34a serie A – Cagliari, Unipol Arena – lunedì 27 aprile (ore 18.30)
Cagliari – Atalanta 3-2 (2-0)
CAGLIARI (4-2-3-1): Caprile 7,5; Zé Pedro 6, Mina 7, Rodriguez 5,5 (28’ st Dossena 6), Obert 6; Adopo 7, Gaetano 7; S. Esposito 6,5 (11’ st Palestra 6,5), Deiola (cap.) 6,5 (11’ st I. Sulemana 6), Folorunsho 7,5; Mendy 8 (1’ st Borrelli 6,5, 32’ st Belotti 5,5). A disp.: 12 Sherri, 24 Ciocci; 18 Raterink, 28 Zappa, 27 Liteta, 20 Albarracin, 9 Kilicsoy, 37 Trepy. All.: Fabio Pisacane 7.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6; Scalvini 5,5, Djimsiti 5,5, Kolasinac 6,5 (28’ st Kossounou 6); Bellanova 5,5 (11’ st Krstovic 5), De Roon (cap.) 4,5 (28’ st Ederson 6), Pasalic 6, Zappacosta 6 (11’ st Zalewski 6); De Ketelaere 5 (32’ st Samardzic 6), Raspadori 6,5; Scamacca 7. A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 4 Hien, 40 Obric, 69 Ahanor, 5 Bakker, 6 Musah, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 5,5.
Arbitro: Sacchi di Macerata 6,5 (Vecchi di Lamezia Terme, Moro di Schio; IV Di Marco di Ciampino. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. Fabbri di Ravenna).
RETI: 16” e 8’ pt Mendy (CA), 40’ e 45’ pt Scamacca (A), 2’ st Borrelli (CA).
Note: mezza sera serena e primaverile, spettatori 16.260 di cui 362 atalantini nel settore ospiti. Espulsi Murelli (vice all. C.) e Peluso (coll. tec. A.) al 50’ st per proteste. Tiri totali 9-11, nello specchio 4-6, parati 1-2, respinti/deviati 2-2. Var: 2 (check 1-0 per contrasto iniziale Adopo-Zappacosta, check 2-1 su posizione di De Ketelaere). Corner 4-6, recupero 5’ e 6’.
Cagliari – A meno 7 (54 a 61) dalla coppia Como-Roma a quattro turni dal termine, l’Europa ormai dipende solo dall’Inter, a meno che i campioni nazionali non decidano di mollare la Coppa Italia alla Lazio rinunciando al doble. Sedici secondi per andare sotto e quasi otto lancette per annaspare a Cagliari grazie alll’uno-due di Mendy, l’Atalanta impatta con la doppietta in proprio di Gianluca Scamacca salvo ricadere nelle solite amnesie favorendo il 3-2 di Borrelli. Prestazione opaca, a ritmi bassi, con giocate prevedibili e gruppo francamente in ambasce psicologiche e tecniche. Una big aggiunta, anche a fine ciclo, tanti errori non può davvero permetterseli. Intanto la squadra di Pisacane di fatto è salva, benché non aritmeticamente.
Bellanova, sostituto numerico dell’infortunato Bernasconi, non chiude la diagonale sull’esordiente da titolare tra i rossoblù che schiaccia il pallone dal centrodestra di Adopo, il core ‘ngrato di turno con Palestra in panca, mentre Deiola si occupa di fare un tagliafuori cestistico contro Scalvini. Un’azione iniziata da un contrasto proprio della mezzala che travolge Zappacosta e aperta a destra da Folorunsho. La misura errata di De Ketelaere per il medesimo e il retropassaggio in angolo da metà campo di Raspadori, pressato da Zé Pedro, danno idea della testa che non c’è. E sul primo tiro dalla bandierina, a rientrare, di Gaetano dalla destra, il patatrac, con Carnesecchi a fare il suo per dire no alla girata di controbalzo di Deiola con De Roon a impappinarsi e Djimsiti a deviare in caduta il sinistro del giovane della Primavera di Casteddu che s’impenna quanto basta. Disastro totale. Ci si mette anche Scamacca, al secondo contatto a con Mina, dal gomito alto alla craniata, alle soglie del quarto d’ora. Alla protezione spalle alla trequarti del centrattacco non fa seguito l’intesa fra i due trequartisti larghi a causa della seconda sganciata troppo lunga del fiammingo a due corsette dal ventesimo, mentre a metà frazione o giù di lì è Djimsiti a saltare con Scalvini sulla punizione dal centrodestra di Raspadori: mira alta.
A un tocchetto dalla mezzora c’è da dir grazie all’assistman dell’uno a zero, che invece di tirare cerca il pescaggio a Deiola, anticipato dal bosniaco al culmine di un contropiede di Mendy rifinito dal filtrante largo di Esposito su un errore di scarico di De Roon a CDK in scia alla manovrina della catena di destra col braccetto palazzolese sempre a infilarsi. Al 32’ Pasalic filtra per Zappacosta, fermato da Caprile ma comunque in offside. Il sorano non s’intende con la punta di Castel Bolognese arrivata da Madrid al posto di Lookman, altra chance sfumata (34’). Il sostanziale partner di linea del doppiettista ci prova invano avanzando tra le linee (37’). Il romano là davanti la dimezza a girello a scendere dalla sinistra dell’area ed è acqua benedetta all’inferno, grazie anche al suggerimento lungo di Kolasinac e la palla data al belga stoppato da Rodriguez a mo’ di assist involontario per il colpo da biliardo dell’uno a due. Ed è bravissimo a fare la prima punta vera aprendo un piattone centrale in controtempo per Caprile, con lieve deviazione del centrale succitato su cross di Scalvini dopo lo scambio con Bellanova da un calcio da fermo guadagnato proprio dal terzo bergamasco di destra.
Se sulla fiondata bellanoviana c’è il quasi autogol in spaccata d’un imbambolato Rodriguez sventata dal tuffetto in presa dell’ultimo ostacolo al 2’ di recupero iniziato, al 2’ scarso della ripresa il sostituto del doppiettista di casa è lesto a rimettere la freccia dopo corsa e tiro di Folorunsho fermato dal solo Kolasinac dopo il sombrero a Scalvini poco oltre il centrocampo con De Roon a perderselo e il tackle di Djimsiti evitato. Al 9’ Zé Pedro va troppo incontro alla terza palla dall’angolo destro, poi Palladino opta per l’artiglieria pesante da 4-2-4 con Krstovic quando di là c’è Palestra alto nel 4-5-1. Tocca a Scamacca a ribattere Adopo su uno schema velocissimo che il pendolino di Buccinasco sponda dal suo lato (16’), poi il montenegrino sbatte addosso a Folorunsho sullo scambio Pasalic-Scamacca.
I due davanti ottengono soltanto il primo corner dopo 23’, niente da fare. Neanche sulla palla che Kossounou dovrebbe mettere in area limitandosi invece ad allargarla per CDK e, sul seguito, Scalvini, virato a centrosinistra, sbaglia l’appoggio non si sa per chi dietro input di Raspadori. Samardzic prende il posto dell’esangue belga. Svarione mostruoso in disimpegno anche di Scalvini, a una sporca dozzina dal novantesimo, ma per fortuna il Gallo Belotti si ricorda di essere bergamasco e azzarda un dribbling di troppo toccando fra le mani chiuse di Carnesecchi in uscita. Sarebbe stato il colpo del ko. All’ottantesimo l’ivoriano sponda per la rovesciata di Pasalic, seguita al controllo di fronte, su schema raspadoriano, ma la porta è un po’ più in qua. Al 37’ Caprile la prende a Krstovic lungo la verticale Pasalic-Ederson, ma quantomeno è il primo tiro nello specchio della frazione. Raspadori calcia appoggiato dalla difesa di palla del compagno da doppietta, ma il portiere di casa non può farsi certo sorprendere.
Finalino infuocato con Adopo addirittura di tacco dritto per dritto da Palestra su iniziativa di Gaetano al 40’, Scamacca che incorna nell’angolino in lungolinea su cross di Samardzic con gran pezza di Caprile per poi saltare maluccio sull’angolo (44’). Al settimo di extra time Caprile esce per viole sul rilancio di Carnesecchi dalla trequarti difensiva ma poi rimedia alzando la botta di Raspadori. L’Europa non dipende più da una squadra da 1 punto nelle ultime tre uscite con quattro turni al gong. Sarà Conference League, a meno che il settimo posto non venga invalidato dall’Aquila.
Simone Fornoni


lunedì 27 Aprile 2026
