Dalla Treccani: Meccanismo evolutivo proposto dal naturalista britannico C.R. Darwin nell’ambito della sua teoria dell’evoluzione ed esposto nel libro Sull’origine delle specie per selezione naturale (1859). Darwin, osservando le differenze fra specie affini viventi nelle diverse isole dell’Arcipelago delle Galápagos, si convinse che la lenta modificazione delle specie, la loro evoluzione, quindi, era dovuta principalmente alla s.n.: sopravvivono e si riproducono, cioè, gli individui dotati di caratteristiche più vantaggiose nella lotta per l’esistenza (in sostanza, meglio adattati all’ambiente).

“Sopravvivono e si riproducono gli individui dotati di caratteristiche più vantaggiose nella lotta per l’esistenza”

In estrema sintesi, questa è la teoria della selezione naturale della specie. In realtà Darwin ci scrisse milioni di parole ma in questa sede ci accontenteremo di questo. Non potendo controllare la produzione di ogni singolo soggetto per l’estrema variabilità delle condizioni e dei difetti di produzione, la Natura si inventò la Selezione Naturale per ovviare al problema. La cosa ha funzionato per millenni, fino a che l’essere umano non è stato capace di intervenire in questo meccanismo con le sue straordinarie invenzioni: in ogni campo le scienze si sono applicate ad evitare e contrastare il meccanismo selettivo cosicché l’età media è praticamente raddoppiata, da 40 a 80 anni, e gli individui deboli e malati sopravvivono ed arrivano a riprodursi. Invenzioni veramente straordinarie, e lo dico con tutto l’orgoglio possibile, essendo medico. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio e c’è sempre un dazio da pagare: nel nostro caso il sovrappopolamento con tutti i problemi ad esso connessi tra cui la necessità di sfruttamento intensivo delle risorse, l’inquinamento, l’indebolimento continuo della specie, la comparsa, anche drammatica, di segnali di decadenza e corruzione culturale, intellettuale, fisica. Le pandemie sono figlie di questa situazione, come tanti altri disastri planetari come il buco dell’ozono, il surriscaldamento e le alterazioni climatiche, l’alterazione, insomma, di tutti gli equilibri dell’ecosistema planetario. Talché di fronte ad una situazione apparentemente minima come la comparsa della Covid 19, dico minima perché a fronte di una spaventosa capacità di diffusione in realtà produce poche vittime, molte delle quali ascrivibili più agli errori incredibilmente commessi da noi stessi per fronteggiarla piuttosto che dal virus stesso, verrebbe da chiedersi se la Selezione naturale della specie non trovi altre vie per imporre ciò che, alla luce delle problematiche attuali e di una visione non emotiva delle cose, appare come una, ahimè, dolorosa necessità. E’ solo una riflessione filosofica su di un argomento considerato un vero e proprio tabù ma non per questo meno reale. Lo scopo di questa riflessione? Uno solo: cercare di avere una visione più pragmatica delle cose, accettare più facilmente la nostra condizione, i nostri limiti e, in ultima analisi, considerare il delirio di onnipotenza che si è impadronito di noi per quello che è: una patologia grave.

Dott. SU Tramonte

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