1aR (20a) serie A2 – Scafati (Salerno), PalaMangano-Beta Ricambi Arena – domenica 4 gennaio
Givova Scafati – Gruppo Mascio Bergamo 78-59 (18-12, 41-28, 58-52)
SCAFATI BASKET: Mascolo 14 (6/10, 0/2, 2/2, 6 r., 9 ass.), Walker 11 (5/8, 0/5, 1/6, 5 r., 3 rec., 2 st.), Mollura 6 (0/2, 2/5), Allen 12 (0/1, 3/7, 3/4, 7 r.), Iannuzzi 9 (4/4, 1/2 tl, 7 r., 1 st.); Caroti 6 (2/6 da 3), Fresno (0/2 da 2), Chiera 11 (1/2, 3/4, 0/1), Italiano 7 (1/3, 1/2, 2/2), Pullazi 2 (1/1, 0/1). Coach: Francesco Vitucci.
T2 18/33, T3 11/32, TL 9/17 – rimbalzi 47 14+33 (Allen, Iannuzzi 7), assist 19 (Mascolo 9)
BLU BASKET BERGAMO: Bogliardi 2 (1/3, 0/3, 1 st.), Pollone 3 (0/2, 1/3), Harrison 22 (4/7, 3/6, 5/5, 5 r., 4 ass., 1 st.), Udom 7 (2/4, 0/3, 3/4), J. Williams 8 (3/12, 0/1, 2/4, 6 r.); Stefanini 17 (1/4, 5/9, 9 r.), Piccirilli (0/1, 0/2), Guiducci, Bosso, Nobili. Coach: Alessandro Ramagli.
T2 11/35, T3 9/28, TL 10/13 – rimbalzi 35 24+11 (Stefanini 9), assist 9 (Harrison 4)
Arbitri: Moretti di Marsciano, Centonza di Grottammare e Lupelli di Roma.
Note: parziali 18-12, 23-16, 17-24, 20-9. 5 Falli: Nobili 31’07” e Bogliardi 34’35”.
Scafati (Salerno) – Una rotazione di dieci uomini per modo di dire, priva sempre di Bossi e Lombardi e stavolta pure del talento di Andrea Loro, l’anima del roster tra regia, lavoro sporco e invenzioni, non può reggere sulla distanza di 40 minuti. Specie se precocemente privata per limite di falli di un quinto del totale, leggi Nobili che gioca sotto e l’unico play puro Bogliardi. Anche perché gli equilibri sono quelli che sono e senza pedine si può combinare poco. Le prove di maturità per la Gruppo Mascio Bergamo, specie quando c’è da giocare in trasferta, sono inesorabilmente rinviate.
La squadra di Alessandro Ramagli (seconda metà di classifica, record di 9 vinte e ore 10 perse con Mestre da recuperare il 15 gennaio prossimo) inaugura il 2026 e il girone di ritorno perdendo secco a Scafati dopo aver prefigurato la chance di ribaltare l’inerzia nel terzo quarto, concluso a quota 52 a sole 6 lunghezze di distanza dai padroni di casa. Ma il cedimento di schianto nell’ultima passerella, cui si sottraggono per produzione offensiva Harrison (22), partito in un quintetto con tre guardie, e uno Stefanini (17) usato da primo cambio, ripassa la palla all’Opiquad Arena, teatro della prossima partita casalinga contro la Biemme Livorno sabato 10 gennaio alle ore 20.
In pratica i cittadini hanno giocato in sette salvo Under da pochi spiccioli, controbattere alla squadra di Vitucci, in striscia positiva da sei di fila nelle precedenti sette, si annunciava impresa ardua, ma fino a due possessi i Blu sono arrivati a giocarsela. Un avvio promettente, tra l’altro, con nasino avanti per 10-5 e 12-9 coi panieri di Harrison e Stefanini. Campani sopra 41-28 all’intervallo, grazie anche alla supremazia a rimbalzo, prima della fuga allo start del terzo periodo fino al 53-33 che ha consumato le energie Mascio nel tentativo di rincorsa franato sui due fouled out in premessa.
Bergamo ha reagito d’orgoglio, chiudendo gli spazi difensivi e armando le mani caldissime delle due guardie tiratrici, che propiziano un break di 21-5 per la squadra del coach livornese. A meno 4 sul 58-54 locale a nove lancette dalla sirena, ecco l’esaurimento delle forze ammainando bandiera nella cinquina rimanente a fronte di un roster piuttosto profondo con Walker, pur difettoso dalla linea, Allen, soprattutto il play Mascolo e il backup degli esterni Chiera sugli scudi, con almeno tre-quattro ad alternarsi a rimbalzo con una riserva di lusso e di categoria in ognuno dei cinque ruoli. Jarvis Williams ha provato a uscire per colpire, ma in area ha pagato pesantemente dazio contro Iannuzzi.
“Per fare una valutazione tecnico-tattica sulla partita serve che ci sia una squadra da mettere in campo. Stasera non avevamo una squadra da mettere in campo, troppe le assenze, troppo materiale umano che ci mancava, troppi numeri che ci mancavano per poter giocare una partita competitiva contro una squadra forte come Scafati. Che ha avuto il cinismo di comprendere le nostre difficoltà e mettere il dito nella piaga. Abbiamo avuto un moto d’orgoglio che ci ha portato fino a meno quattro, ma stasera per noi mancavano i mattoni per tenere in piedi la casa e se non puoi mettere i mattoni la casa non resta in piedi”, ha spiegato coach Alessandro Ramagli nel dopo gara.
SF
Foto di Raffaele Izzo


domenica 4 Gennaio 2026







