Da società satellite, per poi farlo con la Bergamo Basket 2014 nell’ambito del progetto Bergamo Basket City evaporato sotto Natale 2022, a possibile salvezza della palla a spicchi nella Treviglio orfana della Blu Basket 1971, traslocata a Orzinuovi per volere del proprietario Stefano Mascio. Il percorso della Bluorobica, chiusa la prima annata con una squadra senior in B Interregionale (dopo aver rilevato il titolo sportivo dell’Olimpia Lumezzane) ai quarti con la Sangiorgese, poi battuta in semifinale playoff dagli arcirivali cittadini, è a un passo dal trovare il più impensabile degli sbocchi: non lasciare deserti l’oltre mezzo secolo di tradizione trevigliese e il PalaFacchetti. Ecco la proposta del presidente Paolo Andreini.

Era il 2003 quando, insieme a Carlo Ballini, abbiamo iniziato questa avventura che ha portato negli anni la nostra società ai vertici nazionali dell’attività giovanile. Attraverso gli alti e i bassi che caratterizzano qualunque attività siamo purtroppo arrivati oggi a rappresentare l’unica possibilità, per il basket giovanile della provincia di Bergamo, di avere un futuro concreto.
Nel 2022 abbiamo concluso il nostro rapporto di società satellite di Blu Basket senza una riga di ringraziamento, dopo quasi 20 anni nei quali tanti bambini sono diventati atleti importanti grazie a BluOrobica e grazie a Blu Basket. Nel frattempo la città di Bergamo, con scelte molto discutibili, ha di fatto azzerato la possibilità di svolgere sport di vertice, chiudendo tutti gli impianti disponibili.
Due mesi fa, in tempi non sospetti, abbiamo bussato alla porta dell’Amministrazione Comunale Trevigliese, trovando disponibilità e passione per un nostro arrivo, discreto e rispettoso, in terra Trevigliese, perché dove si ama il basket, si ama tutto il basket.
Oggi gli eventi ci portano a sottoporre la nostra candidatura per raccogliere il testimone di una società storica, partendo da quello che è il nostro livello (serie B Interregionale) e da quella che è la nostra mission (la costruzione di atleti di interesse nazionale) senza porre limiti verso l’alto ma solo se i passi, secondo tradizione trevigliese ante litteram, saranno proporzionati alla gamba che li farà. Con chi farli dipenderà da quanta passione ancora ci sarà per il basket a Treviglio. Perché la passione è passione, le categorie uno stimolo per crescere. Ci sono piazze dove un derby di serie B raccoglie migliaia di tifosi e Treviglio non sarebbe da meno, a patto di identificarsi con i protagonisti, di viverci a fianco in una dimensione in cui il fattore umano è un valore e non un limite per dei professionisti. I bambini devono vedere i loro idoli e sognare di diventarlo loro stessi; le società del territorio non devono temere la società di riferimento, ma devono identificarcisi e crescere al suo fianco.
Questa è la mia idea, avevo provato a condividerla ma forse è venuto il momento per renderla pubblica e farne un progetto concreto.
Paolo Andreini