La ricetta di Raffaele Palladino dopo il tris Roma-Bologna-Torino? “Il momento è buono e va cavalcato. Il primo obiettivo è fare più dei 28 punti del girone d’andata. Siamo a 31, ce ne sono a disposizione ancora 54. Serve mentalità per fare il più possibile e anche per contrastare la verticalità del Pisa“. Il tecnico dell’Atalanta, ovviamente, alla vigilia dell’anticipo non può eludere la questione del colpaccio del calciomercato di riparazione: “L’impatto di Raspadori è positivo, è un giocatore forte che completa un reparto offensivo già molto forte. M’è sempre piaciuto molto, anche alla società, che essendo ambiziosa l’ha voluto e l’ha portato a Bergamo. In avanti siamo tanti calciatori forti”.
E fanno undici italiani, compreso il prossimo naturalizzato (maggiorenne dal 23 febbraio) Ahanor e il nazionale polacco Zalewski, “giocatore forte di grandi potenzialità che mi ha sorpreso per la sua duttilità e nella nuova posizione mi sta dando equilibrio, qualità e imprevedibilità, da uno nato da esterno alto da 4-2-3-1 che sa fare anche il quinto”. Anche se il mister cita il prestito cagliaritano Marco Palestra tra le risorse del club: “Il senso di appartenenza è bello, abbiamo tanti italiani in rosa ed è importante anche per la Nazionale. Ma noi non facciamo distinzioni. Vogliamo giocatori forti. Raspadori rispecchia i canoni dell’Atalanta: italiano, giovane, di alto livello, con gol, assist e dribbling. Ringrazio la società per averlo riportato in Italia“.
“Un mese e mezzo fa avevamo una conoscenza reciproca diversa con la squadra. Non ho avuto segnali di cali e disattenzioni, ho visto i ragazzi molto concentrati e col giusto atteggiamento per la partita di domani – la premessa sulla sfida del venerdì sera -. L’insidie sono sempre dietro l’angolo, è un campionato particolare in cui le grandi faticano con le cosiddette piccole. Il Pisa in casa è temibile, di gamba, di velocità e di ripartenza. Senza mentalità giusta, si corrono rischi”.
“Bisogna stare attenti ai dettagli. Il Pisa è una squadra verticale e diretta, giocando su Touré che è il quinto a destra e sul lancio del portiere. Partirà forte e ha messo in difficoltà tanti avversari”, aggiunge l’allenatore nerazzurro. Che poi si sofferma sull’abbondanza anche dietro: “Abbiamo recuperato Kossounou dalla Coppa d’Africa che oggi si allenerà con la squadra ma sta bene nonostante le tante ore di viaggio, è tornato con la giusta carica. Da Kolasinac ho avuto ottime risposte, si allena ormai da tre giorni ed è pronto. Mancano solo Bakker, Djimsiti e Bellanova”.
C’è un titolare che sembra inamovibile, a sinistra sul piede forte: “Bernasconi deve continuare a lavorare e migliorarsi. è un ragazzo serio e un grande professionista. Ha personalità: buttato dentro in partite molto importanti, ha dimostrato di essere di grande prospettiva rispondendo sempre benissimo. Può migliorare nell’ultimo passaggio, nel chiudere l’azione, nel cross: ci sta lavorando”.
La mossa nella finestra di gennaio sta dischiudendo orizzonti sempre più ampi. “Amo i calciatori forti e davanti più ne ho più sono contento. Abbiamo duttilità, caratteristiche diverse. Ho giocatori forti e duttili, anche Samardzic è tra la soluzioni. Loro spingono in allenamento per indirizzare le mie scelte – riflette Palladino -. I subentrati sono determinanti, vedi Pasalic che col Torino è entrato e ha chiuso la partita. Con Raspadori che può fare la sottopunta possiamo giocare anche col 4-2-3-1. Tra lui, Lookman che tornerà dalla Coppa d’Africa, Sulemana, Maldini, De Ketelaere, Scamacca e Krstovic le alternative sono infinite”.
Spazio anche all’allargamento del Sinigaglia chiesto dal catalano di Como, Cesc Fabregas: “Campi stretti o larghi? Il gioco del calcio è fatto di ampiezza e verticalità. Il Pisa ha il vantaggio della verticalità in un campo un po’ più stretto, ma una squadra forte e ambiziosa come la nostra deve adattarsi a ogni situazione. Le difficoltà servono per sviluppare le soluzioni: bisogna andar loro incontro per adeguarsi e trovare strade nuove”. Dove vuol andare a parare una Dea così ambiziosa e in risalita prepotente? “Ne abbiamo parlato nello spogliatoio. Per adesso puntiamo a fare più dei 28 punti del girone d’andata. Ce ne sono ancora 54, dobbiamo avere mentalità e ambizione per farne il più possibile. Stiamo facendo un grande percorso e i ragazzi sono straordinari, ma bisogna spingere in questi due mesi perché si deve andare forte. E’ un momento buono, va cavalcato”. SF


giovedì 15 Gennaio 2026
