Stavolta, spazio per primo al grande ex, profeta di un novennio dell’Atalanta da consegnare alla leggenda, che rosica per il corto muso subìto dall’ex allievo da giocatore ai tempi del Genoa. “Ringrazio per l’ennesima volta per l’accoglienza questa gente, cui sarò sempre grato tutto quello che mi ha dato. Mi dispiace per lo striscione sul finale, non c’era altra possibilità, comunque sono andato via a campionato già finito. Quanto abbiamo fatto insieme, comunque, rimane”. A Gian Piero Gasperini, oltre a quel ‘Una bella storia si giudica anche dal finale: peccato’ con l’ultima parola scritta a lettere alternate gialle e rosse in Curva Sud, non va giù nemmeno l’episodio decisivo: “Spinta di Scalvini su Svilar? L’ho già detto in tv. C’era anche fallo di mano, coi regolamenti attuali è assurdo fare due errori del genere. Una situazione molto limpida che non si può cambiare: ci sono sempre grossi dubbi su questo Var. La Roma non ne esce ridimensionata, abbiamo giocato alla pari e a tratti anche meglio”, le parole dell’allenatore giallorosso a bocce ferme.
“Abbiamo giocato contro una squadra fisica, di qualità, che ripartiva veloce. Ha il valore di un terzo posto, ha tutto ciò che serve per essere di livello, sta andando benissimo in Champions. Abbiamo avuto le occasioni migliori, non è che puoi creargliene dieci.
L’Atalanta è una squadra di assoluto livello, ha venduto Retegui ma ha recuperato Scamacca, merita i primi posti dopo essere partita male in campionato. La Roma deve imparare da queste partite, ricavandone una lezione per crescere e diventare più forte per posizionarsi laddove non è abituata a stare.
Abbiamo sofferto sulle fasce nel primo tempo, con l’ingresso di Wesley abbiamo fatto meglio. Mancini è un grande giocatore ed è una risorsa per il calcio italiano, non è più un giocatore che provoca, ha dato equilibrio quando ho arretrato Celik in difesa e lui s’è spostato in mezzo.
Non parlo di mercato oggi, non è il momento migliore. Se andiamo sotto al 99 per cento perdiamo, ma ne abbiamo vinte undici. Se riusciamo a sfruttare le occasioni diventiamo più forti” (Gian Piero Gasperini, allenatore Roma).
Anche nel fuoco di fila di domande per il trionfatore, Raffaele Palladino, che non accenna minimamente al maestro dopo averne sminuito l’impatto emotivo alla vigilia, c’è spazio per la recriminazione del caso: “Come abbia potuto essere annullato il gol di Scamacca non riesco proprio a spiegarmelo, era chiaramente regolare”, l’opinione del tecnico nerazzurro. Che rimarca l’aspetto psicologico del bottino pieno del sabato sera: “Si tratta di qualcosa che aspettavamo tutti, dato che si tratta della prima vittoria ottenuta contro un avversario della parte sinistra della classifica. Una partita perfetta e una serata magica, la vittoria importante che cercavamo da tempo. Una grande prestazione contro la miglior difesa del campionato. E’ la vittoria del gruppo e spero sia una svolta”.
“I miei sono entrati in campo come li vorrei sempre vedere. Siamo partiti con grande intensità e coraggio, anche se abbiamo rischiato all’inizio su nostro errore in uscita che poteva costarci caro. Una volta in vantaggio potevamo raddoppiare in ripartenza con Zalewski e sul gol inspiegabilmente annullato a Scamacca. All’inizio del secondo tempo c’è stato un momento di sofferenza per un calo psicofisico.
Djimsiti è l’esempio che quando cadi ti devi rialzare, ha dato una grande risposta all’errore contro l’Inter. Ho visto un gruppo unito, dobbiamo continuare a scalare posizioni in classifica percorrendo la stessa strada che è quella giusta.
Scalvini ve lo dicevo che stava migliorando e stasera è stata l’occasione giusta. Ha fatto una grandissima prestazione su Dybala in fase di non possesso e s’è spinto avanti con grandi qualità. Kolasinac ha avuto un colpo al ginocchio, speriamo non sia nulla di grave” (Raffaele Palladino, allenatore Atalanta).
Chiosa per Nicola Zalewski, nel gruppone degli ex di turno insieme a Zappacosta, Mancini, Cristante e Gollini. Uno che nega, da migliore in campo ex aequo – almeno per Bergamo & Sport -, di volersi ritagliare la particina scomoda di ex al veleno: “Se avessi segnato non avrei esultato, proprio come ha fatto Scamacca sul gol annullato. Ho mancato il gol anche perché ho esitato pensando di essere in fuorigioco. Non avevo e non ho nulla da dimostrare alla mia ex squadra”, le parole dell’esterno tornato trequartista largo per una serata. “Sono sempre stato una mezza punta, poi Mourinho mi fece diventare un quinto e da lì non mi sono più spostato. L’importante è che il gruppo tragga giovamento da quello che faccio: se sia stata la mia prestazione migliore da quando sono a Bergamo lo dirà il mister – chiude il nazionale polacco -. Ho dato il massimo facendo quello che Palladino mi aveva chiesto di fare. La posizione in campo la conosco bene, ci sono nato giocandoci fino alla prima squadra della Roma. Non intendo darmi voti, sono solo contento che sia andata bene alla squadra e a me”. Esseffe


domenica 4 Gennaio 2026
