due giorni vengono a coccolarmi centinaia di vecchie immagini nuove, ricordi, canzoni e parole da quel cassetto del mio cuore che era un sacco che non mi capitava di aprire più.</div>
<div dir="auto">“Cos’è la vita senza l’amore, è solo un albero che foglie non ha più”, la ragazza dietro al banco canta a bassavoce, è giovane e sorride. La guardo, mi guarda. “E s’alza il vento, un vento freddo, come le foglie le speranze butta giù, ma questa vita cos’è se manchi tu…”, uguale a una macchina del tempo, inizio della stagione calcistica 1987-88, sono lì, sono un bambino, io e mia sorella Chiara aspettiamo l’arrivo di mio zio Franco, dei suoi due figli, Nicola e Bitti, e di mio papà, Marco, l’addetto alla colonna sonora delle nostre trasferte a San Siro. Sulla Ritmo il mangianastri pare un’astronave. È mattina, ma siamo in ritardo, poi Bitti non ha il biglietto e dobbiamo trovare almeno un bagarino. “Metto Varie 43, la cassetta che ho fatto ieri…”, “c’è ma che freddo fa?”, “l’ho messa per te…”, “si vince?”, “si stravince, il pazzo di Fusignano è il nuovo mago del calcio italiano”, “posso stare in braccio che dietro siamo strettissimi?”, “vieni davanti, Matti…”.</div>
<div dir="auto">Di nuovo oggi, ancora al bar Fortuna, sorseggio il mio caffè, “mi sento una farfalla che sui fiori non vola più, che non vola più, che non vola più”, mi vibra il cellulare. Guardo whatsapp, in redazione ho almeno dieci cose da fare, i colleghi me lo fanno presente, dolcemente. Passo su facebook: è morto il Kaiser Franck. Torno di là, metà del secondo tempo, all&#8217;alba dell&#8217;undicesimo scudetto, “c’è solo un Franco Baresi, Franco Baresi…”, l’emozione è talmente forte che noi del secondo anello ci alziamo tutti in piedi. Mio babbo mi mette sulle spalle, ho mille brividi. Più di Gullit e di Van Basten, il nostro capitano, fonte di interminabili discussioni tra noi sei se fosse lui il più grande calciatore nella storia del Milan o Gianni Rivera, il golden boy.</div>
<div dir="auto">“Mi son bruciata al fuoco del tuo grande amore che si è spento già, ma che freddo fa, ma che freddo fa…”, esco dal Bar Fortuna e Bergamo pare Dakar tanto l’aria è calda. Accendo la Panda, su Radio Italia passa “Scrivimi” di Nino Buonocore, altro super classico dei nostri tempi rossoneri. Penso a Baresi, mi accorgo nella gratitudine, penso a quanto sia strana la vita, a come riesca a farci trovare d’incanto momenti che parevano persi nelle pieghe del nostro ipotetico dovere di diventare grandi.</div>
<div dir="auto">Arrivo in redazione. Mi chiudo in bagno. Cerco sul telefono l’intero testo di “Ma che freddo fa”. La canto d’un fiato. Commosso.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><em>Nella foto i cugini Bonfanti mercoledì sera ad Abbadia Lariana, da sinistra Laura, Nicola, Chiara, Massimo, Francesca, Bitti e Matteo, che poi sono io, meravigliosi bambini ai tempi di Franco Baresi</em></div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/la-morte-di-baresi-il-capitano-e-mille-ricordi-di-quando-andavamo-ogni-domenica-a-vedere-il-milan/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Drammaticamente svegliato alle cinque di mattina dalle urla di Lele Adani</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/drammaticamente-svegliato-alle-cinque-di-mattina-dalle-urla-di-lele-adani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=drammaticamente-svegliato-alle-cinque-di-mattina-dalle-urla-di-lele-adani</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/drammaticamente-svegliato-alle-cinque-di-mattina-dalle-urla-di-lele-adani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 14:57:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=179608</guid>

					<description><![CDATA[Mi addormento al secondo gol di Jude Bellingham, nei tempi supplementari di Inghilterra-Norvegia, più o meno all’una. La tv resta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/Lele-Adani.jpg"><div dir="auto">Mi addormento al secondo gol di Jude Bellingham, nei tempi supplementari di Inghilterra-Norvegia, più o meno all’una. La tv resta accesa, io duormo come non mi accadeva da mesi. Faccio tre sogni, uno bellissimo, dove sono su una spiaggia caraibica col vento in faccia e con un margarita in mano, uno così così, in cui sono diventato un campione di golf a livello europeo grazie alle lezioni di Matteo Saponaro, politico noto in tutta la provincia, che come premio di un master importantissimo mi consegna un boa constrictor gigante, e un altro decisamente controverso che mi vede assoluto protagonista della finale dei mondiali, sotto di una rete a una manciata di minuti dal triplice fischio, nel 1994 a Pasadena contro il Brasile. Mentre lancio in porta il collega Fabio Spaterna, uno fortissimo nell’uno contro uno, letale nei pressi della porta, mi sveglio di soprassalto. Su Rai Uno c’è Lele Adani che urla come un pazzo perché Julio Alvarez l’ha messa appena sotto l’incrocio e l’Argentina ora è avanti 2-1 contro la Svizzera. Sono le cinque di mattina. Il telecronista è una furia, delira su orologi precisissimi realizzati in territorio elvetico, va avanti tre minuti buoni. È eccitatissimo.</div>
<div dir="auto">Va detto che io, diversamente da gran parte dei miei connazionali, non nutro alcun astio nei confronti di Lele Adani. Non mi fa né caldo né freddo, quindi la mia non è un’invettiva contro di lui. Solo un consiglio vista l’ora in Italia quando si giocano le partite nelle Americhe: non può il nostro Daniele fare un attimino più piano? Anche perché si parla tanto della crisi del nostro calcio e io e Fabio Spaterna stavamo per pareggiare il conto contro la Selecao. Se l’ex calciatore del Brescia non mi avesse destato all’improvviso, probabilmente avremmo portato a casa un’altra Coppa del Mondo e adesso noi azzurri saremmo pentacampioni. E sono passate diverse ore, ma la sconfitta ancora brucia.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/drammaticamente-svegliato-alle-cinque-di-mattina-dalle-urla-di-lele-adani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le emozioni di un padre la notte prima dell&#8217;esame di maturità di suo figlio</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/le-emozioni-di-un-padre-la-notte-prima-dellesame-di-maturita-di-suo-figlio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-emozioni-di-un-padre-la-notte-prima-dellesame-di-maturita-di-suo-figlio</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/le-emozioni-di-un-padre-la-notte-prima-dellesame-di-maturita-di-suo-figlio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 23:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=179319</guid>

					<description><![CDATA[Scivola la notte lungo i viali di Bergamo, mastica tutti i miei pensieri e mi riporta i tuoi occhi neri, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/vini-mini.jpg"><div dir="auto">Scivola la notte lungo i viali di Bergamo, mastica tutti i miei pensieri e mi riporta i tuoi occhi neri, lunghi, profondi e luccicanti, grondanti di parole troppo importanti che spesso io ancora non so. La prima volta che li ho visti, invece, erano due fessure fragili, minuscole e incerte, appena aperte a un mondo nuovo. Era estate, ero giovane, ero solo un pochino più grande di te come sei ora. Sono entrato all’ospedale che ero un figlio, sei nato ed ero un padre, manco un’ora e c’eri tu e io, grazie a te, ero diventato il contrario di me.</div>
<div dir="auto">Scrivo e le redazioni quasi sempre somigliano a tappeti volanti, ci entro e sono tra le stelle. Da Piazzale San Paolo a Borgo Santa Caterina sono giusto tre bracciate fatte bene nel cielo dell’amore. Nuoto accanto alle nuvole intorno e passo sopra a casa. Mi divincolo tra i bar e le luci della sera. Ti vedo. Sei intento a ripassare, serio serio, uguale a me le rare volte che mi mettevo d’impegno a studiare.</div>
<div dir="auto">Domani, tomorrow, per te che tra dieci ore esatte finisci il liceo linguistico, tonight tonight, la notte degli esami, la più importante, il prima e il dopo di ogni cosa che verrà e che ti vedrà vincitore o vinto o tutte e due le cose insieme, come più spesso capita.</div>
<div dir="auto">Non cito Venditti, che piace anche a te quando ci mettiamo a cantarlo a squarciagola sulla Panda, sarebbe normale, facile, scontato. E allora solo dirti Buon Vento, figlio mio, nell’ultima notte in cui sei piccolo perché immaturo. Più dei diciott’anni, più della prima volta che hai fatto l’amore, più del sole e della pioggia fitta sulla testa, del sorriso e del pianto che alla tua età sono forti quanto un temporale, la maturità, quel salto, la vita davanti, ogni strada possibile e immaginabile, il luglio.</div>
<div dir="auto">Domani sarai un uomo e a me, Vini, pare magico e impossibile. Diplomato.</div>
<div dir="auto">Gonfio di orgoglio, fiero di te, sono qui seduto a riguardare nella mia mente ogni immagine di noi, da quando hai iniziato a parlare ai passi successivi, fino a ieri, mentre mi spiegavi che stavo confondendo Zola con Hugo. Malinconico e felice perché tutto passa in fretta, come da foto, che mi pare ieri, ti bacio grato a dio e all’universo di essere tuo padre. In bocca al lupo, bimbo mio, piccino picciò nel mio cuore, ancora e per sempre, giusto fino a domani.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/le-emozioni-di-un-padre-la-notte-prima-dellesame-di-maturita-di-suo-figlio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Io e Marina, la mia personale stolker cattolica</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/io-e-marina-la-mia-personale-stolker-cattolica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=io-e-marina-la-mia-personale-stolker-cattolica</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/io-e-marina-la-mia-personale-stolker-cattolica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=179160</guid>

					<description><![CDATA[Lei, Marina, che mi ha chiesto l’amicizia qui su feisbuc e ha un profilo sostanzialmente pieno di fiori, di Gesù, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/acque.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">
<p>Lei, Marina, che mi ha chiesto l’amicizia qui su feisbuc e ha un profilo sostanzialmente pieno di fiori, di Gesù, di croci e di cuori, “piacere, Matteo, posso chiederti una cosa?”. Io, che sto scrivendo di Cesare Cremonini e degli esordienti del Csi a sette del Real Borgogna, nel relaz giornalistico cultural sportivo, “dimmi pure…”. Lei, che da lì in poi diventerà la mia personale stolker cattolica, “sei credente?”, passando poi al particolare, “pensi che Gesù possa salvarci?”. Io, che ho comunque studiato quel minimo, soprattutto Benedetto Croce, il libro in cui dice che in Italia nessuno può non definirsi cattolico, pur, che nella pratica, a onor del vero e sia detto per inciso, sono sempre stato sulla linea del babbo mio, Marco, quello che “ragazzo, ricordati che è meglio perder messa che andare a dottrina” e che per questo in chiesa non ci vado mai, manco ai funerali dei soci, insomma messo così, “sì, Marina, forse sono cristiano”.<br />
Quanto mai. Da lì se sono collegato, e non è che lo sia spesso, non sono un cellulomane seriale, i social li uso per lavoro e me la menano tutti per la lentezza delle mie risposte, ma comunque sono il direttore di un giornale e ci provo a restare on line, lei, Marina, quella che ama i fiori, Gesù, le croci e i cuori, inizia a triturarmi su Dio, la Madonna, l’omo suo, dico di Maria, non di Marina, Giuseppe, il falegname, gli apostoli e quegli altri là che vivevano un paio di millenni fa nelle comunità post socratiche in quell&#8217;area che adesso è un po&#8217; l&#8217;Iran-Iraq. All’inizio Marina se ne stava sul vago e la apprezzavo, le rispondevo in pausa, all’albero della sigaretta o nell’elegante e intimo cesso redazionale. Mi chiedeva: “Tu senti di aspettare il ritorno di Gesù per portarci la vera pace e salvarci da questo caos?”, perennemente con mille emoticon, e io, onesto, pur nel panico perché allarmato da un imminente catastrofe sopra alle laboriose popolazioni di Lecco e Bergamo, “più gli ufo”. E lei, in evidente difficoltà, buttandola sullo scherzo, comunque leccandomi ogni volta il culo, “che simpatico che sei, un umorista”. Fino al momento di rottura, al suo ennesimo quesito con la lunghissima premessa, “a volte sembra un pensiero lontano, ma guardando intorno a noi, tra le difficoltà e i cambiamenti, sento che il Signore è vicino. Tu come vivi questo aspetto? Senti che c&#8217;è bisogno di un intervento divino in questo mondo così complicato?”, io, fermo sulla mia linea, severo, ma giusto, “non di Gesù, ma degli extraterrestri. Hai presente ET, quello del film? Era buonissimo, tale e quale a Jesus, ma in più si illuminava tutto. Voto lui per via del corpo fosforescente”.<br />
Ho smesso di risponderle, lei, Marina, non molla mai, mi invita a messe, catechesi, scuole della parola, in presenza o in smart, dieci, venti, trenta volte al giorno. E non ce l’ho con lei, ma faccio ghosting perché devo lavorare. Resta che da quando l’ho conosciuta, ho in testa un pensiero fisso, una domanda, se per salvarci tutti da un imminente disastro nucleare, da Trump, da Netanyahu, dal carovita, dall&#8217;inflazione, dalla Minetti e da Vannacci, sia meglio l’intervento di Gesù, ubriacandoci, perché il figlio di Dio qui da noi è diventato famoso perché moltiplicava il vino, o quello di ET, che si colorava quando diceva “telefono, casa”, oppure quello estremo, dei Visitors che i cattivi se li magnavano trasformandosi al volo da fighe pazzesche a velociraptors senza pietà. Riflettendo se dire a Marina di piantarla coi messaggi, probabilmente perché mi vede che somiglio esteticamente a Jesus, in questa foto, ad esempio, nell’episodio che cammina sulle acque. Rivelandogli che non sono lui, ma un marziano metropolitano fiero di esserlo.<br />
<strong>Matteo Bonfanti</strong><br />
<em>Nella foto: recentemente a Calambrone, in Toscana</em></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/io-e-marina-la-mia-personale-stolker-cattolica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sexy e sensibile, dolce e raffinato, autoironico e bravissimo: Cesare Cremonini strepitoso a Firenze</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/sexy-e-sensibile-dolce-e-raffinato-autoironico-e-bravissimo-cesare-cremonini-strepitoso-a-firenze/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sexy-e-sensibile-dolce-e-raffinato-autoironico-e-bravissimo-cesare-cremonini-strepitoso-a-firenze</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/sexy-e-sensibile-dolce-e-raffinato-autoironico-e-bravissimo-cesare-cremonini-strepitoso-a-firenze/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 13:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=179152</guid>

					<description><![CDATA[“E chi non ha mai visto nascere una Dea, non lo sa che cos’è la felicità”. Più delle mie parole, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/cesare-ok.jpg"><p>“E chi non ha mai visto nascere una Dea, non lo sa che cos’è la felicità”. Più delle mie parole, le sue, quelle di uno dei tanti capolavori che ha scritto in questi anni. Ero uno dei sessantamila arrivato mercoledì sera alla Visarno Arena di Firenze per assistere all’ultimo concerto di quest’estate di Cesare Cremonini. L’impressione di tutti noi è stata appunto di trovarci di fronte alla nuova stella di Broadway, il Cé, ormai un’artista di caratura mondiale, al suo apice di fronte a una luna gialla e a metà, a tratti irresistibile. Premetto, fin dai suoi esordi l’ex ragazzo terribile dei Lunapop è stato uno dei musicisti più interessanti della scena italiana. Originale, preparatissimo, sensibile, anche un sacco ironico. Ora però, a 46 anni, ha fatto il secondo step, diventando l’assoluto punto di riferimento della nostra generazione, il solo capace di raccontare con una dolcezza unica la nostra difficoltà a vivere in prestito, tra momenti di allegria irripetibili e la malinconia di certe luci della sera.<br />
Crescendo cambiamo tutti, Cesare un po’ di più. Intanto le sue frasi, quel “non si dimentica” che abbiamo dentro, tra l’universo e il cuore, poi la sua immensa poesia, che guarda al mondo, il posto che gli piace, mentre cammina da solo lungo i portici della sua Bologna, la cartina di tornasole di un uomo curioso e internazionale, che va in Alaska o attraversa in macchina gli Stati Uniti, restando però meravigliosamente ancorato alle sue radici. San Luca è una favola, mette i brividi, ogni verso per noi che andavamo con le nostre nonne a pregare che la Madonna facesse il miracolo accordando finalmente la nostra anima inquieta al sentiero stretto e ripido della pace interiore. Dal pubblico si vede soprattutto questo, un ragazzo dall’enorme talento che ha attraversato in lungo e in largo, nel sole e nel vento, nel sorriso e nel pianto, le proprie fragilità per diventare un uomo che il bagaglio delle insicurezze ce l’ha sempre appresso, ma che grazie alla musica lo sente più leggero. Per me è stata la scrittura, per altri il calcio, per altri ancora lo studio, chi sta vivendo in questi anni difficili, spesso privi di speranza, ha fatto delle sue passioni una sorta di terapia d’urto per non affogare nel famoso bicchiere d’acqua. Cesare, paroliere gigante, ma anche polistrumentista con pochi eguali, al piano, alla chitarra, alla fisarmonica fino ai fiati, ci insegna anche questo.<br />
Sexy da morire senza volerlo e, forse, senza manco saperlo, giocandoci, intrattenitore che fa dell’empatia con i suoi fans uno dei punti cardine di uno spettacolo interminabile, quasi tre ore di concerto, ma velocissimo, che passa in un secondo, privo di pause, sicuramente studiato e ristudiato, all’unisono e alla perfezione, col fascino però di qualcosa che pare improvvisato. C’è poi che Cesare è esaltante perché è nudo, intimo e dolcissimo, vero, quasi un orfano mentre si racconta usando a piene mani l’autoironia che fa da sottofondo a molte sue canzoni. Generoso con i suoi musicisti, va detto una banda di fenomeni, amici suoi, da abbracciare a ogni esecuzione, mentre cita Lucio Dalla, infilando Astor Piazzolla oppure semplicemente in una ballata tradizionale della Maremma, nell’attimo in cui la sua voce non ha più paura di toccare le profondità dei suoi versi, il culmine in Poetica. Riportando ogni minuto ogni cosa a casa, in cielo, o appena sotto, tra i campi infiniti dell&#8217;Emilia dove tutto è logico o così ci appare.<br />
Una stella, signore e signori, un viaggio, da fare, che sia un&#8217;andata o un ritorno, che sia una vita o solo un giorno. E in ultimo, non certo per importanza, la vestaglia rossa brillante con cui si è presentato per l’ultima canzone, Un giorno migliore, singolo del 1999, l’inizio del suo magnifico percorso. A me che su quell’abito ci ho scritto un libro, Il vestaglietta e il figlio del figlio del figlio dei fiori, volume che recentemente è stato oggetto persino di un approfondimento su Io donna, piace sognare di aver trasmesso a Cesare quella passione, magari per caso, guardando la copertina del mio romanzo nella libreria che c’è proprio sotto la torre degli Asinelli.<br />
<strong>Matteo Bonfanti</strong><br />
<em>(L’intero approfondimento sul concerto di Firenze sul Bergamo &amp; Sport domani in edicola)</em></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/CEsare1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-179149 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/CEsare1-139x300.jpg" alt="" width="139" height="300" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/CEsare1-139x300.jpg 139w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/CEsare1.jpg 337w" sizes="(max-width: 139px) 100vw, 139px" /></a></p>
<div style="width: 1024px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-179152-1" width="1024" height="576" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/cesareparole.mp4?_=1" /><a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/cesareparole.mp4">https://www.bergamoesport.it/wp-content/uploads/2026/06/cesareparole.mp4</a></video></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/sexy-e-sensibile-dolce-e-raffinato-autoironico-e-bravissimo-cesare-cremonini-strepitoso-a-firenze/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scoprendo l&#8217;arte moderna grazie a Pablo Atchugarry, un amico, simpatico, giocoso, il più grande artista oggi al mondo</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/scoprendo-larte-moderna-grazie-a-pablo-atchugarry-un-amico-simpatico-giocoso-il-piu-grande-artista-oggi-al-mondo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scoprendo-larte-moderna-grazie-a-pablo-atchugarry-un-amico-simpatico-giocoso-il-piu-grande-artista-oggi-al-mondo</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/scoprendo-larte-moderna-grazie-a-pablo-atchugarry-un-amico-simpatico-giocoso-il-piu-grande-artista-oggi-al-mondo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 21:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=179015</guid>

					<description><![CDATA[Di Pablo, insomma lui, Atchugarry, attualmente il più grande artista al mondo, l’energia che ha tutta intorno, irresistibile, che, se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablook.jpg"><div dir="auto">Di Pablo, insomma lui, Atchugarry, attualmente il più grande artista al mondo, l’energia che ha tutta intorno, irresistibile, che, se lo vedo a zonzo, parto al volo ad abbracciarlo stretto, per incontrare quella cosa morbida e finissima che lo muove a Lecco come in Sud America, la dolcezza. Poi la propensione agli scherzi, che qualche mese fa eravamo lì tutti ad aspettarlo, in trecento, donne e bambini compresi, per un evento mio, e a cinque minuti esatti dal fischio d’inizio, nascosto appena dietro di me, mi chiama dicendomi<em> “mi spiace, Matte, sono dovuto scappare a Montevideo. Prendo l’aereo. Ti racconterò”.</em> Quindi, più di tutto, il viaggio che non ho fatto mai e che ha deciso di farmi intraprendere, scoprire il mistero che si cela dietro a ogni opera moderna o contemporanea, che <em>“non è quello che vedi, ma è quello che senti”.</em></div>
<div dir="auto">Questa settimana sono stato a Roma, sono andato alla Galleria Nazionale, c’era la personale di Pablo, il punto più alto della sua carriera. Per arrivare nella sala dedicata a lui mi sono perso in mille e passa stanze. C’era questo artista giovane e irriverente che grazie a uno specchio aveva reso la sua installazione infinita ed eccezionale, c’erano i lasciti al mondo di Modì e di Wharol, c’era l’opera omnia del Pistoletto, c’era qualcosa che io non avevo visto mai per mancanza di tempo e di attenzione, il guardare oltre le cose.</div>
<div dir="auto">Sono un giornalista sportivo, non so nulla di nulla di arte figurativa, eppure mi sono emozionato, desiderando nelle mie quattro ore libere che la galleria fosse ancora più grande.</div>
<div dir="auto">Ad un certo punto mi sono imbattuto finalmente nelle sculture di Pablo, la sua mirabile avventura tagliando il marmo di Carrara lungo gli argini della luce per rendere di ghiaccio l’intorno, persino fuori, nella memoria mia, ma pure collettiva, tra il cuore, l&#8217;Italia, l&#8217;Uruguay, le stelle e l&#8217;universo. Gli artisti sanno rendere magico il normale, giocano con le distanze, gli effetti dell’occhio, scelgono materiali e lampade per rendere tutto piccino picciò o gigante come la via lattea, magari nella stessa opera, a seconda del momento, del caldo, dei brividi, di dove sei sentimentalmente. È il caso di Pablo, un genio.</div>
<div dir="auto">Il giorno dopo l’ho incontrato, era con la sua donna, Silvana, una ragazza splendida. Pablo era stanco perché gli artisti di grido sono uguali alle pop star e c’è sempre una banca o una fondazione da cui andare per promuovere questo o quello, il su o il giù, l’avanti e l’indietro. Tra di noi poche parole, cerchi nell’acqua tra anime mosse dai sorrisi necessari se si ha in testa il sogno di costruire un mondo migliore e ci si scopre simili, lontani, ma uguali. Ho sospeso per un attimo gli abbracci di cui mi nutro con lui e ci siamo fermati davanti a un’istallazione che ci rendeva protagonisti senza aspettarcelo, <em>“questa è l’arte, Matteo, un gioco per far stare bene chi ci finisce dentro”.</em></div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
<div dir="auto"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablo4.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-179012 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablo4.jpg" alt="" width="546" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablo4.jpg 546w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pablo4-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a></div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-179014 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere.jpg" alt="" width="970" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/pabloopere-500x375.jpg 500w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/scoprendo-larte-moderna-grazie-a-pablo-atchugarry-un-amico-simpatico-giocoso-il-piu-grande-artista-oggi-al-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parlando di fidanzate con un calciatore special. Il mio grazie alle sette squadre che hanno giocato per noi a Paladina</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/parlando-di-fidanzate-con-un-calciatore-special-il-mio-grazie-alle-sette-squadre-che-hanno-giocato-per-noi-a-paladina/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=parlando-di-fidanzate-con-un-calciatore-special-il-mio-grazie-alle-sette-squadre-che-hanno-giocato-per-noi-a-paladina</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/parlando-di-fidanzate-con-un-calciatore-special-il-mio-grazie-alle-sette-squadre-che-hanno-giocato-per-noi-a-paladina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 21:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=178896</guid>

					<description><![CDATA[“Direttore, ma tu che sai tutto, che tutti ti salutano, dimmi: come si fa a trovare una fidanzata? Dico una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/06/atalanta-special.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">“Direttore, ma tu che sai tutto, che tutti ti salutano, dimmi: come si fa a trovare una fidanzata? Dico una per me, ma proprio per me, solo mia, non di un altro. E non sono di quelli che esagerano che ne vogliono tante… Una… È quattro anni che la cerco. Dov’è che si trovano esattamente le fidanzate? Dove si nascondono?”. Giovedì, le sette di sera, sono al centro sportivo di Paladina, c’è la nostra festa, quella di Bergamo &amp; Sport, il giornale che dirigo, ricorrenza che ogni anno dedichiamo a un campionato bergamasco, in questo 2026 a quello dei ragazzi special, giovani e meno giovani che fanno parte delle categorie protette. Lui, vestito con la divisina, sui vent’anni, faccia serissima, ma con quel che di super simpatico, cerca da me una risposta che io non gli so minimamente dare, tra l’altro intanto che sto intrattenendo più o meno una cinquantina di invitati compreso mio papà, Marco, famoso poeta lariano.</div>
<div dir="auto">Vado una corsa a prendere al bar una decina di birre da distribuire ai collaboratori e agli sponsor, lui mi viene dietro. <em>“Direttore, ma le fidanzate crescono sui campi?”.</em> E a me parte il ricordo: sono un bambino, sono con mia mamma, la Vale, siamo distesi sul lettone, ascoltiamo “Un mondo d’amore” di Gianni Morandi. Mi emoziono pensando ai brividini che sentivo lungo la schiena a dieci undici anni quando attaccava la strofa del prato verde dove nascono speranze che si chiamano ragazzi.</div>
<div dir="auto">Passa una mezzorata buona, lo perdo, lo ritrovo alle premiazioni, gli do la medaglietta griffata, mi prende da parte, <em>“direttore, ma si può comperare una fidanzata? Quanto costa che io qualche soldo ce l’ho?”.</em> Rifletto sul quesito, mi faccio il mio solito film immaginandomi il reparto Conad “fidanzate e fidanzati”, ognuno col suo codice a barre, il costo in promozione solo per i possessori della carta arancio, la data di scadenza. Torno a terra ed evito di dirgli la mia perché c’è chi lo fa, in migliaia si sposano per convenienza, ma è una soluzione che non dà mai i risultati sperati, ossia l’amore. È una vicenda stracomplessa. Mi ci vorrebbe un giorno per districarmi, anzi una mesata, con l’aiuto di un paio di amici cari che s’interrogano con me sul tema sentendoci in sottofondo le ultime due di Tiziano Ferro per fare i disillusi duri cinici blob.</div>
<div dir="auto">Cerco di evitare l’argomento,<em> “hai giocato bene?”,</em> lui non molla, <em>“vorrei una fidanzata, mi spieghi?”,</em> io la butto sul calcio,<em> “troppo bello far gol, hai segnato?”,</em> lui fa un mix,<em> “i giocatori hanno un sacco di fidanzate, anche tre o quattro alla volta, dove le trovano? Ce le hanno negli spogliatoi? Nell’armadietto?”.</em> Glisso. Gli dico che tengo al Milan, lui riparte alla carica, <em>“direttore, ma tu quante fidanzate hai avuto in vita tua?”,</em> faccio un rapido conto, <em>“sette o otto”,</em> mi chiede di essere preciso, <em>“sette o otto?”,</em> <em>“sette”.</em> Mi sfioro le labbra e sento addosso ogni mio primo bacio, è un leggero e dolcissimo soffio di vento, è risentire quella magia per cui vale la pena vivere, è sentirsi stupidi e liberi mentre ci si avvicina per avvicinarsi di più fino a perdersi nell&#8217;insieme della felicità.</div>
<div dir="auto">Apro e chiudo gli occhi e la festa è finita. La gente inizia a tornare a casa, io da tiratardi riconosciuto nell’intera provincia bergamasca resto fino a quando non si spengono le luci. Lo vedo che sta andando e gli corro incontro, lo abbraccio e lo ringrazio,<em> “non sai quanto mi hai fatto volare, sei un ragazzo speciale, sappilo”,</em> <em>“e la fidanzata?”, “la troverai, vedrai…”.</em></div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Ps – Il mio grazie gigante a tutti i campioni special giovedì a Paladina, splendidi protagonisti di una festa da ripetere. Qui la premiazione dell’Atalanta</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/parlando-di-fidanzate-con-un-calciatore-special-il-mio-grazie-alle-sette-squadre-che-hanno-giocato-per-noi-a-paladina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mistero delle Volvo Polar sparse nella nostra città (al quartiere San Paolo come in Borgo Palazzo)</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/il-mistero-delle-volvo-polar-sparse-nella-nostra-citta-al-quartiere-san-paolo-come-in-borgo-palazzo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-mistero-delle-volvo-polar-sparse-nella-nostra-citta-al-quartiere-san-paolo-come-in-borgo-palazzo</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/il-mistero-delle-volvo-polar-sparse-nella-nostra-citta-al-quartiere-san-paolo-come-in-borgo-palazzo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 15:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=178616</guid>

					<description><![CDATA[E lei è lì, ogni mattina, almeno da dieci anni, a guardarmi con i suoi occhioni svedesi, sperando che un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/volvo1.jpg"><div dir="auto">
<div dir="auto">E lei è lì, ogni mattina, almeno da dieci anni, a guardarmi con i suoi occhioni svedesi, sperando che un giorno mi decida a portarla via con me. Da ragazzo era il mio sogno proibito, lunga lunga, perfetta per farci all’amore nel parcheggio che c’è un attimo prima della spiaggia di Pegli, a Genova, appena sotto le sfavillanti stelle dell’intero Messico e nuvole. Da noi, dico a Lecco, era il mezzo dei fricchettoni che ce l’avevano fatta, gli hackers che stavano diventando programmatori per le grandi aziende italiane, i surfisti che si erano messi a vendere le loro tavole e le loro magliette guadagnandoci parecchio, i dj che apparivano in televisione come vj, i musicisti che erano riusciti a pubblicare un disco, i pittori che avevano venduto un quadro, gli spacciatori d’erba che con i proventi avevano aperto un bar sul lago. Ne aveva una anche un tipo che aveva fatto il botto noleggiando le macchinette del poker ai vari locali della mia zona.</div>
<div dir="auto">Bella, grande e fica. Ma ogni storia ha una fine e lei, il mito di noi intorno ai cinquanta, è passata di moda, inutilizzata, trattata senza pietà, come un ferro vecchio. Solo un mese fa nella mia vita c’era un’unica Volvo Polar, quella che vedete in foto, lei, una macchina unica, col cuore di un nano da giardino. Nel decennio ha fatto solo un piccolissimo spostamento, nove anni ferma nel parcheggio di fronte alla chiesa di San Paolo, quindi, all’improvviso e senza preavviso, nello sbigottimento della nostra redazione, è scomparsa per riapparire appena venti metri più in là in tutta la sua magnificenza.</div>
<div dir="auto">Nessun passo, mai una parola fuori posto, un’amica silenziosa e discreta per tutti noi di Bergamo &amp; Sport che, col tempo, abbiamo iniziato a volerle un gran bene, andandola a trovare ogni pomeriggio, spesso portandole degli origami, un fiore di carta, un aeroplanino, una barchetta per fare dei sogni d’oro, una scatoletta porta gioie con mille pieghe intorno.</div>
<div dir="auto">Perché ne scrivo? Il motivo è presto detto. Da un mesetto nel mio cuore c’è un’altra Volvo Polar (la vedete sotto all&#8217;articolo). Identico il comportamento, mummietta nello stesso parcheggio da settimane. Quest’altra sta sotto casa mia, in via Malfassi 6.</div>
<div dir="auto">Sono un giornalista, un uomo mosso dal bisogno di risolvere i misteri che mi circondano. E sono diversi giorni che non sono sereno. Vivo infatti facendomi domande sempre più insistenti: chi sparge nella nostra città delle vecchie Volvo Polar paralizzandole al suolo? Qual è lo scopo? Chi si cela dietro tutto questo? C’è forse una regia dei potenti della Terra? Hanno un ruolo preciso Renzi e Calenda in questa vicenda anche vista la vicinanza politica con l’ex sindaco Gori?</div>
<div dir="auto">Chi sa, parli. Pubblicamente o, nella paura delle conseguenze, anche in forma privata, perché la situazione sta diventando grammatica.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/volvo2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-178621 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/volvo2.jpg" alt="" width="970" height="726" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/volvo2.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/volvo2-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/volvo2-768x575.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/volvo2-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/volvo2-500x375.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/il-mistero-delle-volvo-polar-sparse-nella-nostra-citta-al-quartiere-san-paolo-come-in-borgo-palazzo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tre giorni passati a Paladina, tra i tornei dei 2017, 2018 e 2019. Ci stiamo prendendo meravigliosamente cura dei nostri bambini. Applausi ai granata, ai mister e ai genitori. Il calcio è felicità e la strada è quella giusta</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/tre-giorni-passati-a-paladina-tra-i-tornei-dei-2017-2018-e-2019-ci-stiamo-prendendo-meravigliosamente-cura-dei-nostri-bambini-applausi-ai-granata-ai-mister-e-ai-genitori-il-calcio-e-felicita-e-l/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tre-giorni-passati-a-paladina-tra-i-tornei-dei-2017-2018-e-2019-ci-stiamo-prendendo-meravigliosamente-cura-dei-nostri-bambini-applausi-ai-granata-ai-mister-e-ai-genitori-il-calcio-e-felicita-e-l</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/tre-giorni-passati-a-paladina-tra-i-tornei-dei-2017-2018-e-2019-ci-stiamo-prendendo-meravigliosamente-cura-dei-nostri-bambini-applausi-ai-granata-ai-mister-e-ai-genitori-il-calcio-e-felicita-e-l/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 00:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=178554</guid>

					<description><![CDATA[In un modo in cui si parla solo di cose bruttissimissime, vorrei darvi una notizia bella, toccata con mano in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/per-sito.jpg"><div dir="auto">
<div dir="auto">
<div dir="auto">
<div dir="auto">In un modo in cui si parla solo di cose bruttissimissime, vorrei darvi una notizia bella, toccata con mano in questa settimana e che ci deve rendere tutti fieri: il calcio bergamasco si sta prendendo cura dei suoi bambini e lo sta facendo nel migliore dei modi, imparando dagli errori del passato, coccolandoli, lasciando che la sola via alla passione del pallone sia il sorriso tutto intorno.</div>
<div dir="auto">Per amore di un mio amico, Egidio Capitanio, un uomo in gamba, sensibile, simpatico e intelligente, presidente del Paladina, ho passato tre giorni, dal giovedì al sabato, al centro sportivo del suo club. Intanto vi parlo di lui, che fa tornei ogni settimana, nell’idea meravigliosa che il calcio sia soprattutto un motivo per incontrarsi, per conoscersi, tra i bimbi come tra i genitori sugli spalti. L’ora è tarda e non so in che ordine, potrei sbagliarmi, resta che ho visto giocare i 2017, i 2018 e i 2019 di molte società orobiche, popini con le scarpette, la divisina perfetta con la maglia dentro i pantaloni, l’innata curiosità, una certa propensione alla poesia e all’anarchia, la voglia di stare bene. Si leggono tante cose, le scrivono soprattutto altri giornali, quelli che non vanno sul posto, ma si affidano via telefono alle esagerazioni dei presenti. Beh, io che ero lì, ho visto tre cose che vi voglio dire. Intanto che per i nostri piccolotti il risultato è un limite alla felicità e che, proprio come fanno al Paladina, se si è piccoli, non è né da tenere né da considerare. Ogni bimbo va premiato con la medaglia d’oro del primo, perché a sei anni è importante esserci. Vincere, pareggiare o perdere sono elementi che disturbano. Poi la preparazione di chi dà una mano alle famiglie a crescere i nostri popi, ossia gli allenatori, giovani e forti, unici, preparatissimi dal punto di vista psicologico. Per l’Azzano c’era Mattia Caldara, l’ex stella dell’Atalanta, uno che a me ha fatto innamorare, in gol partendo dalla difesa. E lui, che ha giocato in Serie A, è l’esempio del movimento dei mister, lasciare che i suoi vivano una giornata unica, morbida, di libertà all’interno di regole tranquille, di esperienze sane, di colpi sul rettangolo e fuori, a riprova che giovedì, a un certo punto, avevo tre talentini di sei anni a intervistarmi per capire se la scelta migliore per il loro futuro fosse fare il calciatore o il giornalista sportivo.</div>
<div dir="auto">Sono stato bene, siamo stati tutti bene, perché il padrone di casa, l’Egidio, vale e si è circondato di una serie di persone di cuore, la Dile, l’altro Egi, Franck, Albi, Paolo, il Bena, Silvia e tanti altri. Ma il discorso è più ampio, anche i genitori, sui trentacinque, sono una bella generazione, presenti, ma mai invadenti, in tribuna, orgogliosi dei loro figli, ma senza fiatare.</div>
<div dir="auto">Giovedì, venerdì e sabato i tornei sono finiti intorno alle otto. Poi ne sono iniziati altri, “illegali”, autogestiti dai bambini, il mucchione dove ho tirato due calci anch’io rispondendo al grido <em>“direttore, arrivi?”,</em> mentre noi adulti eravamo a mangiare le salamelle dei volontari granata, tra birre e risate, racconti del calcio orobico che fu e foto con facce improbabili per continuare a scherzare.</div>
<div dir="auto">Il nostro calcio è in crisi, l’Italia non è ai Mondiali. Ma la strada che vedo, girando i campi della Bergamasca, l’aria respirata a Paladina è infatti la stessa di Villa d’Almé, Cisano, Albano, Mapello, Martinengo, Villongo, Leffe, Vertova, Suisio e altri cento paesi, è quella giusta perché i risultati arrivano quando il pallone è benessere, se le vere spinte sono la felicità, l’amicizia e la spensieratezza, protetti da mille adulti che vogliono questo.</div>
<div dir="auto">Non parlo del valore assoluto che ha il calcio, la sua magia, che è l’integrazione. Sarei banale. Eppure l’ho vista coi miei occhi in questi tre giorni a Paladina, convinto che il pallone, con le sue regole, la sua gente e le sue idee di base, sia l’antidoto al razzismo imperante e dilagante degli idioti senza qualità e privi di cultura che vivono vomitando cattiverie sui social per due like di imbecilli uguali a loro. Non è tempo di polemiche, ma di un mondo migliore che la gente del calcio bergamasco si sta impegnando a costruire.</div>
</div>
</div>
</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/tre-giorni-passati-a-paladina-tra-i-tornei-dei-2017-2018-e-2019-ci-stiamo-prendendo-meravigliosamente-cura-dei-nostri-bambini-applausi-ai-granata-ai-mister-e-ai-genitori-il-calcio-e-felicita-e-l/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cesare Cremonini, il figliolo raccontato da sua mamma, una donna meravigliosa, mia zia Carla</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/cesare-cremonini-il-figliolo-raccontato-da-sua-mamma-una-donna-meravigliosa-mia-zia-carla/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cesare-cremonini-il-figliolo-raccontato-da-sua-mamma-una-donna-meravigliosa-mia-zia-carla</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/cesare-cremonini-il-figliolo-raccontato-da-sua-mamma-una-donna-meravigliosa-mia-zia-carla/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 19:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=178407</guid>

					<description><![CDATA[Dice “del resto Cesare fin da bimbino è sempre stato buono. Viene a trovarmi e si domanda perché Dio ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/ce.jpg"><div dir="auto">Dice <em>“del resto Cesare fin da bimbino è sempre stato buono. Viene a trovarmi e si domanda perché Dio ha deciso che dobbiamo vivere in guerra. I conflitti fanno male, tutti, quelli interiori e quelli in Medio Oriente, ognuno di noi sogna la pace…”.</em> Dopo qualche anno, sono tornato a chiacchierare con mia zia Carla, la mamma di Cremonini, il famoso cantante, affascinante donna di 74 anni, bolognese con quello che si porta dentro, l’allegria dei giorni, dei tortellini, delle lasagne, delle tagliatelle e del pignoletto. Mezz&#8217;ora a ridere, io per un attimo nella mia seconda casa, la mia personale culla, teletrasportato sotto la torre degli Asinelli grazie a quella cadenza per me così speciale, di mia mamma, delle mie zie e di mia nonna, lei, la Carla, a raccontarmi un po’ le puntate precedenti dei suoi figlioli. L’intimo, non il cantautore, appunto Cesare, Vittorio, non il fotografo, semplicemente i suoi popini, <em>“due meravigliosi testoni”.</em></div>
<div dir="auto">E allora Ce, <em>“che si è messo come un matto, proprio come fa lui, a imparare a suonare la tromba e adesso ne ha comperate sette e non smette mai, né di giorno né di notte, e, se proprio fa una pausa, attacca con la fisarmonica perché si è perdutamente innamorato di Astor Piazzolla”.</em></div>
<div dir="auto">E poi, ma solo perché io sono un fan di Cesare, Vitto, il suo primo,<em> “che ha il talento delle foto e finalmente ha smesso di fare il timido e si è convinto a fare una mostra. Le sue immagini arrivano dritte al cuore, tutte, nel profondo, devi venire a vederle, sono uniche…”.</em></div>
<div dir="auto"><em>“E la tua mamma come sta?”, “Bene, è magica, lo sai, manco l’incidente l’ha fermata. È guarita ed è ripartita per il mondo”, “La Vale…, salutamela e baciamela tantissimo sulla fronte. E tu, fatti sentire ogni tanto”. “Lo farò”.</em> Presto. Se Cesare è così e pure Vittorio, la Carla, che racconto in queste poche righe, è molto del merito. E ascoltandone le parole piene di grazia e di ironia, di sorrisi e di coccole, di Bologna e dei suoi contorni, magari, col tempo, arriverò ad averne così tante e grandi anche io.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/cesare-cremonini-il-figliolo-raccontato-da-sua-mamma-una-donna-meravigliosa-mia-zia-carla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alex Zanardi e il suo insegnamento, l&#8217;amore per la vita</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/alex-zanardi-e-il-suo-insegnamento-lamore-per-la-vita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alex-zanardi-e-il-suo-insegnamento-lamore-per-la-vita</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/alex-zanardi-e-il-suo-insegnamento-lamore-per-la-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 16:05:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=177922</guid>

					<description><![CDATA[Ci fosse una strada che porta a quella meravigliosa azione rivoluzionaria che è un sorriso all&#8217;improvviso, dovrebbero intitolarla a te. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/zanardi-facebook.jpg"><div dir="auto">
<div dir="auto">
<div dir="auto">
<div dir="auto">Ci fosse una strada che porta a quella meravigliosa azione rivoluzionaria che è un sorriso all&#8217;improvviso, dovrebbero intitolarla a te. Ti ho sfiorato due volte, da te e da me, appesantito dal peso del mio lavoro, e le tue parole erano leggere, fini, uguali all’aria, quasi fossi qui per insegnarci a volare. Quel modo, Alex, di tanti circuiti giù in Romagna, dei vicoli di Bologna le sere di maggio, nei localini sotto i portici o all’ombra della torre degli asinelli, un ehi cinno, un soccia e poi un patacca dietro l’altro, col bicchiere di pignoletto tra le dita raccontando quella volta là, scoprendo che questa, in fondo, è la fortuna di noi che stiamo al mondo.</div>
<div dir="auto">Vado al massimo, il ritornello è sempre quello, oltre il limite, con le mani sul volante, con le braccia sulla bici, trasformando il sale in pane. Agli altri fa bruciare le ferite, a voi tra la via Emilia e il west solo spingere un po’ di più, ogni volta una rincorsa verso il cielo, a zig zag in mezzo alle stelle, con in testa Ayrton Senna, del resto, caro Alex, lo sai bene, Castel Maggiore dista da Sant’Agata meno di trenta chilometri e lì si fanno ancora le Diablo Lamborghini.</div>
<div dir="auto">Mai arrendersi, neppure nei giorni di pioggia, che i campioni si vedono sul bagnato. E resistere, lo canta un tuo compaesano, agli urti della vita, a quel che leggi sul giornale e certe volte anche la sfiga. Ridendo, si dovesse riuscirci appena con gli occhi, come nei tuoi ultimi giorni, nel tuo insegnamento più grande, l’amore per la vita.</div>
</div>
</div>
</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
<div dir="auto"><em>La foto di Alex Zanardi è tratta dalla sua pagina Facebook</em></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/alex-zanardi-e-il-suo-insegnamento-lamore-per-la-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un giorno tra i campi, nella meravigliosa gente del nostro calcio (e mi hanno regalato la maglia di Pulisic&#8230;)</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/un-giorno-tra-i-campi-nella-meravigliosa-gente-del-nostro-calcio-e-mi-hanno-regalato-la-maglia-di-pulisic/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-giorno-tra-i-campi-nella-meravigliosa-gente-del-nostro-calcio-e-mi-hanno-regalato-la-maglia-di-pulisic</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/un-giorno-tra-i-campi-nella-meravigliosa-gente-del-nostro-calcio-e-mi-hanno-regalato-la-maglia-di-pulisic/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 17:24:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<category><![CDATA[Serie D]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=176975</guid>

					<description><![CDATA[Mi alzo malaticcio duro, un po’ perché a Bergamo non si capisce mai che tempo fa, e sbaglio spesso il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/maglia.jpg"><div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">
<div dir="auto">Mi alzo malaticcio duro, un po’ perché a Bergamo non si capisce mai che tempo fa, e sbaglio spesso il travestimento, tanto perché sono parecchio allergico, probabilmente perché mia mamma, la Vale, da bimbetto non mi ha mai allattato al seno. Ho mal di testa e d’universo all’ultimo giorno prima delle tradizionali vacanze pasquali, tre giorni in cui mi abbufferò allegramente col parentado tutto, che, va detto a onor del vero, amo alla follia. Acchiappo la maghina, la Panda Gialla, che mi porta illeso fino alla redazione di Bergamo &amp; Sport, il giornale di cui sono l’allegro direttore responsabile da sedici lunghi anni. Starnutisco come se piovesse, invece c’è il sole. Becco Carmelo, il nostro responsabile della pubblicità, uno che a me piace assai e facciamo due balle. Mi fumo una sigaretta, mi vede abbastanza viola in viso e mi consiglia di rimandare i miei progetti alla settimana dopo. Ma io non mollo. E mi metto di buzzo buono a fare delle consegne della nostra ultima opera, Campionissimi, l’Album degli Juniores e degli Special, opera vintage e supersonica con le foticchie di duemila ragazzi che giocano al fubal nella nostra provincia, prenotata da gran parte dei presidenti per regalarli ai loro bocia, giovani che adorano pur lamentandosi della loro terribile discontinuità calcistica (del resto a diciassette anni si scopre l’altro sesso e si è tutti abbastanza così, dico in campo lì per lì).</div>
<div dir="auto">Vado da Maurizio Locatelli, responsabile del settore giovanile della Virtus Ciserano Bergamo, il massimo dei massimi quanto a ragazzotti, e ci mettiamo fitti a chiacchierare della psico Italia che non è andata ai Mondiali. Sul triste andante per la mancata qualificazione, iniziamo a ricordare momenti epici del nostro fubal, ossia le prodezze di entrambi, due scarsoni con pochi eguali nella nostra provincia. Ridiamo. Mi accorgo che i malanni di stagione mi stanno passando. Quindi vado a portare le sessanta copie che ha comperato il Villa Valle. Trovo Giancarlo Austoni, il vicepres, arrivato di corsa da un cantiere vicino giusto per farmi un salutino super simpatico e altrettanto veloce. Becco Roberto Monaci, il direttore generale, facciamo del gossip calcistico, insomma mi dà tre quattro notizie di mercato, e mi fa sentire a casa regandomi la t shirt del Villa Valle, nera gialla e rossa, strafighissima che metterò quest’estate al mare. Non trovo il pres, Piergiorgio Castelli, in tribuna, lo chiamo raccontandogli il mio precario stato di salute, mi coccola al telefono quasi fossi l’altro suo popino, il primo è Marco, super bomber del calcio lombardo, e mi dice <em>“vai a casa, promettimi di riguardarti, stai a letto, curati, appena ti riprendi, ci vediamo per l’aperitivo”.</em></div>
<div dir="auto">Mi sento fortunato. E vado dall’Egidio, che è il presidente Capitanio, massimo dirigente del Paladina, uno che per me è carissimo. Ho cannato i calcoli, non ho le copie che ci ha comperato. Gliene lascio una decina, me ne mancano quaranta. Ed è lì con Corrado, il suo dirigente che organizza quell’incredibile cinema che è il Torneo La Passione di Yara, kermesse giovanile tra le più importanti in Italia, con i ragazzi dei vivai della Serie A, di Bergamo e un po’ di più, quest’anno a Valbrembo arriverà anche il Benfica. Mi dice aspetta un attimo, che so che sei del Milan, e mi porta la maglietta di Pulisic autografata. Mi dice “<em>è per te, fanne buon uso ragazzo rossonero…”.</em></div>
<div dir="auto">Mi sento come un bambino a cui hanno regalato il pallone Tango dopo che il Super Tele si è bucato tra le inferiate della scuola. A me una maglia della mia squadra del cuore nessuno prima l’aveva regalata mai. Mi accorgo che mi sto per commuovere.</div>
<div dir="auto">Decido che è venuto il momento dell’Ottone, il Mesti, altro top del Villa Valle. Vado a rompergli la minchia al lavoro, a Tempjob, che è un’azienda gigante e che il progetto dell’Album già raccontato di fatto se l’è inventato lui, che è un’anima meravigliosa, di quelle come le altre raccontate, convinte giustamente che il fubal sia la panacea di tutti i mali, non importa quanto si arriva in classifica, l’idea è che chi gioca non si senta mai solo, ma mai mai mai. C’è Elda, la sua manager, anche lei in gamba, ridente e sorridente. Ridiamo. Sto bene. Sento che i miei malanni mi sono quasi passati. Sono il direttore di un giornale sportivo a Bergamo, sono un ragazzo fortunato. E buona Pasqua a tutti, meravigliosa gente del calcio, la mia.</div>
</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><em>Nella foto: impegnatissimo nel selfie, quindi contrito, per far vedere il più possibile la maglia di Pulisic</em></div>
<div dir="auto"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/uno.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-176978 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/uno.jpg" alt="" width="410" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/uno.jpg 410w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/uno-169x300.jpg 169w" sizes="auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px" /></a></div>
<div dir="auto"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/due.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-176979 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/due.jpg" alt="" width="410" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/due.jpg 410w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/due-169x300.jpg 169w" sizes="auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px" /></a></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/un-giorno-tra-i-campi-nella-meravigliosa-gente-del-nostro-calcio-e-mi-hanno-regalato-la-maglia-di-pulisic/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una notte in Italia (al Bar Blu Puro di Bergamo vedendo Bosnia-Italia)</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/una-notte-in-italia-al-blu-puro-di-bergamo-vedendo-bosnia-italia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-notte-in-italia-al-blu-puro-di-bergamo-vedendo-bosnia-italia</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/una-notte-in-italia-al-blu-puro-di-bergamo-vedendo-bosnia-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 23:20:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=176881</guid>

					<description><![CDATA[Siamo superiori, la sblocchiamo subito con Kean, un&#8217;iradiddio, potrebbe essere un trionfo. Invece ci incasiniamo, Bastoni si fa espellere, andiamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/blu.jpg"><div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl" dir="auto">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl" data-ad-rendering-role="story_message">
<div class="x1l90r2v x1iorvi4 x1g0dm76 xpdmqnj" data-ad-comet-preview="message" data-ad-preview="message">
<div class="x78zum5 xdt5ytf xz62fqu x16ldp7u">
<div class="xu06os2 x1ok221b">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl">
<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">Siamo superiori, la sblocchiamo subito con Kean, un&#8217;iradiddio, potrebbe essere un trionfo. Invece ci incasiniamo, Bastoni si fa espellere, andiamo in tilt, giochiamo alla viva il parroco, sfioriamo la pena calcistica. Ci affidiamo a nostro Signore del fubal ignorante ad un&#8217;eternità dalla fine delle ostilità. Partiamo col classico catenaccio post mortem, ma siamo vivi e sbagliamo tre gol fatti che pure io a cinquant&#8217;anni col piattone. Ci dominano, ce menano, resistiamo soffrendo. Fanno il pari. Protestiamo alla cazzo, così come dei pupi a cui hanno rubato il ciuccio bello della Chicco. Entriamo nella nostra zona comfort, la psico Italia. Adani inizia a gufare. Si piange e si ride, si fuma in tutti i bar italici e pure in quelli di Caracas. Si maledice tale Bregovic, omonimo del bravissimo polistrumentista pacifista. Donnarumma fa miracoli. Al Blu Puro le citazioni evangeliche si sprecano. Un vecchino sgrana un rosario modello francescano trovato chissà dove mentre i suoi quattro soci fanno finta di non essere interessati agli azzurri giocando a scopa all&#8217;asse con una certa verve. Apro una Tennents nonostante il dottor Tramonte mi abbia tolto nel pomeriggio un dente del giudizio che mi si era cariato un anno fa. Me ne fotto. Mi chiudo in un silenzio carico di significati che però ignoro. Mi sovvien l&#8217;eterno e le morte stagioni e la presente e viva e il suon di lei. Vinicio, il mio primogenito, mi manda un messaggio per dirmi che sono il suo papà preferito. Andiamo ai supplementari. Faccio la pipì. Mi lavo la faccia e torno in trincea. Mi accorgo che Calafiori è il sosia uomo della mia ex. Lo stimo perché l&#8217;amavo. Due ragazzi di origine marocchina mollano. Al Blu Puro restiamo in tre, Lina, la titolare cinese, è compresa nel pubblico pagante. Palestra va in porta, un bosniaco lo stende, l&#8217;arbitro non lo espelle e gli azzurri la buttano in caciara. Passano i minuti, mi fisso su una cartolina da Cuba dell&#8217;anno novantanove. A sorpresa arriva Nik, uno dei migliori collaboratori del mio giornale. Gli offro un bicchiere. Ragioniamo un attimo sull&#8217;amore, sulla morte, sulle imminenti fusioni tra diversi club dilettantistici, sul giro dei direttori sportivi in Serie D e su altri misteri ad ora irrisolvibili. Si va ai rigori. Arrivano a vedere la tv anche i quattro vecchini che giocavano a carte. Portano male, lo sento. Contro la paura faccio la foto di rito che vedete, tutti belli radunati. Siamo nelle mani di Gigio. Non mi fido. Prego. Recito al volo tre Padre Nostro e cinque Ave Maria. Rifletto profondamente sulla solitudine dei centroavanti. Pio Esposito la sbaglia tirando in curva. Poi è una via crucis. Lagrime come se piovesse. Gesù non mi ascolta più, adesso ne sono sicuro e prossimamente ne valuterò le conseguenze pallonare. Siamo una squadra fortissimi, ma anche stavolta non andiamo ai Mondiali. È una notte in Italia, se la vedi, in questo sguardo di luna.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1n2onr6">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1n2onr6"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x6ikm8r x10wlt62">&nbsp;</div>
</div>
</div>
<div>
<div class="x8gbvx8 x80vd3b x1q0q8m5 xso031l x8cjs6t x13fuv20 x178xt8z x78zum5 x1q0g3np x1qughib xz9dl7a xpdmqnj xsag5q8 x1onr9mi">
<div class="x6s0dn4 x78zum5 x1nhvcw1">&nbsp;</div>
<div class="x78zum5 x13a6bvl">&nbsp;</div>
</div>
</div>
<div>
<div class="xabvvm4 xeyy32k x1ia1hqs x1a2w583 x6ikm8r x10wlt62" data-visualcompletion="ignore-dynamic">
<div>
<div>
<div>
<div class="x1n2onr6">
<div class="x6s0dn4 xi81zsa x78zum5 x6prxxf x13a6bvl xvq8zen xdj266r xat24cr x1c1uobl xyri2b x1diwwjn xbmvrgn x1yrsyyn x18d9i69">
<div class="x6s0dn4 x78zum5 x1iyjqo2 x6ikm8r x10wlt62">
<div>
<div class="x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1fmog5m xu25z0z x140muxe xo1y3bh x1n2onr6 x87ps6o x1lku1pv x1a2a7pz x1heor9g xnl1qt8 x6ikm8r x10wlt62 x1vjfegm x1lliihq" tabindex="0" role="button">&nbsp;</div>
</div>
</div>
<div class="x9f619 x1ja2u2z x78zum5 x2lah0s x1n2onr6 x1qughib x1qjc9v5 xozqiw3 x1q0g3np xyri2b x1c1uobl x1ws5yxj xw01apr x4cne27 xifccgj x123j3cw xs9asl8">&nbsp;</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/una-notte-in-italia-al-blu-puro-di-bergamo-vedendo-bosnia-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La signora che mi salva da multa certa chiamandomi al citofono. A Bergamo tanti sono i buoni</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/la-signora-che-mi-salva-da-multa-certa-chiamandomi-al-citofono-a-bergamo-tanti-sono-i-buoni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-signora-che-mi-salva-da-multa-certa-chiamandomi-al-citofono-a-bergamo-tanti-sono-i-buoni</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/la-signora-che-mi-salva-da-multa-certa-chiamandomi-al-citofono-a-bergamo-tanti-sono-i-buoni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 14:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il blog di Matteo Bonfanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=176802</guid>

					<description><![CDATA[Mi suonano, cosa che non mi accadeva da un paio d’anni, mentre sono a letto e sto vedendo una puntata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/uanda.jpg"><div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl" dir="auto">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl" data-ad-rendering-role="story_message">
<div class="x1l90r2v x1iorvi4 x1g0dm76 xpdmqnj" data-ad-comet-preview="message" data-ad-preview="message">
<div class="x78zum5 xdt5ytf xz62fqu x16ldp7u">
<div class="xu06os2 x1ok221b">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl">
<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">Mi suonano, cosa che non mi accadeva da un paio d’anni, mentre sono a letto e sto vedendo una puntata fighissima di Alta Infedeltà sul Nove per prepararmi al meglio alla mia difficile giornata lavorativa. Mi allarmo, ricordando che l’ultima volta che è successo era perché la postina voleva consegnarmi una lettera della Regione in cui mi si accusava, probabilmente giustamente, di non aver pagato il bollo auto nell’anno 2022. Rifletto se darmi per morto, poi trovo il coraggio di sollevare la cornetta del citofono. Dall’altra parte una donna. Mi dice: <em>“Sei tu quello della Panda gialla?”.</em> E senza aspettare la mia risposta mi mette addosso una strizza bestiale: <em>“Devi scendere al volo, stanno arrivando i vigili, li vedo in fondo alla strada. Sono scatenati, stanno facendo una raffica di multe…”.</em> Sono ignudo, mi vesto con quello che trovo, va detto per onestà intellettuale in modo alquanto bizzarro, con dei pantaloni che andavano di moda negli anni Novanta tra gli sballoni appena tornati dall’India e che ora uso come pigiama, sopra la felpa unta che indossavo ieri notte in occasione della semifinale play off tra Italia e Irlanda del Nord, quindi, ai piedi, le ciabattine bianche e pelosette sottratte a mia mamma in uno dei miei raptus di cleptomania famigliare. Non sono un bello spettacolo.</div>
<div dir="auto">Arrivo al pelo, venti secondi prima delle due ausiliarie. Scattano, ma ormai sono sul veicolo, imprendibile, salvo. Gli passo davanti, gli sorrido e loro sono l’immagine della prima vera sconfitta di un popolo che da noi si sente invincibile perché armato del blocchetto prestampato che serve a fare le sanzioni. Vado a parcheggiare in un posto sicuro, fuori dall’Emmedì. Metto pure l’ora sul disco orario. C’è il sole. Sento che il mondo mi sorride.</div>
<div dir="auto">Vado a bere il mio caffè doppio di ordinanza all’Anymore e torno a casa per lavarmi bene i denti. Al cancello lei, il mio angelo, la signora del citofono, che ricordo di aver visto un paio di settimane fa lasciandole il parcheggio, scambiando un paio di frasi giuste e puntuali sull’insostenibile traffico nella nostra città. Mi sorride e mi fa l’occhietto: <em>“Appena dopo che ti ho suonato, sono andata a chiacchierare con le due vigilesse dei posti auto lungo la nostra strada e hanno perso quel minuto che gli è stato fatale”.</em> Sgrano gli occhi, penso per la terza volta in un giorno che a Bergamo c’è un sacco di gente buona e cara. Mi immagino un imminente piano rivoluzionario. La prima complice ce l’ho già.</div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Bonfanti</strong></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><em>Nella foto la mia Panda in divieto in via Malfassi, teatro degli importanti accadimenti raccontati sopra</em></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1n2onr6">
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1n2onr6">&nbsp;</div>
<div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x6ikm8r x10wlt62">&nbsp;</div>
</div>
</div>
<div>
<div class="x8gbvx8 x80vd3b x1q0q8m5 xso031l x8cjs6t x13fuv20 x178xt8z x78zum5 x1q0g3np x1qughib xz9dl7a xpdmqnj xsag5q8 x1onr9mi">
<div class="x6s0dn4 x78zum5 x1nhvcw1">&nbsp;</div>
<div class="x78zum5 x13a6bvl">&nbsp;</div>
</div>
</div>
<div>
<div class="xabvvm4 xeyy32k x1ia1hqs x1a2w583 x6ikm8r x10wlt62" data-visualcompletion="ignore-dynamic">
<div>
<div>
<div>
<div class="xbmvrgn x1diwwjn">
<div class="x9f619 x1ja2u2z x78zum5 x2lah0s x1n2onr6 x1qughib x1qjc9v5 xozqiw3 x1q0g3np xyri2b x1c1uobl xjkvuk6 x1iorvi4 x11lt19s xe9ewy2 x4cne27 xifccgj">
<div class="x9f619 x1n2onr6 x1ja2u2z x78zum5 xdt5ytf x193iq5w xeuugli x1r8uery x1iyjqo2 xs83m0k x14vy60q xyiysdx x10b6aqq x1yrsyyn">&nbsp;</div>
<div class="x9f619 x1n2onr6 x1ja2u2z x78zum5 xdt5ytf x193iq5w xeuugli x1r8uery x1iyjqo2 xs83m0k x14vy60q xyiysdx x10b6aqq x1yrsyyn">&nbsp;</div>
<div class="x9f619 x1n2onr6 x1ja2u2z x78zum5 xdt5ytf x193iq5w xeuugli x1r8uery x1iyjqo2 xs83m0k x14vy60q xyiysdx x10b6aqq x1yrsyyn">&nbsp;</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="x7600vw x10l6tqk x1dquyif" aria-hidden="true" data-0="0" data-1="1" data-10="10" data-11="11" data-12="12" data-13="13" data-14="14" data-15="15" data-16="16" data-17="17" data-18="18" data-19="19" data-2="2" data-3="3" data-4="4" data-5="5" data-6="6" data-7="7" data-8="8" data-9="9">&nbsp;</div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/la-signora-che-mi-salva-da-multa-certa-chiamandomi-al-citofono-a-bergamo-tanti-sono-i-buoni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Content Delivery Network via bergamoesport.b-cdn.net
Minified using Disk

Served from: www.bergamoesport.it @ 2026-08-30 09:36:56 by W3 Total Cache
-->