19a giornata serie A – Bologna, Stadio “Renato Dall’Ara” – mercoledì 7 gennaio (ore 18.30)
Bologna – Atalanta 0-2 (0-1)
BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia 6; Zortea 6, Vitik 5, Heggem 5,5, Miranda 5,5; Freuler 6 (27’ st Moro 6), Ferguson (cap.) 6,5; Orsolini 5,5 (1’ st Rowe 7), Fabbian 6 (27’ st Castro 6), Cambiaghi 6,5 (35’ st Dominguez sv); Dallinga 5,5 (15’ st Immobile 5,5). A disp.: 25 Pessina, 82 Franceschelli; 16 Casale, 26 Lucumì, 2 Holm, 22 Lykogiannis, 29 De Silvestri, 4 Pobega, 77 I. Sulemana, 21 Odgaard. All.: Vincenzo Italiano 6.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6,5; Scalvini 7 (23’ st Hien 6), Djimsiti 6,5, Ahanor 6,5; Zappacosta 6,5, De Roon (cap.) 7, Ederson 6 (32’ st Brescianini 6), Bernasconi 7; De Ketelaere 8 (39’ st K. Sulemana sv), Zalewski 7 (23’ st Musah 6); Krstovic 8 (32’ st Samardzic 6). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 8 Pasalic, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 7,5.
Arbitro: Di Bello di Brindisi 7 (Passeri di Gubbio, Trinchieri di Milano; IV Ferrieri Caputi di Livorno. V.A.R. Meraviglia di Pistoia, A.V.A.R. Abisso di Palermo).
RETI: 37’ pt e 15’ st Krstovic (A).
Note: serata rigida, spettatori 23.454. Al 43′ st per comportamento non regolamentare ammonito Palladino (all. A.) ed espulso Sicignano (preparatore dei portieri B.). Tiri totali 8-10, nello specchio 2-5, parati 2-3, respinti/deviati 4-2. Corner 6-6, recupero 1’ e 5’.
Bologna – Dopo la Roma battuta da Scalvini, anche La Dotta del calcio sulle ali del match winner che non t’aspetti. Quanto dista la doppietta nel tris al Torino, guardacaso ospite sabato a Bergamo, del 21 settembre scorso, dall’indomani dell’Epifania? Il lampo nel finale di primo tempo al “Dall’Ara” di Nikola Krstovic, centravanti obbligato dell’ultima di andata, sull’invenzione di De Ketelaere in combutta con Zappacosta, spiana la strada dell’Atalanta a Bologna per poi replicarsi all’ora di gioco su un rimpallonzo in gioco aereo rimesso dentro di fronte da De Roon dalla trequarti per corsetta a sinistro aperto sul palo lontano. Una bella prestazione, più solida che ariosa, con grande tecnica dalla cintola in su e applicazione massima dietro. Quinto successo in campionato su otto partite senza pareggi nella gestione di Raffaele Palladino che nelle coppe ne ha spuntate altre tre (Eintracht e Chelsea in Champions, Genoa in Coppa Italia), e seconda esterna (Francoforte esclusa) dopo Marassi.
16 secondi e Krstovic, sostituto di Scamacca, fermato dall’edema fibrillare al flessore destro figlio di una botta presa contro la Roma, gira largo appena da fuori in asse con Zappacosta e De Ketelaere che abbassa la testa per agevolargli il tiro. A tre minuti e mezzo, lo strano impatto quasi di rabona, ovvero conveniva usare casomai il sinistro, impedisce a Ederson di chiudere a dovere in inserimento il triangolo con Zalewski che gliela ridà dopo un recupero del brasiliano su Freuler. Al settimo, senza che i felsinei siano ancora usciti dal guscio, il nazionale polacco di tacco prolunga l’asse da Bernasconi a Krstovic col fiammingo a lasciare la battuta all’accorrente Zappacosta, che sbatte addosso proprio all’ex svizzero. Una lancetta scarsa e il montenegrino perde il duello con Ravaglia, ma sul lancio di Scalvini è in posizione irregolare. A cavallo del diciottesimo, il botta e risposta tra CDK, murato sulla rimessa del pendolino sinistro spondata dal terminale unico di giornata, e Dallinga che sul contrasto di Djimsiti alza il piattone sottomisura servitogli da Cambiaghi nella controffensiva dei volti noti iniziata col recupero in navata di Orsolini su Zalewski. A tre tocchetti della mezzora, doppia sortita rossoblù, la prima risolta con un grande anticipo di Bernasconi su Orsolini sul filtrante lungo del suo uomo di punta dopo un rimpallo a centrocampo e la seconda dall’albanese confermato perno dallo start dopo la Roma, indaffarato a chiudere la strada a Fabbian sulla sovrapposizione di Zortea in catena destra agevolata dal tacco dell’ala ascolana.
A undici abbondanti dalla pausa, ecco Ahanor in terzo tempo in corsa sulla battuta di Zalewski, che aveva propiziato la presa del fondo a sinistra del belga per il taglio dell’anticipato sorano, dalla bandierina mancina: palla alta di un amen. Per fortuna il primo tiro in porta coincide col vantaggio, anche perché a destra funziona tutto benissimo e Zappacosta apre il corridoio di tacco all’iniziatore-assistman dell’azione per per metterla avanti, sfruttando il gran movimento del centrattacco a scollarsi dalla marcatura di Vitik: destro chiuso bene rasoterra sul primo palo dalla sinistra del dischetto e si può esultare. A un tris dall’intervallo, il brianzolo all’ala sinistra cresciuto a Zingonia, servito dall’omologo accentratosi dall’altro lato, punta l’area di mancino senza trovare il bersaglio. Se il braccetto sinistro nigeriano prossimo alla cittadinanza (sarà maggiorenne il 23 febbraio) non può indirizzare il secondo stacco personale della serata un po’ defilato dall’angolo da destra a rientrare di Bernasconi, giusto per la presa alta del portiere di casa, la ripresa s’avvia con la prima conclusione locale nello specchio a opera di Rowe, sostituto di un Orsolini che evidentemente come regista delle poche azioni dell’undici di Italiano non era soddisfacente. La corsa dell’esterno verso sinistra, con De Roon tra gli altri a pararglisi davanti (2’), produce un sinistro comodo per Carnesecchi a protezione del legno di competenza. Al 9’ la diagonale di Ferguson salva capra e cavoli in anticipo sull’aspirante doppiettista lungo la ripartenza rifinita da De Ketelaere a Bernasconi per la più invitante delle centrate basse dalla sinistra.
Prima del raddoppio del mattatore là davanti, che strizza, al netto dell’uscita precipitosa dell’ultimo ostacolo avversario per scongiurare guai dall’asse lungo Bernasconi-Krstovic. Ma i felsinei non fanno il tredici lo stesso, perché Scalvini tiene a bada Cambiaghi sull’apertura del folletto Rowe e quindi Heggem che sale al cielo sulla prima battuta dalla bandierina sinistra di casa: solo due corner, appunto. Il girello di De Ketelaere non si tramuta nel seguito a tabellino della doppietta al Lecce del 14 settembre solo perché Ravaglia è sul pezzo (18’). L’aspirante triplettista ci prova perfino da centrocampo (20’), poi Djimsiti svirgola in fallo di fondo per evitare rogne da Remo sul la di Nadir, ancora tanta Dea sull’altro fronte. Tocca però a Carnesecchi difendere il doppio vantaggio dal tentativo di dimezzamento di Rowe, servito da Cambiaghi che riesce a far secco il nazionale dell’Aquila balcanica sul lancetto di Fabbian: la new entry Hien è lì, il riminese chiude in corner da campione al settantesimo.
Al 32’, sfruttando una vecchia di Vitik al doppiettista del mercoledì sera che esce a ginocchio destro apparentemente contuso, dentro con Samardzic anche Brescianini che qualcuno vedrebbe già alla Lazio col panchinatissimo Maldini o alla Fiorentina. Ma è sempre CDK a inventare ricamando per il serbo che non ci arriva. A otto dal novantesimo Hien biascica in angolo la palla bassa di Immobile e Carnesecchi toglie dalla porta una taccata di Ferguson, servito dal pallone di seconda di Moro sul rinvio di testa dello svedese, ma era fuorigioco. Brescianini non angola abbastanza il possibile tris dal limite in dirittura d’arrivo. 28 punti valgono il settimo posto, ma il Como è sempre 5 punti più sopra. Un passettino per volta.


mercoledì 7 Gennaio 2026
