Secondo l’uomo in panchina, per il quale abitualmente i dopogara corrispondono a una teoria di ringraziamenti al mondo Atalanta e dintorni, dalla dirigenza ai tifosi passando da staff e giocatori, scolpire nel marmo di un 4-1 indiscutibile i giudizi sui singoli è una mission impossible almeno quanto aver pensato di poterla ribaltare. Ma l’ottavo di ritorno in casa del Bayern Monaco è stata comunque la bella copia del brogliaccio da calcio inutilmente e incautamente sfacciato del palcoscenico di casa. E se qualcuno le ha beccate, altri sono stati spine nel fianco.

Sportiello 6: incolpevole e pure preso di mira in un primo tempo che poteva finire con chissà quanto gol. Pur senza miracoli, è sempre attento.

Kossounou 5,5: a essere generosi. Avesse preso Luis Diaz, qualche volta…
Hien 5,5: perde il duello con Kane, che si diverte a gabbarlo per imbracciare la doppietta in avvio di ripresa e poi dare il la al tris, e tanto basta all’assegnazione dell’insufficienza. Perché il ragazzo del ’99 è uno stopperone da duelli, altro non fa.
Scalvini 6,5: torna a sinistra per il riposo del guerriero concesso a Kolasinac, senza affatto sfigurare soprattutto a sostegno. Non è che Karl con lui davanti inquadri così niditamente la porta. E sul 3-0 l’assist è del tagliante che fa fesso un altro nome del terzetto (38’ st Ahanor sv: la prima partita da neo cittadino italiano. Tra non molto ci sarà anche l’azzurro).

Bellanova 7: privilegia la seconda fase del gioco, da ordine di priorità del piano gara. Si vede lontano un miglio che ha la voglia matta di dimostrare, in primis a se stesso, d’esser tornato il miglior assistman italiano. Ora, però, urgono continuità e cifre.
Pasalic 6,5: timing d’inserimento oltre la media, adattabilità tattica idem, generosità pure. Gliene capitano due in gioco aereo e la seconda diventa l’assist per il gol della bandiera, a otto giorni dall’averlo segnato personalmente a Bergamo.
Ederson 6: uno spettacolo quando difende a blocco basso sulla sottopunta, Guerrero, nondimeno tra i migliori, per ribaltare il fronte (12’ st De Roon 6: spunti da fermo a uso dei compagni, un po’ di caciara in mediana).
Bernasconi 7: la tenta anche di suo, dopo aver perso un brutto pallone nel primo tempo. Sulle fasce la Dea ha volato.

De Ketelaere 6 (12’ st Samardzic 6,5: quarto gol fuori confine per una riserva fino alla fine, a ruota di Bruges, Marsiglia e Borussia, due su tre da match winner. Da titolare non combina così tanto, preferisce il fuori copione).
K. Sulemana 5,5: Urbig gli sbarra il passo, lui dà costantemente la sensazione d’un’incompiuta. Versione stoccafisso allorché Kane decide che è il momento di imbracciare la doppietta (26’ st Raspadori 5,5: riassaggia l’ebbrezza di un rientro in realtà senza sapore né odore, perché di pallone dal suo ingresso sembra masticarne ben poco).

Scamacca 5,5: una mezza rovesciata in croce su palla del fiammingo. Troppo poco. E mastini di casa troppo ringhiosi (26’ st Krstovic 6).

All. Palladino 6,5: sempre a uomo nella zona, inteso come fase di non possesso, sceglie l’abbinata blocco basso & 3-4-2-1 soffittando il 4-2-4 da pressing altissimo dell’andata. E ribadisce che i moduli non c’entrano. Non gli resta che rimontare posizioni UEFA in campionato. Esse