Nonostante un incidente in moto che l’ha portato a subire l’amputazione del piede sinistro, Davide Epis di Sedrina, giovane atleta della nazionale italiana, 21 anni il prossimo luglio, ha continuato a praticare sport, arrivando ai massimi livelli nello snowboard paralimpico. Un sorriso contagioso, il suo, e una forza altrettanto contagiosa. “Ho avuto un incidente in moto quattro anni fa, a 16 anni. Una volta uscito dall’ospedale, ho iniziato a fare sport per riabilitazione, da lì ho visto che andavo abbastanza bene e ho continuato. Prima dell’incidente andavo in skate con discreti risultati, mentre con lo snowboard solo saltuariamente. Volevo uno sport in cui la presenza di una protesi potesse incidere e lo snowboard andava bene”. Si racconta a tutto tondo Davide Epis in occasione del 44° convegno medico dedicato agli sport invernali, promosso sabato 9 maggio a San Pellegrino Terme dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi: “Pratico snowboard cross e banked-slalom. Ho iniziato ad andare da solo, filmandomi: avevo trovato il contatto dell’allenatore Igor Fortin, che ora è il mio allenatore. Prima di diventarlo, mi chiese di fargli avere dei miei video per capire il mio livello. Una volta mandati, sono andato in Trentino per conoscerlo e fare un allenamento con i ragazzi della squadra B italiana, da lì ho iniziato a competere”. Un percorso che chiede a Davide di spostarsi in Nord Europa. “Una volta entrati in squadra è necessario recarsi in Olanda, dove si possa fare una classificazione della disabilità. Qui si viene sottoposti ad una visita medica dove viene dichiarata la percentuale di disabilità fisica e, con questa, viene assegnata una categoria nella quale poi si gareggerà. Successivamente ho iniziato a partecipare alle gare e sono uscito a entrare nella squadra A di snowboard, dove milito tuttora”.Davide ci spiega come funziona la sua disciplina: “Ci dividiamo tra Coppa Europa e Coppa del Mondo e di solito tutte le tappe sono all’estero. Abbiamo due categorie: snowboard cross, come quella praticata dai normodotati, dove si corre in 4 atleti su una pista con diversi salti e curve e solo i primi per ogni round passano al successivo. L’altro è banked slalom, è come lo slalom degli scii, ma abbiamo curve fisicamente già costruite, si scende da soli e chi ci mette meno vince”.Epis ha trovato nello snowboard uno sport che lo appassiona e lo valorizza nella vita di tutti i giorni “Dello snowboard mi piace il fatto che l’utilizzo di una protesi è abbastanza rilevante e mi ha aiutato nella vita di tutti i giorni per capire come utilizzarla meglio, anche solo nei movimenti che una persona amputata deve compiere per gestire la protesi. Volevo dimostrare a me stesso che dopo l’incidente non era finita, volevo tornare a fare quello che già facevo. Ero un ragazzo abbastanza sportivo e non volevo lasciarmi abbattere” racconta.Uno spirito combattivo che l’ha portato letteralmente a un giorno dall’esordio olimpico. “Sono stato convocato per le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, ma il giorno prima delle qualifiche non ho potuto gareggiare per infortunio, ora la stagione è conclusa”. Lo snowboard ha veramente cambiato l’esistenza di Davide: “La vita da atleti è più impegnativa di quanto pensassi. Nel periodo estivo sono più libero, faccio palestra e nuoto, sto con la mia famiglia. In inverno diventa tutt’altra cosa, sono spesso via e ci sono momenti in cui diventa pesante viaggiare sempre, d’altro canto è l’aspetto bello, si vedono molti posti nuovi. Quando si fa una gara, magari si sta via una settimana e non si ha tanto tempo per visitare, magari si ha un giorno di tregua, ma non si fa i turisti”.È proprio l’aspetto sportivo a emozionare maggiormente il nostro atleta. “Il ricordo migliore è stata la gara in Finlandia, nel gennaio 2025: il posto è meraviglioso, la Finlandia è un luogo speciale ed era la mia prima volta lì. Anche solo vedere l’aurora boreale è stato magico. Abbiamo fatto solo un giorno di gara perché la pista era ghiacciata, ma sono arrivato secondo in Coppa Europa e non me lo aspettavo. Quando ero al cancelletto sapevo di essere tra i primi 4, ero già felice e quando è arrivato il secondo posto l’emozione è stata incredibile” e l’asticella non può che alzarsi: “Ora l’obiettivo è entrare in Coppa del Mondo, per il resto vedremo come andrà”. “La storia di Davide – spiega il dottor Giampietro Salvi, presidente del Comitato Coppa Quarenghi – è la dimostrazione che anche nei momenti più sfortunati e tristi si può ritrovare la voglia di andare avanti. Nello sport, Davide ha trovato gli stimoli per continuare a fare quello che più gli piace e ha capito che non è necessario primeggiare con gli altri, ma prima di tutto con se stessi. Anche se non ci è dato sapere fin dove si può arrivare, è fondamentale conservare sempre la fiducia nei propri mezzi. Non importa da dove si parte, l’importante è non fermarsi e cercare sempre di migliorarsi nella vita come nello sport, per realizzare il proprio destino. Le difficoltà sono sfide in cui il nostro tempo va impiegato con coraggio e non sprecato inutilmente”.
Effe


martedì 12 Maggio 2026
