Union Saint-Gilloise per la gloria, Atalanta nemmeno per l’onor di firma. “Tecnicamente, la partita più brutta della mia gestione. Abbiamo sbagliato cose semplici, contro avversari che hanno preso campo ed entusiasmo”, la premessa di Raffaele Palladino dopo la retrocessione al quindicesimo posto, fuori dalle teste di serie, nella classifica generale a 36 della Champions League che dopodomani a mezzogiorno significa prendere Borussia Dortmund od Olympiacos: “Non ci siamo ancora fatti un programma, l’ho saputo solo poco fa, poi analizzeremo. Torniamo in albergo amareggiati, ma dobbiamo ripartire subito. Domenica a Como c’è una partita importantissima”, la sottolineatura del tecnico nerazzurro.
Dal mancato aggancio alle Top Eight per la qualificazione diretta agli ottavi, che richiedeva comunque non poche combinazioni favorevoli (alla fine non sarebbero bastati nemmeno i tre punti), alla corsa al sesto posto occupato dai lariani, che stanno 5 lunghezze sopra. “Nessun dramma per la sconfitta in sé, gli ottavi di finale diretti erano comunque un sogno. Vicino, ma un sogno. Sono dispiaciuto perché volevamo dare continuità di risultati e di prestazioni dopo la bella vittoria in campionato. Mi sembra di aver rivisto le partite di Verona e di Pisa. Quelle dove tecnica e tattica c’entrano poco, perché c’è tanta intensità e tanto agonismo. Non riusciamo a capire che quando capitano partite sporche come questa bisogna imparare a starci dentro”.
“Il dispiacere c’è, non è delusione. Il campo era disastroso, senza che sia un alibi. Non riusciamo a fare quello switch che serve. La squadra deve capire che a volte bisogna fare battaglia, metterci il piede, l’agonismo. Un salto che prima o poi dobbiamo fare”, prosegue lo sconsolato allenatore mugnanese dalla pancia del Lotto Park di Anderlecht. “Alla mia sedicesima partita ho avuto comunque delle risposte. Ho bisogno di qualcosa di più a livello individuale e di squadra. Ci sono giocatori che subiscono molto di più questo. Da elogiare è Ahanor, che è il più piccolo ma ci ha messo un temperamento e una cattiveria che ho rivisto in De Roon quando è subentrato. In un momento delicato si entra così”.
Riguardo all’osservazione circa un turnover troppo massiccio per non impattare negativamente, Palladino oppone un diniego. “I cambi non sono sull’ultima partita, perché molti titolari come Kossounou avevano giocato anche quella precedente. Non ho pensato alla prossima, non è che faccio giocare le riserve: ho una rosa lunga e importante. Sono 8 variazioni della formazione iniziale rispetto a Parma, non a quella prima (l’Athletic Bilbao, ndr). Ho dato solo opportunità a giocatori come Samardzic e Musah che hanno avuto meno spazio. Poteva essere la partita delle risposte. Non è stato il singolo stasera, è nell’insieme che non è stata giocata una buona partita, nemmeno tecnicamente”.
C’è chi in sala conferenze azzarda l’impatto delle distrazioni di calciomercato, tipo le sirene romane sponda giallorossa o presunte tali per Kamaldeen Sulemana: “Non credo a influenze di questo tipo, i giocatori sono concentrati sulla squadra e sulla partita – la chiosa palladiniana -. I ragazzi sono dispiaciuti quanto me, anche per i tifosi che per esserci vicini si sono fatti tantissimi chilometri, per il nostro percorso. Torniamo in albergo giù di morale. Bisogna ripartire dalla partita importantissima col Como domenica”.
“Il gol preso ci ha tolto fiducia”. L’ipse dixit è di Charles De Ketelaere, preso dalla zona mista su Bergamo Tv e dal canale ufficiale nerazzurro: “L’Union Saint-Gilloise sa farti giocare male. Si tratta di una squadra aggressiva che non dà riferimenti. Per me prima del gol subìto eravamo in controllo tra possesso e controllo degli spazi – osserva l’attaccante belga -. Andare sotto è stato un brutto colpo, perché poi non abbiamo trovato la forza e la lucidità per recuperare e provare a vincere”. Mal di trasferta? “Non so cosa succeda lontano dal nostro stadio, ma è un aspetto dove migliorare perché ci porta a perdere partite come questa che sono alla nostra portata. La mentalità deve essere sempre quella. Con l’USG c’è mancata la qualità per creare occasioni importanti”. Testa allo scontro diretto di serie A per il sesto posto? “No, eravamo concentrati sulla Champions League. Certo, anche a Como sarà importante”. RS


giovedì 29 Gennaio 2026
