Giuliana D’Ambrosio parla della sua scacchiera come si parlerebbe di un cimelio di famiglia. E, in effetti, lo è. Non tanto per il valore economico, cresciuto negli anni, quanto per quello affettivo. Ogni pezzo viene sfiorato con la cautela che si riserva agli oggetti capaci di custodire una storia.
La titolare della Trattoria D’Ambrosio, partner dell’AperiScacco in programma il 13 settembre prossimo ad Astino, sorride mentre prende in mano uno dei pezzi in cristallo Swarovski.
Gli scacchi per lei non sono mai stati più di un passatempo. Quanto basta, però, per ricordare con precisione come tutto è cominciato.
«Mi ha insegnato mio cognato Fulvio. Avevo quindici anni, forse anche meno, perché mia sorella giocava. All’epoca, però, erano davvero in pochi a conoscere questo gioco e io facevo partite praticamente solo con lui. Poi, col tempo, ho conosciuto un po’ tutti, ma è tanto che non gioco più.»
La scacchiera, invece, è rimasta.
«Ha più di quarant’anni. L’abbiamo comprata allo spaccio Swarovski, vicino alla fabbrica, perché piaceva sia a me sia a mia mamma. Allora non sembrava un oggetto così pregiato; oggi invece lo è diventato.»
Ogni pezzo viene ancora maneggiato con la massima attenzione.
«La tocco solo io, perché se cade una pedina si rompe. Ogni tanto le faccio la polvere. Mi piace il cavallo con il brillantino, l’alfiere è troppo bello e anche la regina.»
Il tempo è passato, le occasioni per sedersi davanti a una scacchiera sono diminuite..
«Però mi piacerebbe giocare un po’ di più.»
E se un giorno arrivasse la proposta di organizzare un torneo nella sua trattoria?
«Quando vuoi. Sarebbe bello.»
L’unica variabile, osserva sorridendo, è il calendario dell’Atalanta.
«Se gioca in casa siamo fregati.»
Ci vorrebbe una scacchiera nerazzurra…
«Sai che non ci hanno pensato gli atalantini? È un’idea… però ce la teniamo noi, non la vendiamo.»
martedì 4 Agosto 2026


