Champions League, ottavi di finale, andata – Bergamo, New Balance Arena – martedì 10 marzo (ore 21)
Atalanta – Bayern Monaco 1-6 (0-3)
ATALANTA (4-4-2): Carnesecchi 5,5; Zappacosta 6 (22’ st Bellanova 6), Hien 5, Kolasinac 5 (10’ st Ahanor 5,5), Bernasconi 5; K. Sulemana 5,5 (28’ st Samardzic 5,5), De Roon (cap.) 5, Pasalic 6, Zalewski 5 (10’ st Musah 5,5); Krstovic 5,5, Scamacca 5 (1’ st Djimsiti 5,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 45 Vavassori, 48 Cassa. All.: Raffaele Palladino 5,5.
BAYERN (4-2-3-1): Urbig 6; Stanisic 7,5 (41’ st Guerreiro sv), Upamecano 8, Tah 7, Laimer 6,5 (1’ st Davies 7, 26’ st Bischof 6,5); Kimmich (cap.) 7, Pavlovic 7 (23’ st Goretzka ); Olise 9, Gnabry 7 (1’ st Musiala 7,5), Luis Diaz 7,5; Jackson 8. A disp.: 26 Ulreich, 37 Prescott; 3 Kim, 42 Karl, 9 Kane. All.: Vincent Kompany 8,5.
Arbitro: Eskås 6,5 (Norvegia – Engan, Bashevkin; IV Kringstad. V.A.R. Tiago Martins – Portogallo, A.V.A.R. Higler – Paesi Bassi).
RETI: 12’ pt Stanisic (B), 22’ pt e 19’ st Olise (B), 25’ pt Gnabry (B), 7’ st Jackson (B), 22’ st Musiala (B), 48’ st Pasalic (A).
Note: serata piovigginosa, spettatori 22.988 per un incasso di 1.064.080,60 euro. Ammoniti Laimer per gioco scorretto, Olise per ritardata rimessa in gioco (da settimo angolo), Kimmiche e Musah per comportamento non regolamentare. Tiri totali 8-21, nello specchio 2-12, parati 1-7, respinti/deviati 2-4. Var: 1 (check Zappacosta-Luis Diaz, 7’). Corner 2-7, recupero 1’ e 5’ .
Bergamo – Difesa a quattro e Olise a puntare Bernasconi, uguale disastro. E si continua a dormire da palla inattiva. Il Bayern Monaco, di fronte al 4-2-4 anti Udinese per la rimonta di sabato scorso sul 2-2 in corso d’opera, è molto più ingiocabile di quanto si pensasse. L’Atalanta già al quarto d’ora ha smesso di giocare, o meglio di reggere l’urto, per agevolare l’archiviazione della pratica altrui in vista del ritorno tra otto giorni. Nella seconda metà, colpi affondanti da Jackson, dal doppiettista di giornata a giro e da Musiala. Illusioni abbondantemente finite: conviene puntare sulla Coppa Italia e sulla rimonta in campionato, perché gli ottavi di finale di Champions League sono bell’e che andati.
A cavallo del 4’, Olise ha già impegnato in tuffo Carnesecchi sulla discesa con scarico di Stanisic e Kimmich trova il muro di Kolasinac come il collega a sinistra con Hien. Bisogna stringere i denti: la punizione di Oliseh al 7’ è alta, ma poi sulla scorta di un contrasto fra Zappacosta e Luis Diaz, trattenuto per un amen per la maglia dal sorano, è ancora l’esterno alto a destra a trovare sulla sua strada l’ultimo ostacolo sullo smistamento di Kimmich. Il colombiano slalomeggia scollinato il decimo ottenendo solo un corner, da cui scaturisce l’ovvio vantaggio ospite: batte dalla bandierina destra del pericolo pubblico n. 1, Gnabry s’inserisce e trova il piattone a rimorchio sottomisura di Stanisic, avversario in maglia Leverkusen del trionfo di Dublino nell’Europa League 2024. Il nazionale polacco sembra il maggior indiziato del crollo del castello difensivo. A due tocchetti dal ventesimo, Zappacosta prende il fondo a destra e Scamacca allarga la deviazione di fronte. Niente da fare: la prima volta che Olise punta Bernasconi, ecco il sinistro aperto nell’angolino per il bis, non senza complicità del riminese tra i pali che si butta in ritardo. E non può che essere l’incubo costante nerazzurro a prendere campo per assecondare l’inserimento in navata del tris di Gnabry. Al 26’ Urbig, il vice Neuer, salva su Krstovic, servito dal pendolino di destra nella sua girata subitanea, ma non è proprio seraqta e si rischia l’imbarcata: a mezzora passata, Diaz smarca Jackson che tira il mancino in bocca all’ultimo ostacolo. Al 37’ il terminale ospite la ritenta incrociando il destro da posizione un po’ defilata e per poco non cala il poker. Al 43’ scende perfino Upamecano che ciancica il destro. Nemmeno una lancetta e Gnabry s’inserisce col sinistro lemme per poi alzare il destro in lunetta. Olise, Pavlovic e lo stesso Jackson i mancati assistman del caso, tutti liberissimi di alzare la testa e pensarci pure su.
Dentro Djimsiti per Scamacca, al rientro dal tunnel si torna a tre dietro senza che cambi la musica, perché stavolta è Pavlovic a sollecitare i riflessi carnesecchiani (4’) dalla lunetta e al settimo su una ripartenza seguita a una punizione di Zalewski è Jackson a girare in porta l’assist di tacco di Diaz sulla discesa a sinistra di Davies, servito proprio da chi andrà a concludere in mischia. Polemiche per un presunto mani del mediano sinistro in barriera. Krstovic si lagna dello stesso dettaglio anatomico di Tah, Upamecano invece ferma d’autorità Kamaldeen (17’) lanciato in profondità da Zappacosta. Due corsette cronometriche e girello mancino del migliore in campo aperto dal canadese su tacco di Musiala che poi infila in spaccata a rimorchio di Jackson dall’area piccola. Set chiuso. Djimsiti, a mezza via, alza di fronte il cross di Bernasconi in coda al secondo angolo BG (21’). Applausi a scena aperta da tutto lo stadio, di apprezzamento per la lezione di calcio e a sostegno imperituro dei propri eroi caduti nell’esercizio del dovere. Al 34’ fischi per Samardzic che fugge allungandosi troppo la palla. Krstovic svetta di nuovo alto sul traversone di Bellanova (41’). Tah, infine, gli si oppone sulla combinazione crossata Bellanova-Krstovic. Nel finale, il gol della bandiera di Pasalic in tap-in dopo lo scontro fra Krstovic e il portiere Urbig sulla fuga a destra di Bellanova.
Esseffe


martedì 10 Marzo 2026
