Non ci sono solo il nigeriano Ademola Lookman, gol a Tanzania e Tunisia con doppio assist, e Odilon Kossounou, che ha visto segnare anche col Camerun per la Costa d’Avorio l’ex Amad Diallo dopo aver vinto contro il personaggio del giorno nella gara d’esordio. Di volti noti al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, in Marocco, ce n’è uno di più. Non di primo pelo: il 5 gennaio saranno trentuno. Fisico slanciato e flessuoso, rapidità e opportunismo da pantera sono sempre quelli. E li riconosci al volo, quando vedi quella schiacciata di testa da calcio d’angolo, apripista del 3-2 a sorpresa del Mozambico outsider sul favoritissimo Gabon del mostro sacro Pierre-Emerick Aubameyang. Logico e scontato ripensare alle prodezze di Faisal Bangal in serie D con le maglie dello Scanzorosciate di Nicola Valenti, dov’era l’alternativa alla coppia offensiva titolare Giangaspero-Aranotu, e da gennaio a primavera del 2021 nel Caravaggio di Maurizio Terletti, dove c’era Matteo Perrotti, ora al Villa Valle, tra le linee, con Tommaso Fumagalli da spalla. I colori patrii, invece, sanno di Dea anche quelli, di riflesso: Geny Catamo, assist dalla bandierina per il terzo tempo nel sacco e rigore del temporaneo raddoppio, era (ed è) nello Sporting Lisbona sulla strada della storica Europa League.
L’eroe dei semipro bergamaschi, terzo gol in dodici gettoni cogli Os Mambas, tre stagioni piene dal 2018 in avanti e ora nella stessa categoria al Mestre, sbucato dai teleschermi della Coppa d’Africa l’altro ieri, non è certo una meteora o un illustre sconosciuto. Perché nel sangue e nelle pupille il nerazzurro è stata la sua cifra. Da prodotto della cantera di Zingonia, infatti, non è possibile non ricordare il pallonetto sul finire del primo tempo a Interello nel 4-1 dell’ultimo scudetto Berretti dell’Atalanta col grande ex Beppe Bergomi in panchina, con Giuseppe Ungaro ad aprire anche grazie alle praterie aperte dal mozambicano di Chimoio e chiudere lo score, più Gianluca Barba a raddoppiare catapultandosi in area sul cross di Thomas Capelli, altro nome arcinoto in Bergamasca.
Il terzo e ultimo titolo nazionale di categoria, per la Dea, dopo il duetto 2006-2010 con Giuseppe Butti allenatore. Il primo strappato ancora all’Inter, peraltro vincitrice l’anno prima di Bangal sempre col fratello d’arte Sergio Zanetti, coi classe ’88 in cui spiccavano Matteo Scozzarella, Christian Tiboni e Karamoko Cisse, qualcosa di atomico. Il secondo, invece, al Milan, coi ’92 Elia Cortesi e Nadir Minotti. Dalla storia delle giovanili al quarto livello nazionale, ancora un campionato interregionale, passo lunghissimo e ben disteso, ma con la Nazionale di mezzo. Una ribalta che potrebbe procurare al non più ragazzo d’oro qualche prospettiva di carriera allettante. Difficile passare un girone con gli Elefanti di Kossounou e Diallo, ma i Mamba di Chiquinho Conde se la giocano alla peggio come migliore terza. Un bel saltone di carriera, per chi a novembre di due anni fa pareva aver subìto uno stop invalidante come la rottura del crociato.
Faisal, infatti, che non ha la cittadinanza italiana pur risiedendo da noi e avendo pure un bar, di fatto e di diritto può paradossalmente giocare in serie A o tra i dilettanti, tertium non datur. Nella terza serie, l’ultima del professionismo, può arrivarci solo vincendo il campionato. Nella frazione in terraferma più grossa di Venezia non è semplice, come non lo è stato nell’Alcione, poi salito senza di lui, e nella Luparense. Il suo procuratore Daniel Piconcelli, su Tuttomercatoweb.com, ha sottolineato l’assurdità regolamentare. In C, pardon Lega Pro, aveva messo piede da prestito atalantino all’Ascoli e al Tuttocuoio una volta svezzato dalla Primavera di Valter Bonacina. Il massimo campionato l’ha pure praticato, ma mica qui, in Albania, nel Teuta, base e meta dell’andirivieni recente con l’AlbinoLeffe del pari ruolo Rrok Toma che s’è infine accasato al Partizani Tirana in estate. Chissà che non gli arrivi una nuova chance. Anche se dalle nostre parti a uno così farebbero ponti d’oro.
Simone Fornoni


martedì 30 Dicembre 2025
