Per la prima volta dal 2017 il Premio Brembo, il riconoscimento al miglior studente, giocatore e cittadino del mondo assegnato a ognuna delle categorie dell’attività agonistica dell’Atalanta, ha giocato in casa. L’ottava edizione è stata ospitata al parco tecnologico-scientifico Kilometro Rosso, un vanto dell’imprenditoria bergamasca che guarda oltre i confini pur mantenendo salde radici del territorio. Come la multinazionale dei freni capofila di uno dei simboli della nostra terra: “Dal 2017 avevamo condiviso questa progettualità speciale tra i nostri due brand speciali, Brembo e Atalanta. Abbiamo la responsabilità di orientare i ragazzi verso il futuro, perché si mettano in gioco per obiettivi importanti – afferma Cristina Bombassei, Chief Legacy Officer Brembo -. Il calcio è passione, ma anche sacrificio e disciplina che unisce. Nello sport, come nella vita, ci sono sfide da affrontare, anche per noi che dobbiamo innovare sempre i freni. Per guardare oltre le difficoltà, il talento è il punto di partenza. Poi servono rispetto e voglia di imparare, oltre al giusto atteggiamento e al saper essere squadra. Più di 80 premiati negli anni testimoniano il nostro sforzo in questa direzione”.

La cerimonia al Gate 12, ingresso Est, di Casa Brembo, è stata nel segno della continuità: “Il lavoro di squadra c’è anche nella nostra giuria competente per premiare gli sportivi più meritevoli non solo sotto il profilo sportivo, ma didattico e umano. Scalvini, un predestinato, lo vinse primo anno, come altri dieci talenti in erba ora inseriti in una carriera professionistica di alto livello. Li accomunano lo stesso impegno, rinuncia e sacrificio. Ci sono tanti esempi nei giovani che rilanciano il nostro sport italiano: Kimi Antonelli, Jannik Sinner, Jasmine Paolini”, rimarca la padrona di casa.

L’appuntamento annuale, che ha riunito il Settore Giovanile atalantino, è figlio del progetto ideato con il Top Sponsor del vivaio nerazzurro e nasce con l’obiettivo di valorizzare e premiare non solo la crescita sportiva, ma anche e soprattutto i valori umani e comportamentali dei giovani atleti di stanza a Zingonia. “Questo riconoscimento è stata una grande intuizione. Siamo convinti di dover lavorare tutti i giorni per migliorare le nostre prestazioni sul campo, qualunque sia. Ai giovani che giocano per noi dico: non abbandonate gli studi, continuate a crescere, conquistatevi gli obiettivi con lavoro, passione, sacrificio e voglia di non mollare mai. I ragazzi dell’Atalanta sono diversi da tutti gli altri ragazzi”, le parole dell’amministratore delegato Luca Percassi.

Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile, ha aggiunto: “Si tratta di premi speciali. Abbinare al campo il comportamento e il lavoro delle scuole è il suggello del lavoro formativo di una società che investe sui giovani calciatori. Siete fortunati a essere in un club che dà importanza prima a questo, all’essere persone migliori per il futuro”. Infine, l’area educativa della Dea, guidata dalla professoressa Lucia Castelli: “Ne sarebbero da premiare almeno tre per ogni squadra. La commissione assegnatrice è composta dagli staff tecnici e dai dirigenti dell’agonistica, premiando un certo impegno a livello sportivo e scolastico. I criteri di valutazione sono il comportamento, la tipologia di scuola, la media altra specie nei Centri di Formazione Professionale, la rinuncia ai diplomifici per norma, l’impegno durante l’attività calcistica e le competenze di gioco”.

I PREMIATI
Premi Speciali per impegno, resilienza e maturità al portiere della Primavera con zero presenze Alessandro Barbieri e a Diletta Barbieri dell’Under 15 femminile.
Premio Brembo – miglior giocatore-studente – per categoria: Mateo Virgillito, Marco Campo (For Special), Martina Bacchio (Under 17 femminile), Francesca Roveda (Under 15 femminile), Mattia Pedretti (Primavera), Alessandro Franchini (Under 18), Giovanni Zanatta (Under 17), Alessandro Percassi (Under 16), Gabriel Ottocento (Under 15). Esse