Berat Djimsiti a parte, Daniel Maldini niente sgambate con la palla tra i piedi col Cagliari alle viste, Marten de Roon scosciato a sinistra dopo la prima partitella a campo allungato dalla trequarti. Ma l’importante, alla New Balance Arena, era ed è l’abbraccio tra l’Atalanta e il suo pubblico, accorso in massa, 6.700 nel solo settore aperto, la Curva Nord, che un paio di striscioni per strigliare il club li ha pure tirati fuori.

Prima, tra ripetute e partitelle a metà campo, a sostegno di Cristian Raimondi, ex giocatore che per la prima volta dal 2017 non figura nello staff tecnico tra i collaboratori: “CR77, serietà, esperienza, atalantinità…Ti rivogliamo con la squadra sotto la curva della tua città”, sottolineato dal coro contestuale. Nel finale, con la squadra a salutare i sostenitori, un probabile accenno ai divieti di trasferta, sabato a Gelsenkirchen contro lo Schalke 04 come domenica scorsa a Rotterdam dal Feyenoord, e alle amichevoli a porte chiuse a Zingonia delle scorse settimane contro Mantova e Arezzo: “Una tifoseria che se chiamata in causa ha sempre risposto presente. Riportate l’Atalanta in mezzo alla sua gente”.

Per il resto, settanta minuti a pelo d’erba e poco importa per gli esiti, con Federico Cassa subentrato al capitano olandese anche perché El Bilal Touré ormai è del Parma. Contestualmente, Nicola Zalewski s’è rispostato di nuovo, in un percorso inverso rispetto alla De Kuip Cup, dall’ala alla mezzala. Ai giocatori di Maurizio Sarri s’è unito per la prima volta Charles De Ketelaere, l’ultimo degli otto nazionali che ha partecipato ai Mondiali a rientrare dalle ferie, ieri, per i test al Centro Sportivo Bortolotti. Il belga, giocate a parte, ha anche colto una clamorosa traversa quasi all’altezza dell’incrocio.

Presenti Antonio e Luca Percassi, presidente e amministratore delegato, più il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, il nuovo direttore della Comunicazione Area Corporate, Sportiva e Area Istituzionale Jacopo Gismondi (ex Sassuolo, al Napoli con Giuntoli dopo gli esordi al Frosinone), i direttori generali Andrea Fabris (Corporate) e Umberto Marino (Istituzionale) più l’ufficio stampa e lo staff comunicazione e organizzativo al completo, i giocatori in campo si sono dati battaglia il giusto.

Ripetute, all’inizio, dopo il riscaldamento a ostacoli collettivo, per i vari Krstovic, Scalvini, Djimsiti, Bernasconi, Ahanor, Zappacosta, Scamacca, Maldini e i bisognosi di più movimento. Ai portieri Marco Carnesecchi, Marco Sportiello e Paolo Vismara s’è alternato il 2009 Mattia Sonzogni. Nelle prime due partitelle, Bianchi in gol con Sead Kolasinac e nerazzurri con Ederson e Pasalic. Quindi il paio con la porta alternata sulla trequarti in cui Krstovic, pareggiatore temporaneo a Rotterdam, per i Nerazzurri con controllo e seccata mancina; pari di Gianluca Scamacca tenendo la palla bassa in asse con Super Mario, uno di quelli che cambia casacca in corso d’opera; Ibrahim Sulemana, la mezzala, mentre Kamaldeen la vede pochino, ne sfiora un paio e alla fine il montenegrino, decisamente il più in forma del lotto, usa stavolta il destro per tramutare nell’oro della doppietta personale il suggerimento zappacostiano.
SF

Foto Mor