Atalanta – Empoli 3-2 (3-0)
ATALANTA (3-5-2): Sassi 7,5; Regonesi 5,5, Berto 6,5, Ceresoli 7; Oliveri 6, Zuccon 6, Panada (cap.) 6,5 (22′ st Chiwisa 6), Giovane 6,5 (34′ st Del Lungo sv), Renault 6,5 (1′ st Bernasconi 6); Cisse 7 (34′ st Pagani sv), Sidibe 6,5. A disp.: Bertini, Hecko, Fisic, Omar. All.: Massimo Brambilla 6,5.
EMPOLI (3-4-2-1): Biagini 6; Guarino 5,5, Evangelisti 5,5 (1′ st Magazzù 6), Pezzola 5,5; Boli 5,5 (41′ st Peralta sv), Rossi 6 (1′ st Renzi 6), Degli Innocenti 6,5, Rizza 6,5; Baldanzi 7,5, Kaczmarski 5,5 (1′ st Barsi 6,5); Lozza 5,5 (1′ st Fini 6). A disp.: Fantoni, Heimisson, Ignacchiti, El Biache, Filì, Bonassi, Dragoner. All.: Antonio Buscè.
Arbitro: Scarpa di Collegno 6 (Zanellati di Seregno, Spagnolo di Reggio Emilia).
RETI: 11′ pt Cisse (A), 17′ pt Giovane (A), 28′ pt Ceresoli (A), 17′ e 30′ st Baldanzi (E)
Note: mattinata soleggiata, spettatori 80. Ammoniti Berto, Panada, Giovane e degli Innocenti per gioco scorretto. Espulso Fantozzi (preparatore dei portieri Empoli) al 47′ st per proteste. Tiri totali 9-18, nello specchio 5-7, respinti/deviati 3-5, parati 2-5. Corner 1-8, recupero 1′ e 5′.

Zingonia – Tre zampate per tenersi il quarto posto in una serie di bottini pieni da quattro sono sufficienti, pur in mezzo a tante grazie al ragazzo tra i legni nel finale. Perché Cisse, doppiettista solo mercoledì scorso, la rimette, Giovane infila l’autostrada dalla sua metà campo e grazie Ceresoli è in ghiaccio con congruo anticipo. E pazienza se il 10 nemico, poi murato al novantacinquesimo, battezza i due angoli nella seconda metà accendendo il focherello della strizza sotto il didietro ai nostri, parato a dovere dal titolare della parte. Nella rivincita della semifinale di Coppa Italia buona per l’undicesima di ritorno in campionato, l’apripista è lo stesso, il nuovo fenomeno dell’Atalanta, che a Zingonia respira la Primavera e i playoff salendo a 48 per provare a proiettarsi nelle Final Four senza passare dalle forche caudine dei quarti.
Se entro la cinquina cronometrica Guarino spezza in angolo l’asse Panada-Sidibe e sugli sviluppi nel gioco dei rimpalli ci smenano sia il guineano che Renault, basta un rilancio del francese per innescare il doppio contrasto vincente col centrale posizionato verso destra e il dribblato Biagini del superbomber d’inverno giunto all’ottovolante in sette match. Consumato il vantaggio, il raddoppio resta in canna all’ivoriano che ci prova dalla distanza, ma non alla mezzala romagnola che appoggia di destro a tiro della mezza chance di Baldanzi, servito da Boli ma incapace di imprimere potenza al mancino e in seguito contrato in angolo da Berto (22′). All’azione di chiusura virtuale dei conti, col trequartista-punta ad aprire per il braccetto bergamasco che di destro cala il tris a mezz’altezza,
fa seguito giusto un paio di sfuriate toscane, magari da palla inattiva, soprattutto la puntata del fantasista offensivo che in combutta con l’ex Lozza impegna Sassi per la prima volta.
La respinta di piede del guardiapali di casa è il sigillo alla prima frazione, mentre la seconda è aperta dal poker di cambi empolese e dal conato alto dal vertice destro del campioncino del futuro, già match winner a Bologna in sella alla prima squadra. Un minutino appena e Baldanzi, mattatore della finale scudetto di Sassuolo, il fragoroso 5-3 a ruoli invertiti, trova il corridoio apertogli da mancina da Rizza provando a riaprirla. Lo schema da fermo Magazzù-Degli Innocenti a momenti supera la recinzione, il rimorchio servito da Boli dall’altro lato sbriglia ancora la fantasia dell’unico marcatore ospite che stavolta incrocia il destro a tiro della mezzora. I Brambilla-boys finiscono sulle gambe. Troppi i pericoli quasi in dirittura d’arrivo, vedi sponda di Fini per la masticata dalla lunetta di Magazzù palesemente larga nei pressi del quarantesimo, il sesto corner altrui schiaffeggiato fuori dal portiere nerazzurro e la tripla parata di quest’ultimo a 2′ dal 90′ su Rizza dalla distanza, nella successiva mischia sottoporta Barsi-Renzi e sulla mezzala sinistra azzurra a fil di palo. L’importante è aver limitato i danni dribblando quanto basta la stanchezza da tour de force. Destinato a proseguire alla vigilia di Pasqua a pranzo dal Pescara: la Spal nell’ultimo weekend di aprile chiuderà il trittico col Genoa (16.30, mercoledì 20, Centro Sportivo Bortolotti) in mezzo. Senza dimenticare la finale della coccardina a Venezia il 27 alle sei del pomeriggio.