Gara 2 finale Playout D gironi A-B – Saronno, Centro Giovanile monsignor Ugo Ronchi – sabato 23 maggio
Diba Electronics Robur Saronno – Unica Bluorobica Bergamo 69-76 dopo 1 t.s. (11-18, 24-33, 42-48, 63-63)
ROBUR SARONNO: Molteni 10 (3/4, 1/4, 1/1), Zimonjic 8 (1/5, 2/4, 3 rec.), Negri 3 (0/1, 1/6), Pellegrini 13 (3/8, 2/8, 1/2, 10 r., 3 ass.), Acunzo 15 (5/10, 1/5, 2/3, 10 r., 1 st.); Redaelli 13 (2/4, 3/7), Bloise NE, Gualdi NE, Panceri (0/1, 0/6), Fioravanti 4 (0/4, 1/3, 1/2, 7 r.), Presotto 3 (1/5, 1/4 tl), Pavese (0/1 da 3). Coach: Luca Ansaloni.
T2 15/42, T3 11/44, TL 6/12 – rimbalzi 50 17+33 (Acunzo, Pellegrini 10), assist 12 (Pellegrini 3)
BLUOROBICA: Polanco 18 (4/7, 2/6, 4/5, 6 r., 8 ass.), Franco 3 (0/2, 1/7, 5 r., 2 rec.), A. Leoni 10 (1/5, 2/5, 2/3, 5 r.), Sergio 18 (3/5, 3/8, 3/3, 12 r., 1 st.), Odiphri 18 (8/17, 2/2 tl, 17 r.); Zana 4 (2/2, 0/2), Cattaneo (0/1 da 3), Pagnoncelli (1 st.), Carparelli 5 (0/2, 1/4, 2/4), Pezzotta NE, Cefis NE, Hrytsiuk. Coach: Cesare Ciocca.
T2 18/40, T3 9/33, TL 13/17 – rimbalzi 56 12+44 (Odiphri 17), assist 20 (Polanco 8)
Arbitri: Bavera di Desio e Marzellotta di Padova.
Note: parziali 11-18, 13-15, 18-15, 21-15; 6-13. Uscito per 5 falli: Franco.
Saronno (Varese) – Due a zero nella serie con Saronno e categoria senior salva. A tutt’oggi la certezza di esserci ancora ce l’hanno soltanto le giovanili. Andiamo con ordine, per raccontare anche il senso dell’ultimo atto stagionale. 18 a referto come Efe Odiphri, autore della schiacciatona finale a replicare quella in esordio di terzo quarto quando il largo sembrava già preso, e Leon Polanco, decisivo per portarla ai supplementari anche se avrebbe potuto far esultare tutti anzitempo segnando il secondo personale allo scadere. Ma è stato soprattutto il cuore di capitan Luigi Sergio ad aver tenuto la Bluorobica Bergamo in serie B Interregionale. O meglio, il titolo sportivo, perché dopo una stagione alla Palestra Corridoni alla Celadina, da dividere col Chorus Volley femminile di serie C, dall’estate non ci sarà un palazzetto disponibile. Figuriamoci quello ricostruendo nello stesso quartiere in area Coni dopo aver abbattuto l’originale, tolto di mezzo anche l’Italcementi e falliti gli esperimenti a mo’ di avventura della BB14 e in A2 della Blu Basket Bergamo, con la ChorusLife Arena inadatta ad accordi al ribasso per un progetto di sport maschile di squadra a lungo termine che non sia il calcio.
Otto punti al supplementare, per il ragazzo dell’ottantotto che gioca da 3-4 atipico con la fascia al braccio, con bomba dal mezzo angolo sinistro a imitazione di Leoni per sparigliarla una prima volta sul 69-66 e, sul pari dalla distanza di Fioravanti, molto in sordina rispetto al 78-74 bergamasco d’un soffio all’andata, a segnare in tap-in sul jump errato dell’urgnanese il punto di non ritorno addizionato da un secondo missile frontale a una lancetta dal gong. Una partita filata via abbastanza liscia per il primo tempo, grande difesa e niente forzature eccessive a ritmi limati verso il basso, un 33-24 ingigantito a 40-28 grazie a una cinquina di Leoni in due possessi dal secondo minuto e mezzo del terzo quarto per poi farsi rimontare fino al 42-44 col gioco da 3 di Molteni, mentre lo spauracchio da alfa ad omega resta comunque il centro Acunzo, però molto falloso e al dunque impreciso. Proprio il figlio d’arte la riavvicina sul 45-48 e la pareggia a quota 50 per dare il la al punto a punto in quella che si auspicava fosse la passerella finale.
Invece Redaelli e Pellegrini, la seconda volta dalla lunga, riprendono e ribaltano Polanco sul 59-56 costringendolo a sua volta alla tripla. Una sfida sempre condotta fino al quarto periodo, tirando le somme, vincendo 56 a 50 la lotta sotto i tabelloni grazie al 17 di Efe che porta male solo ai padroni di casa. Meglio la riserva Redaelli, tra i play-tiratori di casa, rispetto a Molteni, perché senza il paio di bombe per inaugurare la quarta decade i suoi non avrebbero messo il naso avanti arruffoni com’erano. Bene così, ma il futuro della pallacanestro in città è sotto l’ipoteca di scelte e condizioni a cui la volontà dell’ultima società a tenere botta non può certo cambiare i connotati. La pallavolo, sempre maschile, non c’è più da tempo, arresasi all’evidenza di una città respingente verso chiunque non abbia i mezzi del calcio. Quella femminile è di stanza ormai a Treviglio, venti chilometri secchi, ma non è a Bergamo se non per ipotesi. La Capitale dello Sport non lo è per tutti, sempre e comunque: i fatti, prima o poi, s’incaricano da sé d’interrompere la narrazione dell’isola felice.
Simone Fornoni



sabato 23 Maggio 2026

