L’ex compagno ritrovato e il tecnico ideale: “Con Lazar Samardzic, persona speciale e giocatore di grande qualità, abbiamo condiviso una stagione complicata all’Udinese, che ringrazio per avermi sviluppato come calciatore dandomi valore. Sulla scelta di venire qui ha pesato Maurizio Sarri, un allenatore di livello internazionale col focus sulla difesa”. Et voilà, Thomas Kristensen si presenta all’Atalanta puntando le sue carte sul mister: “Le sue squadre sono molto organizzate, ti spiega esattamente cosa fare. I suoi insegnamenti si rispecchiano nei suoi giocatori e nelle sue squadre. L’ambizione di tutti è imparare a giocare come vuole lui il prima possibile”, spiega il 2002 danese.
“Ho scelto l’Atalanta perché la conosco bene, è un grande club, qui le ambizioni sono grandi e a livello europeo ha raggiunto grandi risultati. Una scelta giusta e attraente per me. Passo da una difesa a tre a quella a quattro, ma in pratica torno a giocarci perché facevo questo ruolo nell’Under 21 della Danimarca. L’obiettivo mio e del club è fare il meglio che possiamo in tutte e tre le competizione. Giovedì sarà il primo scoglio importante col playoff di andata di Conference League”, osserva l’ultimo nonché secondo acquisto. C’è modo e tempo pure per la gratitudine del caso: “Ringrazio l’Udinese che mi ha aiutato a svilupparmi come giocatore, perché questo è un grande passo della mia carriera e posso diventare un giocatore ancora più forte. Cerco di non fossilizzarmi sul valore del mio cartellino”.
E l’impatto con Zingonia? “Sono stati giorni impegnativi in mezzo a persone nuove, ma mi hanno accolto bene tutti dai compagni al presidente Percassi fino al direttore Giuntoli. Dobbiamo imparare il prima possibile il nuovo modulo di gioco. L’obiettivo della stagione a livello personale è giocare il più possibile, dando il contributo delle mie qualità alla squadra: sono forte sui calci piazzati e quindi darò il massimo anche lì. Qui è possibile crescere anche come persona”.
Capitolo amarcord, ovvero sotto la maglia nerazzurra pulsano due cuori da Zebretta: “Con Samardzic all’Udinese abbiamo condiviso una sola stagione molto difficile e dura. Conosco le sue qualità, è una persona di grandi qualità e un giocatore speciale. Sono felice di averlo ritrovato, ovviamente in occasione del mio trasferimento ci siamo sentiti e abbiamo potuto riallacciare il rapporto”. Capitolo curiosità: “Il numero 31 è per mio fratello, Kasper, che indossa lo stesso al Vejle, in seconda divisione danese, dove fa il portiere. Una questione di famiglia. Non ho un idolo in particolare, da giovane giocavo come centrocampista e mi piaceva Yaya Touré, ma anche Kompany e Van Dijk mi sono sempre piaciuti”.
Per l’eredità raccolta da Tommasone, ci vogliono spalle larghe così, su 198 centimetri di statura: “Ho grande rispetto per Djimsiti, ma non sono arrivato qui per sostituirlo. Porto alla squadra le mie caratteristiche. Il suo è un grande buco da riempire. Fare quello che ha fatto lui per l’Atalanta sarebbe un grande traguardo – chiude -. La mia statura mi dà un vantaggio. Essere alto e prestante aiuta a focalizzarsi sulla mobilità, uno degli aspetti da curare. Conosco la Conference League dai tempi dell’Aarhus, ne ho avuto un assaggio all’inizio della mia carriera. Non vedo l’ora di misurarmi ancora con l’Europa, ma anche in Coppa Italia e in campionato posso giocare in un’altra dimensione. Sono consapevole della grande tradizione scandinava in questo club, ne ho parlato anche con Hojlund che mi ha parlato benissimo dell’Atalanta come di un posto dove migliorarsi e crescere”.
Giuntoli sul calciomercato: “Chiediamo tempo e pazienza”
“Thomas Kristensen è stata una manovra repentina perché Djimsiti ci aveva chiesto di andare. Abbiamo investito su un ragazzo molto giovane, dieci anni di meno. Gioca da tempo a tre e a uomo, il che stimola la tecnica individuale: Sarri lo metterà nella condizione migliore per adattarsi alla quattro.
Ci tengo a fare il riassunto di quanto abbiamo fatto. Abbiamo preso un tecnico da grande squadra che può rappresentare il nostro plus. Dopodiché, un regista italiano come Gaetano convincendo Ederson, ambito dai grandi club in Europa, a rimanere. Quindi abbiamo fatto Kristensen per l’uscita di Djimsiti. Sul mercato vogliamo essere reattivi e attenti, perché il percorso è da cominciare nel migliore dei modi. Il lavoro vero è quello durante la settimana a opera dello staff. Chiediamo tempo e pazienza al nostro popolo che stasera può entrare a guardare l’allenamento al Centro Sportivo di Zingonia.
L’interesse verso i nostri giocatori, come il Fulham per Bellanova, ci inorgoglisce dandoci la certezza della bontà della rosa a disposizione. Siamo già una squadra competitiva” (Cristiano Giuntoli, direttore sportivo).
Effe


lunedì 17 Agosto 2026

