3a giornata serie A – Roma, Stadio Olimpico – sabato 5 settembre (ore 20.45)
Roma – Atalanta 2-1 (0-0)
Roma (3-4-1-2): Svilar 6; Mancini 6 (18’ st Ghilardi 7), Ndicka 6 (22’ st Balerdi 6,5), Hermoso 6,5; Lulli 5,5 (9’ st Molina 7), Cristante (cap.) 6,5, M. Koné 7, Wesley 7,5; Rodrigo Mora 7 (9’ st Soulé 8); Dybala 7,5, Malen 5,5 (18’ st Castro 7). A disp.: 70 De Marzi, 95 Gollini; 2 Rensch, 3 Koulierakis, 15 De Roon, 61 Pisilli, 68 Arena. All.: Gian Piero Gasperini 7,5.
Atalanta (4-3-3): Carnesecchi 7; Bellanova 7, Kossounou 6, Scalvini 5,5, Kolasinac 6 (28’ st Zappacosta 5,5); Samardzic 6 (21’ st Pasalic 6), Gaetano 5,5, Ederson (cap.) 7 (34’ st Kessié 5,5); De Ketelaere 6,5, Scamacca 6 (1’ st Krstovic 6), Elmas 5 (21’ st Zalewski 5). A disp.: 22 Pompei, 57 Sportiello; 31 Kristensen, 40 Obric, 47 Bernasconi, 11 Rowe, 18 Raspadori. All.: Maurizio Sarri 5,5.
Arbitro: Colombo di Como 6 (Bahri di Sassari, Palermo di Bari; IV Collu di Cagliari. V.A.R. Camplone di Lanciano, A.V.A.R. Santoro di Messina).
RETI: 2’ st Ederson (A), 45’ st Mario Hermoso (R), 45’+3’ st Soulé (R).
Note: serata serena e calda, spettatori 67.279 di cui 158 atalantini. Ammoniti Gasperini (all. R., 40’ pt), Sarri (all. A., 10’ st) e Bellanova per proteste. Espulso Gaetano a fine partita per proteste. Tiri totali 39-6, nello specchio 10-2, parati 8-1, respinti/deviati 11-1, legni 2-0. Var: 1 (check offside gol annullato a Ndicka, 21’). Corner 14-1, recupero 1’ e 6’30”.
Roma – Alla faccia della partita a due volti. Nei sogni, forse. Vince quello del profeta del quasi decennio di battere i suoi demoni per la prima volta. Ederson fa calare il gelo nella Roma giallorossa, altri due miracoli di quello tra i legni non servono ed Hermoso-Soulé (palo gol dall’angolo del primo, questione tra argentini per vincerla) nel giro di tre lancette dal novantesimo fanno perdere all’Atalanta di Sarri formato straprovinciale la prima partita stagionale. Giustamente, basta guardare le cifre. Le facce conosciute Mancini e Cristante provano a usare la testa, lo spauracchio Malen il piede. E nella ripresa il minimo scarto è difeso su Koné, quindi su Dybala e Wesley. Tenuta in piedi solo da Carnesecchi in versione battaglione San Marco sulla difensiva nel primo spicchio di gara, e ci si mettono anche due legni di Castro, la squadra bergamasca denuncia sempre carenze nell’adeguamento al 4-3-3 e perde una partita che comunque aveva tenuto avanti per 43 minuti. Che serva di lezione. Gianluca Gaetano col Cagliari sabato prossimo da ex non ci sarà: rosso diretto per qualche parolina di troppo udita dall’arbitro Colombo, lo stesso della semifinale di ritorno di Coppa Italia persa ai rigori con la Lazio sarriana ad aprile dopo due gol annullati.
Gaetano è nel vivo del gioco nel male e nel bene, leggi palla persa in avvio vanificata dal fallo di Dybala su Scalvini e corsa gagliarda in scia al borseggio di Samardzic all’arretrato Rodrigo Mora, ma Carnesecchi è il primo a scaldarsi i guantoni per allontanare cross di Lulli (6’) figlio di una rimessa abortita in disimpegno tra Kolasinac ed Ederson. Il regista designato ex Cagliari rimedia anche alle soffiate al brasiliano, vedi al nono su Cristante nella verticale della Joya. Alla sporca dozzina, da destra verso sinistra, il doppio spunto De Ketelaere-Ederson pesca Elmas, preferito a Raspadori e nella fattispecie impossibilitato a raggiungere l’attrezzo. Che al 13’ e rotti arriva da Mora alla fronte dell’ex Mancini, che il macedone non segue: la saracinesca di Rimini è ancora una volta decisiva nel tenere gli occhiali inforcati nonostante sia coperto dal bosniaco, tre minuti più tardi il portoghese ha la retrocarica per Koné che sbilanciato dalla presenza pure dell’arbitro svirgola in curva. Tutti dalla parte di Bellanova i pericoli, leggi Malen imbeccato da Wesley col parabiaghese però ottimo in ritorno per non fargli chiudere bene il destro dall’area (18’).
A Scamacca, cinturato di fisso da Ndicka, non riesce l’impresa di far salire una squadra schiacciata una volta di più. E al perno ivoriano, compagno di linea di Kossounou (quello che dovrebbe uscire o coprire sull’olandese) ai Mondiali, viene pure annullato il vantaggio di controbalzo per posizione irregolare sullo schema d’angolo dell’argentino prolungato da Koné e dal braccetto destro di casa, ma all’origine di tutto c’è la seconda pecetta carnesecchiana sulla seconda zuccata della serie, stavolta dell’altro volto notissimo Cristante nella schiacciata in terzo tempo sempre alla sinistra dell’ultimo ostacolo, stavolta con rimbalzino ancor più insidioso. Non c’è requie e la Dea rischia lo sprofondo sotto l’Olimpo del pallone scalato dai Gasp-boys: al 24’ Mora taglia e l’appoggio lulliano è buono per incrociare mezzo metro scarso a lato del legno lontano. Di qua, tre contro tre su protezione scamacchiana ma Samardzic perde il boccino a favore di Ndicka. A un tiretto dalla mezzora, idem, ma all’altezza della trequarti difensiva: Koné è lì, Mora pecca ancora in mira da oltre la ventina. Svolta dal primo possesso prolungato? No, perché il romano dei bergamaschi sul la di CDK è guardato a vista dal nemico giurato e Svilar se la cava in due tempi. Tutto nato da un rilancino stanco del francese. Siamo al 32’. Due lancette e tutti fermi, Dybala stacca davanti al secondo palo senza correggere in porta il pallone al contagiri di Hermoso soltanto perché non è un pezzo del repertorio. Dal brasiliano di casa a Rodrigo che sulla copertura bellanoviana allarga, o forse voleva pescare il pendolino di Palestrina (38’).
Quarantesimo, santino numero tre su Malen che porta a spasso la metà destra della retroguardia atalantina e la sgancia bassa, proprio a favore dell’estremità dell’hombre miraglo nerazzurro. Gaetano è in vantaggio su Mora, il braccio è appoggiato ma non è fallo da rigore. All’intervallo il profeta di Figline Valdarno preferisce Krstovic al titolare di turno, rimasto a predicare nel deserto contendendo i rarefatti palloni al dirimpettaio, finché Lulli non si fa stoppare da Kolasinac, la palla arriva al montenegrino che chiama il fiammingo al taglio a Hermoso superato e portato sul fondo, Ndicka in caduta rinvia corto e il contatto Mancini-Samardzic viene risolto dal capitano dei bergamaschi che piega le mani al portiere sloveno direzionandola sotto l’incrocio. Nel procurarsi il primo angolo dei suoi Bellanova si fa la bua alla caviglia inseguito da Wesley; Kossounou si eleva sulla battuta dalla destra del serbo a rientrare ma anticipa troppo.
Entro la doppia cifra cronometrica, riecco Carnesecchi deviare in fallo di fondo a mani aperte la stoccata dal limite di Koné su scarico dybaliano lungo lo schema d’angolo con Mora. Oltre, la transizione lanciata da De Ketelaere per Krstovic, ma Bellanova trova a rimorchio il piede debole di un Samardzic sprecone. Al 14’ l’epiteto spetta proprio a Nikola, bravo a sorprendere alle spalle Mancini sulla ripartenza di Bellanova ma non è consegnare il bis sullo smarcamento di un Charlesone superlativo quanto era stato abulico nella prima metà. Su un tiro di Cristante respinto ci prova Soulé di seconda per la presa alta in due tempi (17’). La Lupa è anche sfigatella, vedi base del palo piena di Castro sterzando su Kossounou versione bella statuina al ventesimo, da appoggio di Wesley. Gasperini ha cambiato il lato anche due terzi dell’attacco, l’ex Zalewski nella girandola di avvicendamenti non sfonda su Ghilardi al settantesimo. Al 26’ Kolasinac anticipa Soulé su invito di Hermoso, senza però poterci fare niente sulla svettata del mancino argentino numero due chiamata da Wesley con la Gioia ad aprire all’eccesso su buco del polacco di Poli. Che alla mezzora perde Cristante, però tutt’altro che infallibile sull’ennesimo invito a rientrare del pendolino sinistro.
La Dea potrebbe ferire in contropiede ma non lo fa. 32’, De Ketelaere e Pasalic per disimpegno e rilancio, Krstovic prova il dribbling su Balerdi invece di ridarla. Krstovic devia si mezza spalla sul terzo tempo di Cristante (36’). Molina la scaglia troppo sotto Dybala (42’) con Sarri a chiedere disperato al cavallo di ritorno Kessié di portar fuori la squadra. Finale folle coi Sarri-boys sulle ginocchia. Traversa di testa di Castro su ammollo di Molina, altri due miracoli e si perdono due punti prima del recupero: Carnesecchi dice no a Dybala nello stretto con Castro e a Wesley sul tap-in, si fa infilare a palombella di fronte da Hermoso dalla bandierina, assiste a un primo errore in spaccata di Soulé che poi lo beffa al 93’ su tocco di Dybala, sul primo palo e con Zappacosta a dargli il via libera. SF


sabato 5 Settembre 2026

