One man show: Duvan Zapata. Ecco perché l’Atalanta ha pareggiato con l’imberbe ma incontenibile Ajax. Il possente centravanti colombiano una settimana fa ha sgretolato la difesa del Midtjylland e mercoledì sera quella dell’Ajax. Un gol e due assist nella piovosa Herning, due gol spettacolari nella prima volta della Champions dalle parti del Lazzaretto. Un attaccante così teniamocelo stretto, stretto, in giro per il mondo sono rarissimi i centravanti come il nostro goleador. Insomma, per farla breve, un autentico top player. E comunque siamo curiosi di vedere che cosà combinerà martedì prossimo contro la difesa, peraltro non impenetrabile, dei campioni del Liverpool. E’ chiaro a tutti che il 2-2 finale non è solo opera di Duvan ma dell’intera Atalanta che ha rischiato di andare sottacqua ma poi ha avuto il coraggio di reagire e di spaventare gli spavaldi lancieri. Ahi ahi Malinovskyi che ha avuto tra i piedi il pallone del 3-2. Forse la vittoria sarebbe stata eccessiva. La bellezza di una sfida tra due squadre come Atalanta e Ajax era da ricercare, in modo particolare, nelle mosse tattiche dei due allenatori. Nel primo tempo ha vinto Ten Hag, nel secondo tempo Gasperini. Il tecnico olandese si è presentato con una formazione oltremodo offensiva schierando a destra il furetto Antony che ha annichilito Toloi e soprattutto ha messo Tadic nel doppio ruolo di regista e mezzapunta. Questa mossa ha scardinato le certezze dei nerazzurri in mezzo al campo. Chi doveva prenderlo? Ci ha provato Freuler che aveva altri compiti, poi nel secondo tempo ci ha provato Romero che ha messo la museruola al capitano dei lancieri. E non è un caso che nella ripresa l’Atalanta sia riuscita nell’impresa di agguantare un pareggio sacrosanto. L’Ajax ha cominciato con il 4-2-3-1 che spesso e volentieri si trasformava in 2- 5- 3 perché il due esterni salivano a velocità supersonica con, appunto, Tadic che si muoveva ad intermittenza tra le altissime linee biancorosse e scompaginava le idee di gioco dei nostri. Una superiorità che, per fortuna, non si trasformava in gol almeno fino al calcio di rigore, invece è stata l’Atalanta più vicina al gol con Ilicic che ha sciupato in malo modo un calcio di rigore in movimento di Djimsiti, uno dei migliori in campo. Poi lo scomposto intervento di Gosens su Lessina Traore, altro attaccante temibile, che ha provocato il calcio di rigore trasformato da Tadic e la papera di Sportiello che ha regalato il pallone tra i piedi di Traore, dopo una velocissima fuga di Neres sulla sinistra, Toloi fuori posto, per il raddoppio. Subito si sono addensate nubi nerissime sopra il Gewiss Stadium. Invece Gasperini ha reimpostato la squadra con Gomez terzo attaccante a sinistra ed è cominciata la rimonta che in sei minuti, grazie allo spettacoloso Zapata, ha riacciuffato il risultato. In difesa Djimsiti e Romero hanno fatto la differenza, in mezzo Freuler è assurto a dominus incontrastato e Pasalic ha rotto gli indugi con incursioni decisive e quasi segna il 3-2, Gomez sempre efficace (non contento per la sostituzione, ma è un eufemismo) Hateboer e Gosens più puntuali negli interventi mentre è da premiare il miglioramento di Ilicic, ancora spuntato. E’ mancato invece Malinovskyi che ha sciupato un’occasione d’oro. Da ammirare l’Ajax con Tadic, Neres ed Antony, un po’ meno Gravenberch. E adesso il Liverpool. Non sono due punti persi, anzi anche se la qualificazione agli ottavi di finale, salvo imprese clamorose, si giocherà, Covid permettendo, il 9 dicembre all’Amsterdam Arena. E sarà una altra partita giocata a scacchi.
Giacomo Mayer