“Gian Piero Gasperini guida una squadra tra le più forti, organizzate e fisiche che ci siano in Italia e non solo. E’ il responsabile di un’idea di calcio unica. Ma la Fiorentina non parte sconfitta, non è la vittima sacrificare”. Parole e musica della vigilia del grande ex Cesare Prandelli, una mezza vita (1978-1979 e dal 1985 al 1990) da calciatore con l’Atalanta, poi allenata dagli Allievi (scudetto ’92) alla prima squadra (dall’autunno ’93 con Valdinoci) passando per la Primavera (Viareggio Cup e scudetto ’93), ma domani nemico sull’altra sponda: “Dobbiamo pensare di avere coraggio e sfacciataggine per mettere in difficoltà gli avversari”, il succo della sua conferenza stampa”.

PRANDELLI E IL RISCHIO DELLA B. “Dobbiamo avere una sana paura, che non significa partite già battuti contro una compagine più forte. La stessa filosofia che deve accompagnarci nell’ottica di tutto il campionato, perché se falliamo scendiamo tutti di categoria, giocatori e allenatore. Il pareggio in extremis di Milenkovic col Genoa è un segnale incoraggiante, dobbiamo continuare ad avere fame”, l’avvertimento del tecnico di Orzinuovi.

PRANDELLI E L’ATTACCO. Ribery sa mettersi a disposizione ed è consapevole che in un momento di difficoltà tutti devono dare il 110 per cento anche se non sono al meglio. Callejon ha qualità: nell’ultima partita ha messo in area due palle importanti”.

PRANDELLI E BONAVENTURA. “Giacomo Bonaventura col Benevento non stava bene, altrimenti avrebbe giocato. Ha qualità, tempi di gioco, inserimenti giusti: secondo me è uno dei titolari, una risorsa di questa squadra. Castrovilli è stato recuperato ieri dal nostro team di fisioterapisti che è eccellente: decido io se gioca dall’inizio oppure no”.

PRANDELLI E IL PROGETTO ATALANTA. “Il progetto in corso all’Atalanta mi ricorda da vicino quello della mia Fiorentina dal 2006 al 2010. La differenza la fanno le strutture di proprietà, dallo stadio al centro sportivo. Le infrastrutture attraggono i giocatori, perché offrono loro la dimensione della programmazione anche in termine di salute e di immagine”.