Dublino

“Sono dispiaciuto per Marten de Roon, uno che ha dato tutto per accompagnarci in finale: avrei preferito averlo in campo, non c’erano dubbi che fosse qui a supportarci anche in spogliatoio. Un capitano esemplare per comportamento e per qualità in campo: ci trasmetterà lo stesso la sua energia”. Gian Piero Gasperini si porta nella finale di Dublino in panchina l’infortunato illustre, che ricambia: “Le parole del mister mi fanno molto piacere. Se riesco griderò insieme a lui, anche se lui è già abbastanza carico e grida per due. Non si vince l’Europa League senza battere la più forte che è il Bayer Leverkusen. Dal tecnico al capitano dell’Atalanta è tutto, dalla pancia dell’Aviva Stadium. Anzi, no: “La Champions matematica conquistata a Lecce ha consentito da subito la massima concentrazione su questa coppa. Il mio sentimento prevalente è l’attesa: abbiamo preparato quanto dovevamo preparare, in queste poco più di 24 ore dovremo essere bravi a trovare la serenità giusta aspettando di misurarci sul campo”, la premessa del Gasp.

Per un assente illustre, un rientro dalla squalifica di Coppa Italia pesantissimo: Scamacca negli ultimi mesi ha conosciuto un’evoluzione notevole, non solo in termini di gol ma anche di gioco e di prestazioni. La sua assenza all’Olimpico ha pesato a maggior ragione per le caratteristiche dell’avversario in finale – continua Gasperini -. Ci sono anche De Ketelaere, Lookman, Miranchuk e Touré, il reparto d’attacco è completo e possiamo ragionare in termini di 90 minuti o più. Siamo pronti dal punto di vista mentale e psicofisico. C’è rimasto il rammarico per non essere arrivati al meglio per svariati motivi in finale di Coppa Italia, ma qui non ci sono alibi, è anche una coppa prestigiosa”.

Un elogio anche al pubblico, 7.960 bergamaschi nella verde Irlanda, dall’uomo in panchina: “Abbiamo chiesto un grandissimo sacrificio ai tifosi per seguirci in così tante partite, raggiungere Dublino da Bergamo non è affatto agevole. Speriamo di dar loro una grandissima soddisfazione”. Sulle Aspirine, pochi discorsi: “Per l’avversario parlano i numeri e le prestazioni, ma abbiamo autostima e fiducia nei nostri mezzi perché altre volte abbiamo dovuto affrontare squadre molto forti. Il Bayer è molto bene organizzato e con giocatori di valore: quel che si dice una squadra, con soluzioni varie, non solo in attacco, ma per come si muove e come inserisce certi giocatori. Si difende bene e riparte bene: dovremo fare una prestazione molto precisa e attenta, organizzata. Come sempre nelle finali bisogna portare dalla propria parte gli episodi”.

Ci sono ben due precedenti negli ottavi della stessa competizione, 3-2 e 1-0 il 10 e 17 marzo 2022. Osservazioni e confronti riguardano anche la risposta alla domanda maliziosa del genere ‘lascia o raddaoppia?’: “Col Bayer ci siano incontrati due anni fa, ma pur mantenendo molti giocatori di allora è una squadra molto diversa. In una finale secca devi essere bravo ad adattarti da subito, devi capire immediatamente cosa devi fare per vincere – osserva il Gasp -. Nessuno ha la sfera di cristallo: si dice che il momento propizio per lasciare sia quando s’è vinto. Ma noi allenatori guardiamo sempre al presente. Trovo molto positivo e un grande esempio quanto ha detto Xavi Alonso, che vuole rimanere per la stima che ha ricevuto quando come tecnico era poco conosciuto”.

I plus dei bergamaschi? “C’è sempre stato un grande senso di appartenenza e di identificazione tra squadra, dirigenza, città e tifosi. L’anno prossimo rifaremo la Champions: il successo si deve a tanti componenti, valori di cui siamo orgogliosi. Io penso sempre di poter fare qualcosa in più – chiosa Gasperini -. Il campionato italiano è cresciuto con la presenza di tante squadre nelle finali già dall’anno scorso. E’ cresciuto nel ranking e quindi può andare in Europa con più squadra. Speriamo sia una spinta per la competitività anche della Nazionale cogli Europei in vista. Noi giocando le coppe abbiamo giocato di più e ci siamo allenati meno, portandoci dentro esperienze e positività. La stagione è stata durissima, i calendari sono compressi: o ci abituiamo o dobbiamo trovare qualche stratagemma”.

Marten de Roon e l’affetto dei tifosi

“Grazie a quello striscione sto meglio, la delusione è un pochino passata. Lo striscione mi ha fatto emozionare, in questi giorni ho ricevuto un affitto straordinario, incredibile. In un momento difficile ho avuto un messaggio più bello dell’altro: mi ha fatto un piacere enorme facendomi rendere conto di quanto sono legato a questa città”.

“Sono tornato ieri con la squadra e ho detto a me stesso che devo portare energie positive. Faccio il mio col sorriso: la cosa che conta è che dobbiamo o vogliamo vincere, con o senza di me non importa”.

“Ho visto cambiare tanti giocatori, ne sono arrivati con esperienza. La differenza è che siamo maturati nella fase difensiva. Prima attaccavamo in troppi. Quest’anno siamo stati forti e abbiamo meritato di giocare questa finale”.

“Il nostro percorso in tutte e tre le competizioni è stato davvero importante. Da tre mesi giochiamo ogni tre giorni. La cosa più importante è il campo, i ragazzi devono entrarci e fare la differenza lì. Io dico sempre qualche parola quando gioco. Domani dirò loro di metterci l’intensità, di rialzare la testa nelle difficoltà”.

“A Lecce hanno giocato un paio di ragazzi per far riposare alcuni giocatori, che avevano giocato non troppo ma tanto. Essere andati in Champions è qualcosa di straordinario. Il mister l’ha preparata molto bene”.

“Non voglio pensare troppo al dopo calcio, ho ancora tanto da dare. Si pensa al dopo carriera, ogni tanto. Sto leggendo già qualche libro su come allenare, quindi è qualcosa a cui penso”.

“Il Bayer fino a oggi ha fatto la stagione perfetta. Sembra imbattibile al momento, ma forse noi possiamo dare la svolta. Una grande squadra che spesso ha rimontato all’ultimo minuto: come ha detto Jimmy, dobbiamo credere nella nostra filosofia e attaccare”.

Berat Djimsiti: si attacca e si difende in dieci

“Il Bayer si ferma con tutta la squadra insieme, non soltanto coi difensori. La nostra filosofia è difendere in dieci e attaccare in dieci”.

“Sarà una partita molto importante anche per i giornalisti. Non c’è tanto tempo di pensare il futuro, abbiamo sempre dovuto giocare una partita più importante dell’altro. Ce ne renderemo conto solo tra un po’”.

“Non so per chi fossimo favoriti contro una grande come la Juventus, abituata com’è a vincere. Mercoledì c’è un altro avversario molto forte, non c’è alcun favorito e noi pensiamo a giocare bene una sfida a cui siamo molto preparati”.

“Il pensiero di poter essere i primi a batterli è sicuramente una spinta in più. Dobbiamo pensare a noi stessi, a far la migliore gara possibile”.

“All’Atalanta abbiamo visto tanti giocatori andare a venire. La consapevolezza che è rimasta come costante è migliorare sempre. L’esperienza gioca il suo ruolo, come la presenza in partite in Europa di questo livello”.

“In tutti questi anni le gare disputate ci hanno dato anche personalmente la consapevolezza di essere migliorati e in grado di poter dare il massimo sempre contro chiunque”.