L’Atalanta manca la prova di maturità perdendo di misura con l’Inter, cui concede di fatto di mantenere la testa nel primo ko casalingo dell’era Palladino. A regalare il gol di Lautaro da 3 punti è Berat Djimsiti, a sbagliare l’1-1 in modo inverosimile è Lazar Samardzic nell’unica vera chance bergamasca nella ripresa. Ennesima conferma, comunque, che senza cuti degli attaccanti non si va lontano, almeno in un campionato sempre lontano dalla zona Europa.
Carnesecchi 6: su Lautaro e Luis Henrique fa il suo, nonostante la mezza incertezza nella prima occasione, ma sull’imbucata fatale non è da miracolo.
Djimsiti 5: rovina col passaggio in orizzontale in zona proibita l’0ttima prova offerta su Thuram. Anzi, perde i riferimenti proprio quando il francese esce regalando a Pio Esposito l’imbucata per Lautaro. E nel finale ci riprova passandola al napoletano di testa…
Hien 6,5: Lautaro gli sfugge quando l’errore del succitato ne libera due alla volta. Senza macchia, prima lo tiene benino.
Kolasinac 6,5: anticipi, recuperi e diagonali uscendo altissimo su Barella. Esce stremato (30’ st Samardzic 5,5: accompagna discretamente le manovre, salvo ciccare la palla decisiva per strappare almeno il punto. Perché aprire il piattone in quel modo?).
Zappacosta 6: una ripartenza sprecata dal un tiraccio frettoloso e il flessore destro gli chiede dazio (1’ st Musah 6: sa fare diagonali profonde e correre su e giù, ma non aggiunge granché).
De Roon 6: il suo allenatore lo ha eletto a re delle seconde palle. Sulle prime magari sbaglia un rinvio allo start, poi traccheggia in una zona del campo in cui non si decide alcunché.
Ederson 6: sale di tono alla distanza senza che sia mai sufficiente per il collettivo. Certo, quando si perde tempo a protestare per una deviazione di
Zalewski 6,5: finalmente buono anche sul piano difensivo, anche se Luis Henrique lo salta una volta nella prima metà, nel finale di tempo la scodella per un attacco ingrato. Chance fallita, ma era offside (20’ st Bernasconi 6,5: di lì la capolista non passa e per di più sa proporsi, proseguendo il buon lavoro del nazionale polacco. Le scodella e guadagna corner).
De Ketelaere 5,5: appoggia in porta sul fuorigioco di Zalewski, ma il pezzo migliore del repertorio è l’assist che Samardzic riesce a gettare al vento. Discontinuo, rallenta anche un paio di contropiede.
Pasalic 6: di stima e per il lavoro di contenimento su Calhanoglu, mentre da falsa ala la prende pochino (13’ st Kamaldeen Sulemana 5: dovrebbe imparare a imitare più Lookman che il Boga più individualista e innamorato del pallone, perché il terzo avversario è un po’ duro da saltare quando ne hai fatti secchi due e non vai in verticale. Palesemente rimasto al pre ritorno di ‘Mola, con quel settembre da due gol e due assist a Torino tra i granata e la Juve).
Scamacca 5,5: senza guizzi, apre almeno un contropiede e l’ultima azione CDK-Laki vanificata da quest’ultimo. Difficile farsi vedere, quando le linee di passaggio sono inesorabilmente tagliate e a doversele inventare è un terminale unico come lui. E nel finale della prima metà, che errore nel tentativo di incornare il cross di Zalewski anticipando di fatto il pallone per tagliare fuori anche Pasalic…
All. Palladino 6: Chivu fa meglio di lui impostando una partita di possesso, più che di uno contro uno. Gli accoppiamenti in marcatura saltano quando Djimsiti la combina grossissima. L’Atalanta, comunque, si conferma double face, grande in Champions e scricchiolante sul fronte interno. Del resto con la Beneamata non si vince da sette anni, in cui s’è perso undici volte, e questa è la nona consecutiva, con cinque pareggi. Il mister non esaurisce nemmeno le slot dei cambi, evidentemente consapevole di non avere soluzioni interne a sufficienza.
SF


domenica 28 Dicembre 2025
