L’Atalanta perde in casa del Sassuolo a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un bel po’ di insufficienze in pagella. Distratto anche Sead Kolasinac sul primo gol, dove però si fa fregare Mario Pasalic, oltre a Marco Carnesecchi apparso incerto. Da Davide Zappacosta, visibilmente stanco, la marcia in più nel secondo tempo. Bene Yunus Musah nell’assalto continuo con gol interrotto comunque da due-tre ripartenze di casa di troppo, di cui la prima finalizzata.
Carnesecchi 5,5: coperto dallo scontro Thorstvedt-Pasalic sull’angolo della zampata di Koné, ci mette del suo sbilanciandosi da solo. Bene su un precedente colpo di testa della mezzala di casa, ma stavolta niente miracoli.
Scalvini 6: sale a sostegno a più non posso facendosi fermare nel finale da guanto e traversa. Che jella. Ma dietro non si poteva fare di più? Laurienté, alla fine, era il suo uomo.
Djimsiti 6: il cartellino rosso gli porta via quasi subito l’avversario diretto, ma si trova a dirigere un reparto disattento nelle preventive quanto sulle palle inattive (30’ st Hien 6: incolpevole, anche perché entrato lui il Sassuolo poco ci manca se non sviene collettivamente a pelo d’erba per la faticaccia immonda).
Kolasinac 5,5: avrebbe dovuto seguire Koné perché nel castello difensivo sul corner di Laurienté teoricamente, anzi in pratica, toccava a lui. Un guerriero anche nel proporsi ribaltando il fronte, non lo si può certo mettere in croce se troppi compagni ballano metaforicamente il liscio.
Bellanova 6,5: guadagna il fondo, procura e si procura occasioni, vedi quella schiacciata che Muric gli intercetta. La sostituzione alza il livello, ma è azzeccata? (1’ st Zappacosta 7: trascinatore se mai ce n’è uno, ne sforna a ripetizione, non proprio nel deserto ma in mezzo a una fittissima boscaglia neroverde).
De Roon 5: il migliore in campo è Thortsvedt, ovvero il suo uomo. Non nel castello difensivo sullo svantaggio nel primo tempo, ma in campo aperto sì. Come un casellante che non abbassa la sbarra. Non regge due partite di fila a livello di ritmo.
Pasalic 5,5: anche se si fa fregare sull’uno a zero, prima e poi si getta all’assalto, sempre con altruismo. Ma un mancato assist sulla traversa e inserimento a go-go non cancellano l’errore. Se Ederson non c’è, per lui sono fatiche supplementari. E col Borussia, gol a parte nel poker sporco, aveva spesso quasi tutto.
Bernasconi 6: non che non riesca a difendere, perché undici contro dieci gli si chiedeva una maggior precisione nella metà campo nemica. Dove sale spesso e volentieri, con qualche difficoltà a trovare la misura (1’ st K. Sulemana 5,5: quinto iperoffensivo, ala o attaccante aggiunto? Largo come sta, ne fa una giusta e un paio sbagliate regalando palla a quelli dalla maglia diversa).
Samardzic 5,5: fiducia, alla lunga, mal ripagata, non perché non ci creda ma per il semplice fatto oggettivo che alla squadra non è servito. Né d’accelerata, né alla conclusione, né d’ultimo passaggio.
Zalewski 6: il boia e l’impiccato sbagliando il non lecito prima di andare sotto. All’impegno e alla foga non corrisponde la necessaria pulizia al dunque, anche se lavoricchia benino in catena (22’ st Musah 6,5: imbuca quel che altri non erano andati nemmeno vicini dal farlo. Un consiglio per il prossimo turnover?).
Scamacca 5: non essendo mai stato un vero centravanti d’area, nell’area affollata non trova l’attrezzo o se lo vede passare davanti, indietro e di lato. Cilecca? Ma se manco tira… (1’ st Krstovic 6: la sua qualità più grande e che se c’è da tirare, lui tira. Muric gliela prende. Pazienza).
All. Palladino 5,5: caso Ederson a parte (ma che cos’ha?), “in mano all’area medica”, stavolta non ne azzecca molte. Anzi, quasi nessuna. I più stremati del mercoledì di coppa c’erano tutti dal primo minuto. L’Atalanta di oggi non può permetterselo. Esse


domenica 1 Marzo 2026
