L’Atalanta e Raffaele Palladino sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per ripiegare sulla rimonta coi 15 punti in palio residui in campionato. Questa è la semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Lazio, a Bergamo, vista dalla vigilia: “Sono io a dover dare qualcosa in più ai tifosi per ripagare il loro affetto, sono io a dover ripagare la fiducia della società quantomeno centrando la finale. Questa non è solo la partita più importante, è ‘la partita’”.
La premessa del tecnico s’accompagna alla rivendicazione del percorso. “E’ a un mese dalla fine della stagione, si dà per scontato quanto s’è fatto ma guardandoci indietro dobbiamo andare orgogliosi della nostra scalata alla classifica. Siamo arrivati a giocarci una partita che può spostare i giudizi su tutta l’annata, ma non era scontato, dopo un inizio altalenante”, prosegue l’allenatore nerazzurro.
Il fattore ambientale, a sentire il protagonista sulla tolda di comando, conterà più di tutto. “Giocare davanti ai nostri tifosi, che domenica mattina allo stadio ci ha dato un forte abbraccio venendoci a caricare, ci rende molto motivati a guadagnarci la finale di Coppa Italia. Molti ragazzi hanno affrontato varie volte situazioni di questo tipo, per cui serve la maturità giusta”.
“La Lazio col Napoli ha giocato la migliore partita dell’anno, è allenata benissimo da un ottimo allenatore come Sarri, è un avversario impegnativo. Rispetto all’andata è come fossero due competizioni diverse, lo stato di forma all’epoca era l’opposto. Non serve come alibi, la Lazio ha recuperato tanti giocatori importanti e noi lo stesso: non conta la stanchezza fisica ma la mentalità.
In queste tre settimane abbiamo lavorato con continuità, fuori dalla Champions, anche sui dettagli, sui recupero degli infortuni pre e post Nazionali. Con Juve e Roma sono state ottime prestazioni, a Roma abbiamo retto sul piano fisico in crescendo nel secondo tempo. Conta la voglia di arrivare in finale, la personalità, il coraggio: i miei giocatori conoscono l’importanza di questa partita”.
I precedenti con la Lazio li abbiamo analizzati, come ti attaccano e come si difendono. In due giorni a disposizione per il piano gara non è semplice. Ma abbiamo conoscenze su che tipo di partita sarà: stiamo attenti soprattutto quando la Lazio è senza palla”.
Con la Roma Scalvini e Kolasinac sono andati fuori all’intervallo per problemi fisici, De Ketelaere è sfebbrato da tempo, oggi è al cento per cento. Sono tutti a disposizione, tranne Hien che è l’unico assente, ma vanno valutati secondo come rispondono domattina.
E’ come se fosse una partita secca, non ragioniamo su eventuali supplementari e rigori. Cercheremo di andare in campo con la nostra stessa mentalità: vorremmo rivivere una notte da Atalanta, come col Chelsea e il Borussia Dortmund.
Qui ho trovato una famiglia, una società sana, seria e che ti fa lavorare nel miglior modo possibile. E’ un sogno poter lavorare qui, li ringrazio perché Antonio e Luca Percassi e Tony D’Amico sono sempre presenti e pronti a darti sostegno. Spero di ripagare la fiducia almeno col raggiungimento della finale.
Prima di arrivare a Bergamo mi avevano detto che il popolo bergamasco avrebbe sempre apprezzato che io dessi il massimo per questo simbolo, per questi colori. Ho dato il massimo dal primo giorno, sono più io che devo dare ai tifosi che non il contrario, mi sento uno di loro, mi sento stimato e benvoluto.
Le sensazioni per il campionato sono che vogliamo fare una partita seria e importante, due vittorie e saremmo in Europa League. Ma sono positive, io sono una persona positiva e trasmetto positività. Per il campionato ci penseremo, ma credo sia ancora tutto aperto, il mio messaggio è che non molleremo fino alla fine provando ad arrivare in Europa anche lì. L’importante è dare tutto per non avere rimorsi dopo l’ultima partita.
Ci possono essere similitudini tra il nostro sistema di gioco e quello del Napoli, ma sono soltanto numeri, si può stare più alti e più bassi. L’idea potrebbe essere la stessa, noi a partita in corso spesso cambiamo perché non siamo vincolati a un solo modulo.
Abbiamo provato oggi i rigori facendo una sequenza, deve diventare un gesto ripetitivo perché nel corso di una stagione a molti capita di non tirarne mai. Ma speriamo di non doverci arrivare domani…
Non mi emoziono così facilmente. A parte i tifosi che mi fanno venire i brividi. Le partite vanno studiate e preparate bene. L’importante è la risposta dei ragazzi a richieste chiare: probabilmente è la sfida più importante della mia carriera, la sento di più perché viene dopo una rincorsa molto bella.
Percepisco la voglia di Coppa Italia dei giocatori che hanno già giocato due o tre volte la finale di Coppa Italia, sentono anche di aver ricevuto qualche torto in qualche finale.
Scamacca e Krstovic? Due centravanti forti sono una fortuna. Hanno superato venti gol messi insieme. Danno il massimo, non è detto che non possano giocare insieme.
La parola gruppo non è scontata né banale. Quando i miei ragazzi perdono, stanno male. E nello stare male trovano una reazione positiva e immediata. Carnesecchi si sentiva responsabile della sconfitta con la Juve e s’è rialzato subito: è una cosa che hanno dentro, innata.
La squadra sta crescendo ancora, poi non è detto che quando giochi bene vinci le partite, Roma e Juventus ne sono la testimonianza.
Questo gruppo ha vissuto serate importanti e anche sconfitte in finale. L’abbiamo preparata nei minimi dettagli. Mi auguro che la squadra faccia una grande partita”.
SF


martedì 21 Aprile 2026
