Ecco le pagelle dell’Atalanta, dalle polveri bagnate davanti e un po’ in affanno dalla cintola in giù, nell’uno pari in casa della Roma di Gian Piero Gasperini. Dopo la papera costato il ko casalingo sabato scorso con la Juve, Marco Carnesecchi trova la sua consueta dimensione di para(quasi)tutto nel prefestivo serale numero due di fila
Carnesecchi 7: dice no a Malen in ogni fase del match, a protezione di qualunque punteggio, e anche a Soulé. La traversa alta di Hermoso lo sorprende il giusto. Papera con la Juve a favore dell’ex Boga archiviata.
Scalvini 5,5: soffre El Shaarawy e non è un gran segnale. Esce, pare, per una contusione (1’ st Kossounou 6,5: meglio e pure più propositivo. Tipico di chi è sceso nelle gerarchie e ove buttato in mischia sa di non poter sbagliare).
Djimsiti 6: un atipico come Malen se lo porta un po’ a spasso, ma alla fin fine tiri pulitissimi non gliene strappa o giù di lì.
Kolasinac 6: fatica immane contro la catena romanista di destra, ma nessuno s’azzardi a dargli l’insufficienza (1’ st Ahanor 6,5: vedi il compagno subentrato a centrodestra, fa meglio del titolare nelle due fasi).
Bellanova 5,5: annata storta a ruota del paio, la prima nel Toro, da doppia cifra di assist. Non regge l’urto, o meglio non sempre, e non trova la misura di tocchi e sovrapposizioni davanti (9’ st Bernasconi 7: padrone della sinistra, garantisce equilibrio).
Ederson 6: costretto ad andare in seconda battuta sul terminale di casa, alla lunga ci spende troppe energie per conservare la lucidtà necessaria. Trovato l’acuto ma non il gol, ne risente a livello nervoso pur non commettendo errori sostanziali (35’ st Pasalic 6: jolly buono per ogni occasione e tutti gli utilizzi, non è che possa risolvere le fasi stracche a 31 anni).
De Roon 6: vince il duello con Cristante ma si perde lo spondista da 1-1 Rensch, su cui non accorcia. Non basta rimanere il re delle seconde palle e di quelle sporche, dopo aver spezzato il pane dell’assist per aprire il punteggio.
Zappacosta 6: sul piede debole contro una catena nemica a piede debole, fa ovviamente meglio quando l’uscita di Bellanova lo restituisce al lato preferito.
De Ketelaere 5: gli alti e bassi sono il suo menù da sempre, ma in frangenti decisivi la mancanza di sangue agli occhi è un grave difetto (1’ st Zalewski 6: fare peggio del sostituito non sarebbe stato possibile, ma anche arruffarsi in soluzioni personali non depone a suo favore. Benino in palleggio, anche se era una sfida in cui andare al sodo).
Raspadori 5,5: metà di sacrificio per chiudere il corridoio agli altri più che aprirlo ai compagni, metà di proposizione imperfetta. Ma come fa un attaccante a non tirare mai?
Krstovic 6: imbrocca uno splendido uno a zero per poi soffrire la solitudine del bomber. Se il piano gara o il suo sviluppo naturale e fattuale è il contenimento, a cosa servirà mai un centravanti da profondità che gli altri dalla stessa maglia non gli regalano una volta che sia una?
All. Palladino 6,5: non ha tutta questa ampia gamma di soluzioni, perché la sua rosa è stanca, provata da un’annata lunghissima con qualche delusione di troppo, all’inizio e adesso pure verso il gong. Sostituzioni non risolutive, ma anche lì non può farci molto. La squadra a gennaio ha perso Lookman e guadagnato Raspadori, che non sta incidendo di più. CDK andrebbe strigliato, ma il mugnanese è un signore e non è Gasperini.
Simone Fornoni


sabato 18 Aprile 2026
