Uno para, senza poter blindare una rete mai destinata ad essere immacolata con quella linea a quattro a zona che non regge, l’altro segna anche se non è tutto merito suo. L’Atalanta, per non perdere la faccia, con tutto il rispetto, nella terza di Conference League col Kairat Almaty deve appellarsi a Marco Carnesecchi e al bomber stavolta di scorta Nikola Krstovic.
Carnesecchi 7: determinante più su Mrysnkiy che su Mendonca, nel primo tempo, ma gli tirano due volte in altrettanti secondi. Reattivo, il suo e anche di più lo fa. Ma davanti non c’è qualcosa che riesca a funzionare come dovrebbe.
Idele 6,5: mezzo punto in più per un paio di chiusure nel primo tempo e per lo slancio nel secondo, ma è chiaro che a questi livelli gli manca continuità nell’arco della partita. Però fa molto meglio dello Zappacosta di campionato col Parma. Nome da taccuino fisso.
Scalvini 5,5: nonostante i recuperi nel primo tempo, in cui comunque capita di ballare anche a lui, chi è deputato a registrare la retroguardia essendo di fatto un giovane veterano (23 il prossimo 11 dicembre) dovrebbe prendersi più responsabilità da solo.
Obric 6: eccone, invece, uno da mezzo voto in più causa assist, benché mezzo regalato dal portiere su un angolo che non pareva esattamente pericoloso. Sempre a mezza via, vedi stoppate nell’azione dei due tiri parati dal santo dietro seguite però da un rinvio sui piedi del mancato firmatario del vantaggio precoce degli ospiti. Ma perché, oltretutto, nessuno lo aiuta?
Bernasconi 5,5: proteso alla vana rincorsa davanti al cross giusto e in fase difensiva a quelli che scappano dribblando un filtro che non c’è (29’ st Zappacosta 6: tiene botta nelle due fasi, ma se a spaccare la partita deve essere un trentaquattrenne dal contagiri vagamente fuso allora non si è nella situazione ideale per una svolta).
Elmas 6,5: dove lo metti, lui fa, anche se in mediana a due è sprecato e nemmeno recita bene la parte del frangiflutti. Rialzato a destra, fra tagli, assalti personali, duetti, inserimenti e anche un tiro insidioso ma poco angolato, è un’altra cosa.
Pasalic 6,5: manca l’uno zero, non è perfetto nemmeno in copertura, eppure si crede, spinge i compagni all’assalto e si assume l’onere del tiro della disperazione. Gioca, insomma, da capitano, fuori ruolo come troppi, specie dalla cintola in giù.
K. Sulemana 5: chance presa e buttata via, pur dando la sensazione di voler esserci e di voler restare in partita. Palla al piede, altro paio di maniche (1’ st Ederson 6: la sfiora in acrobazia, non fa molto altro).
Samardzic 5: vedi sopra, il pubblico lo becca. Sarà che fa troppo poco. Forse c’era fallo su di lui all’origine del contropiede (quasi) fatale (13’ st De Ketelaere 5,5: gettato in mischia da uomo di raccordo, non ha spazio per le accelerazioni e allora combina un po’ girando al largo, senza proporsi in prima persona).
Rowe 6,5: il migliore prima di spegnersi e anche, complessivamente, il più pericoloso degli atalantini (13’ st Zalewski 6,5: si danna l’anima, tenta la fortuna, sforna palloni).
Scamacca 5: a ruota d’un primo tempo quantomeno propositivo quanto asfittico, uno spicchio di secondo tra l’abulico e l’inconcludente. La Curva Nord non gradisce (22’ st Krstovic 6,5: almeno la mette, cosa che un attaccante dovrebbe pensare a fare prima di tutto il resto).
All. Sarri 5,5: la domanda è sempre la stessa, ha la squadra veramente in mano? Sul resto, inutile ripetersi. Esse


giovedì 5 Novembre 2026

