Ivan Juric riapre ufficialmente le porte ad Ademola Lookman (lo striscione che lo riguardava stamani è stato rimosso prima di pranzo). “Mercoledì ha parlato con me, lo staff e i giocatori, uno per uno, che lo hanno accolto bene. Da domani è disponibile per le partite. Non è al massimo perché s’è allenato a lungo da solo coi ragazzi della Primavera. In questi giorni che s’è allenato con noi ha fatto molto bene”, la premessa del tecnico dell’Atalanta alla vigilia del Torino.

“I calciatori sono circondati da persone che li indirizzano, è il calcio moderno – ironizza un po’ amaro il mister croato -. Lookman in certi momenti c’è mancato, per esempio col Pisa, per le sua imprevedibilità, qualità e incisività. Titolare? ci devo pensare, ha fatto due allenamenti finora col resto della squadra ed è un po’ in debito d’ossigeno”. 

Juric esclude contraccolpi dal mercoledì di Champions: “E’ una partita che ci deve dare una grande forza, contro una squadra fenomenale. La squadra è motivatissima. Per De Ketelaere è molto meno di quello che pensavamo, oggi lo proviamo e prendiamo una decisione – continua -. Scalvini mi brucia, ero contento di come stava giocando. Non volevo rischiarlo, è entrato pochi minuti, è scivolato e adesso deve stare fermo almeno un paio di settimane. Ahanor è un investimento a lungo termine, mercoledì a Parigi mi ha dato buone sensazioni. In allenamento ha il ritmo giusto, mi piace come lavora, anche se deve migliorare in tante cose”.

Ancora, sui lungodegenti: “Scamacca comincia a provare a correre settimana prossima, vediamo come evolve. Ederson tornerà prima di Kolasinac, il primo è tornato a correre e per il secondo l’operazione impone prudenza, si allena con la Primavera e prima della sosta non lo si rivedrà”.

“Abbiamo un gruppo di giocatori insieme a De Roon che sono qui da anni, hanno cultura del lavoro e comportamenti adeguati, intervengono alla bisogna. Il gol? Più che su Krstovic c’è da lavorare su Maldini. La differenza tra il Pisa e il Lecce è che l’ultima volta in campionato è andata dentro spesso. Zappacosta? Professionista notevole, viene da grandi stagioni e lo terrò in considerazione.

Giocare ben dall’inizio o no non è certamente una scelta tattica, soffriamo i lanci del portiere avversario e le seconde palle. Ma le altre squadre, che hanno i loro meriti, non possono continuare a giocare sempre così, calano e noi nei secondi tempi usciamo più decisi. 

Ho visto cose buone da Musah in fase difensiva e con la palla, attacca anche bene lo spazio, vedi Lecce. Krstovic mercoledì ha tenuto tanti palloni, è stato molto presente. Non è tutto da buttare della partita col PSG. E’ una partita che ci deve dare una grande forza, contro una squadra fenomenale. La squadra è motivatissima.

Tutti conoscono tutti, si analizza sempre l’avversario e siamo al corrente dei particolari. In Italia siamo fissati. Al Torino ho fatto un ottimo lavoro, abbiamo riportato la squadra nella parte sinistra della classifica, rimessi i conti a posto, è solido, ci sono tanti buoni giocatori, tanti attaccanti, tante soluzioni e tanti moduli. A Roma il Torino è stato molto attento e prudente sfruttando le ripartenze con giocatori come Simeone e Ngonge, magari a casa loro vorranno fare più pressing.

C’è un lavoro precedente ottimo all’Atalanta, devi raccogliere qualcosa e introdurre quello che vuoi fare tu. Non siamo ancora alle cose che vorrei io, qui il modo di lavorare è diverso da Verona a Torino dove avevo potuto portare le mie idee”.