Le pagelle dell’Atalanta contro la Roma sono una pratica già archiviata nel titolo. Ora i giudizi più sviluppati.
Carnesecchi 7: no a Ferguson due volte, di piede e di sbraccia destra, attento nelle altre occasioni in mischia o dal fondo. Una garanzia. Tempestivo anche nell’uscita nel finale su Dybala su smarcante di Mancini, ma non era una palla addomesticabilissima per una punta fuori forma.
Scalvini 7,5: alla seconda vittima dopo il Lecce in sei partite stagionali, è grande su Dybala la decide al rientro da tre noie muscolari di fila, come se non fosse stato fuori da quel 19 ottobre con la Lazio. Ed è alla Lupa che aveva rotto il ghiaccio con la casella dei marcatori risolvendola all’Olimpico contro Mourinho il 18 settembre 2022. Il primo di sette gol in carriera (14’ st Hien 6,5: escluso allo start, ce la mette tutta per chiudere i varchi).
Djmisiti 7: sbarra il passo a Dybala sventando il pari. Ripassa a destra con naturalezza.
Kolasinac 6,5: una roccia, anche troppo, dato che l’arbitro Fabbri gli rimbalza addosso entro il minuto di gioco. Gli avversari fanno più o meno lo stesso (26’ pt Ahanor 6,5: perde un duello con Celik al limite dal fallo senza comunque aprirgli praterie, ma nel finale scambiando con Bernasconi lo manda in porta. Cristante permettendo…).
Zappacosta 6,5: spinge come un diavolo in un aspersorio fino all’intervallo, denunciando qualche limite di tenuta nella seconda metà. Ma nonostante l’età del Signore è un umano pure lui.
De Roon 6,5: non che si giochi a centrocampo la sfida contro l’ex, ma lui sporca le linee di passaggio e sulle seconde palle è sempre pronto a respingere. In teoria è sempre lui che manda in porta l’ingrato Krstovic con un rilancio di testa dalla trequarti difensiva.
Ederson 5,5: l’assist in canna per il possibile raddoppio di Bernasconi non compensa per il giudizio finale l’errore da scolaretto al settimo cronometrico. Avrebbe potuto calare il buio, anzi il sipario, visto lo svolgimento della partita (27’ st Maldini 6: ottiene un angolo, tiene la palla abbastanza alta, si dà da fare anche in copertura. Ma non convincerà mai appieno a suon di spezzoni).
Bernasconi 7: aveva pennellato il crossone dal fondo per il bis, tutto vanificato dalla combo Var-arbitro, roba molto cervellotica. S’attarda troppo a specchio semilibero facendosi recuperare da Wesley quel tanto che basta, poi Cristante lo ranza da dietro e lì è ancora più grave.
De Ketelaere 6: gioca molti palloni smistandone qua e là, con preferenza netta per le sovrapposizioni del laterale in catena. Non punge, anche perché sta accortissimo per non concedere spazi. E difatti la Roma non sazia il mal della Lupa nelle ripartenze. Però così si snatura.
Zalewski 7,5: arma tattica, iradiddio o ex al veleno, la pennella a rientrare che è un piacere per il matchball quasi subitaneo. Perfetto in copertura, idem nell’apertura sul bis cancellato dal Var, meno quando sbaglia il 2-0 a porta aperta dopo aver propiziato il flipper Ederson-Cristante (14’ st Musah 6,5: tostissimo in pressing e in copertura, quasi non si vede ma c’è).
Scamacca 6,5: maledetta “immediatezza”, per parafrasare la declamazione arbitrale sul fattaccio. Sempre presente anche se in calo di tensione alla distanza, suo principale o forse unico difetto vista la qualità delle giocate, sul gol annullato si spegne un po’ per riaccendersi alle soglie dell’intervallo. A fare clac sull’interruttore, lì, è Hermoso (26’ st Krstovic 6: bel diagonale e occasione da sfruttare meglio, ma suvvia, diamo i meriti a Svilar).
All. Palladino 7: opta per una soluzione inedita ma non per Zalewski, che in quel ruolo è nato. Non sbaglia nemmeno i cambi. Certo, la sua squadra è tosta più che qualitativa e continua a segnare troppo poco, anche se non era questa la chance più propizia per una goleada. SF


domenica 4 Gennaio 2026
