Un colpo di testa, su cross pennellato da sinistra di Orsic, uno dei grandi rivali dell’Atalanta in Champions League in maglia Dinamo Zagabria, per portare ai supplementari un’ingrata Croazia che nonostante qualche regalo di troppo finisce per soccombere comunque alla Spagna nell’ottavo di Euro 2020 a Copenaghen. Il quarto gol di Mario Pasalic nella sua nazionale alla presenza numero 27, la seconda da subentrato (a Kovacic all’85’ contro l’Inghilterra nel girone, a Vlasic al 79′ stavolta) in questa edizione della rassegna continentale, è bastato giusto a firmare il 3-3 in rimonta delle illusioni prima di soccombere nel primo extra time ai gol di Morata (10′, controllo di destro e sinistro sotto il sette opposto) e Oyarzabal su due assist di Dani Olmo.

Si tratta del quinto giocatore nerazzurro a segno nella fase finale: record di Real Madrid (2012), Barcellona (2000) e Anderlecht (1984) eguagliato. Stessa sorte, in precedenza, ad Aleksey Miranchuk, uscito ai gironi, Matteo Pessina (2), Joakim Maehle (2) e Robin Gosens. Una partita assolutamente folle, quella di Telia Parken, inaugurata dall’incredibile autorete dopo 20′ del portiere iberico Unai Simon che di esterno destro impatta il retropassaggio lungo di Pedri al limite deviandolo nella propria porta. Pari di Sarabia al 38′ in tap-in dopo la respinta di Livakovic su Gayà, poi nella ripresa il doppio vantaggio che pareva aver chiuso i conti, grazie ad Azpilicueta (12′) in gioco aereo su cross di Ferran Torres da mancina e a quest’ultimo su filtrante di Pau Torres (31′). All’85’ Orsic, prima di servire l’inusitato e temporaneo pari a SuperMario, infila dopo il rinvio sulla linea del firmatario del 3-1 su Budimir, servito dalla destra da Modric. Nel supplementare Unai Simon accompagna oltre il montante il tiro a rientrare di Orsic, a sua volta sostituto dello spento Rebic, mettendoci la mano sinistra per dire di no al possibile 4-3 di Kramaric sull’asse tra il precedente e proprio Pasalic.