16a giornata serie A – Genova, Stadio “Luigi Ferraris” – domenica 21 dicembre (ore 20.45)
Genoa – Atalanta 0-1 (0-0)
GENOA (3-5-2): Leali sv; Marcandalli 6,5, Otoa 6,5, Vasquez (cap.) 6,5; Norton-Cuffy 6, Malinovskyi 6 (22’ st Thorsby 6), Frendrup 6,5, Ellertsson 7, Martin 6 (5’ pt Sommariva 5,5); Ekuban 6,5 (22’ st L. Colombo 6,5), Vitinha 7 (38’ st Masini sv). A disp.: 35 Lysionok, 5 Ostigard, 20 Sabelli, 8 Stanciu, 23 V. Carboni, 40 Fini, 21 Ekhator, 76 Venturino. All.: Daniele De Rossi 6,5.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; De Roon (cap.) 6, Hien 7, Kolasinac 6 (37’ st Krstovic sv); Zappacosta 6,5 (24’ st K. Sulemana 6), Musah 6, Ederson 6 (37’ st Brescianini sv), Bernasconi 6 (24’ st Zalewski 6,5); De Ketelaere 6, Maldini 6 (14’ st Samardzic 5,5); Scamacca 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 42 Scalvini, 69 Ahanor. All.: Raffaele Palladino 6,5.
Arbitro:  Abisso di Palermo 7 (Di Gioia di Nola, Barone di Roma 1; IV Marchetti di Ostia Lido. V.A.R. Gariglio di Pinerolo, A.V.A.R. Marini di Roma 1).
RETE: 49’ st Hien (A).
Note: serata non rigida, spettatori 30.450 di cui 28.101 abbonati e 2.359 paganti (284 da Bergamo). Espulsi Leali al 3’ pt per fallo su chiara occasione da gol e Scarpi (coll. tec. Genoa) al 25’ pt proteste. Ammoniti Samardzic, Zalewski  per gioco scorretto, Palladino (27’ st) per proteste, Thorsby per simulazione. Tiri totali 6-16, nello specchio 3-3, parati 3-3, respinti/deviati 0-3, legni 1-0. Corner 6-10, recupero 2’ e 6’.Genova – C’è sempre una prima volta per tutto e tutti. Perfino un centrale difensivo a tre che in A, anzi nelle squadre italiane, col solo precedente veronese, non l’aveva mai messa. Sommariva a viole sull’ultima bandierina, quella sinistra, a piede invertito di Zalewski, e Isak Hien giganteggia usando la testa in senso anatomico per rilanciare un’Atalanta così così in un campionato finora in controtendenza rispetto alla brillantezza della versione di Champions. Leziosa e prevedibile, cioè troppo manovriera girandoci intorno. fino all’intervallo, non è che a metà campo invertite funzionino meglio le cose ma vabbè, chi se ne frega, di riffa o di raffa va bene uguale, 22 punti e nono posto (meno 3 dalla zone coppe, teoricamente, anche se il Bologna ha una partita in meno) a una settimana dal big match con l’Inter. In superiorità numerica fin dal terzo cronometrico per merito di Daniel Maldini, l’Atalanta in casa del Genoa trova comunque il secondo successo esterno del campionato a tre mesi di distanza da quello nell’arena del Toro.Nella prima metà il figlio d’arte riprende subito il suo stesso rinvio, assecondato dall’alleggerimento di fronte di Zappacosta, sul primo corner altrui di Martin dalla destra, supera di slancio Norton-Cuffy che gliel’aveva intercettato per modo di dire e s’invola verso Leali che gli aggancia la gamba sinistra senza più ostacoli. Rosso e il pendolino sinistro di casa deve far posto a Sommariva, autore di una delle tre parate della frazione, sull’unica conclusione nerazzurra nello specchio, al decimo, difendendo il palo di competenza dall’assalto di De Ketelaere appoggiato da Zappacosta. Nella voce specifica, però, la squadra di Palladino finisce sotto, per effetto della zuccata non impossibile (17’) per Carnesecchi a opera di Vasquez, lo stesso battuto in uno contro uno dal fiammingo nella chance precedente. Tutto da palla inattiva, il corner sinistro battuto dal volto noto Malinovskyi.
Se la seconda occasioncella genoana capita a una dozzina abbondante dalla pausa con Vitinha (testa fuori centro al 2’ su cross di Martin), un po’ defilato, a non incrociare bene il mancino in scia all’uno contro uno vinto da Ekuban su Hien, i bergamaschi nondimeno creano ovviamente più pericoli potenziali. Con Scamacca, punizione alta al 5’ sull’episodio chiave, isolato dalle linee di passaggio, Ederson scambia con l’ala milanese cadendo però sul destro da fuori al quarto d’ora, per poi vedersela deviare in fallo di fondo da Ellertsson (19’) di seconda sul traversone di Bernasconi. Il corner corto conquistato dallo stesso Daniel (24’) è uno spreco col futuro match winner, pronto a saltare, a imprecare. Ekuban schiaccia a lato da azione consueta dalla bandierina (28’), Musah intercetta l’ucraino ma spara dritto e alto contrastato da Otoa (33’), Kolasinac la spizza male sulla sovrapposizione di CDK all’arcenese (35’) regalando la spazzata a Ellertsson e nel recupero sulla fotocopia del bosniaco in ricezione da Maldini il belga è anticipato in scivolata dal capitano di casa.In avvio di seconda metà, la sgasata di Norton-Cuffy, che fa secchi Bernasconi, Ederson e Kolasinac in tromba, è sprecata incredibilmente da Vitinha che sul ritorno di Zappacosta invece di chiudere il tiro lo apre centrando il palo esterno. Sveglia, Dea, devi vincerla. Al 3’ Ederson si gira senza convinzione e tirando la loffia sull’angolo da destra di Bernasconi. Un poker d’orologio e Maldini alza sul tacco di Scamacca aperto dall’ammollo del laterale sorano. Siamo alle solite. Al figlio di Paolo subentra Samardzic e alla primissima apertura a sinistra Charlesone pennella per l’alzata di fronte di Scamacca (14’). Il romani la ritenta in torsione fallendo di parecchio il bersaglio (22’) accompagnato da Zappacosta. Quest’ultimo, più utile in fase di copertura, insieme a Bernasconi lascia il posto a Kamaldeen (ileopsoas out il 3 dicembre in Coppa Italia proprio col Grifone) e Zalewski con sequela del serbo a tutta fascia a destra esattamente come contro il Cagliari domenica scorsa. Cogli ulteriori cambi finirà quarto nel 4-2-3-1 iperoffensivo in catena con De Ketelaere e il ghanese alto a sinistra. Scollinato il settantesimo, CDK ha la mira alta in scia a Samardzic e allo spondista De Roon calciando di seconda. Niente da fare, la Dea rischia di brutto ancora al 32’ quando Lorenzo Colombo da angolo destro di Ellertsson a rientrare la fa rimbalzare in gioco aereo davanti un felino Carnesecchi a un 13 dal novantesimo con Laki a perdersi la marcatura. Si chiude con Sulemana pendolino a sinistra e la doppia punta con l’ingresso di Krstovic. E dietro si potrebbe chiudere anche peggio, perché Thorsby fortunatamente simula in scia alla puntatina di Colombo sventata con affanno e gli esce pure la spalla. Al 42’ Zalewski converge e, primo dei suoi a calciare dalla distanza, obbliga Sommariva alla sbracciata sopra la traversa. Samardzic prima del recupero strozza il sinistro trovando la deviazione di Ellertsson senza punire la respinta cortissima del portiere locale sul cross di Musah dalla mancina. Extra time: Krstovic sovrasta Vasquez ma la sfiora appena di tempia sul pallone di Kamaldeen, quindi la zampata vincente… usando la testa.
Simone Fornoni