Forse cambiarne quattro rispetto al Torino non ha fatto benissimo all’Atalanta, sorpresa dal Pisa per quasi tutto il primo tempo e a tratti anche nel secondo. Marco Carnesecchi il migliore davanti all’illusorio apripista Nikola Krstovic, che fa molto meglio di Gianluca Scamacca anche a sportellate. Un quarto dei cambi, Hien per Djimsiti, era obbligato dall’infortunio di Djimsiti, ma Musah per Zappacosta, Pasalic per Ederson e proprio il romano complessivamente non hanno migliorato il rendimento di squadra. Molto meglio con la virata al 4-2-3-1 al settantesimo, ma a discapito della tenuta difensiva. S’era in casa del fanalino di coda, dopo tutto. Non dovrebbe essere questione di moduli.

Carnesecchi 7,5: Touré e Meister fermati nel primo tempo, Moreo di testa e Piccinini nel secondo. La tocca appena sull’1-1, ma se non fosse per lui altro che settimo posto a meno 2 dal Como.

Scalvini 6: sbaglia la zampata del vantaggio precoce nella ripresa, ma dietro finché c’è lui di testa la prende solo Moreo (25’ st Krstovic 7: terzo gol nella serie positiva di quattro. Non è Scamacca, anche perché sa di doversi tenere il posticino coi denti).
Hien 5,5: l’ultimo arrivato Durosinmi s’infila tra lui e Ahanor. Buonanotte alla quarta di fila. Con Meister bel duello, l’ultimo l’ha perso.
Ahanor 5,5: vedi sopra. Non convince nemmeno negli aiuti nel primo tempo uscendo vicino a Bernasconi. Perché non rimettere Kolasinac? L’esperienza la fa padrona, in situazioni del genere.

Musah 6: sgroppa e anticipa, ma al dunque gli mancano bilanciamento e precisione nell’ultimo passaggio (11’ st Zappacosta 6: non che faccia granché meglio, ma almeno pratica l’altra metà campo più assiduamente).
De Roon 6: traccheggia in mezzo, a parte un recupero alto a favore di Zalewski non fa. Ma non ha colpe.
Pasalic 6: in mediana si applica sentendosi però un leone in gabbia. Non incide pur non potendo affermare che deluda (11’ st Ederson 6,5: cambio di ritmo che avrebbe potuto essere decisivo. Nell’azione del vantaggio vede tutto alla perfezione).
Bernasconi 6: fatica tanto, ma Touré è un giocatore da folate e davanti si sveglia dal 18′ alla mezzora segnalandosi più che altro in copertura in attesa del centimetro concesso.

De Ketelaere 5,5: perde palla e il pari preso non può non pesare sulla sua coscienza. Aver servito un pallone di platino a Scalvini in mezzo a tanti slalom e puntatine, senza però vedere la porta in proprio, non può salvarlo dall’insufficienza.
Zalewski 6,5: gioca e stragioca, garantisce spola ed equilibrio, ci prova quando nessuno la tentava nemmeno per ipotesi ed esce pure vagamente seccato. Certo, se deve fare lui le pentole e i coperchi… (36’ st K. Sulemana 6: entra nell’1-0 delle grandi illusioni).

Scamacca 5: non la vede quasi mai tranne sulla sbucciata in allungo ricevendo l’unico pallone buono di Musah (11’ st Raspadori 6: meglio tra le linee, perché da falso nueve contro una difesa fisica non può certo fare il fenomeno).

All. Palladino 6: scelte non proprio centratissime, ma solo alla luce dei fatti. Il turnover, una parolaccia anche per l’ispiratore principe Gasperini, poteva pure avere un senso. Ma l’uomo di Grugliasco avrebbe rischiato di perderla riversandosi nella metà campo nemica. Troppo attendismo. Troppo Juric? Alla fine pesa l’errore del singolo che doveva tenerla, quella stramaledetta palla. Poi, vabbè, in un calcio estremamente livellato ci sta che un partitone di squadra dell’ultima in classifica non consenta altro che un gol e un punto. SF