Il Mondiale 2026 si è chiuso il 19 luglio al MetLife Stadium di New York con la Spagna campione del mondo per la seconda volta nella sua storia, sedici anni dopo il trionfo di Sudafrica 2010. Decisivo il gol di Ferran Torres al 106′, nei supplementari di una finale contro l’Argentina risolta solo nell’ultima mezz’ora. È stata la prima edizione della Coppa del Mondo disputata con 48 squadre, un formato allargato che ha moltiplicato le partite e, con esse, le variabili da tenere sotto controllo per chiunque segua il torneo anche solo per gioco. Non è un caso che, tra un turno e l’altro, molti appassionati abbiano guardato ai Migliori bookmakers per farsi un’idea di come stessero cambiando gli equilibri girone dopo girone: mai come in questa edizione i pronostici della vigilia sono stati ribaltati con tanta frequenza.
I numeri di un Mondiale senza precedenti
Al di là dei risultati sul campo, l’edizione 2026 ha lasciato anche una serie di numeri difficili da ignorare. Ospitata per la prima volta da tre paesi insieme, Stati Uniti, Canada e Messico, la competizione si è allargata a 48 squadre e 104 partite disputate in appena 39 giorni, distribuite su 16 stadi. Solo nella fase a gironi il pubblico complessivo ha superato i 4,6 milioni di spettatori, con una media di oltre 64 mila tifosi a partita e impianti riempiti al 99,7% della capienza: un record assoluto che supera nettamente quello fissato da USA 1994. Numeri che raccontano un torneo cresciuto anche fuori dal campo, non solo nell’imprevedibilità dei risultati.
Le conferme: chi ha risposto presente
Se le sorprese hanno riempito le pagine di cronaca, il torneo ha anche premiato chi era arrivato tra i favoriti. La Spagna di Luis de la Fuente ha costruito il proprio percorso senza mai perdere lucidità, eliminando strada facendo il Portogallo di Cristiano Ronaldo agli ottavi, 1-0, gol di Merino al 91′, e chiudendo con la seconda stella sul petto. Dall’altra parte del tabellone, l’Argentina di Lionel Messi ha confermato di essere tra le squadre più solide del panorama internazionale, eliminando l’Inghilterra in semifinale e arrivando a giocarsi il titolo fino ai supplementari. Due percorsi diversi, ma la stessa conferma: le squadre costruite attorno a un’idea di gioco chiara restano quelle su cui è più facile fare previsioni affidabili.
Le sorprese che hanno riscritto il torneo
Ogni Mondiale ha la sua nazionale a sorpresa: quello del 2026 ne ha avute più d’una, e alcune sono destinate a restare nella storia della competizione.
- Capo Verde: la nazionale più piccola ad aver mai raggiunto una fase a eliminazione diretta di un Mondiale ha portato l’Argentina di Messi fino ai tempi supplementari nei sedicesimi, cedendo solo 3-2 dopo un gol da antologia di Cabral al 103′.
- Norvegia: tornata a un Mondiale dopo 28 anni di assenza, ha eliminato il Brasile agli ottavi con una doppietta di Erling Haaland, all’80’ e al 90′, firmando l’uscita più precoce della Seleção dal 1986.
- Marocco: confermatosi rivelazione della fase a eliminazione diretta, ha eliminato l’Olanda ai sedicesimi, proseguendo un percorso di crescita che dura ormai da più di un’edizione.
Le grandi delusioni del torneo
Al fianco delle sorprese, il torneo ha lasciato anche delusioni pesanti. La Germania è uscita già ai sedicesimi ai calci di rigore contro il Paraguay, mentre l’Olanda ha salutato la competizione nello stesso turno proprio contro il Marocco. L’Uruguay di Marcelo Bielsa non è andato oltre la fase a gironi, complici alcune tensioni interne allo spogliatoio emerse nelle settimane precedenti. Per il Portogallo di Cristiano Ronaldo, invece, il Mondiale si è chiuso agli ottavi contro la Spagna: la sua sesta partecipazione, e probabilmente l’ultima da protagonista, dopo 27 presenze e 11 reti in carriera nella competizione. Chi in questi mesi ha voluto seguire l’andamento del torneo anche online, magari registrandosi su uno dei Siti Scommesse SPID per farlo in modo rapido e verificato, avrà notato come proprio le big siano state la vera variabile imprevedibile di questa edizione.
Capocannoniere e record individuali
Il duello per la Scarpa d’Oro ha accompagnato il torneo fino all’ultima giornata. Lionel Messi e Kylian Mbappé sono arrivati alle fasi finali appaiati a 8 gol, con Messi capocannoniere grazie al maggior numero di assist forniti, criterio di spareggio in caso di parità realizzativa. Mbappé si è preso comunque un record diverso, forse ancora più simbolico: con la doppietta segnata nella finale per il terzo posto contro l’Inghilterra ha raggiunto quota 22 reti in carriera ai Mondiali, il totale più alto di sempre nella storia della competizione, superando proprio Messi, fermo a 21.
Cosa resta, in vista del prossimo Mondiale
Tra conferme, sorprese e delusioni, il Mondiale 2026 lascia soprattutto una certezza: il nuovo formato a 48 squadre ha aumentato il numero di partite in cui una big può inciampare, e con esso il margine di imprevedibilità dell’intero torneo. Per chi vuole continuare a seguire il grande calcio internazionale senza fretta, magari testando prima le piattaforme con qualche promozione dedicata, un buon modo per iniziare è dare un’occhiata alle offerte per Scommettere senza spendere subito un euro. Il prossimo appuntamento iridato, tra quattro anni, avrà già di che far discutere: difficilmente sarà meno sorprendente di questo.


lunedì 20 Luglio 2026

