Inutile affondare il coltello nella piaga, ma l’Atalanta non ha funzionato né col 4-4-2 iperoffensivo ammirato nella rimonta all’Udinese di sabato scorso ferma al punticino né nella contro-virata al modulo prediletto. Col Bayern Monaco, nell’andata degli ottavi di finale di Champions League, c’è stata partita forse per otto minuti su novantaquattro lordi. E Mario Pasalic si salva dalle insufficienze a pioggia solo per averci creduto fino in fondo, regalando una gioia effimera alla Curva Nord Pisani.
Carnesecchi 5,5: a momenti manco le vede partire, ma sul raddoppio di Olise lascia la sensazione di poter fare di più.
Zappacosta 6: uno dei pochissimi a ribaltare il fronte e a lavorare in catena, cosa non riuscita a sinistra (22’ st Bellanova 6: due discese e alla seconda si salva almeno l’onore), Hien 5: siamo alle solite, perché abituato com’è a seguire il centravanti nemico fino alla ritirata finisce per farsene sballottare qua e là a spasso per il campo. Non può funzionare a questi livelli.
Kolasinac 5: ne azzecca pochine, con tutto il rispetto (10’ st Ahanor 5,5: gettato in pasto agli squali, del tipo che annuserebbero il sangue anche quando non c’è, ma è così che ci si forma il carattere).
Bernasconi 5: fa troppo bene il quinto a piede forte a sinistra per poter riuscire sempre da quarto. Basta un’ala che sia un attaccante da impostazione, gol e assist e cala immediatamente la tenebra.
K. Sulemana 5,5: le tenta di ogni nella prima metà per gabbare Leimer, ma o si limita a farlo ammonire oppure viene chiuso prima di guadagnare l’area oppure il fondo. (28’ st Samardzic 5,5: l’unico atalantino fischiato dal nocciolo duro dei tifosi. Una fuga da 1-6 precoce buttata alle ortiche, un sinistro sul muro).
De Roon 5: vede sfrecciargli davanti i pari reparto, in particolare ovviamente il dirimpoettaio Pavlovic, senza beccarlo mai.
Pasalic 6: solo per aver salvato l’onore, vedi premessa e pagelle precedenti. L’oroglio è salvo, contro Kimmich la guerra è stato un cumulo di blitz da si salvi chi può. E davanti spazi chiusi.
Zalewski 5: non protegge la catena, che avendo due anelli non può permettersene di deboli. Palle perse dietro, palle buttate davanti (10’ st Musah 5,5: squalificato perché reclamava una rimessa in gioco celere da Kimmich a Champions già salutata).
Krstovic 5,5: stavolta la testa la fa rischiare all’avversario nel finalino, il portiere Urbig. Ci crede sempre, arruffando conclusioni e spunti.
Scamacca 5: se in assenza di De Ketelaere e Raspadori fa mancare anche la sua tecnica limpidissima, mancando la porta nell’unica chance, allora sono dolori (1’ st Djimsiti 5,5: una svettata alta, di quello che – non – combina in tamponamento meglio non parlare).
All. Palladino 5,5: la rischia e la sbaglia. Sa benissimo che il Bayern non è l’Udinese, ma evidentemente non se l’è sentita di rischiare l’uno contro uno. La ripresa dimostra che non ce ne sarebbe stato comunque. Pazienza, senza due attaccanti fondamentali il Borussia Dortmund s’è rivelato battibile e il Bayern no. SF


martedì 10 Marzo 2026
