I tifosi nerazzurri sapevano che sarebbe stata una partita difficile. La verità è che non gli è mai interessato. Ad ogni gol subito alzavano i decibel all’Ethiad Stadium di Manchester. Hanno cantato per 93’ ininterrottamente perché sapevano di essere in un sogno. Manchester CityAtalanta prima di questa sera la avevano giocata solamente alla PlayStation. È un tam tam social che rimarca fortemente questo grande sentimento di orgoglio e appartenenza. Tanti i post di tifosi provenienti da tutta Italia e tutto il mondo che al di là della propria fede calcistica hanno fatto il tifo per i nerazzurri perché hanno riconosciuto nella squadra di Gasperini un’identità, un sogno, una passione vera. Questi i sentimenti che ogni bergamasco porta dentro il proprio cuore, nascondendole agli altri. Sì, perché il bergamasco è immune dagli sfottò degli avversari, di chi non potrà mai capire cosa significhi giocare in Champions League contro il Manchester City quando fino a dieci anni fa militavi in Serie B. E quindi parte la goliardia dei supporters atalantini con il video all’aeroporto dove in fila si sono messi a “nuotare” sul nastro trasportatore a ritmo di cori. Le pagine più famose di Instagram si schierano dalla parte della Dea e dei suoi tifosi tutti. Tanti i messaggi dedicati a Gasperini, ora come mai vero simbolo e uomo chiave di una città, di una squadra, di una società intera. Italian Football Tv, pagina inglese appassionata di Serie A, con grafiche spettacolari ha rappresentato il Gasp e i suoi uomini come stranieri in territorio inesplorato, ma sempre con grande rispetto ed ammirazione. E c’è chi anche scherza giustamente sull’ampio risultato come Calciatoribrutti e il loro meme con protagonista Alberto Angela, il quale parla della Dea come di un grande impero in improvvisa decadenza. In questo mondo prevalentemente superficiale e legato all’apparenza l’animo atalantino è riuscito a fare breccia. Meglio di una vittoria, meglio di un gol al 90’ sotto la curva. Aver fatto amare l’Atalanta a tutti è il più grande risultato che si potesse ottenere.

Mattia Maraglio

Immagini prese dalle relative pagine Instagram dei profili citati nell’articolo.