A Bologna l’Atalanta prosegue la corsetta verso la zona che conta sorpassando una diretta concorrente sulle ali delle invenzioni di Charles De Ketelaere e dell’istinto da killer d’area ritrovato di Nikola Krstovic.

Carnesecchi 6,5: chiude l’angolino a Rowe senza rischiare troppo, e forse fa male, sugli spioventi dalla bandierina. L’area piccola appartiene al portiere. Ma non lo si batte lo stesso. Prodezza su Ferguson resa vana dal fuorigioco.

Scalvini 7: duello complessivamente vinto con Cambiaghi in una mezza sera meno volitiva in proposizione. Postura regale, sempre a testa alta, smorzando le giocate in aria altrui (23’ st Hien 6: pasticcia un po’ sgranocchiando il pallone come una cabala misteriosa. Brutto ma efficace, anche se lascia la chance a Rowe).
Djimsiti 6,5: una diga umana che nella ripresa pecca una volta su Cambiaghi che ha un altro passo.
Ahanor 6,5: generoso all’eccesso, prende falli per spezzare il fiato e pure un sacco di botte. Un diamante da sgrezzare, ma a questi livelli può starci eccome.
Zappacosta 6,5: sbuccia un paio di palloni di troppo, ma compartecipa all’azione per portarla avanti segnalandosi per la grande abnegazione nelle due fasi
De Roon 7: rimette laddove andava messa la palla per raddoppiare. In generale, assomiglia a un guardiano del territorio, un sorvegliante speciale, di quelli che però non si limitano a lasciare il bigliettino sotto la serranda del negozio. Se fisicamente è al top, passano in pochi.
Ederson 6: comincia fortissimo sbagliando anche l’impatto per un gol altrimenti certo, poi si affievolisce (32’ st Brescianini 6: riesce a tirare in porta).
Bernasconi 7: la media tra l’8 contro Orsolini e il 6 contro Rowe, che però deve girargli al largo. Forse seguirlo un attimino non sarebbe stata una cattiva idea, ma come quinto dalle attitudini difensive il cugino di secondo grado di Oliviero Garlini è un big.
De Ketelaere 8: destra o sinistra, poco importa, lui cuce il gioco e la fa da regista effettivo. Assist da mille e una notte, girello imperfetto nel secondo tempo. Giocatore delizioso a cui il gol in campionato, ma ne ha fatti due importantissimi a Francoforte e col Chelsea, manca dal 4-1 al Lecce del 14 settembre. Se ha ripreso il discorso il terminale unico di giornata, può farlo anche lui che ha il quadruplo della confidenza col pallone e col gioco (39’ st K. Sulemana sv).
Zalewski 7: spinge come un dannato, il che non gli impedisce di rientrare in copertura restando sempre a livelli di guardia (23’ st Musah 6: s’intruppa nella trequarti difensiva di casa salvo arretrare con l’ultima coppia di cambi).

Krstovic 8: altra doppietta a ruota della precedente il 21 settembre nel 3-0 in casa del Torino. Ci voleva l’edema al flessore a Scamacca per fargli rivedere la luce. Da cambio ha sempre fatto una fatica dannata. Trasferta perfetta, usando benissimo i due piedi, la testa e il fisico. Spalle alla porta ci sta il giusto, poi si gira e parte (32’ st Samardzic 6: forse dovrebbe tenere la palla di più prima di avventarsi in servizi estremi ai compagni. Aria di cessione o no, è uno che trenta lo fa ma il trentuno quasi mai).

All. Palladino 7,5: continua a centrare le scelte, in attesa del sipario sulla Coppa d’Africa. Kossounou non sta mancando, Lookman invece dannatamente. Zaleski è un ottimo surrogato con tutt’altre caratteristiche. Esseffe