Spegne 35 candeline oggi, domenica 29 marzo, Marten de Roon, recordman dell’Atalanta quanto a presenze con la numero 436 conquistata contro l‘Hellas Verona nella vittoria di misura a Bergamo alle soglie dell’ultima pausa per le Nazionali. Nato a Zwijndrecht, Olanda del Sud, nell’isola di IJsselmonde, il 29 marzo 1991, cresciuto tra ASWH (Altijd Sterker Worden, “Diventando sempre più forte”) di Hendrik-Ido-Ambacht, Feyenoord e Sparta Rotterdam, passato dall’Heerenveen allenato da Marco van Basten e nel 2016-2017 dal Middlesbrough, in nerazzurro conta 332 partite in serie A e 43 in Champions League, altri due primati societari. 20 gol e 24 assist li ha fatti nel massimo campionato nazionale, 3 e 2 nelle 29 di Coppa Italia con tre finali all’attivo (Lazio 2019, Juventus 2021 e 2024), 4 assist in Champions, 1 in 25 di Europa League vinta nel 2024, 0 in 5 playoff di qualificazione EL, idem in 1 gara ciascuna in Supercoppa UEFA e Italiana in una carriera da 646, 37 e 39 più 42 e 1 nella Nazionale dei Paesi Bassi e 3 e 1 in Under 19.

Proprio l’ultimo dei nazionali nerazzurri scesi in campo nella prima delle due gare in calendario lungo la sosta, Charles De Ketelaere, è stato fin qui l’unico a segno, su calcio di rigore al 14′ della ripresa nel 5-2 del Belgio agli Stati Uniti ad Atlanta per un mani di Ream su colpo di testa di Meunier dopo una parata del portiere di casa su Doku. Il gol del 3-1 temporaneo, dopo essersi visto annullare a 8′ dall’intervallo per fuorigioco l’appoggio in tap-in dopo l’ennesima iniziativa del compagno in una partita iniziata con una conclusione da centro area respinta dopo appena due minuti su cross di Meunier e un paio di assist sprecati da Saelemaekers e Doku, uno per tempo, prima di uscire al 62′ a favore di Lois Openda. A segno lo juventino McKennie di testa da calcio d’angolo in apertura di punteggio (39′), quindi anche Debast (45′), Onana (53′), Lukebakio con la doppietta (68′ e 82′) e Agyemang (87′). 

Il fiammingo replica a fine mese, a Chicago, alle 20, quando in Italia saranno le 3 del mattino del primo aprile, a Chicago contro il Messico, altro organizzatore insieme al Canada della rassegna iridata della prossima estate. Se sabato Odilon Kossounou non ha visto il campo nel poker della Costa d’Avorio (4-0 alla Corea) a Londra, con la prospettiva di replicare la campagna d’Inghilterra martedì 31 a Liverpool con la Scozia (ore 19.30 locale, 20.30 in Italia), l’altro assaggio di mondiale è appartenuto a Mario Pasalic, partito largo a destra nel tridente della Croazia che ha sconfitto 2-1 la Colombia sabato notte a Orlando (2′ Arias su azione iniziata dall’ex atalantino Johan Mojica, 6′ Vuskovic, 42′ Matanovic) e autore dell’assist, su schema dalla bandierina del quasi omonimo Marco, per il gol del pari temporaneo, un sinistro carambolato su difensore e palo interno. Sempre nello stesso stadio, martedì, alle 20, le 2 del Pesce d’Aprile sul fuso di Roma, per Super Mario c’è il Brasile. 

Nella giornata di venerdì, poca roba per i nerazzurri nelle altre amichevoli. Kamaldeen Sulemana è sceso in campo solo al minuto 86 a Vienna nel Ghana sconfitto 5-1 dall’Austria, con la prospettiva di riprovarci lunedì 30 a Stoccarda con la Germania. Nikola Krstovic, che i Mondiali li vedrà dal divano, non era nemmeno in panchina nel 2-0 del Montenegro a Podgorica con Andorra e, da unico centravanti atalantino sano visto lo strappettino di Gianluca Scamacca, sarebbe meglio non giocasse nemmeno a fine mese con la Slovenia. Lazar Samardzic, di suo, è sceso in campo all’ora di gioco nel 3-0 subìto dalla Serbia a Villarreal per mano della Spagna e potrebbe fare il titolare martedì a Backa Topola contro l’Arabia Saudita.

Per il resto, lo stesso 31 sono in calendario le due finali playoff per i Mondiali 2026 che interessano cinque atalantini, al netto anche di Isak Hien che è rientrato ieri sera dopo il risentimento alla coscia sinistra accusato giovedì al 37′ con l’Ucraina a Siviglia. A Solna la Svezia avrà di fronte la Polonia di Nicola Zalewski, squalificato nella semifinale di Varsavia con l’Albania di Berat Djimsiti. A Zenica, infine, Sead Kolasinac e la sua Bosnia ed Erzegovina attendono, insieme all’Italia, vittoriosa a Bergamo per 2-0 sull’Irlanda del Nord con spiccioli finali per Giacomo Raspadori, anche Marco Carnesecchi e Giorgio Scalvini, nelle gerarchie del ct Rino Gattuso tutt’altro che titolari. Martedì, al Centro Sportivo Bortolotti, si ricomincerà senza di loro e cogli altri al rientro alla spicciolata, per preparare la ripresa di campionato a Lecce di Pasquetta.