Rec. 15a serie A2 – Venezia-Mestre, Palasport Taliercio – giovedì 15 gennaio
Gemini Mestre – Gruppo Mascio Bergamo 85-90 (15-18, 38-37, 64-55)
BASKET MESTRE 1958:
Bechi 11 (2/3, 0/4, 7/7, 4 ass.), Bonacini 17 (4/8, 3/4, 5 r., 4 rec.), Curry 10 (2/5, 2/7, 0/1), Galmarini 2 (1/3, 0/2, 10 r., 2 st.), Stewart 11 (1/6, 2/4, 3/3, 5 r.); Bizzotto NE, Scarponi NE, Giordano 10 (2/5, 0/3, 6/6, 3 ass.), Reggiani 5 (1/4, 1/6), Porcu NE, Aromando 19 (3/5, 4/5, 1/2, 5 r.), Kadjividi Bossounka NE. Coach: Mattia Ferrari.
T2 16/39, T3 12/34, TL 17/19 – rimbalzi 38 13+25 (Galmarini 10), assist 14 (Bechi 4)
BLU BASKET BERGAMO: Bogliardi (0/2, 0/1, 3 ass.), Harrison 37 (4/7, 4/10, 17/19, 5 r., 5 ass., 1 st.), Loro 18 (3/5, 3/6, 3/4), Udom 22 (3/7, 3/5, 7/8, 7 r., 3 rec.), J. Williams 7 (2/4, 1/2, 8 r.); Pollone 2 (0/1, 2/2 tl, 8 r.), Piccirilli, Lombardi 4 (2/9, 0/2, 6 r.), Bosso Nigang NE, Nobili. Coach: Alessandro Ramagli.
T2 14/35, T3 11/26, TL 29/33 – rimbalzi 45 12+33 (Pollone, Williams 8), assist 14 (Harrison 5)
Arbitri: Ursi di Livorno, Chersicla di Oggiono e Giunta di Buccinasco.
Note: parziali 15-18, 23-19, 26-18, 21-35. Usciti per 5 falli: Galmarini e Aromando (M).

Mestre – Con un parziale superlativo di 35-21 nella passerella finale, la Gruppo Mascio Bergamo fa suo il recupero di Mestre centrando la decima vittoria nel campionato di serie A2 di pallacanestro su 21 turni disputati. Decisiva la freddezza soprattutto nei personali del top scorer D’Angelo Harrison, mostruoso col suo 37+5+5+ e 13 falli subiti, anche se il merito del controsorpasso da punto di non ritorno, nel barrage conclusivo, è tutto di Mattia Udom (22 e 7 rimbalzi), che tra 6 e 5 minuti dalla sirena prima insacca la bomba e quindi due personali per un vantaggio seppur minimo sul 76-75 che regge anzi incrementandosi. Pur priva del capitano e regista principe Bossi, la squadra cittadina ha saputo spremere il massimo da una rotazione sempre ristrettissima, con 7-8 giocatori effettivamente impiegabili, benché decisamente allietata dal rientro di un Eric Lombardi ancora un po’ discontinuo. La squadra di Alessandro Ramagli supera in classifica (20 punti a 18) la diretta concorrente: domenica si rende visita alla co-capolista Pesaro. “Questa era una partita molto importante da vincere e sapevamo che le modalità per riuscirci erano queste. E’ stata davvero una vittoria molto importante per noi”, ha spiegato a fine gara il tecnico labronico.

All’inizio, comunque, Blu quasi sempre avanti, con primo parziale di 8-2 aperto da Udom e chiuso da Loro, 18 punti alla fine (77 in tre, coi due USA, sui 90 di squadra) e sempre dalla freccia pronta a essere scoccata dalla faretra quando serve, fino al 15-4 firmato da Williams e Harrison che a quel punto ha già una bomba all’attivo a 4′ dal primo cambio di cronometro. Due triple di Aromando e una nel finale di minitempo di Bonacini (15-17), però, la rimettono sui binari per i locali, che si reggono nel quarto della sirena corta dapprima sulla cinquina della guardia italiana, che sempre dall’arco la porta avanti per i mestrini (31-28) a metà del guado senza turbare minimamente Harrison, firmatario del 35-31 bergamasco poi ribaltato col minimo scarto dal mezzo lungo di Ferrari in uscita dalla panchina.

Nel terzo quarto, invece, la fuga bidone della Gemini, che ha i due USA Curry e Stewart troppo discontinui per prendere veramente il largo anche se il secondo la fissa sul 49-41 a un quarto d’ora dal gong. Discorso non chiuso: Loro la piazza da fuori, Giordano dalla linea trova un bel vantaggio (53-44) a sei minuti e mezzo e ancora Stewart la dilata fino al 58-46 a 13′ scarsi dai titoli di coda. Di lì in avanti Bergamo ne segna 44 con Harrison ha eguagliare da solo il record complessivo nei personali degli avversari. Una rimonta paziente in cui Udom e Loro fanno da supporting cast ad Harrison. Sul 67-55 di Reggiani, infatti, i Ramagli-boys fanno quadrato, il miglior marcatore rosicchia fino a un paio di possessi a nemmeno 8′ da giocare sul 70-65 locale e da lì è un crescendo, dal ravvicinamento a una lunghezza di Loro fino allo sprint finale. Esseffe
Foto di Sebastiano Rusconi