I rumors circa un possibile cambio della guardia, oltre che dai tifosi, dopo il tris in saccoccia dal Sassuolo sono amplificati anche da una prova alle soglie dell’imbarazzante, piena di errori tecnici e tattici. E per la prima volta Ivan Juric si espone al fuoco di fila delle critiche rinunciando a ogni difesa: “I tifosi ci hanno sostenuto durante la partita e quindi hanno ragione ad averci fischiato alla fine, perché è stata una prestazione da fischiare. E’ difficile anche per me spiegare la differenza di prestazione di Marsiglia con quella contro il Sassuolo, sia di squadra che individualmente. Mercoledì è stata una botta di adrenalina, una vittoria di prestigio in un ambiente spettacolare, poi dopo due giorni in campionato non abbiamo riconosciuto bene la partita. Loro erano molto bassi e bisognava muovere molto più velocemente la palla”.
Il dopopartita delle ammissioni riguarda anche Lazar Samardzic, arretrato a centrocampo dalla staffetta De Ketelaere-Ederson all’intervallo: “Non si dirvi perché non riusciamo a fare di più in campionato, è inspiegabile. Sicuramente dobbiamo alzare il livello anche tecnico. Ci sentiamo di dover chiedere scusa ai tifosi e glielo chiediamo”, la dichiarazione a bocce ferme della mezzala-trequartista, match winner al Velodrome e adesso colpevole del passaggio in orizzontale a Zappacosta all’origine del recupero di Koné e della corsa di Berardi a favore del raddoppio di Pinamonti a inizio ripresa.
“Di solito un successo come quello di mercoledì ti regala slancio e fiducia, invece sbagliavamo anche i passaggi e i duelli. Vincere in questo mondo è impossibile – prosegue il fantasista serbo -. Non so cosa non stia funzionando, se nella testa o no, non so proprio dirlo. Bisogna avere a cuore l’Atalanta, rialzare la testa e il livello. Conosciamo il nostro valore e abbiamo già saputo fare grandi partite”.
L’uomo di Spalato non sembra vivere di ansie nonostante il momentaccio e la crisi anche di gioco sul fronte interno, coi soli bottini pieni contro Lecce e Torino archiviati in un bel settembre, 14 e 21. Preistoria. La panchina scotta? “Non sono assolutamente preoccupato. Mercoledì sera eravamo entusiasti per la vittoria di Marsiglia, c’era la sensazione di poter battagliare con chiunque. Oggi è mancata la concentrazione: abbiamo regalato il primo gol e anche il secondo. Non ho ancora parlato con nessuno della società”, precisa il tecnico nerazzurro. “Sia i giocatori che io riconosciamo di non essere stati all’altezza. Lungo la pausa, adesso, i cerca di allenare bene i pochi che rimangono sperando che i nazionali ritornino carichi per riprendere la strada giusta tutti insieme. Il discorso di sempre”.
I singoli, specie là davanti, in serie A fanno una fatica dannatissima. “Krstovic fa tante cose positive ma in questo momento non riesce a fare gol. Scamacca ha avuto 35 minuti tirando in porta senza trovare la mira. Quando non fai gol, diventa dura e difficile. Ederson l’ho tolto perché per la prima volta l’ho visto stanco, con Samardzic a centrocampo qualche manovra in più l’abbiamo creata”. Il mea culpa è ripetuto: “La responsabilità, nel bene e nel male, è sempre dell’allenatore, che non ha preparato e trasmesso quanto avrebbe dovuto. Quando vedo i giocatori che abbassano il livello, specie da una partita all’altea, mi disturba emotivamente. A campo aperto non è come con le squadre che si chiudono, bisogna essere più puliti tecnicamente e attenti: l’allenatore è sempre quello che fa bene o è colpevole”. Esseffe


domenica 9 Novembre 2025
