C’è Davide Zappacosta premiato dall’UEFA come player of the match e Mario Pasalic che dopo aver fatto illudere della qualificazione precoce agli ottavi alzando la testa intercetta la palla in uscita di Kobel, un mancato rinvio dalla trequarti a difesa tagliata fuori, per il crossetto del fattaccio rivisto al Var. Nikola Krstovic ci rimette la testa, fasciata da un turbante, Lazar Samardzic si prende la gloria.

Carnesecchi 7: fa il suo per difendere il minimo vantaggio da Brandt e da Guirassy il massimo raggiunto una prima volta.

Scalvini 7: Beier è un cliente difficile ma vale anche il contrario, tant’è vero che il palo lo prende dalla parte di Kolasinac. Un leone quando sale a sostegno (32’ st Djimsiti 7: propizia il primo matchball sprecato da Samardzic).
Hien 8: esce palla al piede che nemmeno Franco Baresi, senza fissarsi su Guirassy a onta dell’abitudine inveterata al duello col centravanti nemico. E nel finale, nel momento più difficile, presidia l’area come fosse l’ultimo compito della sua vita.
Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6: non acciuffa una sola volta Adeyemi e a quest’ultimo basta per sognare i supplementari).

Zappacosta 8: premiato dall’UEFA come mvp, regala due fasi pressoché prefette mettendoci a metà del guado il guizzo delle certezza quantomeno di poterci provare.
De Roon 8: recupera una marea di palloni, oppure vi si avventa. Assist al contagiri per il tris di Pasalic, ma fa tutto bene, compreso un recupero nel finale più da thrilling di sempre della storia societaria.
Pasalic 8: la mette ancora e a quota 66 è il terzo marcatore di sempre del club che l’ga adottato. Più lampi di genio e di lucidità che guizzi, ma alla fine recupera la palla decisiva. Da mediano.
Bernasconi 8: l’intensità di questo ragazzo, che prima di assaggiare con abbondanza il paradiso del pallone aveva fatto solo la serie C e qualche amichevole estiva, è davvero di un altro mondo. Il primo tempo è da nove senza discussioni. Poi segna un po’ il passo.

Samardzic 7: dalle imprecazioni alla gioia in tredici giri di lancetta, da titolare deve dimostrare forse troppo per fare sempre la scelta più razionale. Non occupa come col Napoli, ma non ci gira lontanissimo. Un diesel che esce alla distanza.
Zalewski 7,5: meritava almeno un gol sulle tre occasioni nel primo tempo, ma di più gioca di squadra accompagnando le sovrapposizioni o aprendo le ripartenze (40’ st K. Sulemana 6,5: fa il suo tenendo sul chi vive una difesa molto malfunzionante per un buon terzo).

Scamacca 7: la botta e via, ma non essendo un centravanti d’area tiene alta la palla e la squadra concedendo uno scarico perfetto per frazione (27’ st Krstovic 7: un destro alto, un liscio senza saltare e il rigore procurato rischiando la commozione cerebrale sul colpo dello scorpione di Bensebaini).

All. Palladino 8: alla luce dei fatti non sbaglia le scelte, anche se a voler fare i preziosi Kolasinac non avrebbe mai fatto passare Adeyemi.
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