Stavolta Raffaele Palladino si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A Bologna ce n’è una ritrovata: “Per Krstovic la doppietta significa energia pura, ma io per giudicarne la prestazione guardo ad altro. Anche alla fase di non possesso. Nikola ha lottato, battagliato e fatto reparto bene con Zalewski e De Ketelaere che gli giravano sotto, ha interpretato alla grande la partita. La sua è stata una risposta da campione, anche all’assenza di Scamacca.

Lo spottone dell’allenatore dell’Atalanta al risolutore doppio del “Dall’Ara” viene proiettato presto al resto del gruppo: “Ho visto una squadra che ha sudato la maglia attaccando e difendendo insieme.
C’è un grande entusiasmo, sostenuto da una grande condizione fisica. Il calendario è fitto, ma ho giocatori molto forti anche di testa. Stasera bastava un pizzico di qualità in più per sbloccare il risultato. Il Bologna è una squadra dinamica e di qualità che ha proposto giocatori freschi e riposati, perché rimasti fuori contro l’Inter. Benissimo, oggi, ma bisogna continuare a martellare”
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“I punti persi all’inizio sono stati tanti, ma stiamo scalando posizioni, anche se le concorrenti davanti spingono. Mi ritengo un uomo fortunato, i ragazzi si applicano e si fanno sempre trovare pronti, si sentono tutti coinvolti. Mi seguono in tutto, mi rende orgoglioso averli visti a questi livelli – continua il tecnico nerazzurro -. Io, poi, sto dando fiducia a chi in questo momento merita, non ho titolari fissi, nemmeno schemi fissi, Krstovic per me può giocare anche sotto Scamacca. Non dimentichiamoci che abbiamo cinque giocatori fuori, compresi Kolasinac e Gianluca persi nelle rifiniture. Brescianini e Kamaldeen sono entrati bene, Krstovic ha fatto una grandissima partita, Ahanor che ha 17 anni addirittura meravigliosa”.

Il giudizio positivo a tutto tondo dell’uomo in panchina trova l’eco nella voce dello spogliatoio, anche in campo. “Siamo tornati la vera Atalanta, abbiamo tolto il palleggio agli avversari. Siamo a due vittorie di fila contro avversari difficili, è già un mese che stiamo lavorando molto bene – assicura Marten De Roon -. Questa squadra ha qualità, quando va al massimo. La partita è stata preparata bene, nel primo tempo non abbiamo lasciato al Bologna lo spazio e il tempo per giocare, abbiamo recuperato tanti palloni.
Col mister è tornata nei giocatori la voglia di essere protagonisti. Lo dimostrano le prestazioni e la determinazione di quelli che solitamente giocano meno e quando entrano sanno essere decisivi”
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Il capitano sostiene la sua narrazione con un esempio di reparto: “In difesa siamo in un momento di difficoltà. Non c’è Kossounou, ma è rientrato Scalvini. Abbiamo perso Kolasinac, ma al suo posto Ahanor ha giocato con la maturità di un ventottenne”. Questione di fiducia, per la diga dei Paesi Bassi: “Quella che Carnesecchi ha regalato ai difensori con la parata importante. Noi dal centrocampo in giù, quando togliamo la palla agli avversari, diamo a nostra volta fiducia agli attaccanti. Abbiamo tolto il palleggio al Bologna costringendolo alle palle lunghe, che poi abbiamo puntualmente recuperato per creare il contesto ideale per Krstovic, che ha fatto una partita straordinaria. Miranda rimaneva alto e i nostri braccetti aggredivano per creargli spazio intorno”. Giudizi da allenatore in campo, ma in futuro? “Palladino mi ha detto che è un mestiere impegnativo. Se mi considerano un allenatore per i compagni, è un complimento. Di sicuro quello vero ci ha riportato entusiasmo e anche una sana rivalità tra i giocatori per prendersi il posto in squadra. Guardate Krstovic…”.

Infine, il protagonista dell’ultima di andata, presentatosi solo ai microfoni di DAZN quale migliore in campo per la Lega di Serie A. “Sono tre punti importantissimi dopo aver dato tutto, adesso abbiamo la partita in casa sabato. Dei miei due gol il primo è merito solo di De Ketelaere, pensavo tirasse e invece mi ha dato la palla: ringrazio Charles per il bell’assist – il pensiero di Nikola Krstovic -. Dedico un gol a mio figlio e l’altro al Montenegro che festeggia il Natale ortodosso. Io festeggerò a casa con la mia famiglia… e poi c’è il Torino per continuare a vincere”.
SF