L’otto pieno spetta a un Marco Carnesecchi paratutto a dispetto del finale da assedio e all’apripista Ederson, che poi la sforna per il tris di Giacomo Raspadori sporcato dal ritorno di fiamma del Milan. L’Atalanta risente della perdita di altri due difensori (caviglia destra di Scalvini, flessore destro di Kossounou) dopo il forfait (tendinopatria del retrocoscia sinistro), altrimenti di gol non ne avrebbe presi. Ecco le pagelle della San Siro molto più nerazzurra che rossonera.
Carnesecchi 8: freddo su Leao e Saelemaekers, nella ripresa ne sfodera delle sue a raffica. A risultato presuntamente acquisito oppure no, non cambia: Nkunku, Fofana o chi per loro gli sbattono addosso almeno alle soglie delle follie finali.
Scalvini 7: apre il corridoio per il vantaggio recuperando sempre dietro, fino a far spendere il giallo a Leao. Problemino alla caviglia destra, distorsione, e fuori (3’ st Kossounou sv, nemmeno il tempo di acclimatarsi; 18’ st Ahanor 5,5: va in confusione per dover difendere lo spigolo destro a piede invertito).
Hien 6,5: fa da ultimo baluardo davanti al portiere e ci riesce benissimo, quasi benedicendo la sindrome degli Hamstrings (tendinopatia del retrocoscia sinistro) che gli consente di riprendere il posto a Djimsiti. Enorme lo stop a Saelemaekers, poi nella rissa conclusiva perde i riferimenti e deve restare in trincea. Ammonizione assurda per fargli saltare il Bologna, che avrà mai fatto a Ricci?
Kolasinac 6: autonomia francamente limitata dopo aver demolito Loftus-Cheek in uscita. In ambasce in una linea a tre, non salta o quasi sull’1-3 di Pavlovic.
Zappacosta 7: la crisi di Bellanova si spiega col suo rendimento, mostruoso per un classe ‘92 con non pochissimi pregressi medici che sa metterci lo zampino sempre e comunque. Leao lo ubriaca un attimino, ma dietro c’è comunque la scialuppa di salvataggio (10’ st Bellanova 5: un rimorchio a Krstovic che se la mangia, ma dietro non ci si raccapezza mai).
De Roon 7: resta acquattato come un grande carnivoro e la coppia Ricci-Leao fa la fine della coppia di gazzelle sacrificali, per aprire il tre a zero firmato da Raspadori con l’apripista a rifinire. Arsenio Lupin.
Ederson 8: finalmente una fiondata laddove serve degna delle sue enormi qualità, più l’assist per metterla in ghiaccio. Era impossibile che cavasse d’impaccio quei tre dietro dopo una partita alle soglie della tenda a ossigeno.
Zalewski 7: a parte l’assolo del bis precoce sventatogli da Maignan, si distingue anche in chiusura, benché con discontinuità. Del resto è tornato a giocare sul lato per poter attaccare di fatto a quattro. Sporca a Fofana un pallone comunque pericoloso durante i sospironi nell’ultimo spicchio.
De Ketelaere 7: stavolta arretra meno del solito per far salire gli altri, anche per via del blocco bassissimo e schiacciato di un Diavolo senza sale su coda e forcone. Non a caso per l’uno-due l’impostazione ha la sua firma. Certo, non tira, ma se ci pensa chiunque altro… (18’ st Pasalic 6: qualche buon pallone davanti a inerzia comunque virata).
Raspadori 7: si sacrifica anche in ripiegamento, mentre davanti perde un po’ le misure dopo essere stato coessenziale al vantaggio per riscoprirle in avvio di secondo tempo con quel mancino prepotente da 3-0.
Krstovic 7: sponde e gomiti alti, pare aver imparato a giocare benone dando le terga a quel rettangolo magico, ma quando è di fronte servono sempre i guantoni nemici a fermarlo. Almeno finché lui si mangia il poker, ma suvvia, ha lavorato abbestia da uomo-squadra.
All. Palladino 7,5: da un lato all’altro, aprendosi sempre il corridoio per attaccarlo a due o a tre insieme. E la miglior versione di molti, big o meno big. Il finale tremebondo è figlio della difesa scombinata perché decimata. C’è da sperare, anche solo per il galantuomo che ha ampiamente dimostrato di essere, che il ritrovamento della sua Atalanta ideale agli occhi della società non sia troppo tardivo. Dipenderà dalla Conference League, quindi da Inter-Lazio in Coppa Italia, dal presunto nuovo mago del mercato Cristiano Giuntoli, dal diesse Tony D’Amico o da chi altri? Thiago Motta e il suo blocco basso convincono davvero qualcuno? Vincenzo Italiano è meglio e più futuribile di lui? La Dea del prossimo futuro lui la vorrebbe costruire. Il desiderio vale una letterina ai Percassi sperando si travestano da Babbo Natale.
Si.Fo.


domenica 10 Maggio 2026
