Zingonia

“C’è bisogno della mano di tutti, non possono trainare e dare l’esempio sempre i soliti. Koopmeiners, Ederson, De Roon, Scalvini, Kolasinac, Ruggeri e Lookman sono un nucleo con grande continuità. Ma non possono essere solo loro e non possono sempre essere sugli stessi livelli”. Parola di Gian Piero Gasperini, preoccupato del gap sofferto dalle seconde linee nei confronti dei supertitolari: “Lunedì a Torino c’era un po’ di stanchezza e fatica alla base della brutta prestazione. Adesso abbiamo qualche problema di organico, quindi tutti devono dare di più: c’è chi non s’è mai fermato, difficile possa avere sempre un rendimento straordinario. Serve l’apporto di chi è necessariamente chiamato a dare una mano”, la chiamata alle armi alla vigilia del Milan del tecnico dell’Atalanta.

Il capitolo infortuni è sempre in aggiornamento. Un’Immacolata di provini e speranze: “Il primo interrogativo è se giocherà Djimsiti o no. Touré, Palomino e Toloi come infortuni sono molto lunghi o cronici, gli altri tipi sono nella regola. Kolasinac ha giocato su una distorsione alla caviglia, Djimsiti ha un test e potrebbe rientrare, Scamacca invece è più delicato. Siamo stati fortunati ad averne zero per tante settimane: adesso stiamo soffrendo”.

Sulla decimazione dei reparti e i possibili rinforzi per cui il presidente Antonio Percassi s’è detto pronto a mettere mano al portafoglio, il Gasp è chiaro: “Mercato? Penso al presente, la società è attenta ed è una cosa positiva, ma la squadra secondo me si fa a luglio. Al mercato di gennaio non ci credo”.

L’emergenza è soprattutto in difesa: “4 giocatori su 5 fuori nello stesso reparto è una casualità, ma ti mette in difficoltà. Anche Scalvini è abbastanza affaticato. L’Under 23 è una squadra abbastanza fuori età per attingervi, non ci sono tanti convocabili. In difesa c’è qualcosa, meno a centrocampo, davanti c’è Cissé. I 2000 e i ’99 non possono essere convocati – spiega il mister -. Le soluzioni? In mezzo ci sono Bonfanti, De Roon o anche Hateboer. I nomi sono quei due o tre. Possiamo giocare sia a tre che a quattro”.

Il confronto col dirimpettaio è sempre vivo. “Pioli sta recuperando qualche giocatore, ha avuto anche lui le sue assenze, Giroud rientra dalla squalifica. Noi non stiamo sopperendo benissimo a questa situazione, ma dobbiamo attaccarci molto al fattore campo e trarre il massimo delle energie contro un Milan che ha vinto due partite di fila in campionato e si sta riprendendo. La svolta dobbiamo essere noi a darla. Per Pioli parlano i risultati, ha sempre fatto bene ovunque, ha sempre dato un’impronta. Il capolavoro l’ha fatto due anni fa con uno scudetto incredibile, il suo punto più alto”.

Chiosa sull’attacco da 5 gol nelle ultime 6 partite, specchio delle magre attuali. “De Ketelaere mi sta dando buone risposte, è in crescita costante. Ha giocato bene lunedì secondo me. L’Atalanta ha sempre fatto gol tranne con la Juventus e poi col Torino. Mi sembra una squadra abbastanza stanca. Mai fatto goleade, ci sta penalizzando avere rigori contro. Col Torino ha chiuso la partita, segno di mancanza di lucidità. Mi aspetto una squadra tonica e vogliosa di fare la sua prestazione anche se con qualche cerotto. Ci piacerebbe interrompere la serie di risultati negativi, ma per me sarà fondamentale avere una squadra che giochi come ha sempre fatto tranne lunedì. In campionato, in queste condizioni, non dobbiamo pensare a obiettivi di classifica ma a ogni singola partita. Aver conquistato gli ottavi di Europa League è un gran risultato. Concentriamoci sulla serie A e sulla Coppa Italia col Sassuolo: non faccio proclami sugli obiettivi”.