Un colpo clamoroso, atto a portare lustro, oltre che l’auspicato salto di qualità, sulla Real Calepina del ds Nervi e del dg Baretti, a caccia di un terminale di peso, dalle sportellate facili e dalla conclamata affidabilità. Ma l’operazione non può essere ricondotta al mero presente calcistico, perché con un Tanque in più tutta la Serie D, a partire da quella ricompresa nel girone B, saprà trarre sicuro giovamento, in termini di immagine e visibilità. Così il club di stanza tra Grumello, Chiuduno e Telgate festeggia l’arrivo di German Denis, icona atalantina agli albori della presidenza di Antonio Percassi. Tuttavia, lo stesso intricato marasma di derby e campanilismi, all’interno del massimo campionato dilettantistico, potrà guadagnare ulteriore brio, grazie ai numerosi dejà vu che riguarderanno gli ex atalantini. In primis, restando in ambito di Real Calepina, va in onda il ricongiungimento con Daniele Capelli, oggi mister, rimasto in nerazzurro fino al 2013, fino al passaggio al Cesena. Un biennio di gol a grappoli e grandi emozioni, in coincidenza con il ritorno in Serie A e con l’avvento alla presidenza del “Tone” da Clusone. Era il 2011, l’anno del passaggio, seppur in prestito, dall’Udinese all’Atalanta dell’attaccante argentino, subito determinante, a suon di reti, mentre “Il Muro di Grumello”, ormai nel pieno della maturità calcistica, incappava in una serie di gravi infortuni che ne minarono la titolarità, per buona pace dei colleghi di reparto di allora, quali Lucchini e Manfredini. I troppi guai fisici sancirono di fatto la chiusura del rapporto tra Capelli e la Dea, ma i buoni rapporti, le frequentazioni e la fisiologica necessità di garantirsi un futuro anche dopo il ritiro dal calcio giocato, hanno consentito di mantenere più saldo che mai il legame con El Tanque. Grazie ai buoni uffici di Dimensione Saga, realtà a capo dell’attività di base portata avanti dalla Real Calepina e della quale Denis è rimasto socio anche durante la permanenza a Reggio Calabria nello scorso triennio, si può spiegare il coinvolgimento del centravanti classe ’81: dunque in là con gli anni, ma ancor asciutto e dallo stato di forma invidiabile, come dimostrano i gol segnati in Lega Pro, con la maglia della Reggina. Ballava persino l’ipotesi di una riconferma, in un palcoscenico ancor più improbo come la Serie B, ma con le vicissitudini societarie vissute dal club del capoluogo calabrese si è infine assistito alla chiusura del rapporto. Allargando lo sguardo oltre le colline di Grumello del Monte, l’operazione richiama immediatamente quanto andato in onda al “Matteo Legler” di Ponte San Pietro nel 2014, con l’ingaggio di un altro ex atalantino, oggi alle prese con un crepuscolo di successo. Per Denis e Ferreira Pinto, di fatto, la stessa coabitazione, in nerazzurro, accaduta tra l’argentino e Capelli: fino all’addio consumato dal tornante brasiliano nel gennaio 2013, dopo l’exploit in fascia compiuto dal Galgo Schelotto. Ma l’epopea di quell’Atalanta passò anche per Riccardo Cazzola, oggi faro del centrocampo della Virtus Ciserano Bergamo. Approdato in nerazzurro nel gennaio 2012, Cazzola toccò l’apice della propria carriera a Bergamo, con tanto di esordio in Serie A, all’interno di una parabola scandita da un onesto girovagare tra Serie B, Lega Pro e, per l’appunto, Serie D. Il centrocampista originario di Verona indossò i colori della Dea fino al 2014, quando ancora Denis non aveva ancora raccontato il meglio di sé. La personalissima striscia di record, infatti, doveva ancora arrivare Nell’aprile 2015, infatti, El Tanque centrò quota 50 reti in Serie A con la maglia dell’Atalanta. Nel novembre dello stesso anno, il gol inferto alla Roma gli valse il titolo di straniero più prolifico della storia del club: il quarto, in assoluto, alle spalle di Doni, Cominelli e Bassetto. A distanza di qualche annetto, la stretta attualità assume i connotati della fatalità. Nel giorno del suo 41° compleanno, Denis ritrova le latitudini di Bergamo e del calcio orobico, con ancora tanta voglia di dimostrare e lasciare il proprio segno d’autore.
Nik