Le valutazioni dei singoli dell’Atalanta che affonda a Cagliari quasi rinunciando alla rincorsa al quinto o al sesto posto, preda del Como di Fabregas e della Roma dell’ex Gasperini (61 a 54) a quattro giornate dalla fine, risentono ovviamente del livello tecnico ben inferiore dei killer di turno. Ma pure degli errori in serie in cui sono incappati i giocatori più rappresentativi. Il tutto nonostante la buona vena di Gianluca Scamacca, ovvero se gliela metti in area un attaccante di razza tende a segnare.
Carnesecchi 6: ci arriva solo su Deiola nell’azione del raddoppio e in uscita su Belotti, ma sul tris cagliaritano non è in vena di miracoli.
Scalvini 5,5: meriti non indifferenti nella rimonta e segnatamente sul 2-2, ma dietro viene meno sul primo gol, si fa sorpassare in sombrero da Folorunsho sul terzo e rischia anche di far prendere il quarto scivolando davanti al Gallo.
Djimsiti 5,5: considerando che la prima punta altrui ne fa un paio in nemmeno otto lancette, la sufficienza non può prenderla perché le pezze non ce le mette. 331 volte atalantino come Bonacina, chapeau. Sabato sera col Genoa lo supera.
Kolasinac 6,5: l’unico a tentare davvero di fare il mastino andando di recupero e d’anticipo (28’ st Kossounou 6: non osa, ma appoggia, avanza, ci prova).
Bellanova 5,5: partecipa allo schema da dai e vai con Scalvini per il pari, ma per il resto ne azzecca poche, anche nell’intesa in catena (11’ st Krstovic 5: ce ne ha una e se la fa intercettare).
De Roon 4,5: leggerezza insostenibile sul 2-0 sardo, rincorsa nemmeno abbozzata sul matchball. Se non è all’altezza, o lo si cambia o non lo si schiera. Ha già dato più di tutto alla causa, niente e nessuno obbliga a schierarlo (28’ st Ederson 6: prova a dare alla manovra una direzione verticale).
Pasalic 6: ci prova pure in acrobazia, mai domo, da mediano semovente. Non ha però la lucidità per fare trentuno dopo aver fatto trenta.
Zappacosta 6: costretto a giocare a piede invertito perché evidentemente del mancino Bakker come vice Bernasconi non ci si può fidare, subisce una carica netta all’inzio dell’azione subitanea dell’uno a zero, ma fa sempre il suo (11’ st Zalewski 6: quarto di sinistra o ala aggiunta, appoggia e sbuffa, senza creare davvero).
De Ketelaere 5: senza sangue agli occhi, l’insufficienza è perfino troppo generosa. Non sono partite da giocare di fino e a 45 metri dalla porta (32’ st Samardzic 6: sforna a ripetizione, ma se sta così largo di suo non può incidere).
Raspadori 6,5: impegno e sudore ai massimi livelli, però non riesce a tirare che nel finale, una conclusione poco aperta e pulita, perché deve dannarsi al servizio del collettivo. Non ha l’uno contro uno di Lookman ed è nei duelli che la Dea è scesa dall’Olimpo.
Scamacca 7: almeno sbuffa, sgomita con un Mina che avrebbe spazientito anche Nostro Signore, appoggia e prende (bene) la mira. Doppia cifra secca in campionato, sesto gol in carriera al Cagliari, che è la squadra da lui più perforata, e quattordicesimo in stagione. Il problema è che nessuno o quasi lo mette in condizione di ferire.
All. Palladino 5,5: la remuntada finale è fallita. Non sarà colpa sua, ma è bell’e volata alle quaglie. Cambia senza rimediare a una certa confusione e alla tendenza ad arruffare davanti. Forse è troppo signore per un collettivo in cui comandano le vecchie volpi che non sono sempre all’altezza. Ma non è certo un difetto. Si.Fo.


lunedì 27 Aprile 2026
