E’ il titolo di una famosa pièce teatrale di Mark Madoff del 1980, da cui 6 anni dopo fu tratto un altrettanto famoso film che fece conquistare all’attrice protagonista Marlee Matlin un Oscar per la sua interpretazione magistrale. Marlee Matlin interpretava il personaggio di una muta che non riesce ad affrontare il mondo “normale” schiacciata dal peso della propria “anormalità”.  Da allora la frase figli di un dio minore indica le persone che a qualche titolo hanno un handicap, non necessariamente fisico ma anche cognitivo o materiale, un qualunque tipo di limite o di svantaggio iniziale che le pone nella condizione di essere figlie di un dio meno potente rispetto al dio della creazione perfetta. Una delle più nascoste conseguenze collaterali della covid, che non ha ancora evidenziato il suo peso ma che inevitabilmente lo farà nei prossimi mesi, è il fenomeno del negazionismo e della cocciuta, becera e stupida discriminazione che ne è seguita da parte dei pro-vax. Il mondo si è diviso nelle due tifoserie altrettanto irragionevoli ma dove una ha, dalla sua, tutto il peso del diritto scientifico usato come il martello di un giudice vendicativo e bilioso, i pro-vax, e dall’altra i reietti, i paria di cui si discute se abbiano o no diritto alle cure o al vaccino, o se, in un gesto d’infinità bontà del dominatore, possano accedervi ma a pagamento. I confini tra le due categorie sono netti e non si discute, chiunque abbia perplessità, dubbi, o si faccia certe domande sulla covid o sui vaccini, viene immediatamente etichettato come no-vax, ma è un’etichetta che diviene un marchio infamante come la croce dipinta sulle porte degli ebrei nemmeno tanto tempo fa. Ora, io lo so bene, tra le file dei no-vax si sono accomodati personaggi equivoci e perfino demoniaci capaci di approfittare di quello svantaggio che porta molte persone a chiudersi in una posizione di ancora maggior svantaggio ed essere poi preda dei più loschi figuri, ma la maggior parte dei no-vax sono persone che la ragione porta lontano dalla ragione, e perdonatemi il bisticcio. Sono persone che rifiutano il volto buono della scienza in cui la sfiducia, la paura, il terrore della manipolazione fanno sì che proprio più di altre possano essere manipolate. La manipolazione non porta mai buoni frutti per il manipolato che spesso deve poi sopportare il peso doloroso di scelte dalle conseguenze a volte drammatiche. Ed è proprio questo che vorrei focalizzare: il no-vax convinto è vero, sincero, ingenuo ma soprattutto sfiduciato. E’ qualcuno che ha perso fiducia nella scienza, nella medicina e nei medici, le case farmaceutiche divengono istituzioni diaboliche e la paura, che fa 90, porta il no-vax ad assumere comportamenti pericolosi per sé e per i suoi figli. Si pone fuori dal sistema, diviene alieno al sistema e dal sistema respinto e rifiutato. Con l’imperversare della covid la situazione non è solo peggiorata ma addirittura precipitata. Chiunque esprima dubbi o perplessità sul vaccino e tutto ciò che intorno ad esso gravita è un no-vax ma l’ostilità verso il no-vax è diventata odio, profondo, viscerale, avversione, repulsione e, infine, il no-vax è diventato un nemico personale. Perché oggi, rifiutando il vaccino per la covid, non si limita a far male a sé stesso o ai suoi figli, ma a tutta la comunità, diventa l’untore di manzoniana memoria, il portatore della peste! Eppure, in realtà, è un individuo spaventato, confuso, in fuga: figlio di un dio minore discriminato e oggi anche minacciato da chi ha più paura di lui e si fa forte del proprio numero. Io non sto dalla parte dei no-vax ma ne ho misericordia, di quelli veri almeno, di quelli che a tutti gli effetti sono paria della società e figli di un di minore. Ma ciò non significa che siano pochi o che appartengano tutti a classi meno abbienti o meno acculturate.

Stando ai dati riscontrati tramite una ricerca condotta da Vaccine Confidence Project nel 2016 lo scetticismo nei confronti dei vaccini risulta estremamente variabile per regione geografica, con percentuali maggiori in Europa: si passa dalla Francia, dove il 41% della popolazione nutre dubbi in particolare sulla loro sicurezza, alla Russia e all’Italia dove le percentuali sono rispettivamente il 27% e il 21%. In USA (13%), Germania (10%), Regno Unito (9%) le percentuali sono pari o inferiori alla media mondiale, che si assesta intorno al 12%. Alcune note personalità si sono apertamente schierate contro i vaccini e/o le vaccinazioni di massa, tra cui i politici Donald Trump, Michelle Bachmann e Robert Fitzgerald Kennedy Jr, gli attori Robert de Niro, Jim Carrey, Kristin Cavallari, Adam Baldwin, Alicia Silverstone, e Jenny McCarthy, lo scrittore e teorico del complotto David Icke e il cantautore Billy Corgan.